Milano citta’ globale, NY esempio metropolitano

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Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, intervenuto oggi ad America 24 su Radio24, sposa l’idea di Mario Platero, ovvero la necessità di una forte campagna per Milano Globale. Sul confronto Milano New York Maroni dice: “Milano formalmente è già città metropolitana, nella sostanza c’è ancora Milano città e tutti gli altri comuni che formano la città metropolitana, ma che ancora non si sentono città metropolitana, bisogna lavorare molto in questa direzione. Da questo punto di vista certo New York può essere un esempio, perché è riuscita a trasformare realtà diverse in una città metropolitana. Quindi New York anche da questo punto di vista può essere un punto di riferimento importante.”

Maroni prende atto delle difficolta’ da superare: “Milano sta vivendo una fase straordinaria, un nuovo rinascimento perché c’è un’energia straordinaria. Dobbiamo però vincere molti pregiudizi che sono diffusi nel mondo sull’Italia. Come quello di un paese che non è efficiente, dove non si può investire. Ecco Milano è molto diversa da questo stereotipo. E dobbiamo far capire e far conoscere quanto efficiente e quanto bello sia investire a Milano ma anche vivere a Milano.”

Maroni inoltre spiega il progetto per Milano città della Salute: “Sul ruolo di Milano come capitale europea delle scienze della vita, della ricerca scientifica, della ricerca medica, della ricerca biomedica abbiamo investito risorse importanti.” e aggiunge : “Abbiamo allestito due grandi aree, una a est e una a ovest di Milano, nella zona ex area Falck, dove c’era un’acciaieria Falck che sono 150 ettari e dall’altra parte l’area dove si è svolta Expo Milano 2015 altri 110 ettari. E vogliamo lì realizzare da una parte la città della salute e della ricerca, e cioè una struttura innovativa in Europa e non solo – sull’oncologia in particolare – e dall’altra parte invece human technopole – un investimento da parecchi miliardi di euro nei prossimi 10 anni sulla genomica, sullo studio del genoma umano per prevenire le malattie. Questi investimenti fanno di Milano, già così, la capitale europea della scienza della vita, se poi la commissione europea dovesse decidere di assegnare a Milano l’agenzia europea del farmaco, una specie di food and drug administration, beh allora Milano diventerebbe nel mondo un punto di riferimento straordinario per queste attività.”

“Sono tanti i concorrenti, sono circa 20 le città candidate” e “avere l’agenzia europea del farmaco a Milano vuol dire avere una forza straordinaria.” Ci stiamo muovendo di comune accordo, la regione, il governo, la città metropolitana di Milano. Abbiamo presentato un dossier di candidatura molto forte. Io ho messo a disposizione il Pirellone, un palazzo storico nel centro di Milano, 30 piani come sede per Ema, ed è stato molto apprezzato e ha reso li nostro dossier molto forte e competitivo. La scelta però purtroppo, temo, non sarà solo sulla qualità del dossier perché altrimenti Milano vince, ma come tutte le scelte fatte nella politica dovranno tener conto anche di altri fattori. Ecco noi stiamo lavorando perché prevalga la consistenza del dossier rispetto a valutazioni geopolitiche che in questo caso non hanno alcun senso di essere messe sul tavolo.”

LN-LOMBARDIA. CITTA’ SALUTE, MILANO E SESTO IN POLE POSITION

 

(Ln – Milano, 22 feb) La piazza d’armi della Caserma
Perrucchetti di Milano e l’area ex Falck di Sesto San Giovanni.
Sono queste le due ipotesi più probabili di localizzazione della
Città della Salute. La scelta sarà effettuata in tempi brevi,
presumibilmente già il prossimo 7 marzo, una volta completati
gli approfondimenti tecnici relativi all’accessibilità del sito,
ai costi e alla tempistica di realizzazione. Sarà dunque
preferita la soluzione che darà migliori garanzie su questi tre
punti.
E’ quanto ha reso noto il presidente della Regione Lombardia
Roberto Formigoni, che ha riferito in conferenza stampa le
decisioni assunte oggi, con il consenso di tutti i soggetti
interessati, dal Collegio di vigilanza dell’Accordo di Programma
della Città della Salute.

“Questo progetto straordinariamente importante e di assoluta
eccellenza va avanti – ha confermato Formigoni -. Con senso di
responsabilità abbiamo dovuto tenere conto delle novità portate
dalla crisi economica e dal ridimensionamento delle risorse
pubbliche nazionali, che ci hanno portato a prendere in
considerazione altre ipotesi, oltre a quella dell’area di
Vialba, i cui costi sono cresciuti in maniera non sostenibile”.
“Nella prossima riunione del Collegio di Vigilanza – ha spiegato
Formigoni -, già convocata per il prossimo 7 marzo, saranno
esaminati i risultati del lavoro dei tecnici. La scelta
dell’area si baserà sulla possibilità di realizzare l’opera nei
tempi più rapidi, con i costi più bassi e con tutte le garanzie
di accessibilità e pulizia dei terreni che sono necessarie”.

IMPEGNO REGIONALE E VIALBA – Regione Lombardia si era impegnata
nel 2009 a mettere a disposizione 228 milioni di euro per questo
progetto. A valle di una riduzione delle risorse statali la
stessa Regione ha aumentato la propria quota di finanziamento,
portandola a 330 milioni. Tuttavia, il progetto relativo
all’area di Vialba ha visto crescere in maniera significativa e
insostenibile i costi. Si tratterebbe di circa 90 milioni in più
per la realizzazione di 3 vasche di laminazione a nord
dell’ambito di intervento (circa 30 milioni), l’istituzione di 2
shuttle dedicati (45 milioni in 30 anni di concessione), la
realizzazione della viabilit` locale di collegamento con la
nuova Rho-Monza (5 milioni) e i costi di cessione dei terreni da
parte della proprietà (Inps).

PERRUCCHETTI – Sono state dunque valutate dai tavoli tecnici
ipotesi localizzative alternative. In particolare sono state
esaminate nelle scorse settimane tre proposte: l’area di Porto
di mare; l’area di proprietà del Canale Navigabile Cremona-Po;
la Piazza d’armi della caserma Perrucchetti. Le prime due sono
state accantonate per problemi relativi a interventi di bonifica
estesi e all’occupazione di una parte delle aree da varie
attività anche non autorizzate.
“La terza, la Piazza d’armi – ha spiegato ancora Formigoni – non
presenta particolari criticità sotto il profilo territoriale e
infrastrutturale, ma h di propriet` dello Stato, in uso al
Ministero della Difesa. Nella riunione di stamattina il Comune
di Milano ha avanzato un’ipotesi operativa riguardo la cessione
in tempi più rapidi e a costi ridotti rispetto a quanto
ipotizzato in sede tecnica”.

SESTO SAN GIOVANNI – Una lettera ufficiale del sindaco di Sesto
San Giovanni ha manifestato ieri l’interesse ad ospitare
sull’area ex Falck la Città della Salute. Nel documento si
evidenzia che l’intervento potrebbe essere realizzato sulle
aree destinate a standard e di conseguenza la cessione dell’area
alla Regione avverrebbe a titolo gratuito e su area già
bonificata. “Questo consentirebbe – ha commentato Formigoni – di
rispettare i costi già previsti per l’intervento e tempi rapidi
per l’avvio dei lavori”. L’area ha adeguati livelli di
accessibilità, confina con la linea 1 rossa della MM, la linea
ferroviaria Milano-Venezia ed è vicina alla tangenziale che
porta in pochissimi chilometri all’aeroporto di Linate. Quanto
alla bonifica dell’area, il sindaco Oldrini – presente oggi alla
conferenza stampa a Palazzo Lombardia insieme al presidente
dell’Istituto Besta Alberto Guglielmo, al presidente
dell’Istituto dei Tumori Giuseppe De Leo e al direttore generale
del Sacco Callisto Bravi – ha sottolineato che il progetto è già
stato elaborato e approvato e che le operazioni di bonifica
potrebbero essere svolte contestualmente ai lavori di scavo.

SACCO – “L’abbandono del progetto nell’area di Vialba – ha
precisato Formigoni – adiacente all’ospedale Sacco, non
costituisce in nessun modo un ridimensionamento dell’importanza
e delle ambizioni di questa struttura. Il Sacco infatti
rappresenta un centro di riferimento polispecialistico, con
alcune eccellenze a livello nazionale, e potrà sviluppare le
proprie specificità indipendentemente dalla realizzazione in
loco della Città della Salute. Stiamo inoltre valutando un
importante progetto di riqualificazione della struttura”. (Ln)