Fashion Film a Villa Litta

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Il lusso e lo sfarzo rivivono a Villa Litta a Lainate (MI). Grazie a un Fashion Film.
Non manca di sorprenderci, incantare e coinvolgere. Negli ultimi mesi la cinquecentesca Villa ha saputo mostrare più che mai la sua versatilità, scelta per una campagna di sostenibilità ambientale nazionale che ha avuto protagonista Maria Grazia Cucinotta, per 4 puntate della la goliardica trasmissione Paperissima Sprint, per set fotografici di grandi marche dell’arredamento e per docufilm solo per citarne alcune.

In piena estate, nei giorni scorsi la dimora di delizia a pochi chilometri da Milano è stata scelta ancora una volta come location da una casa di produzione – Kinedimorae – impegnata a girare un Fashion Film in costumi d’epoca per pubblicizzare la casa italiana di profumi di lusso Casamorati. Una casa nota e presente nelle più gradi boutique internazionali, dal magazzini Harrod’s di Londra ai centri di Dubai e Mosca.

Attori, cineoperatori, truccatori e tecnici hanno voluto trasformare le sale del Ninfeo e i giochi d’acqua nel set cinematografico che ha fatto da sfondo al lancio della linea Xerjoff luxury perfume.

“Ora il film è in postproduzione – ci spiegano dalla regia – e girerà i più importanti festival internazionali del settore. Sarà online su tutti i canali Kinedimorae e Xerjoff. Il nostro cliente lo utilizzerà sul web e nei suoi store in tutto il mondo, e non esclude la possibilità di mandarlo negli schermi e monitor di tutti gli aereoporti principali del mondo”.

Produttore esecutivo: Claudia Di Lascia
Regista: Michele Bizzi Direttore della fotografia: Marco Sirignano.

Il cast degli attori e modelli era tutto internazionale: Luiza Munteanu, Raja Cojoceanu, Matteo Marasciulo, Aurelio Trombetta. L’operatore steadycam Giovanni Gebbia è un nome noto nel settore (è l’operatore di Paolo Sorrentino e tanti altri registi italiani).

Il reparto trucco e Parrucco è stato affidato alle Make-up artist premiate nel cinema italiano: Elisabetta Flotta e Ida Coppola. Lo stylist e i costumi sono a cura di Paola Daverio.

La Sposa Bambina

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Khadija Al-Salami, prima donna yemenita a diventare regista e produttrice, è la regista del film “La Sposa Bambina” che arriverà nelle sale italiane con Barter Entertainment a marzo 2016. Vincitore del Premio Best Fiction al Dubai Film Festival, La Sposa Bambina racconta la storia di Nojoom, una bambina yemenita che riesce a fuggire dal suo sposo aguzzino, ottenendo il divorzio all’età di 10 anni. Nojoom è stata costretta dalla sua famiglia a sposare un uomo 20 anni più grande di lei nel fiore della sua infanzia, obbligata a ogni sorta di violenza fisica e psicologica.

Una pratica tristemente diffusa nello Yemen come in tanti altri Paesi del mondo quella del matrimonio tra una bambina e un adulto, considerata legittima e soddisfacente per la dote derivante. Un’usanza arcaica, figlia di ignoranza e povertà, a cui Nojoom si è opposta rifiutandosi di avere rapporti con l’uomo che l’ha riportata dai genitori, come si fa con un ‘elettrodomestico difettoso’.

La bambina è riuscita a fuggire dalla sua famiglia, a frequentare la scuola e ad ottenere, la più giovane al mondo, il divorzio. Basato su una storia vera, raccontata nel libro “I am Nujood, age 10 and divorced” di Nojoud Ali e della giornalista Delphine Minoui il film è fortemente autobiografico poiché ripercorre il vissuto della stessa regista, Khadija Al Salami.

Una storia forte, una rivendicazione più che mai attuale sul grande schermo per salvare le bambine obbligate a diventare adulte troppo presto e per il loro diritto a vivere la loro vita liberamente. Una condanna contro la pratica delle spose bambine e allo stesso tempo un invito alla speranza e al rinnovamento dello Yemen.

Dopo essere stato presentato a Milano in occasione della Rassegna WeWorld Film Festival, La Sposa Bambina sarà proiettato giovedì 10 dicembre al Sottodiciotto Film Festival di Torino alla presenza della regista Khadija Al Salami.

Gianmario Viganò, Human Tramp

IL LIBRO

Tra realtà e sogno, tra sconfitte e vittorie, tra immagini di ricchezza e di assoluta povertà, Human Tramp propone un cammino interiore alla ricerca della risposta al quesito di tutti: “Qual è il segreto che porta al raggiungimento del proprio obiettivo?”. Un sogno conduce l’autore nelle profondità marine e da lì ha inizio un viaggio verso la superficie, ovvero verso la comprensione. Durante l’ascesa incontra personaggi ostili ma anche maestri i cui insegnamenti gli permettono di soddisfare la sete di sapere e il desiderio di crescita. Un sogno, quello di Viganò, ma anche e soprattutto un viaggio spirituale che racchiude in sé gli insegnamenti per le scelte da compiere, le paure da superare e i dubbi da sciogliere.

Il racconto del sogno, che l’autore ricorda di aver fatto durante un lungo spostamento in aereo, è accompagnato nella seconda parte del volume dalle straordinarie immagini che Viganò ha raccolto durante i suoi numerosi viaggi. Oltre 120 straordinarie fotografie scattate in alcune tra le più belle località del mondo tra cui Calcutta, Dubai, Cayo Largo, Isole Vergini, Jamaica, Spagna, Malindi, Watamu, Catalina, Lisbona, Buenos Aires, Los Angeles, Cannes, Donotter per finire con Alberobello. Come a documentare che, in qualunque situazione sociale, in qualunque luogo della terra e in qualunque momento del proprio vissuto, ognuno di noi ha un obiettivo da realizzare, piccolo o grande che sia.

 

L’AUTORE

Gianmario ViganÒ collabora da oltre dieci anni come curatore d’immagine (hair stylist) in programmi televisivi Rai e Mediaset. Fra le altre, la collaborazione con Striscia la notizia è stata per l’autore la più intensa formativa. La passione per i viaggi e la ricerca di una crescita personale lo hanno spinto a girare il mondo facendo tesoro delle varie esperienze e confrontandosi con i propri limiti. Particolarmente significativi, in questo senso, i pellegrinaggi verso Santiago de Compostela che Viganò ha raggiunto, in tre periodi diversi e seguendo itinerari diversi, attraversando la Spagna e percorrendo complessivamente 2600 km a piedi. Fedele compagna dei suoi viaggi la macchina fotografica, che gli ha consentito di dare vita a questo volume.