TrentinoInJazz 2015

Bireli Lagrene
Uno straordinario evento dell’edizione 2015 del TrentinoInJazz, uno dei concerti più attesi di questa autumn edition: Biréli Lagrène Gipsy Project! Giovedì 5 novembre al teatro comunale di Pergine Valsugana (TN) appuntamento con uno dei chitarristi più amati del panorama jazz internazionale. Nato nel 1966 a Saverne, straordinario prodigio della chitarra gitana, Biréli Lagrène ha raggiunto la notorietà grazie alla vittoria del Festival di musica gitana di Strasburgo. Vittoria che gli ha permesso di lasciare la nativa Alsazia e collaborare con i grandi del jazz statunitense: Stéphane Grappelli, Benny Goodman, Benny Carter, Larry Coryell, fino al geniale bassista Jaco Pastorius, con cui ha collaborato a metà anni ’80.

Autore di una importante attività discografica, sempre in giro per il mondo per concerti, dopo 20 anni di carriera Lagrène è tornato alla chitarra gitana con il suo Gipsy Project: insieme a Winterstein e Imbert ammalierà anche il pubblico del TrentinoInJazz.
Anche per l’edizione 2015 TrentinoInJazz rilancia la sua originale fisionomia di network: il festival nasce infatti come “federazione” di rassegne preesistenti nelle valli della provincia di Trento ma oggi più che mai mostra unitarietà organizzativa e omogeneità artistica. Dal 24 giugno ai primi di settembre Panorama Music Festival anima il palcoscenico naturale delle Dolomiti della Val di Fassa, con concerti in alta quota.

Coinvolto per la prima volta anche il MART di Rovereto, con appuntamenti unici nel loro genere tra musica e cultura contemporanea. Immancabile il Valsugana Jazz Tour, giunto all’edizione n. 13, che riserva grande attenzione alle colonne del jazz internazionale e ai frizzanti Aperitivi Jazz. Presenti anche la Valli del Noce, con la sezione diretta da Enrico Merlin, all’insegna del jazz di frontiera quest’anno tutto italiano, con una dedica speciale a Miles Davis.

Quattro concerti di lusso per il Lagarina Jazz, diretto dal giornalista Giuseppe Segala, con artisti di risonanza mondiale. La fase finale si svolge in autunno a Trento e Rovereto: Sonata Islands – diretta da Emilio Galante – dedicata ai connubi sperimentali tra jazz, rock e musica colta.

Calendario completo della rassegna:
www.synpress44.com/02Works.asp?id=2893&stc=3

Mediapartner:

Jam: www.jamonline.it

Jazzitalia: www.jazzitalia.net

Senzabarcode: www.senzabarcode.it

Info:

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info@trentinojazz.com

0463.424310

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“Riccardo III – il potere ha un linguaggio”

Riccardo III
Giovedì 29 ottobre l’Aula Ghiberti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze si trasforma in teatro e apre le porte a “Riccardo III – il potere ha un linguaggio” di William Shakespeare.

Lo spettacolo (ore 21, ingresso libero fino ad esaurimento posti, aperto al pubblico, prenotazioni 388/3754873) nasce dalla sinergia tra la compagnia del Teatro del Legame diretta da Daniele Lamuraglia, che nell’occasione cura la regia, e il Biennio specialistico di Scenografia, con la supervisione dei docenti Angela Nocentini e Massimo Mattioli.

Nel panorama dei celebri personaggi shakespeariani, “Riccardo III” occupa una posizione privilegiata per quanto attiene ad una tematica di stringente attualità: le strategie seduttive del linguaggio.

Come molte altre opere di Shakespeare anche questa è incentrata sui meccanismi del Potere, analizzati nella doppia dimensione politica e psicologica. Ma ciò che rende specifico e unico “Riccardo III” è il fatto che a guidare il forsennato ingranaggio messo in piedi dal protagonista, non sia un obbiettivo finale come la conquista della corona inglese, ma sia piuttosto una sfida mortale che egli lancia al mondo, alla sua conflittuale logica dell’essere/apparire, al gioco irrefrenabile dell’ipocrisia che lo segna. A questo gran teatro del mondo egli non si oppone, come Amleto che vorrebbe smascherarlo, o come Macbeth che vorrebbe conquistarlo: Riccardo vuole portarlo alle sue estreme conseguenze, vuole essere l’acceleratore di una macchina senza precisa destinazione, vuol essere il genio inarrivabile fra gli attori di uno spettacolo senza conclusioni.

Il suo sigillo s’imprime dunque sul piano della strategia seduttiva, declinata nelle due configurazioni del privato e del pubblico, che si avvolgono magistralmente l’una nell’altra: nella prima, che rivolge al sesso femminile, crea i più raffinati codici del corteggiamento; nella seconda, che rivolge al sesso maschile, inventa le più ingegnose formule della comunicazione.
L’articolarsi di questi due codici è tanto più illuminante oggi, nel momento in cui i desideri della società di massa sono costantemente stimolati e indotti dalle tattiche della comunicazione televisiva e virtuale, sovrapponendo sempre più intensamente la lingua dell’eros con quella della polis.

Ecco quindi Riccardo nostro contemporaneo nella sua scalata irreversibile al potere, attraversare e dominare con straordinaria abilità ogni format tv, fino a rendere naturale con i suoi estremi e geniali artifici linguistici, l’identificazione della sua visione politica con la sua tele-visione, i sogni dei suoi cittadini coi molteplici programmi di una rete sempre più unificante di desideri e aspettative – di vita, e di morte-, per un mostruoso pubblico che infine non può chiedere altro show che quello del sacrificio rituale del proprio Re.

I costumi, le scene, le musiche, i video di scena, evocheranno questo presente sempre futuribile e ancora tutto da scoprire, o da dissimulare.

In scena: Gianni Calastri – Riccardo; Andrea Matteuzzi – Buckingham; Francesca Uguzzoni – Elisabetta; Silvia Uguzzoni – Lady Anna; Angela Carlisi – Regina Margherita; Martina Mirabella – Duchessa Madre; Alessandro Bellucci – Clarence; Maurizio Pollastri – sicario; Arrigo Carcaterra – Tyrrel; Náyade Gutiérrez Mateos – presentatrice.

Con la collaborazione di Lucrezia Di Francesco e Apollon Avagyan; traduzione di Alessandro Serpieri; video di scena Marco Magurno; musiche e suoni Tenedle; fonica e luci Gianluca Masala e Sandro Bechelli; l’opera “Cameracavallo” è di Gian Marco Lamuraglia; assistente alla regia Francesca Uguzzoni; ripresa video Michele Barcaro; consulenza prof.ssa Giovanna Mochi Università di Siena.

Spettacolo realizzato nell’ambito del progetto SCART di Waste Recycling.

Giovedì 29 ottobre 2015 – ore 21
Aula Ghiberti  – Accademia di Belle Arti di Firenze
via Ricasoli 66 – Firenze
Info e prenotazioni tel. 388/3754873
www.accademia.firenze.it

Accademia di Belle Arti di Firenze
Sede: Via Ricasoli 66 – Firenze
Tel.  055 215449 – 055 2398660
www.accademia.firenze.it

Fiorello – “L’Ora del Rosario”

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Arriva a Ancona «L’Ora del Rosario», il nuovo atteso spettacolo di Rosario Fiorello in scena al Teatro delle Muse il 29, 30 e 31 ottobre 2015.
Lo spettacolo è in cartellone alla Muse come fuori abbonamento alla Stagione Teatrale di Ancona.

Rosario Fiorello torna sul palco, scegliendo la dimensione teatrale, con un nuovo spettacolo che, come lui stesso ha dichiarato, nasce dalla “gran voglia di sentire e toccare la gente…”.

L’«Ora del Rosario» inizia sempre un giorno prima, girando per le vie delle città e conoscendo le persone del luogo che diventano, in qualche modo, autori di spunti comici e parte integrante dello show.
Lo spettacolo, in scena al Teatro delle Muse di Ancona il 29, 30 e 31 ottobre alle ore 21,00, è in perfetto stile Fiorello: analogico, fatto di puro intrattenimento e autentico divertimento.

Tanti i temi trattati dagli immancabili riferimenti all’attualità fino alle note di costume dei nostri giorni. Oltre due ore ininterrotte di monologhi, canzoni, gag, duetti di grande spessore con Artisti del calibro di Mina e Tony Renis il quale, in “collegamento” da Las Vegas, regala allo showman una versione molto particolare della celebre «Quando Quando Quando», ma non mancano sorprese per il pubblico in platea, che diventa parte dello spettacolo.

Accompagnato dal vivo dalla band diretta dal maestro e tastierista Enrico Cremonesi e composta da Carmelo Isgrò al basso, Massimo Pacciani alla batteria, Antonello Coradduzza alle chitarre e dal trio vocale «I Gemelli di Guidonia», Pacifico, Luigi e Eduardo Acciarino, lanciati a «Fuori Programma» su Radio Uno, Fiorello gioca tra pop e swing con cover e mash-up di canzoni.
Un ritorno tanto atteso che, anche ad Ancona, ha già registrato il tutto esaurito.

Uno spettacolo di Rosario Fiorello scritto con Francesco Bozzi, Claudio Fois, Piero Guerrera, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. La regia è di Giampiero Solari.

www.marcheteatro.it

Marco Mengoni – “Le cose che non ho”

Marco Mengoni - cover Le cose che non ho
Partirà da venerdì 30 ottobre il pre-order del nuovo disco di inediti di Marco Mengoni, LE COSE CHE NON HO, che uscirà ufficialmente nei negozi e su tutte le piattaforme digitali venerdì 4 dicembre su etichetta Sony Music.

L’album è il secondo capitolo dopo PAROLE IN CIRCOLO, il primo volume multiplatino uscito a gennaio della “playlist in divenire”, ancora in classifica Fimi-Gfk a 40 settimane dalla release.

Ad anticipare questo nuovo lavoro, la prima traccia estratta, TI HO VOLUTO BENE VERAMENTE, sta registrando numeri da record. Il brano ha esordito al vertice della classifica Fimi-Gfk Top Digital Download, mentre su Vevo e YouTube, il videoclip ha totalizzato più di 4 milioni di visualizzazioni. Il singolo ha raggiunto circa 760mila streaming su Spotify e, su Shazam, dove Marco è il primo italiano ad avere un artist account ufficiale, è stato “shazammato” 70mila volte.

Una partenza fulminante quella del cantautore, che con il pre-order di questo album, si prepara a sbalordire ancora una volta chi vorrà aggiudicarsi in anticipo il disco. Come per il primo volume, tutti coloro che acquisteranno il disco in pre-order, riceveranno infatti un’instant gratification diversificata per ogni catena o piattaforma di distribuzione.

iTunes:
Anche in questa occasione Marco ha inserito un messaggio speciale per i propri fan nascosto al posto della track-list del nuovo album. Il messaggio personalizzato sarà visibile sulla pagina di pre-order di iTunes, dove pre-ordinando l’album “Le cose che non ho” dal 30 ottobre all’uscita dell’album si riceveranno 3 tracce in anteprima.

Amazon:
Pre-ordinando l’album “Le cose che non ho” su Amazon.it sarà possibile ricevere, all’uscita dell’album, l’esclusivo 45giri di TI HO VOLUTO BENE VERAMENTE aggiungendo 1 euro. Offerta valida fino ad esaurimento scorte.

La Feltrinelli:
Pre-ordinando l’album “Le cose che non ho” nei negozi la Feltrinelli si riceveranno 3 cartoline esclusive di Marco Mengoni. Offerta valida fino ad esaurimento scorte.

Mediaworld:
Pre-ordinando l’album “Le cose che non ho” in tutti i punti vendita Mediaworld si avrà diritto ad un prezzo speciale scontato.

Mondadori + negozi tradizionali: Pre-ordinando l’album “Le cose che non ho” nei negozi Mondadori, e nei negozi tradizionali che aderiscono all’iniziativa, si riceverà subito un esclusivo poster con la foto di Marco di dimensioni 50x70cm. Offerta valida fino ad esaurimento scorte.

IBS:
Pre-ordinando l’album “Le cose che non ho” su IBS.it sarà possibile ricevere la propria copia autografata all’uscita dell’album.
Offerta valida fino ad esaurimento scorte.

Partite il 23 ottobre, sulla App e nei punti vendita autorizzati continuano le prevendite per #MengoniLive2016, il nuovo tour di Marco Mengoni prodotto e distribuito da Live Nation.

Diabete- più monitoraggio

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Nel diabete, controllo fa rima con risparmio: 340 milioni di euro è la cifra che il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) potrebbe risparmiare ogni anno, raddoppiando (da 1,4 a 3) il numero delle visite per il controllo dell’emoglobina glicata. Risparmio che potrebbe arrivare a 980 milioni di euro, potenziando congiuntamente anche il monitoraggio di microalbuminuria e colesterolo, grazie ad una migliore gestione della malattia e alla conseguente riduzione delle comorbilità associate e delle ospedalizzazioni. È quanto emerge da uno studio1 realizzato dal Gruppo di ricerca del CEIS-EEHTA dell’Università di Roma “Tor Vergata”, presentato oggi nell’ambito del workshop “Contro il diabete gioco d’anticipo”, promosso da AboutPharma and Medical Devices, con il patrocinio del Ministero della Salute, e realizzato con il contributo di AstraZeneca.

 In Italia ogni 100 euro di spesa sanitaria, 8 euro sono destinati al diabete e alle sue comorbilità. Il SSN spende 9,5 miliardi di euro all’anno per gli oltre 3,5 milioni di diabetici, il 50% dei quali è affetto da almeno 2 o 3 comorbilità come ipertensione, coronopatia, insufficienza renale, disturbi oculari. Condizioni che contribuiscono ad aggravare il carico sanitario del diabete. Se, infatti, i soggetti con solo diabete, pari al 13% del totale, generano il 4% della spesa complessiva, i pazienti con 2 o 3 comorbilità ne assorbono ben il 73%. Tutto ciò senza considerare gli 11 miliardi di costi indiretti causati dalla perdita di produttività per assenza da lavoro e prepensionamento.

 “Un soggetto diabetico costa in media oltre 2.300 euro all’anno per ricoveri ospedalieri, visite specialistiche e farmaci. Si passa da 340 euro per le persone con solo diabete a oltre 2.500 euro in presenza di due comorbilità, per arrivare a 7mila euro se le comorbilità sono quattro. Ciò significa che 1 paziente con quattro patologie associate costa al SSN come 20 pazienti che non ne hanno sviluppato neanche una, a dimostrazione di quanto le comorbilità rappresentino la vera minaccia del diabete, non solo dal punto di vista dell’aspettativa e qualità di vita delle persone, ma anche in termini di aumento della spesa sanitaria”, ha affermato Francesco Saverio Mennini, Professore di Economia Sanitaria dell’Università “Tor Vergata” e coordinatore scientifico dello studio.

 Costi che rischiano di aumentare in maniera esponenziale in futuro, se si pensa che oggi c’è almeno 1 milione di persone malate a loro insaputa, e che entro il 2030 i diabetici in Italia saliranno a 6 milioni, anche per effetto del progressivo invecchiamento della popolazione. Si tratta di una malattia che, se non correttamente gestita, rischia di ‘far saltare i conti’, gravando la comunità di costi altissimi per far fronte all’impatto negativo delle comorbilità su tutte le voci di spesa, in primis sulle ospedalizzazioni che pesano per il 64% sulla spesa complessiva per il diabete, a fronte di un’incidenza del 36% di farmaci e visite specialistiche.

 “Il nostro studio ha calcolato un possibile risparmio di 340 milioni nell’arco di 12 mesi, generato da un potenziamento del controllo dell’emoglobina glicata, o addirittura di 980 milioni in caso di intervento su un set di indicatori più ampio. La riduzione della spesa è data in primo luogo da un minor numero di ricoveri, che costano al SSN da 200 euro all’anno in assenza di comorbilità, a oltre 7.000 euro se il paziente ne ha sviluppate quattro, condizione in cui le ospedalizzazioni incidono per ben il 70% sulla spesa per il diabete”, ha aggiunto il Mennini.

 Non va inoltre trascurato l’effetto positivo di un controllo più intenso sull’aderenza alla terapia, che rappresenta uno dei fattori che più condiziona in modo negativo la cura, con 1 Italiano su 2 che si cura male o smette di farlo, esponendosi a un’aspettativa di vita di 5-10 anni inferiore alla norma.

 “Prevenire le complicanze del diabete è l’intervento più importante dal punto di vista clinico e il più vantaggioso dal punto di vista economico. La malattia deve essere affrontata fin dall’inizio dai medici di famiglia insieme con il team diabetologico, intervenendo con tempestività per cambiarne favorevolmente il decorso clinico.

 “Il diabete è ancora una malattia sottovalutata, come dimostra il milione di persone che hanno il diabete pur senza esserne consapevoli e che rischiano di aggravare la propria condizione facendo passare anche anni prima di curarsi”, ha affermato Mario Ragonese, Segretario dell’Associazione Medici Diabetologi. “Ottimizzare la gestione integrata della persona con diabete vuol dire individuare il prima possibile i soggetti a rischio, monitorare adeguatamente il paziente, tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue e, non da ultimo, intervenire significativamente sui costi della malattia nel nostro Paese”, ha aggiunto Ragonese.

 ‘Giocare d’anticipo’, quindi, per ridurre il più possibile l’arrivo ritardato alla diagnosi e le sue pesanti conseguenze nel dover intervenire su soggetti con scompensi importanti e comorbilità già avviate. ‘Giocare d’anticipo’ per stabilizzare la malattia il prima possibile, consentendo al paziente di avere una qualità di vita soddisfacente. Non da ultimo, trattare tempestivamente può contribuire a ridurre fino al 10% il rischio cardiovascolare, causa del 50% di tutte le morti per diabete.

“Risparmiare non significa necessariamente tagliare cure e servizi ai cittadini, ma è anzi realizzabile potenziando l’assistenza al paziente e supportandolo nel governare meglio la malattia. Ottimizzare la gestione integrata della persona con diabete, monitorando adeguatamente il paziente e responsabilizzandolo nella gestione della propria malattia, significa fargli guadagnare salute e qualità di vita. Rappresenta altresì un’opportunità per liberare risorse da reinvestire in prevenzione e diagnosi precoce del diabete, ma anche nell’innovazione terapeutica che si sta rendendo disponibile e che deve diventare sempre più a portata di paziente secondo scelte che rispettino l’appropriatezza”, ha dichiarato Paola Pisanti, Coordinatore del Gruppo di lavoro per l’elaborazione del Piano Nazionale della Cronicità.

 “La gestione integrata delle persone con diabete rappresenta l’obiettivo a cui tutti gli attori coinvolti nel percorso di diagnosi, di cura e di assistenza del paziente devono continuare ad ambire per una gestione clinicamente efficace ed economicamente sostenibile della patologia”, ha commentato Federico Fucetola, Vice President Market Access & Government Affairs di AstraZeneca. “Per questo motivo AstraZeneca ha deciso di farsi parte attiva nel sostenere questo momento di confronto multidisciplinare denominato “Contro il diabete gioco d’anticipo” per sottolineare la necessità di anticipare ulteriormente le fasi di diagnosi e di trattamento delle persone con diabete. Un confronto che vedrà il coinvolgimento anche di alcune Regioni per analizzare esperienze di modelli organizzativi regionali già attivi in tale direzione che potranno essere presi a modello per garantire i migliori livelli di outcomes clinici e un governo appropriato delle risorse”, ha concluso Fucetola.