Rassegna LETTERATURA e MUSICA

Arona

 

5 marzo 2012 – ore 21,00

 

Il madrigale italiano nel percorso dei grandi poeti e dei grandi musicisti dell’Umanesimo e del Rinascimento italiano.

Capolavori d’arte poetica trasformati in bellezze musicali

                             

Alla scoperta di come maggiori poeti italiani abbiano messo in luce la loro arte e di come i musicisti, attratti da tali bellezze, ne abbiano saputo ritrasformare in suoni, in sospiri, in immagini, le suggestioni poetiche creando nuovi capolavori

 

12 marzo 2012 – ore 21,00

 

La liederistica tedesca di Franz Schubert. Il mito romantico del sogno, del mistero, dell’ignoto, dell’eterno viaggio

 

I capolavori della poetica tedesca e mitteleuropea rivisitati dalla mano ispirata del ‘poeta della musica’ Franz Schubert. Alla scoperta delle tecniche di scrittura, della poetica e delle suggestioni ispiratrici della grande musica romantica

 

 

 

Aula Magna – Palazzo municipale

 

p.zza De Filippi – Arona

Orsola Maddalena Caccia: Storia singolare di una monaca pittrice

castello di miradolo

Il 3 marzo si aprirà nelle sale del Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, la mostra “Orsola Maddalena Caccia. Storia singolare di una monaca pittrice”. E’ il nuovo contributo della Fondazione Cosso alla riscoperta di personaggi meno noti del patrimonio artistico del territorio. La Fondazione, che per statuto e vocazione si occupa di valorizzare aspetti culturali meno conosciuti o dimenticati, desidera ricordare la figura della pittrice seicentesca Orsola Maddalena Caccia, per la prima volta protagonista di una mostra interamente a lei dedicata.

 

Orsola Maddalena Caccia nasce nel 1596, seconda di nove figli. Pittrice particolarmente abile, esercita la propria vocazione creativa nella bottega del padre Guglielmo, meglio noto come il Moncalvo, esponente di spicco del tardo manierismo piemontese, che la volle accanto a sé fin da giovanissima. La sua formazione risale agli anni 1611-1615 durante i quali la giovane partecipa attivamente all’esecuzione delle opere del padre, impegnato in un elevato numero di committenze. Nei quadri del celebre pittore si riconosce sovente la mano della figlia nei dettagli decorativi, nei drappeggi, nelle decorazioni. Nel 1620 la giovane, probabilmente per volontà di Guglielmo, entra nel Monastero delle Orsoline di Bianzè, insieme a quattro sorelle. Vi rimane fino al 1625, anno in cui fa ritorno a Moncalvo, dove Guglielmo Caccia ha finanziato la costruzione di un Monastero per ospitarvi le figlie. Il 1625 è anche l’anno della morte del pittore, che lascia tutto il suo materiale da lavoro, le tele, i bozzetti, i disegni e gli strumenti a Orsola, che da questo momento inizia a sviluppare una propria straordinaria autonomia stilistica. Orsola riveste la carica di badessa del nuovo monastero dal 1627 al 1645 e muore nel 1676, all’età di 80 anni.

 

L’esposizione ha l’obiettivo di far luce su una figura sorprendente ma poco nota: figlia d’arte e badessa di un monastero, Orsola fu autrice di uno straordinario numero di opere a carattere religioso e significative nature morte, che di fatto inaugurano in Piemonte un genere non ancora praticato.

Orsola Maddalena Caccia, donna, monaca e pittrice, coltiva un’identità artistica differente da quella delle figure femminili del suo tempo e sfida le convenzioni culturali dell’epoca in modo molto diverso dalla contemporanea Artemisia Gentileschi, dalla quale si scosta per storia personale, modi e tratti distintivi. Orsola vive la monacazione con dedizione, lasciando in modo naturale che questa influisca sui suoi temi pittorici, legati in prevalenza a una religiosità tradizionale. Ma Orsola, in quanto “istruita alla pittura” dal padre, poté godere, grazie alla sua crescente fama, di una libertà di movimento che assicurò commissioni illustri a lei e alla bottega che le sorse intorno nel monastero di Moncalvo. Proprio le importanti relazioni favorite dalla sua straordinaria capacità pittorica consentirono un’ampia diffusione dei suoi dipinti, presenti in chiese, santuari e dimore nobiliari.

 

Saranno esposte al Castello di Miradolo oltre 70 opere che rappresentano l’intero percorso cronologico della pittrice, dalle prime prove accanto al padre, di natura prevalentemente religiosa, alle riuscite rivisitazioni della sua produzione più tarda, comprese alcune imponenti pale d’altare di straordinaria bellezza.

Il percorso espositivo si articola in 7 sale, ognuna delle quali intende sottolineare un aspetto caratteristico della sua produzione pittorica. La prima sala ha scopo introduttivo con opere che permettono di inquadrare il tempo e l’ambiente d’origine della pittrice e documenti seicenteschi riferibili al periodo di massima prosperità del monastero di Moncalvo. La seconda sala offre una panoramica sulla produzione di Orsola, presentando soggetti sacri accanto a soggetti chiaramente profani. Una sezione intera è poi dedicata alla natura morta, nella quale Orsola era maestra, di rilievo per la sua ricchissima simbologia, genere con il quale la pittrice si confrontò in più occasioni. Ricorrenti nelle sue opere sono i fiori e, in particolare, la rosa che è lo stilema decorativo nell’intera produzione, tanto da essere considerata dagli studiosi una sorta di firma. Oltre alle nature morte “pure”, Orsola inserisce dei brani di queste anche in quadri con soggetto diverso, come nel “San Luca nello studio”, in cui si trova una lucida rappresentazione di  libri, statue, tele e tutto ciò che serviva a un’artista dell’epoca.  Si prosegue poi con una selezione di dipinti riconducibili a due diverse committenze: da un lato i quadri riservati ad ambienti sacri, dall’altro i soggetti destinati ad adornare saloni e palazzi delle famiglie nobili del territorio, come testimonia la corrispondenza con la Duchessa Cristina di Francia.

E ancora una sala dedicata alla rappresentazione degli strumenti musicali: vi si trovano allegorie della musica e angeli musicanti, strumenti e spartiti, in una variante originale dei soggetti più tradizionali della natura morta. Le sale successive raccolgono invece straordinarie opere sul tema della Natività, ampiamente presente nella produzione dell’artista, e un importante nucleo di disegni, in parte riconducibili alla mano di Orsola e in parte a quella del padre.

Emergono interessanti scelte in cui Orsola si discosta dalla sobrietà propria della vita monacale: i vasi zoomorfi, “capricciosi e ghiri bizzosi” di stampo ancora manierista; l’utilizzo originale di colori intensi; la forza di alcune immagini come la Santa Margherita di fronte al dragone o la Santa Caterina.

 

Attraverso la garbata delicatezza dei visi e delle mani della figure femminili  e delle composizioni, in cui si inseriscono raffinate scelte cromatiche e attenzione ai particolari, la mostra ripercorre la storia dell’evoluzione artistica di Orsola Maddalena Caccia,  che per la prima volta si presenta al pubblico in veste monografica.

Accanto all’esposizione è previsto come di consueto il progetto Avant-dernière pensée che intende creare un contesto musicale per le opere presenti in mostra e gli spazi espositivi che le ospitano.

I precisi e chiari riferimenti iconografici alla musica presenti in alcune opere di Orsola Maddalena Caccia e il senso di raccoglimento e solitudine creativa che le pervade divengono lo spunto per l’esecuzione dal vivo di partiture coeve per strumento solo, che, attraverso un inedito sistema di ripresa e di diffusione del suono, consentirà al visitatore di attraversare l’esecuzione e di sentirsi al centro di essa.

La mostra aprirà al pubblico  sabato 3 marzo alle ore 15.  

HEINEKEN JAMMIN’ FESTIVAL 2012

 

The Cure e Red Hot Chili Peppers: saranno loro gli headliner di due delle tre serate di

Heineken Jammin’ Festival 2012, che torna giovedì 5, venerdì 6 e sabato 7 luglio nella

nuova location di Fiera Milano Live, Rho. Tre giorni da vivere live, tre giorni di grande

musica arricchiti dalle performance di molti altri artisti, italiani e stranieri, che andranno a

completare il cast.

L’evento – organizzato da Live Nation, promosso da Heineken Italia e ospitato Fiera Milano

e dal Comune di Rho – nella sua nuova edizione milanese offrirà numerosissimi concerti

per tre giorni consecutivi con una formula collaudata in 13 edizioni, proponendosi come

l’appuntamento estivo più atteso non solo in Italia ma anche all’estero.

Il 5 luglio, reduci dai sold out di Milano e Torino e a 10 anni dalla loro ultima esibizione sul

palco dell’Heineken Jammin’ Festival, i Red Hot Chili Peppers porteranno on stage i brani

tratti dal loro ultimo album I’m with you, oltre ai grandi successi che li hanno resi indiscussi

protagonisti della scena rock mondiale, tanto da meritare quest’anno un posto nella

prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame; il 7 luglio The Cure, icone internazionale della

musica new wave e post punk, torneranno sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival a

distanza di 8 anni: suoneranno i brani tratti dai loro 14 album e, ovviamente, dall’epico

disco “Wish” che proprio nel 2012 festeggia 20 anni dalla data di pubblicazione.

Ma Heineken Jammin’ Festival, da sempre, non è solo musica: nel nuovo spazio di Fiera

Milano Live, Rho verranno allestite infatti aree tematiche di intrattenimento che

consentiranno agli appassionati di respirare l’atmosfera dell’evento anche attraverso

sport, relax e divertimento, avendo così la possibilità di vivere un’esperienza unica, anche

nel corso della giornata e non solo durante le performance degli artisti.

Un marchio diventato negli anni una garanzia che in tutte le sue edizioni ha portato in

Italia gli artisti più famosi del mondo – dai Pearl Jam agli Aerosmith, dai Rem agli Iron

Maiden, dai Metallica a Marylin Manson, dai Muse agli Oasis, ai Red Hot Chili Peppers, ai

Massive Attack, ai Black Eyed Peas, ai Coldplay – e quelli più apprezzati in Italia, i

Negramaro, Cesare Cremonini, Fabri Fibra, Vasco Rossi che con la sua performance ha

tenuto a battesimo la prima edizione dell’ Heineken Jammin’ Festival nel 1998.

 

Prezzi

Biglietto per una giornata: 55 euro + diritti di prevendita

Biglietto “Pit Fronte Palco”: 65 euro + diritti di prevendita

Abbonamenti per le 3 giornate del Festival: 150 euro + diritti di prevendita

I biglietti sono in vendita su TicketOne.it e presso tutti i punti vendita, rivenditori autorizzati e i sistemi

di vendita di Ticket One, Charta, Nuovo Box Office Firenze, Circuito Green Ticket Orbis (Roma),

Unicredit.

Per maggiori informazioni LIVE NATION ITALIA (02.53006501 – www.livenation.it)

EUGENIO FINARDI Presenta il suo triplo cd “sessanta”

Sulla scia dei consensi raccolti all’ultimo Festival di Sanremo con il brano “E tu lo chiami Dio”, EUGENIO FINARDI presenta, nelle principali Feltrinelli d’Italia, il suo triplo cd “sessanta”: l’antologia che raccoglie i brani più rappresentativi della carriera del cantautore “ribelle”.

Questo il calendario delle presentazioni(ore 18) nelle principali Feltrinelli d’Italia: il 2 marzo a MILANO (piazza Piemonte); il 6 marzo a MESTRE – VE (piazza XXVII Ottobre, 1); il 7 marzo a GENOVA(via Ceccardi 14);l’8 marzo a TORINO (Stazione Porta Nuova); il 12 marzo a VERONA via Quattro Spade); il 13 marzo a BOLOGNA (piazza Ravegnana); il 14 marzo a FIRENZE (via dei Cerretani); il 15 marzo a ROMA (via Appia Nuova 427); il 16 marzo a NAPOLI (piazza dei Martiri).

Alla realizzazione di “sessanta” hanno collaborato firme prestigiose del mondo musicale, tra cui Max Casacci dei Subsonica (che ha rielaborato a modo suo il brano “Nuovo Umanesimo”) e i maestri Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno.

Questa la tracklist: CD1 “Nuovo Umanesimo (il seme)” (INEDITO); “Mayday”; “F104”; “Valeria Come Stai?”; “Le Ragazze Di Osaka”; “Giai Phong”; “Trappole”; “Saluteremo il Sig. Padrone”; “Se Solo Avessi”; “Quasar”; “Mojo Philtre” – CD2 “Maya” (INEDITO); “Oggi Ho Imparato A Volare”; “La Canzone Dell’Acqua”; “Non Diventare Grande Mai”; “Patrizia”; “Uno Di Noi”; “Dolce Italia”; “Laura Degli Specchi”; “Estrellita”; “Why?” (INEDITO); “Passerà” (INEDITO – radio edit)CD3 “E Tu Lo Chiami Dio”(INEDITO); “La Forza Dell’Amore”; “Non è Nel Cuore”; “Un Uomo”; “Soweto”; “La Radio”; “Extraterrestre”; “Musica Ribelle”; “Amore Diverso”; “Nuovo Umanesimo” (versione Casacci); “Passerà” (versione estesa).

Eugenio Finardi è tornato sul palco del Festival di Sanremo dopo anni intensi e pieni di nuove esperienze musicali: dal Fado al Blues, dalla Musica Sacra al Teatro di prosa fino al progetto di Classica Contemporanea “Il Cantante Al Microfono”, vincitore del Premio Tenco nel 2008, realizzato con il prestigioso ensemble Sentieri selvaggi. Nel 2010 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano insieme all’ensemble Entr’acte che lo invita ad interpretare la voce narrante ne “La Storia del Piccolo Sarto” di Tibor Harsany (serata di grande successo replicata l’anno successivo). Nel gennaio 2011 è uscito “SPOSTARE L’ORIZZONTE. Come sopravvivere a quarant’anni di vita rock”, il primo libro del cantautore (edito da Rizzoli), scritto con Antonio G. D’Errico. Viene poi invitato ad aprire il Concertone del 1°Maggio sulle note, versione Rock, dell’Inno di Mameli. Il 7 dicembre 2011 la città di Milano conferisce a Finardi l’AMBROGINO D’ORO, una prestigiosa onorificenza per il cantautore meneghino di origini italo-americane che giunge a conferma di una carriera che ha messo la musica e l’arte al centro della propria vita senza mai dimenticare l’impegno civile nel sociale e nella solidarietà.

 

www.eugeniofinardi.it

“Ogni cosa di me” primo singolo dall’album di Sergio Cammariere

sergio cammariere

“Ogni Cosa di Me “ è la canzone che anticipa il nuovo album di Sergio Cammariere in uscita il 13 marzo, (Sony Music) un brano dal ritmo fluido e trascinante che accarezza il cuore come una danza.

Nel videoclip, scritto e diretto dal regista Jan Michelini, la canzone è rappresentata con un vero e proprio “corto d’autore” sognante, delicato e avvincente, che scava profondamente nelle dinamiche dell’amore con mano leggera e offre una chiave di lettura positiva, con un lieto fine senza scontati sentimentalismi.



Protagonisti del videoclip, un intenso Sergio Cammariere
e il suo doppio, che evoca certi personaggi surreali di Renè Magritte, con la bella ed espressiva attrice italiana Carolina Crescentini, valorizzati da una splendida fotografia in bianco e nero.

Il video vuole rappresentare il dualismo di una storia d’amore al limite dell’equilibrio, dove il protagonista si sdoppia tra realtà e sogno e, come un “altro se stesso”, va alla ricerca di una foto che gli ricorda la donna amata, per poi decidere di andare alla sua riconquista.

“Ho voluto creare un’atmosfera onirica, descrivere con le immagini il valore di inseguire un sogno, il coraggio di ritornare sui propri passi, salire su un’umile scaletta fin sulla luna per trovare la forza di donare ogni cosa di sé e ritrovare l’amore”
, questo scrive Jan Michelini, (già aiuto regista di personaggi quali Pupi Avati e Mel Gibson) sintetizzando il senso simbolico della canzone.