Mi Milano prêt-à-porter

Mi Milano prêt-à-porter

Milano-tokyo: andata e ritorno

Triplicato lo spazio dedicato ai giovani nell’edizione di settembre della manifestazione milanese.

Da Milano al Giappone: sono due gli espositori di MI Milano Prêt-à-porter, la manifestazione internazionale di Fiera Milano che presenta le collezioni prêt-à-porter donna e accessori per la Primavera/Estate 2012 (fieramilanocity, 23-26 settembre 2011), presenti in questi giorni a IFF – International Fashion Fair di Tokyo (20-22 luglio). La manifestazione giapponese propone circa 750 espositori e stima 27mila visitatori. Grazie ad un accordo internazionale messo in atto da Mi Milano Prêt-à-porter, la manifestazione milanese ha scelto di essere di supporto ai giovani talenti italiani esportando su mercati strategici alcuni giovani promesse tra i propri espositori. A Maiden Art di Maristella Colombo e a Mauro Gasperi spetta quindi l’onore di tenere alta la bandiera del Made in Italy

Maiden-Art è un marchio di gioielli e accessori con sede a Milano. Le creazioni targate Maiden-Art si caratterizzano per ricerca, innovazione e ironia e sono totalmente fatte a mano da artigiani italiani utilizzando materiali d’eccellenza. Mauro Gasperi porta invece la sua collezione donna dalla quale emerge la sua abilità a scolpire e realizzare forme e silhouette su nuovi materiali attraverso la continua ricerca e sperimentando moderne tecniche di realizzazione.

MI Milano Prêt-à-porter conferma la sua linea di scouting e supporto della creatività made in Italy under 30. Dopo il successo riscosso nelle ultime edizioni, la manifestazione presenta a settembre nell’area HotHouse 30 talenti creativi (contro i 12 dell’edizione di settembre 2010), dove la ricerca stilistica e intellettuale caratterizza ogni singola collezione. Così come prosegue Collisions, cioè Rotte di Collisione, che vede la collaborazione di giovani designers con aziende storiche del Made in Italy per sviluppare delle capsule collection. Un progetto che sta dando dei frutti eccellenti se si pensa che Marta Forghieri e Rolando Rocchetti, che hanno partecipato alla passata edizione del progetto, hanno firmato delle collaborazioni l’una con l’italiana Beatrice B. by Plissè, l’altro con la maison francese Jil Sander.

Creatività under 30 anche per l’ immagine della campagna dell’edizione di settembre di MI Milano Prêt-à-porter. La creatività è firmata infatti dal giovanissimo illustratore Giovanni Dionisi e dall’art director Alessandro Jumbo Manfredini di Annus Mirabilis. Il segno grafico, l’illustrazione e il lettering, elementi storici e fondanti dello stile e dell’editoria della moda italiana tornano ad essere protagonisti, sottolineando il legame con la tradizione e lo slancio verso il futuro della manifestazione milanese. Mentre disegno a mano ed elaborazione grafica sostituiscono il cut and paste di immagini scelto per la passata edizione mettendo in risalto il desiderio della moda contemporanea di legare l’estetica dei primi del Novecento e la psichedelia degli anni Settanta attraverso link che conducono a nuove soluzioni di stile.

Kasabian

Kasabian

 

In attesa del nuovo album dei Kasabian, Velociraptor, in uscita il 20 settembre, la band inglese ha pubblicato il video di Switchblade Smiles, la prima traccia estratta dal nuovo disco.

I Kasabian arriveranno in Italia appena prima dell’uscita dell’album per un imperdibile concerto sabato 3 settembre all’I-Day Festival, nella giornata dedicata al british sound: con loro Artic Monkeys, White Lies, The Wombats, The Vaccines e i Morning Parade.

Ecco il link: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2SQNNLe6WPA

 

La pena disumana

Copertina "La pena disumana"

di Ahmed Othmani

Per una critica radicale del carcere

Prefazione di Giuliano Pisapia

nuova edizione 2011 – 144 pp. – euro 13,00
 scheda libro http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=296

«Il carcere modello non esiste e non esisterà mai» afferma Othmani in questa incisiva ricostruzione della sua perso­nale esperienza carceraria (dieci anni nelle galere tunisine come oppositore politico) e del successivo instancabile impegno per i diritti umani. E ci offre un quadro plane­tario – dal Ruanda del post-genocidio alle prigioni clan­destine della Cina – del sistema giudiziario e penitenzia­rio, centrando l’attenzione sui paesi in via di sviluppo e sulle tante dittature tollerate dall’Occidente perché fun­zionali alla sua strategia geo-politica. Come la Tunisia di Ben Ali, appunto. Una riflessione che si nutre delle esperienze e dei progetti fatti con Amnesty International prima e con Penal Reform International poi per cercare di introdurre elementi di umanità e di diritto nell’universo chiuso delle prigioni.

Pensare Altrimenti

Copertina Pensare Altrimenti

Anarchismo e filosofia radicale del novecente

2011 – 216 pp. – euro 15,00

scheda libro http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=287

L’anarchismo del XXI secolo a misura del mondo postmoderno

Se il Novecento ha decretato la fine di comunismo e socialismo, il nostro secolo sta decretando l’impossibilità di vita sul pianeta sotto il regime liberal-capitalista. Una possibile via di salvezza è sperimentare l’ipotesi anarchica, l’unica teoria e pratica «illuminata» che non abbia ancora avuto l’opportunità di provare la propria efficacia. Ma un anarchismo a misura del mondo postmoderno non può limitarsi a una teoria e a una strategia politica forgiate tra la fine del Settecento e gli inizi del Novecento. Questa antologia raccoglie un’idea forte: l’anarchismo può rilanciarsi come ipotesi adeguata per interpretare e cambiare il mondo d’oggi a patto di aprirsi ai contributi di alcuni studiosi non anarchici – Deleuze, Derrida, Foucault, Lévinas – le cui idee sono in grande sintonia con quelle anarchiche e, se declinate in senso libertario, in grado di affiancarle in un percorso di radicale liberazione dal dominio.

Contributi di Miguel Abensour, Lewis Call, Daniel Colson, Simon Critchley, Nathan J. Jun, Todd May, Saul Newman

Ala. Trame esistenziali

Ala Cosmo-politismo

E’ visitabile sino al 31 luglio alla galleria Poleschi Arte di Forte dei Marmi la personale, dal titolo ”Ala. Trame esistenziali”, di una giovane e particolare artista, Antonella Isanti, conosciuta dagli amanti del settore con lo pseudonimo di Ala.

Numerosi visitatori hanno potuto ammirare nella bella cornice della galleria Poleschi – a pochi passi dal celebre Fortino del Granduca di Toscana – le oltre 130 opere databili agli ultimi dieci anni della produzione dell’artista viterbese da cui  si evince la lezione – e quindi l’ispirazione – appresa da alcuni grandi del Novecento italiano.

Nata come pittrice informale, Ala negli anni Novanta si stacca dalla pittura per passare ad una fase di ricerca e di presa di consapevolezza del suo essere artista attraverso l’utilizzo di materiali di uso quotidiano come corde, legni, calze femminili di seta e nylon e stoffe recise. Ala usa una cornice o un telaio come punto di partenza e costruisce assemblaggi di trame ripetute, nodi ed intrecci intricati che la portano a superare definitivamente la superficie del quadro tradizionale per inoltrarsi in una sorta di tridimensionalità tattile, in cui i materiali, nella loro semplicità disarmante, assumono inaspettatamente un valore simbolico e diventano arte.

“Aggancio la materia nell’unico territorio a me concesso: la cornice o telaio  – commenta l’artista – limite oltre il quale il mio ‘io razionale’ non va. Poi aspetto la luce giusta quando nel crepuscolo gli occhi vedono meno ed il tatto diventa protagonista dell’evento e l’ombra è sostanza dell’opera quanto la materia.” Un concetto alquanto evidente in Cosmo-politismo realizzato nel 2005 in cui il materiale intrecciato e sovrapposto crea, grazie anche all’uso del colore, un senso di profondità che pare voler nascondere all’osservatore ulteriori percorsi, misteriosi ed intricati.  

Il curatore della mostra, Luciano Caprile, interpreta l’uso della cornice come un “pretesto costruttivo che diventa per noi che guardiamo lo specchio dei nostri pensieri e della nostra anima. […] Possiamo trovare nell’intricato smarrimento delle corde, delle calze, nella ripetuta e insinuante cucitura delle stoffe recise un percorso che ci appartiene perché simula la sostanza variabile e non sempre decifrabile dell’esistenza.”

Le vie del cuore (2007) ribadisce questa sorta di “gioco di atmosfere suadenti” ed il groviglio tessile color cobalto richiama a complesse trame reali e mentali che sembrano sciogliersi in opere del 2008 come Strategie o Controverso dove il bianco della stoffa può essere percepito come neve, morbida ed attraente ma allo stesso tempo quasi inquietante.

Emozioni diverse suggeriscono gli intrecci di colore in L’accarezzai, sempre del 2008, mentre in Solitudine (2009) troviamo accenni di vele e quadrettate trasparenze.

Tra le opere più recenti in mostra, segnaliamo Nebbia (2010) in cui la velatura bianca in primo piano sembra mitigare gli intrecci più aspri di sfondo e Hard and soft in cui l’uso di materiali diversi rappresenta il confronto e il contrasto tra realtà ed apparenza, verità e racconto, fuga e trappola.

Una particolarità: in molti casi i titoli delle sue opere non rispecchiano ciò che la superficie mostra; Ala infatti ritiene che questo sia un modo per dare alle sue opere un valore aggiunto nato dall’emotività di un attimo.

Cenni biografici

Antonella Isanti, in arte Ala, nasce a Viterbo nel 1966. Dal 1996 al 2000 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Dai primi anni Novanta è assistente di Vincenzo Balsamo nello suo studio-museo a Verona dove Ala rimedita la lezione di Alberto Burri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Joseph Cornell e di Louise Nevelson e accoglie nella sua ricerca oggetti di consumo quotidiano quali corde, legni, calze, lacci di cotone o spago ed elastici.

Tra le principali mostre personali si ricordano: galleria La gradiva a Roma, 1991 con saggio critico di Marcello Venturoli; galleria Bianco Oro di Roma, 1992; galleria Zizzari di Roma, 1993; galleria Canpaiola di Roma, 1995; galleria Linea 70 di Verona, 1997; galleria Serego di Verona, 1999; Fortezza Castelfranco di Finalmarina, 2006, con saggio critico di Marisa Vescovo; galleria Orler di Favaro Veneto, 2007 con testo critico di Floriano De Santi.

Breve storia della galleria

La Poleschi Arte di Forte dei Marmi nasce nel 1992 a qualche anno di distanza dall’apertura a Lucca del primo showroom del rinomato gallerista toscano Vittorio Poleschi. Situata nel cuore della esclusiva località versiliese, sulla passeggiata a mare, la galleria negli anni ha saputo proporre nei suoi spazi importanti collettive e personali di un lungo l’elenco di maestri del Novecento italiano e dell’avanguardia internazionale, selezionando i periodi migliori e le opere più significative di ogni artista, tra i quali – per brevità – citiamo Afro, Arman, Baj, Boetti, Burri, Crippa, De Dominicis, Fontana, Matta, Mondino, Morlotti, Vasarely.

L’attenzione della galleria è altresì ben focalizzata sul panorama artistico contemporaneo, soprattutto italiano, e offre mostre di giovani emergenti, particolarmente interessanti per un mercato in continua espansione.

Coordinate mostra

Titolo                                     Ala. Trame esistenziali

A cura di                                Luciano Caprile

Sede                                      Poleschi Arte, Via Mazzini 9/b – 55042 Forte dei Marmi (Lucca)

Date                                       19 giugno – 31 luglio 2011

Orari                                      da martedì a domenica, ore 11-13 e 17-20, apertura serale ore 21-23. Chiuso lunedì

Catalogo                               illustrato a colori, con testo critico di Luciano Caprile

 

Informazioni al pubblico     Poleschi Arte

                                    Forte dei Marmi, Via Mazzini 9/b

 tel. 0584 87 61 61  fax 0584 87 61 62  poleschiartefdm@gmail.com

 Milano, Foro Bonaparte 68

 tel. 02 86 99 70 98   fax 02 86 91 33 67  info@poleschiarte.com