Das Ding – dal di dentro

Das Ding,  fotografia digitale, credit Emma Vitti
Das Ding, fotografia digitale, credit Emma Vitti

Fotografie di Emma Vitti, a cura di Cristina Trivellin

22 agosto – 10 settembre 2015 –   Palazzo Panichi | Via del Marzocco, 1 / angolo Piazza del Duomo – Pietrasanta (Lucca)­­­

Inaugurazione: sabato 22 agosto ore 18.30

Tra gli elementi ricorrenti nel vocabolario immaginale di Emma Vitti c’è l’involucro: un bozzolo di cui liberarsi, una pelle che sta cambiando, una pellicola trasparente che vela – rivelando – qualcosa che preme, sotto. Una chiusura, strutturale o involontaria; una protezione, un’impossibilità. Una membrana da squarciare o una coltre sotto la quale sia possibile respirare silenziosamente.

Nella produzione degli ultimi anni vediamo sacchetti di cellophane che custodiscono, o proteggono, fiori, foglie, petali. La bellezza dei fiori e la loro seduzione estetica non distolgono però dalla percezione di una sorta di asfissia che innesca riflessioni attorno alle  membrane e agli involucri che si frappongono nelle nostre vite, che vi si insinuano ostacolando le nostre relazioni.

 

In Das Ding l’autrice milanese approfondisce ulteriormente la propria ricerca sull’ambiguo rapporto tra contenitore e contenuto, entrando nei laboratori e nelle fonderie di Pietrasanta per fotografare le gomme utilizzate dagli artisti per la fusione delle sculture: muovendo, distorcendo queste membrane di lattice, avviene che la metafora dell’involucro si sciolga e diventi inequivocabilmente pelle, la pelle di un corpo. Ma succede anche che la gomma rimanga immobile, irrigidita nel suo guscio protettivo o si sottragga e deperisca nel processo della fusione. Il corpo, assente, è continuamente allucinato nell’instabilità della nostra percezione del rapporto figura-sfondo. La pellicola diventa un confine di carne, il limite che regola la dialettica illusoria del pieno e del vuoto.

 

Scrive Laura Pigozzi: “[…] I lattici antropomorfi di Vitti mostrano che il corpo cavo non è vacuo: è cavo perché qualcosa vi possa risuonare; è cavo al modo in cui è cavo un vaso – prima eco dell’arte umana – definito precisamente dallo spazio che lo rende contenitore. Il ragionamento inconscio di Vitti sull’involucro è sottile e coraggioso: le permette di installare la Cosa, Das Ding, al centro dell’immagine, quel centro velato che la allude per non farci precipitare mortalmente in essa. L’involucro di Emma è una metafora dell’anamorfosi, l’unica prospettiva da cui poter guardare e far vedere il sublime e l’orrore: La Cosa si può, allora, cogliere da un punto di vista possibile. Das Ding può mostrarsi attraverso il cavo, il doppio, la ferita, la pelle, l’organo: polmoni, cuore, doppi uteri a clessidra che segnano il tempo, feti gemelli che divergono. Das Ding, nascosta e visibile, sta lì a fare enigma e a porci la sua incessante interrogazione. A tutti noi, nessuno escluso. […]”

 

L’immagine/logo della mostra è emblematica e misteriosa: come osserva Roberto Mutti, […] “siamo inevitabilmente arrivati al momento più alto di questo percorso: finalmente appare il baluginio dell’oro che la luce ritrova sulla superficie metallica. La bellezza da esporre, tuttavia, la possiamo solo immaginare perché a Emma Vitti interessa ritrovare le graffiature, gli aggiustamenti, le abrasioni in cui ritrova le rughe, i segni, le cicatrici che non sono le imperfezioni ma le tracce che la vita ci ha regalato. Non è un caso se il titolo “Ferita splendida” somma alla piacevolezza del suono la contraddizione di un ossimoro. Proprio come nell’ultimo movimento di una sinfonia, ora tutto volge a un lento spegnersi”[…]

 

In mostra negli spazi di Palazzo Panichi di Pietrasanta circa 40 fotografie, stampate in varie dimensioni, che, sala dopo sala ci conducono in un viaggio visivo alla scoperta di risonanze interiori che non possono essere che soggettive e dunque uniche. L’artista si apre alla condivisione delle proprie visioni.

 

Emma Vitti nasce a Torino e si diploma in Pittura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. Docente di discipline artistiche e autrice di numerosi testi nell’ambito della sperimentazione didattica, nel 1992 lascia l’insegnamento per dedicarsi allo studio degli aspetti terapeutici dell’arte nella cura del disagio psichico e sociale. Da dieci anni insegna in una scuola di Arteterapia di Milano.

Dagli anni Novanta, con il passaggio dal disegno al medium fotografico, ha inizio il suo percorso artistico, contraddistinto da un impegno culturale che attraversa il linguaggio visivo dentro le più inaudite declinazioni simboliche. Le sue opere sono interfacce che mettono di fronte l’autore e il fruitore in una condivisione orizzontale che significa testimonianza concreta dell’esserci. Un rapporto estremamente lucido e nello stesso tempo visionario con la materia, il corpo, i vissuti emotivi. La sua coscienza artistica è ben radicata nel sentire contemporaneo, calata in una consapevolezza relazionale che la porta a includere l’osservatore, seducendolo o perturbandolo attraverso la forza delle immagini nel proprio atto creativo. Il suo lavoro è presente nelle principali manifestazioni dedicate all’arte e alla fotografia, come MIA, Photofestival e in prestigiose sedi istituzionali quali Palazzo Sant’Elia a Palermo e Palazzo Panichi a Pietrasanta. Nel 2014 ha vinto il Premio Creatività al Photofestival di Nettuno, ha esposto sia in Italia che all’estero. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Vive e lavora a Milano.

www.emmavitti.it

 

 

Das Ding – dal di dentro

Fotografie di EMMA VITTI

Palazzo Panichi, via del Marzocco 1 / angolo Piazza del Duomo – Pietrasanta (Lucca)
Dal 22 agosto al 10 settembre 2015

Inaugurazione: sabato 22 agosto ore 18.30

Orari:  martedì – domenica 18.00-24.00 | Ingresso libero

Catalogo Edizioni Undicesima, con testi di Alessandro Romanini, Roberto Mutti, Laura Pigozzi

 

       In collaborazione con

 Comune di Pietrasanta e Centro Arti Visive di Pietrasanta

  Info:

 Centro Arti Visive di Pietrasanta | pressoffice@cavpietrasanta.it | t. 0584 792655

 Centro Culturale “Luigi Russo” | istituti.culturali@comune.pietrasanta.it | t. 0584 795500  www.museodeibozzetti.it

 

Trio Amadei

Trio Amadei
Trio Amadei

Apprezzati da Abbado, Klein, Capossela e Caramuta, i tre fratelli Liliana, Marco e Antonio si esibiscono in Val di Fassa mercoledì 19 agosto. Venerdì 21 Roberto Ottaviano al MART

Il Trio Amadei al TrentinoInJazz 2015!

Trentino Jazz

Fondazione CARITRO

Provincia autonoma di Trento

Regione Autonoma Trentino Alto Adige

Scuola Musicale Eccher

MART – Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

 

presentano:

 

TRENTINOINJAZZ 2015

…nuove direzioni in musica…

Mercoledì 19 agosto 

ore 14.00

Chalet Valbona

Alpe di Lusia – Moena

Val di Fassa

 

Trio Amadei

 

Liliana Amadei (violino)

Antonio Amadei (violoncello)

Marco Amadei (pianoforte)

 

ingresso gratuito

 

 

“Il giovane Trio italiano, Liliana, Marco, Antonio Amadei ha suonato recentemente per me e sono rimasto colpito dalla loro musicalità, dalla freschezza della loro interpretazione e dall’alto livello tecnico del loro suonare”. Dichiarava così il compianto Claudio Abbado nel 1995, dimostrando un grande apprezzamento per il Trio Amadei, che si esibirà mercoledì 19 agosto in Val di Fassa per il nuovo concerto del Panorama Music Festival, sezione di concerti in alta quota del TrentinoInJazz 2015. I tre fratelli Liliana (violino), Antonio (violoncello) e Marco (pianoforte) hanno all’attivo una notevole quantità di registrazioni e concerti, sia in Italia che all’estero. Dalla RAI alla BBC, da importanti festival nordeuropei a esibizioni per grandi come Abbado, il Trio Amadei si è cimentato anche in numerose colonne sonore e collaborazioni con la fondazione De André, Cristiano De André, Markus Stockhausen e Vinicio Capossela.

 

Anche per l’edizione 2015 TrentinoInJazz rilancia la sua originale fisionomia di network: il festival nasce infatti come “federazione” di rassegne preesistenti nelle valli della provincia di Trento ma oggi più che mai mostra unitarietà organizzativa e omogeneità artistica. Dal 24 giugno ai primi di settembre Panorama Music Festival anima il palcoscenico naturale delle Dolomiti della Val di Fassa, con concerti in alta quota. Coinvolto per la prima volta anche il MART di Rovereto, con appuntamenti unici nel loro genere tra musica e cultura contemporanea. Immancabile il Valsugana Jazz Tour, che riserva grande attenzione alle colonne del jazz internazionale e ai frizzanti Aperitivi Jazz. Presenti anche la Valli del Noce, all’insegna del jazz di frontiera quest’anno tutto italiano, con una dedica speciale a Miles Davis. Quattro concerti di lusso per il Lagarina Jazz, diretto dal giornalista Giuseppe Segala, con artisti di risonanza mondiale. La fase finale si svolge in autunno a Trento e Rovereto: Sonata Islands – diretta da Emilio Galante – dedicata ai connubi sperimentali tra jazz, rock e musica colta. 

Prossima data:

Venerdì 21 agosto, Roberto Ottaviano, MART-Rovereto.

 

Calendario completo della rassegna:

www.synpress44.com/02Works.asp?id=2893&stc=3    

 

 

 

Cerere Exposed

Cerere Exposed
Cerere Exposed

Martedì 18 agosto alle 12,00 un cooking show molto particolare con la ricostruzione di una cena-simposio greca in Sicilia, secondo la descrizione tramandataci da Senofonte, con quindici figuranti in costume del V secolo a.C., tra i quali musicisti con strumenti arcaici fedelmente ricostruiti.

Marco “Apicio” Berardinelli, cuoco esperto di cucina antica, indossa il suo costume d’epoca e prepara assieme alle sue ancelle un deipnon (il pasto vero e proprio) che viene servito ai convitati in un triclinio greco-romano e condiviso con gli spettatori. Saranno anche distribuiti vini “alla moda greca” e il pubblico potrà cimentarsi nell’ antico gioco del kottabos con le stesse coppe (kylix) usate dai contemporanei di Senofonte.

Alle 16,00 talk food di Sergio Grasso, accompagnato dalla cantautrice Erica Boschiero, su Erei ed eroi: le antiche leggende hanno aiutato i Siciliani a recuperare le proprie radici, a circoscrivere lo spazio in cui l’uomo ha acquisito la sua esperienza, a dare il giusto valore agli elementi della natura.

Alle 18,30 incontro sulla tradizione casearia ennese condotto dalla giornalista di Raiuno Ilenia Petracalvina, con degustazione commentata e guidata.

 

 

Via Idro. Al via la chiusura del campo nomadi dopo 26 anni

via idro milano
via idro milano

Giunta approva delibera per superamento campo e riqualificazione dell’area

Chiude il campo nomadi di via Idro presente sul territorio comunale dal 1989. La Giunta di Palazzo Marino ha approvato oggi la delibera che ne stabilisce la chiusura, in una logica di superamento del campo – che non costituisce una soluzione dignitosa per la vita di donne, uomini, bambini – e di riqualificazione dell’area, che presenta notevoli complessità sotto il profilo del rischio idrogeologico, delle condizioni igienico-sanitarie e della sicurezza urbana. Si tratta di un nuovo provvedimento di chiusura deciso dall’Amministrazione comunale, che ha già chiuso il campo nomadi di via Novara nel luglio 2014 e il campo nomadi di via Martirano nell’ottobre 2014.

“Abbiamo mantenuto l’impegno di far partire entro l’estate l’iter per la chiusura di via Idro, per arrivare al suo completo smantellamento entro l’anno – hanno spiegato gli assessori Pierfrancesco Majorino (Politiche sociali) e Marco Granelli (Sicurezza e Coesione sociale) -. È un provvedimento particolarmente significativo a distanza di 26 anni dall’apertura del campo, segno di una scelta che quest’amministrazione ha posto nelle Linee guida Rom Sinti e Caminanti, individuando la necessità di integrare le famiglie nel contesto della città e non riservare a loro luoghi marginali e chiusi, che in questi anni si sono dimostrati non adeguati all’obiettivo di una piena integrazione e, anzi, hanno creato situazioni critiche dal punto di vista della sicurezza urbana e del degrado”.
“Alle persone presenti nel campo verranno fatte proposte alternative per l’inserimento sociale e lavorativo in attuazione delle Linee guida Rom Sinti e Caminanti e secondo le regole valide per tutti i milanesi, quindi senza canali preferenziali – hanno precisato gli assessori Majorino e Granelli -. Inoltre, seguiremo con particolare attenzione il tema della continuità scolastica dei bambini”.

Attualmente si trovano in via Idro 25 nuclei familiari autorizzati, per un totale di 97 persone di cui 41 minori.
L’insediamento è collocato in un’area a ridosso del fiume Lambro, che l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo) annovera tra quelle ad elevato rischio esondazione, rendendo necessaria la messa in sicurezza. Il campo, inoltre, presenta una serie di criticità dal punto di vista igienico-sanitario: tra i rischi per la salute l’Asl ha segnalato, in particolare, quelli infettivi derivanti dallo smaltimento dei reflui organici, data la mancanza di allacciamento alla rete fognaria milanese, quelli di elettrofolgorazione e incendio causati dalle manomissioni all’impianto elettrico. La Polizia locale e la Questura di Milano hanno evidenziato poi un accentuato attrito tra alcune famiglie residenti nel campo, con situazioni di criticità sotto il profilo della legalità, della sicurezza urbana, dell’incolumità pubblica.

Le famiglie riceveranno nei prossimi giorni una comunicazione ufficiale che darà a loro un tempo entro cui individuare soluzioni alternative, e indicazioni degli uffici dell’Amministrazione comunale cui rivolgersi per essere accompagnati nell’individuazione di adeguate soluzioni. In ogni caso, sono messi a loro disposizione i Centri di emergenza sociale e di autonomia abitativa che l’Amministrazione gestisce per accogliere temporaneamente le persone in emergenza abitativa a seguito di sgomberi di aree abbandonate e di case popolari occupate abusivamente. Inizia quindi per queste famiglie un vero percorso di integrazione, concludendo un’esperienza che ha evidenziato tutti i limiti del modello campo, con cui fino ad oggi le Amministrazioni precedenti avevano gestito il tema nomadi.


Concerto e messa in San Marco

Coral Juvenil Simón Bolívar
Coral Juvenil Simón Bolívar

Domenica 23 agosto, alle ore 11.00, la Coral Nacional Juvenil Simón Bolívar de Venezuela, diretta da Lourdes Sánchez, terrà un concerto a ingresso libero nella Chiesa di San Marco e a seguire parteciperà alla celebrazione della Messa di mezzogiorno.

Si tratta di uno degli appuntamenti che quest’estate La Scala offre gratuitamente a milanesi e turisti , insieme ai concerti delle orchestre giovanili “Teresa Carreño” e “Juvenil de Caracas” sabato 22 e sabato 29, sempre alle ore 20.30, al Teatro Continuo di Burri nel Parco Sempione.

Gli appuntamenti si inseriscono nell’ambito del progetto “El Sistema” e nella più ampia cornice del Festival delle Orchestre Internazionali per Expo.

Il programma del concerto, che comincia alle ore 11, è costituito da brani di musica sacra, tra cui pagine di Mendelsshohn, Lotti, Bruckner, Poulenc, Sisask e Thompson. Alle ore 12 avrà inizio la celebrazione della Santa Messa . La Coral accompagnerà i momenti salienti della liturgia cantando il Kyrie-Gloria, l’ Ave Maria, il Sanctus – Benedictus Agnus Dei, O Magnum Mysterium, e il Salve Regina messi in musica da Victoria, Martin, Monteverdi ed altri.

Lourdes Sánchez, è a capo del Sistema Nacional de Coros Infantiles y Juveniles de Venezuela e ha svolto un intenso lavoro di diffusione del repertorio corale “a cappella”. Inoltre fa parte del team di musicisti del programma di intervento sociale “Musica per crescere”. È affiancata in questo progetto dalla maestra Margot Parés Reyna, insegnante di canto e tecnica vocale

La Coral Nacional Juvenil Simón Bolívar si è costituita nel 2006 per iniziativa del maestro José Antonio Abreu, con l’intenzione di creare una formazione corale di alto livello musicale composta da un centinaio di giovani coristi di talento provenienti da tutto il Paese e appartenenti al Sistema. Sin dalla sua fondazione ha ricercato l’eccellenza artistica, grazie a un intenso programma di formazione, esercitazioni vocali e concerti, in Venezuela e all’estero. Dispone di un ampio repertorio ed è caratterizzata dalla bellezza del suono e dalla versatilità. Nel 2013 si è esibita durante il Festival di Salisburgo e in un concerto a cappella di grande successo al Mozarteum. Durante la tournée europea del 2013-14 la Coral Nacional Juvenil Simón Bolívar ha tenuto concerti a Liverpool, Cardiff e Sage ed è stata il primo coro latino-americano a esibirsi alla Royal Festival Hall di Londra.