“La città degli animali”: libro di Danilo Mainardi

la città degli animali - copertina
la città degli animali – copertina

Gabbiani che aggrediscono colombi in piazza San Pietro a Roma e passerotti che alle prime luci dell’alba si avventano su qualche giovane geco inesperto, attardatosi sui muri degli antichi palazzi veneziani. Volpi che vivono stabilmente nel cuore di molte città europee, cinghiali che circolano liberi nel nostro Paese da nord a sud e, talvolta, persino lupi che abbandonano le zone collinari e montagnose per spingersi a ridosso dei centri abitati.

È tanta ormai la zoologia presente nelle nostre città. Mammiferi, anfibi, rettili, uccelli, invertebrati, pesci, compongono una fauna urbana che, insieme alla flora, ha creato una biodiversità ricca di specie entrata a far parte delle nostre vite. Animali selvatici e domestici, penetrati spontaneamente o introdotti in vario modo nelle nostre realtà metropolitane e periferiche, che hanno cambiato, oltre alle proprie abitudini, i nostri paesaggi e i nostri comportamenti.

Con un linguaggio semplice e il consueto rigore di scienziato, Mainardi ci spiega le ragioni di questa colonizzazione e si sofferma sugli adattamenti che i nostri coinquilini non umani acquisiscono con la loro nuova vita urbana; adattamenti che interessano il comportamento sociale, le modalità di riproduzione e di allevamento della prole, la dieta e il reperimento del cibo. Perché, sostiene il noto etologo, le città del futuro saranno sempre più multietniche (animali umani), ma anche multirazziali (animali domestici) e multispecifiche (animali selvatici), e solo conoscendo a fondo i nostri concittadini potremo convivere tutti felicemente.

L’AUTORE

Danilo Mainardi, etologo, ecologo e divulgatore scientifico, è professore emerito di Ecologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore della Scuola internazionale di etologia di Erice. È presidente onorario della LIPU (Lega italiana protezione uccelli), membro di accademie e società tra cui l’Accademia Nazionale delle Scienze (dei Quaranta) e l’International Ethological Society di cui è stato presidente. Collabora con il Corriere della Sera ed è ospite abituale di Piero Angela a Superquark. Per Cairo ha pubblicato i saggi Nella mente degli animali (2006), La bella zoologia (2008), L’intelligenza degli animali (2009), Il cane secondo me (2010), Noi e loro (2013), L’uomo e altri animali (2015) e i «gialli etologici» L’acchiappacolombi (2008), Un innocente vampiro (2010) e Le corna del Cesare (2012).

I 30 anni del mensile “Bell’Italia”

bell'Italia
bell’Italia

Ottimo riscontro ieri,  per l’evento organizzato al Mudec di Milano da Cairo Editore in occasione dei 30 anni del mensile BELL’ITALIA.

Durante la presentazione sono intervenuti il Presidente Urbano Cairo, il direttore di Bell’Italia Emanuela Rosa-Clot, la fondatrice e presidente onorario del FAI Giulia Maria Crespi e l’assessore alla Cultura di Milano Raffaele Del Corno.

 

Annarita Briganti -L’amore è una favola-

Libro L'amore è una favola
Libro L’amore è una favola

Tutti sanno cos’è l’amore, ma nessuno, forse, sa comprenderlo totalmente. Perché l’amore non accetta definizioni: è un’esperienza che va vissuta fino in fondo. Come fa #Gioia Lieve, la protagonista del nuovo romanzo di Annarita Briganti, che attraversa la vita e i sentimenti con la felicità e la leggerezza che il suo nome suggerisce, nei limiti del possibile.

Gioia è una giornalista culturale freelance, ovvero precaria, e una scrittrice. Conosce Guido Giacometti, l’Artista, per un lavoro che inizialmente non voleva fare. Una delle sue più care amiche, Marcella, le chiede all’ultimo minuto di scrivere la prefazione al catalogo della mostra dell’Artista, Cuori Ribelli, che sarà inaugurata al Museo Madre di Napoli, il giorno di San Valentino. E così Gioia incontra Giacometti, enfant prodige della scena artistica, nonché seduttore seriale. È amore a prima vista, ma un amore difficile e contrastato, che lei cerca di far crescere contro tutto e contro tutti. Tra presentazioni di libri, festival, vernissage e pranzi in riva al mare, seguiamo la loro storia, fino all’inatteso epilogo.

Ambientato tra Milano e Napoli, tra Arte e Editoria, L’amore è una favola contiene anche una dura condanna della violenza contro le donne, che irrompe nella complicata esistenza della protagonista. Un romanzo che parla della vita, per tutti quelli che hanno il coraggio di amare, lottare, sperare.

L’AUTRICE

ANNARITA BRIGANTI, giornalista culturale e scrittrice. Napoletana globetrotter, felicemente espatriata a Milano, scrive di libri su Repubblica e Donna Moderna, dove ha anche un blog. Si occupa di qualsiasi cosa abbia a che fare con la letteratura. Ama presentare i libri suoi e degli altri, collezionare libri autografati, fare fotografie, leggere, mangiare, bere e gli Artisti. La trovate su Twitter e Instagram – @annaritab72 –, su Facebook e ovunque ci sia connessione.

Con Non chiedermi come sei nata (Cairo, 2014), il suo primo romanzo, una storia vera d’amore e fecondazione assistita, ha vinto il Premio Comoinrosa, ha girato l’Italia e lo sta portando a teatro. L’amore è una favola è il suo secondo romanzo, con la stessa protagonista, #Gioia.

 

 

 

Afghanistan solo andata

Gian Micalessin, Afghanistan solo andata

Storie dei soldati italiani caduti nel paese degli aquiloni 

Note introduttive del Generale Enzo Camporini e del Capitano M.O. Gianfranco Paglia

Con un’intervista al Generale Marco Bertolini

IL LIBRO

Sono più di cinquanta i soldati italiani che non torneranno dalle pietraie e dai deserti dell’Afghanistan, il Paese dove gli aquiloni hanno smesso di volare. Ma non c’è solo la guerra in queste pagine, c’è la storia di chi ha deciso di combatterla. Non c’è solo la cronaca della loro morte, c’è la storia della loro vita.

Sono più di cinquanta i soldati italiani caduti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf nel 2004. Ma in realtà il primo dei nostri connazionali è morto nel 1998, quando la missione delle Nazioni Unite si chiamava Unsma e aveva il compito di «sorvegliare» i talebani. In un altro millennio, prima dell’11 settembre, prima di qualsiasi «guerra al terrorismo».

Dietro questa lunga teoria di nomi ci sono volti, desideri, ambizioni di giovani uomini, scelte di vita non sempre facili e scontate. A raccontarli è Gian Micalessin, inviato di guerra che conosce l’Afghanistan da trent’anni, che l’ha visto passare dal controllo sovietico a quello talebano fino alla situazione magmatica di oggi. E non potendo raccontarli tutti, ha raccolto otto storie esemplari, otto piccole biografie che tessono una trama comune, che consentono di capire chi sono i militari italiani impegnati nel Paese degli aquiloni, qual è la loro missione, perché hanno scelto il mestiere delle armi, che cosa li ha spinti a rischiare la vita a migliaia di chilometri da casa.

Afghanistan solo andata cerca di ridare voce a quei ragazzi che sono stati figli, fratelli, mariti e padri, che troppo spesso conosciamo soltanto dalle cronache della loro morte, succinte eppure intrise di inutile retorica. Perciò le cronache di Micalessin parlano di vita, riaprono quelle porte che dopo la momentanea ondata collettiva di commozione si chiudono alle spalle delle famiglie lasciandole sole con la loro irrimediabile perdita. Ha parlato con i commilitoni, ha raccolto i ricordi di gioia di amici e parenti ma ha anche distillato nuove lacrime, in omaggio a un sacrificio che non va dimenticato. 

L’AUTORE

Gian Micalessin, inviato di guerra, scrive per Il Giornale e altre testate. Inizia realizzando reportage al seguito dei mujaheddin afghani che combattono l’occupazione sovietica. Poi firma altri reportage e documentari da Iraq, ex Jugoslavia, Cecenia, Algeria, Ruanda e dall’epicentro del morbo di Ebola in Zaire. Dalla fine degli anni ’90 segue con particolare attenzione le questioni mediorientali, il conflitto israelo-palestinese e l’Iran. Per la carta stampata ha collaborato con Corriere della Sera, Repubblica, Panorama, Libération, Der Spiegel, El Mundo, L’Express, Far Eastern Economic Review. Ha inoltre lavorato per network nazionali e internazionali (CBS, NBC, Channel 4, TF1, France 2, NDR, TSI, Rai 1, Rai 2, Canale 5, La7).

Mamma parla con me

Mamma parla con me

Nancy Cadjan, Mamma parla con me

Usa i segni per comunicare con il tuo bambino

Introduzione di Adriana Cantisani

IL LIBRO

Dall’America un metodo rivoluzionario per comunicare con i nostri figli prima ancora che imparino a parlare.

Volete sapere se vostro figlio piange perché ha fame, ha bisogno di un cambio di pannolino o è solo stanco? Volete capire se vostro figlio ha voglia di giocare oppure ha sonno ma è ancora troppo piccolo per dirvelo? Ora c’è Mamma parla con me, lo strumento ideale per imparare insieme al vostro bambino la lingua dei segni in modo da interpretare tutte le sue necessità, materiali o affettive, prima che lui/lei sia in grado di verbalizzarle. In America questo metodo semplice ed efficace è sempre più diffuso e radicato: viene applicato da decine di migliaia di genitori, è praticato negli asili e monitorato dalla American Academy of Pediatrics. E adesso finalmente è approdato anche in Italia. La lingua dei segni vi consentirà di ridurre significativamente la frustrazione di vostro figlio – perché ogni volta che può farsi capire è felice! – aumentando in compenso il grado di soddisfazione di entrambi: meno incomprensioni significano una relazione migliore.

Questa tecnica raccoglie una vasta gamma di segni declinati secondo le diverse fasce d’età cui corrispondono diverse abilità fisiche e cognitive. Segni intuitivi e semplici da imparare che mimano attività (mangiare, dormire, giocare, ballare…), oggetti (maglietta, ciuccio, scarpe…), persone (mamma, papà, zia, nonna…), sensazioni (caldo, freddo, dolore…), emozioni (felicità, tristezza, rabbia…), animali (gatto, cane, orso…) e molto altro ancora, per comunicare da pari a pari col vostro piccolo su tutto ciò che fa parte del vostro quotidiano. Creerete così un legame più stretto con lui/lei che vi accompagnerà per tutta la vita.

E perché l’apprendimento diventi gioco, l’autrice ha inserito anche un pratico dizionario, con oltre 270 vignette illustrate dei segni suddivise per argomento, da tenere sempre a portata di mano.

L’AUTRICE

Nancy Cadjan, sposata e madre di due figli, vive nello Utah. Con i suoi figli ha iniziato a usare la lingua dei segni e da questa esperienza è nato il suo best seller Sign Babies ASL Flash Cards, mazzi di carte tematiche illustrate, che riportano i segni e le parole corrispondenti, pensati appositamente per i piccoli e i loro genitori che vogliono imparare la lingua dei segni. Da lì, poi, è nata l’idea di questo libro.