Premi a Carlo Cecchi e Alessandro sciarroni

Gli artisti legati al Teatro Stabile delle Marche fanno incetta di premi in questa estate 2012.

Dopo aver ricevuto il prestigioso Premio Flaiano alla carriera domenica scorsa a Pescara, Carlo Cecchi sabato 14 luglio alle ore 11 a Santarcangelo (durante il festival) riceverà un altro riconoscimento: il premio “Lo Straniero”. Il premio, nato nel 1992, è il riconoscimento attribuito dalla rivista mensile omonima fondata e diretta da Goffredo Fofi e dedicata ai percorsi “eretici” nell’arte, nella cultura, nella scienza e nella società.

Carlo Cecchi sarà con lo spettacolo Sik Sik l’artefice magico il 24 luglio a La Maddalena (OT) al Teatro La Fortezza, il 30 luglio a Brindisi al Castello Svevo, l’1 agosto a Lanciano (CH) al Chiostro di S.Spirito.

In Croazia, Alessandro Sciarroni con lo spettacolo Joseph, ha vinto il premio Wind per la ricerca, segnalato dal PUF’s Theatre Sky. Alessandro Sciarroni da qui alla fine dell’anno con gli spettacoli Joseph e Folk-s toccherà le città di Amsterdam, Dro, Bisceglie, Edimburgo, Pazin, Igoumenitza, Bassano del Grappa, Terni, Varsavia, Reggio Emilia, Roma, Lugano, Bologna, Londra.

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JOSEPH: Un successo di collaborazioni e date in tutta Italia e all’estero

joseph

 

Lanciatissimo in tutta Europa l’artista performer Alessandro Sciarroni, alla sua terza produzione con il Teatro Stabile delle Marche dopo If I was Madonna e Lucky Star porta lo spettacolo JOSEPH nei prossimi giorni in scena a Losanna al Théâtre Sévelin il 13 e 14 marzo, poi alla terza edizion e del  Festival “Are we Human”- Rassegna di arte scenica a Verona il 16 marzo.

[JOSEPH] è un’invenzione, performance di Alessandro Sciarroni,con la drammaturgia e lo studio dei processi prodigiosi di Antonio Rinaldi, la produzione è del Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Corpoceleste_C.C.00#, in coproduzione con Officina Concordia, Comune di San Benedetto del Tronto (AP), con il contributo di Centro per la Scena Contemporanea – Comune di Bassano del Grappa, con il sostegno di Amat, Progetto Matilde e Centrale Fies.

Il lavoro,è nato nelle Marche proprio nell’ottica delle consuete collaborazioni tra Enti e di lavoro sul territorio regionale; partito con un laboratorio a Grottammare  dal titolo A kind of magic proseguito con una sessione di prove ad Ancona, poi con una sessione di prove aperte a dieci spettatori alla volta a San Benedetto del Tronto all’interno del Teatro della Concordia per debuttare poi al prestigioso Festival Drodesera e a seguire ha toccato molte piazze da Ancona a Roma, da Sirolo a Forlì, Milano e Sassari, all’estero: come ad Evora in Portogallo, ora in Svizzera, a Verona e poi a seguire a Ravenna, Civitanova Marche, Bologna, Torino e Bassano del Grappa.

In Joseph in scena c’è uomo, solo, di spalle al pubblico per l’intera durata della sua performance, mentre cerca la sua immagine in tutto ciò che il suo sguardo tocca. “Ma la sua solitudine cela il mistico incontro con l’essere, e genera nella sua manifestazione simbolica e dinamica, una comunione di energia tra le anime che assistono discrete, testimoni dell’incontro con il proprio sè e della meraviglia dell’epifania dell’alterità. La relazione interattiva con le perturbazioni interne si riflette nella ricerca del tu, nella casualità dell’etere, impresso, quasi, nel cosmos”. (Martina Oddi, Joseph dentro e fuori l’infinito).

L’autore della performance, prende in prestito il nome da colui che assume su di sé la paternità dell’uomo che nasconde il divino, ma non ci è dato sapere chi sia Joseph, ne dove sia. Non sappiamo se si tratti dell’uomo che vediamo in scena oppure di uno di quegli occhi sconosciuti capitati per caso all’interno del sistema rappresentativo. Il solo perde la sua connotazione di evento performato da un esecutore unico e si riempie di sguardi meravigliati, deformati, raddoppiati e amplificati. Di corpi esposti e pronti all’esposizione, là fuori, chissà dove, dall’altra parte del mondo, ma nel medesimo istante.

 

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