Ex.Wave

Ex.Wave

 

Ecco realizzata la fusione tra  musica classica, elettronica. Come è avvenuta questa sperimentazione, da dove nasce ?

Nasce nelle accademie di musica classica, dalla consapevolezza che non potevamo limitarci alla ricerca dell’esecuzione perfetta. Dovevamo riuscire a sfruttare il nostro background di conoscenze musicali per uno scopo creativo e dar vita ad un progetto originale.

Siete riusciti ad unire strumenti del passato più remoto con i mezzi elettronici a disposizione dell’età moderna. Hanno lo stesso valore o, visto il vostro caso, sono diversi e compatibili ?

Sono molto diversi, ma hanno lo stesso valore. Noi consideriamo gli strumenti classici adatti a sperimentare e dialogare con la modernità e riconosciamo l’importante valore degli strumenti elettronici nella fase creativa dell’arrangiamento.

Hanno collaborato e vi hanno apprezzato diversi grandi nomi dello scenario musicale. E’ stato quello che vi ha spinti a portare a termine il progetto ?

Sicuramente le varie collaborazioni ci hanno dato una spinta forte, permettendoci di crescere e di confrontarci con realtà molto importanti diverse tra loro. Il nostro disco “PLAGIARISM” vanta la partecipazione di Astrid Young (sorella di Neil) nel brano “Wonderland” e di Vincent Girault (batterista della band francese “The Electronic Cospiracy”) nel brano “Plastic Glamour”.

Uno dei vostri obiettivi è anche quello di sensibilizzare le persone all’ascolto della musica classica?

Non necessariamente. Siamo cresciuti ascoltando la musica classica e consiglieremmo a chiunque di ascoltarla o di intraprendere gli studi accademici, ma con quell’apertura mentale che ci ha fatto considerare il diploma accademico come un punto di partenza e non uno sterile punto d’arrivo.

Intervista a cura di Davide Falco

Concerto tra gli orti

Manuel Ferreira

OLINDA – Festival “Da vicino nessuno è normale”  3 luglio 21:45

Elisa Zini – La compagnia teatrale Alma Rosè continua a proporre nuovi modi per portare teatro e cultura tra la gente della città. Debutto per il nuovo spettacolo “CONCERTO TRA GLI ORTI”, che si terrà il 3 luglio 2011 nell’atteso appuntamento estivo OLINDA Festival “Da vicino nessuno è normale” presso l’ex ospedale Paolo Pini. Nato da un progetto artistico sulla sovranità alimentare con il sostegno di Chico Mendez, che festeggia i 20 anni del commercio equo e solidale a Milano, “Concerto tra gli orti” si avvale della fidata collaborazione con il polistrumentista Mauro Buttafava di Artemista e il trombettista Marco Fior, per regalare alla città una serata davvero speciale. Teatro raffinato e colto quello che da sempre propongono Elena Lolli e Manuel Ferreira in spettacoli quali Gente come uno, C’era un’orchestra ad Auschwitz, Mapu Terra e Fabricas. Con l’aiuto dell’amico Mauro Buttafava sboccia un nuovo spettacolo: un concerto tra gli orti del Giardino degli Aromi, dentro il Parco del Paolo Pini: un orto botanico di piante aromatiche, colori e terra dove bambini, adulti e anziani hanno ritrovato un luogo di incontro.

Tanti orti liberi curati dagli abitanti del quartiere: un giardino speciale creato nel 2003 da un’associazione di donne appassionate di verde e desiderose di creare legami nella città. Lo stesso desiderio che muove da sempre la compagnia Alma Rosè: portare il teatro in zone vive della città, dove sorgono aggregazioni spontanee, vicino alla gente che vuole condividere passioni, desideri, bisogni. Questo è il palcoscenico di Alma Rosé per un primo viaggio dentro il verde di Milano. Si racconteranno storie di giardinieri urbani,  angoli verdi, di orti comunali e privati, dentro le scuole o sui balconi e di quartieri metropolitani fatti di persone che riscoprono il contatto con la natura e trovano un nuovo modo di stare insieme.

Festival “Da vicino nessuno è normale” – Ex O. P. Paolo Pini via Ippocrate, 45 – 20161 Mi  Informazioni: 02-66200646 | olinda@olinda.org

 

Luca Carboni

Luca Carboni

A SETTEMBRE ESCE IL NUOVO ALBUM DI INEDITI

A GIUGNO IN RADIO IL PRIMO SINGOLO

Anticipato dal primo singolo, in rotazione radiofonica a giugno, a settembre esce il nuovo album di inediti di LUCA CARBONI (su etichetta RCA/Sony Music).

In questi giorni il cantautore bolognese sta terminando la registrazione delle 10 tracce che faranno parte del nuovo progetto discografico.

Il suo quindicesimo album uscirà a 5 anni dall’ultimo disco di inediti, “…Le Band Si Sciolgono”, e a 2 anni di distanza dalla pubblicazione di “Musiche Ribelli”, l’omaggio ai grandi cantautori italiani degli anni ’70.

JarabeDePalo

 “¿Y ahora que hacemos?” è il nuovo disco di inediti di JARABEDEPALO, una delle star spagnole più apprezzate in Italia, che sta già spopolando in Spagna e Sud America.

Il nuovo album, al prezzo speciale di € 12,90 (su etichetta e distribuzione Carosello Records e disponibile su iTunes), contiene 14 nuove tracce tra cui i duetti de “La quiero a morir” (adattamento del famoso brano francese di Francis Cabrel “Je l’aime a mourir”).

JARABEDEPALO ha infatti duettato con Alejandro Sanz per la versione spagnola, mentre ha scelto di collaborare con Francesco Renga per la versione italiana.

jarabedepalo

Dopo Jovanotti, Niccolò Fabi, Zucchero, questa volta JARABEDEPALO ha scelto Renga, che ha curato anche l’adattamento in italiano de “La quiero a morir”,  per il lancio del nuovo singolo sul nostro mercato. “La realtà ha superato ogni aspettativa, un vero professionista, con una voce bellissima, dolce e potentissima. Un interprete eccellente” così commenta Pau la collaborazione con Renga -“Francesco è, come diciamo noi in Spagna, un “crack”, un “master”, un numero 1”.

“¿Y ahora que hacemos?” è un disco dalla forte impronta rock, ma con arrangiamenti semplici ma di grande impatto, tipici del sound che hanno reso JARABEDEPALO una delle star internazionali più stimate del mondo latino e non.

JARABEDEPALO in 15 anni di carriera ha  infatti avuto numerosi riconoscimenti e ricevuto premi internazionali, ha vinto un Latin Grammy per l’ultimo disco “Orquesta Reciclando”, ha collaborato con Ricky Martin, Alanis Morisette e altri artisti di fama internazionale, suonato in tutto il mondo di fronte a milioni di spettatori.

Eugenio Ripepi intervista

Eugenio Ripepi

Dopo quanto tempo arriva questo tuo primo cd? Quanto lavoro c’è dietro ?

L’Album “La buccia del buio” esce oggi nei negozi e su iTunes per l’etichetta CNI  , ma la gestazione è lunghissima. Sono l’autore di testi e musiche, e buona parte dei brani l’ho scritta dieci anni fa. L’incisione alla Ithil World di Fabrizio Noè a Imperia con l’ingegnere del suono Giovanni Nebbia e il successivo mastering al Nautilus di Milano risalgono a quattro anni fa. La sessione ritmica annovera Ellade Bandini alle batterie (Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Paolo Conte); Marco Fadda alle percussioni (Ivano Fossati, Eugenio Finardi); Luca Scansani al basso elettrico (Enzo Jannacci, Ivan Graziani). Nonostante questo spiegamento di forze, il disco, prodotto da Milo Durante, è rimasto fermo per tantissimo tempo. È stato Riccardo Vitanza a considerare per primo il mio lavoro,  dando il la a tutto il meccanismo che ci consente di stare qui adesso felicemente a parlarne. Sto lavorando per l’Università nel campo della ricerca per il Professore Eugenio Buonaccorsi, fondatore a Genova del Teatro della Tosse e del Teatro dell’Archivolto, nonché già Presidente del Dams ligure; è Buonaccorsi, come Presidente di un neonato Corso in Pop Music per cui ho fatto alcune docenze quest’anno, che mi ha permesso di conoscere Riccardo Vitanza, Fabio Gallo e le persone che ora hanno fatto sì che il mio disco uscisse in rotazione nelle radio, anche Isoradio RAI, ricevendo ottimi riscontri . La persona che sta adesso investendo nella promozione è il Produttore Associato Antonio Cotta. Su Youtube c’è il videoclip de “La Luce Scalza”, prima traccia dell’album, http://www.youtube.com/watch?v=0c7j2tlZ1Dg . Tutti gli aggiornamenti via via sono segnalati sul mio sito www.eugenioripepi.com  e sulla mia pagina Facebook “Eugenio Ripepi” http://www.facebook.com/eugenio.ripepi?closeTheater=1 , anche collegata al sito.

Sì. Molto Lavoro.

C’è molta poesia nel tuo lavoro ed è apprezzabile. Forse un po’ concorrente rispetto al genere musicale attuale, non hai paura di non “emergere” ?

Grazie per la bella domanda. No.
Vediamola così. Ci sono tantissimi artisti “di tendenza”, diciamo, e persone che li indirizzano a essere come qualcuno. Quel qualcuno ha determinato il comportamento assunto come tendenza da quelli che pedissequamente seguono. Io non aspiro ad essere tra quelli che seguono. Io voglio essere quel qualcuno.

Quali sogni ha oggi un giovane musicista che comunque ha una maturità di 32 anni ?

Per quel che riguarda la mia musica, il mio sogno più grande è che venga conosciuta da un numero sempre maggiore di persone. Per quel che riguarda il mondo che ci sta intorno, mi piacerebbe che crescesse sempre di più la generazione di miei coetanei che si danno da fare per avere un mondo in cui non ci siano più i disequilibri economici e sociali che stanno devastando il pianeta e provocando i temibili conflitti del nuovo secolo.  

Definisci con 3 aggettivi il tuo cd

Aggettivo n.1: originale.

Mi sono dato da fare per questo risultato, ciò a cui tenevo di più. Preferisco piacere tanto o non piacere per nulla. Sono confortato riguardo a questo giudizio dagli ascoltatori, oltre che dai giornalisti, dai musicisti, dai Deejay e dagli addetti ai lavori in campo discografico.

Aggettivo n.2: destabilizzante.

Nelle prime tre tracce dell’album si possono ascoltare tre generi musicali molto diversi:

la n.1, “La luce scalza”, è un Pop dolce e raffinato, arrangiato con eleganza da Corrado Trabuio;

la n.2, “Pioggia a Falluja”, è un brano di impegno sociale con influenze etniche e strutture radicate oltre il campo della musica leggera, grazie all’orchestrazione di Valter Ferrandi;

la n.3, “Scomparso”, ancora sulle note dell’impegno, è invece un Rock duro, assemblato da Matteo Dolla dall’alto della sua esperienza nel campo. Quest’alternanza, che mi ha provocato non pochi problemi da parte di chi nella discografia non ha avuto in precedenza il coraggio di credere in me, rappresenta ora il punto di forza del mio album “La buccia del buio”.

Aggettivo n.3: meditato.

Non è un lavoro risolto in poco, come ho detto prima c’è voluto tantissimo tempo e lavoro per concretizzarlo. Le scelte non sono casuali; sono anzi ponderate fino all’esasperazione del sottoscritto, per poter essere sicuro di avere qualcosa che mi potesse rappresentare sempre, al di fuori da mode e tendenze.

Adesso il giudizio sarà di chi si disporrà all’ascolto. E io ringrazio tutti fin d’ora, e “Dietro la Notizia” per questa bella intervista.

Intervista a cura di Davide Falco