Cirque du Soleil: rinviate date Roma e Milano

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Cirque du Soleil
Totem
In seguito alle recenti disposizioni governative le tappe di Roma e Milano sono rinviate
Le nuove date saranno comunicate a breve

Mercoledì 11 marzo 2020 – A seguito della diffusione in tutto il territorio nazionale del virus Covid-19, il Governo italiano ha emanato un decreto che prevede la sospensione di tutti gli eventi fino al 3 aprile. A tutela della sicurezza del pubblico e dello staff artistico e tecnico coinvolti, Cirque du Soleil Entertainment Group sospende le repliche dello spettacolo “TOTEM”, in programma a Roma dal 1 °aprile al 10 maggio e a Milano dal 20 maggio al 5 luglio 2020.
Cirque du Soleil Entertainment Group e i suoi partner Show Bees e Vivo Concerti sono al lavoro per riprogrammare tutte le recite e garantire al gentile pubblico le stesse modalità di fruizione. Le date delle nuove repliche saranno comunicate nelle prossime settimane attraverso i canali di informazione ufficiali.
Tutti gli spettatori in possesso di biglietti per lo spettacolo potranno trovare tutte le informazioni in merito all’utilizzo degli stessi sul sito di TicketOne, non appena saranno confermate le nuove date.
Tutt’ora in scena in tutto il mondo, Cirque du Soleil Entertainment Group collabora quotidianamente con le autorità locali e i suoi partner commerciali affinché siano garantiti un ambiente di lavoro e di performance che rispecchino i più alti standard di salute e di sicurezza.

Festival della Salute Globale rinviato Novembre

Walter Ricciardi
Walter Ricciardi

Un bilancio sugli effetti globali della prima epidemia planetaria di questo secolo. Un’ampia riflessione su Governance Globale, Sistemi Sanitari e cambiamento climatico tra specialisti, Premi Nobel, università, studiosi, decisori politici e cittadini

Il Festival della Salute Globale a Padova rinviato a metà Novembre 2020

Il Prof. Walter Ricciardi: “Il SSN è oggi più a rischio che mai, se non si interviene presto potremmo andare incontro a una vera e propria débâcle civile e sociale”

L’epidemiologo Prof. Vella: “In attesa di un vaccino più urgente lo sviluppo di farmaci antivirali in grado di modificare la storia naturale dell’infezione per le persone con malattia grave. Attesi questa settimana i risultati degli studi USA”

Il Festival della Salute Globale previsto a Padova dal 2-5 aprile 2020 è stato rimandato a dal 12 al 15 novembre 2020. Sarà quella anche un’occasione per fare un bilancio su un’epidemia, quella del COVID-19, globale sia per la sua portata planetaria, sia per le ripercussioni nella sfera economica, sociale, politica e individuale.

Mai come oggi è chiara al mondo l’urgenza di una discussione approfondita sulla salute globale. Se nella lontana Wuhan esplode un’epidemia, gli effetti si scontano in Lombardia e in Veneto e ovunque, laddove l’economia si blocca facendo presagire ricadute sulla crescita del PIL nazionale. L’epidemia da coronavirus ha reso molto chiaro un concetto sul quale da tempo lavorano Walter Ricciardi e Stefano Vella, rispettivamente direttore e condirettore del Festival: la salute dell’uomo è profondamente interconnessa con quella di tutto il pianeta.

Governance globale, sistemi sanitari diseguali, cambiamento climatico e rischi per la salute dell’essere umano sono solo alcuni dei temi chiave che verranno discussi al Festival della Salute Globale dal 12 al 15 novembre 2020. I maggiori esperti italiani ed internazionali si riuniranno in quelli che potremmo definire gli stati generali sulla salute del pianeta e sulle possibili risposte non solo sanitarie, ma economiche, politiche e culturali ad eventi epidemiologici di grande impatto come il coronavirus.

«La veloce diffusione – riflette Stefano Vella attualmente docente di Salute Globale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – a livello globale dell’infezione da Coronavirus con il suo carico di mortalità sulle persone più fragili rende evidente che occorre uno sforzo collettivo tra ricerca pubblica e privata per giungere rapidamente alla messa a punto di un vaccino, come è stato fatto per Ebola. Purtroppo il tempo necessario per la sperimentazione non fa prevedere una sua disponibilità a breve, e molto probabilmente non per l’epidemia in corso. Per questo, più urgente sarebbe lo sviluppo di farmaci antivirali in grado di modificare la storia naturale dell’infezione per le persone con malattia grave. Alcuni dati sperimentali su un farmaco già sviluppato per Ebola e per la MERS (un’altra infezione dovuta a un coronavirus), suggeriscono che possa essere attivo sul COVID-19 responsabile dell’attuale possibile pandemia. I risultati di studi incoraggianti verranno resi noti questa settimana negli Stati Uniti.»

Questa epidemia ha molto da insegnarci fin d’ora. «La scoperta e la diffusione dei vaccini – prosegue Stefano Vella – ha permesso l’eradicazione di malattie, come il vaiolo, che nei millenni precedenti hanno causato milioni di morti. Abbattute le “vecchie” malattie, sono emerse nuove epidemie – Aids, Tubercolosi, Malaria, Ebola, Zika, Coronavirus – che, ancora una volta, dimostrano che virus e batteri non hanno bisogno del passaporto per viaggiare. E che la salute di tutti gli abitanti del pianeta è interconnessa e non può che essere declinata in termini globali.»

«Negli ultimi tredici anni – è l’amara constatazione di Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università Cattolica – c’è stata una pressoché totale assenza di visione strategica e di governance nel settore della programmazione delle risorse umane in sanità, che ha visto arrivare l’intero sistema sull’orlo della non sostenibilità. Il SSN è oggi più a rischio che mai, se non si interviene presto e bene rischiamo di andare incontro a una vera e propria débâcle civile e sociale.»

«L’epidemia che stiamo vivendo ci dimostra, nostro malgrado in questa occasione, quanto sia centrato il concetto di salute globale che abbiamo messo al centro della manifestazione – spiega il Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto –. Il Covid-19 si sta allargando, a macchia di leopardo, sull’intero pianeta. Ed è per questo che c’è bisogno di una risposta a livello mondiale, che sfrutti le potenzialità di quella comunità scientifica che già lavora insieme, senza confini. Così come l’epidemia di oggi ci fa toccare con mano quanto un problema sanitario possa avere ripercussioni sul tessuto sociale ed economico di una nazione, costringendoci a cambiare abitudini e stili di vita. Tutti temi che analizzeremo con profondità e con uno sguardo ampio a novembre, nella seconda edizione del Festival della Salute Globale.»

«Padova in questi giorni – dichiara il Sindaco della città Sergio Giordani – sta affrontando una grande sfida legata al nuovo coronavirus, una sfida che richiede impegno di tutti i cittadini, passione civica e anche la consapevolezza che fenomeni globali si governano solo in maniera complessiva. Da questa nuova convinzione, ulteriormente maturata nella coscienza collettiva, ripartirà anche il Festival della Salute Globale 2020. Si tratterà di una straordinaria occasione di riflessione e anche il momento per trarre qualche bilancio con i maggiori esperti mondiali. La città è orgogliosa di ospitare questo grande evento, il Comune di Padova si impegnerà con forza perché sia il luogo per guardare al futuro dentro una grande apertura internazionale. »

Gli organizzatori confermano il loro coinvolgimento e la loro compartecipazione. Il Festival della Salute Globale è ideato e progettato dagli Editori Laterza, in collaborazione con il Comune e l’Università di Padova, con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Padova. Partner della manifestazione, la ONG Medici con l’Africa CUAMM. La Direzione scientifica è curata dal Prof. Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica e membro dell’OMS, e dal Prof. Stefano Vella, già Direttore del Centro per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità e attualmente docente di Salute Globale, Facoltà di l’Università Cattolica.

Prevenzione ictus con tecnologia weareable di Apple

fibrillazione atriale
fibrillazione atriale

Al via lo studio Heartline di J&J per la prevenzione dell’ictus grazie alla tecnologia weareable di Apple

New Brunswick, N.J., 10 marzo 2020 – Diagnosticare precocemente attraverso dispositivi wearable la fibrillazione atriale, quale principale fattore di rischio dell’ictus, è l’obiettivo dello studio clinico Heartline Study, avviato da Janssen Pharmaceuticals, Inc., azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson in collaborazione con Apple.

Lo studio randomizzato intende infatti dimostrare se, tramite l’applicazione Heartline Study per iPhone, in combinazione con l’app ECG integrata in Apple Watch – che esegue un elettrocardiogramma direttamente dal polso -, sia possibile diagnosticare precocemente la fibrillazione atriale, un’alterazione del ritmo cardiaco e principale fattore di rischio dell’ictus: ne soffrono più di 33 milioni di persone in tutto il mondo e nel 30% dei casi viene diagnosticata solo quando si verifica un evento cardiovascolare grave.

Nel caso l’app ECG registrasse un’alterazione del ritmo cardiaco, l’orologio digitale invierà un alert tramite la “funzione di notifica del ritmo irregolare”. Il paziente sarà così al corrente dell’anomalia del proprio battito e dovrà rivolgersi al proprio medico per pianificare esami più approfonditi.

Lo studio ha il potenziale di cambiare radicalmente la nostra comprensione di come gli strumenti digitali dedicati alla salute possano portare a una diagnosi precoce di fibrillazione atriale, coinvolgendo i pazienti a impegnarsi direttamente nella valutazione dello stato di salute del loro cuore. “Siamo entusiasti di poter sfruttare a pieno il potenziale di una tecnologia facilmente accessibile e indossabile che possa aiutare a individuare e prevenire con anticipo una delle cause più frequenti di ictus. – ha affermato Paul Stoffels, MD, vicepresidente del Comitato esecutivo e Chief Scientific Officer di Johnson & Johnson – Troppe persone che vivono con fibrillazione atriale non sono consapevoli del rischio che corrono. Se si confermasse l’assunto alla base del programma di ricerca, potremmo essere in grado di sfruttarlo per la diagnosi di altre patologie con sintomi fisiologici misurabili”.

Lo studio randomizzato non prevede l’impiego di farmaci e coinvolgerà, per tre anni, cittadini statunitensi over 65 (ndr: che abbiano copertura Medicare), con l’obiettivo di raggiungere una coorte di 150.000 persone. Altro requisito, il possesso di un iPhone 6s o modello successivo.

Questa collaborazione riunisce la profonda competenza della divisione farmaceutica J&J nella ricerca e sviluppo di terapie e farmaci innovativi, con l’esperienza di Apple nella messa a punto di tecnologie all’avanguardia per il miglioramento della vita delle persone.

Informazioni su Johnson & Johnson

Noi di Johnson & Johnson crediamo che una buona salute sia il fondamento di una vita attiva, di comunità fiorenti e di progresso. Ecco perché da oltre 130 anni lavoriamo per mantenere le persone in salute in ogni età e in ogni fase della loro vita. Oggi, in qualità dell’Azienda farmaceutica più grande e ramificata al mondo, ci impegniamo a sfruttare al meglio le nostre conoscenze e il nostro potenziale. Ci sforziamo di migliorare l’accesso e l’accessibilità economica, di creare comunità più sane e di garantire la salute della mente, del corpo e dell’ambiente ovunque. Lavoriamo con cuore, scienza e ingegno per cambiare profondamente il futuro della salute per l’umanità. Per saperne di piùwww.jnj.com. Seguici su @JNJNews.

Informazioni su Janssen Pharmaceutical Companies

In Janssen stiamo creando un futuro in cui la malattia sia un brutto ricordo del passato. Siamo le Pharmaceutical Companies of Johnson & Johnson, che lavorano incessantemente per trasformare questo futuro in realtà per i pazienti di tutto il mondo, combattendo la malattia con la scienza, migliorando l’accesso alle cure con l’ingegno e guarendo la disperazione con il cuore. Ci concentriamo su settori di specializzazione medica in cui possiamo fare veramente la differenza: area cardiovascolare e metabolismo, immunologia, malattie infettive e vaccini, neuroscienze, oncologia e ipertensione polmonare. Per saperne di più www.janssen.com. Seguiteci su @JanssenGlobal.

Francesco Carrer: nuovo progetto artistico

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Francesco Carrer

dopo Italia’s Got Talent

è pronto per l’uscita del nuovo progetto artistico

Francesco Carrer dopo essersi aggiudicato il secondo posto nella finale di Italia’s Got Talent, è molto soddisfatto del suo traguardo e adesso per lui inizia un grande percorso artistico, seguito da Massimo Guidi, suo vocal coach e agente.

L’artista commenta così la sua esperienza a Italia’s Got Talent: «È stata un’esperienza fantastica. Mi è servita sicuramente per crescere. Ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuto e votato durante la finale, la produzione di Italia’s Got Talent e tutto lo staff dietro le quinte, i miei genitori per il grande sostegno e Massimo Guidi per tutto quello che fa per me. Adesso voglio concentrarmi sul progetto musicale in uscita ed anche sui miei studi. Continuerò a inseguire il mio sogno con passione e tanta umiltà e presto ci saranno novità…».

Francesco Carrer 13 anni. Inizia da giovanissimo a coltivare la sua passione per il canto e la musica.

Partecipa a molti concorsi canori nazionali posizionandosi sempre sul podio.

Prosegue il suo percorso fino ad arrivare alla partecipazione del Sanremo Junior 2018 dove si classifica al primo posto e secondo per la rappresentanza Italia.

Nel 2019 vince il “Festival Show” sezione “Nuove Voci” classificandosi primo assoluto, vincendo la tappa del Tour estivo di Mestre, esibendosi sul palco con artisti del calibro di Fausto Leali, Ivana Spagna, Dolcenera, Lo Stato Speciale, Enrico Nigiotti, Anna Tatangelo, Alberto Urso, Pier Davide Carone, Dear Jack, Daniel e Astol, con riprese televisive nazionali Real Time.

Francesco Carrer entra per diritto nella compilation Festival Show 2019 distribuita Warner Music Italy.

Studia con passione anche pianoforte per abbracciare ancora di più il mondo musicale.

Agricoltura, Rolfi: 151 milioni a 371 aziende lombarde.

Fabio Rolfi
Fabio Rolfi

Agricoltura, Rolfi: 151 milioni a 371 aziende lombarde.

Straordinaria liquidità in momento difficile

È Stato firmato il Decreto relativo alla Misura 4.1 del Psr

I soldi serviranno per opere, impianti e nuove apparecchiature

Milano. “Una eccezionale iniezione di liquidità all’agricoltura lombarda, proprio nel momento di maggior necessità. Con queste risorse vogliamo stimolare la competitività delle nostre aziende agricole, cofinanziando investimenti legati alla realizzazione di opere e impianti o all’acquisto di nuove apparecchiature”. L’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, ha annunciato così la firma del decreto regionale sulla misura 4.1 del Piano di sviluppo rurale: un contributo complessivo di 151.718.114,40 euro, a 371 aziende agricole, di cui 25,6 milioni a 99 aziende di montagna. Le graduatorie sono state pubblicate questa mattina sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

Settore primario sarà protagonista di Lombardia Leader – “Quando questo periodo difficile sarà passato, il settore primario – ha aggiunto Rolfi – sarà protagonista di una Lombardia leader in Europa e nel mondo. Siamo la prima regione agricola d’Italia, l’agricoltura è uno dei motori della nostra economia. Esportiamo all’estero ogni anno prodotti agroalimentari per un valore di 6,6 miliardi di euro e puntiamo sull’innovazione per rendere le nostre aziende sempre più competitive e sempre più green”.

Sostegno anche a zone svantaggiate di montagna – “Abbiamo garantito – ha spiegato l’assessore – una quota dedicata alle aziende agricole di montagna, che svolgono un ruolo sociale incredibile”. “Con queste risorse – ha concluso Rolfi – siamo riusciti a coprire tutte le richieste pervenute dalle zone svantaggiate. Oltre a offrire prodotti unici le aziende agricole in questi territori rappresentano un presidio importante contro lo spopolamento e contro il dissesto idrogeologico”.

Di seguito il dettaglio, suddiviso per province, con numero di aziende e il totale dei contributi.

Provincia di Bergamo – 25 aziende, totale 9.245.846,66 euro

Provincia di Brescia – 74 aziende, totale 29.178.600,59 euro

Provincia di Como – 2 aziende, totale 614.603,83 euro

Provincia di Cremona – 41 aziende, totale 20.594.569,76 euro

Provincia di Lodi – 15 aziende, totale 7.553.575,78 euro

Provincia di Milano – 18 aziende, totale 6.386.243,41 euro

Provincia di Mantova – 93 aziende, totale 46.039.886,48 euro

Provincia di Pavia – 35 aziende, totale 12.109.814,51 euro

Provincia di Sondrio – 64 aziende, totale 19.000.710,21 euro

Provincia di Varese – 4 aziende, totale 994.263,17 euro

Totale Lombardia – 371 aziende, 151.718.114,40 euro.