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martedì, Giugno 25, 2024

La prima produzione del Teatro Civico di Rho

“Il sogno liberato” sarà in scena il 28 maggio: alle 14.30, per scolaresche e anziani, e alle 21. Nei cori coinvolti anche gli spettatori

Fondazione Teatro Civico Rho ha presentato il 16 maggio 2024 la prima produzione del Teatro Civico Roberto de Silva, ovvero l’opera “Il sogno liberato”, una favola allegorica in cinque scene tratta da un testo di Gabriela Fantato con musiche composte da Carlo Galante, regia, scene e costumi di Stefano Monti.

Lo spettacolo andrà in scena nella sala di piazza Jannacci il 28 maggio, alle 14.30 per le scolaresche e per gruppi di anziani, e alle ore 21.00 per il pubblico che troverà i biglietti in vendita negli abituali canali. Sono coinvolte l’Orchestra della Società Filarmonica Raudense, con concertatore e direttore d’orchestra Gianluca Cremona e maestro Luca Ratti, alla guida del Coro delle voci bianche dell’Istituto Rusconi.

Venerdì 17 maggio alle ore 18.30, Ratti sarà presente all’Auditorium Maggiolini di via De Amicis 15 per formare quanti vorranno lasciarsi coinvolgere come coristi e saranno spettatori poi in sala: chi interverrà riceverà testo e musica dei passaggi da intonare.

La prima produzione del Teatro Civico Roberto de Silva, guardando alla vocazione musicale della sua sala, propone un’opera in forma di fiaba allegorica con e per i ragazzi di Rho e le loro famiglie – ha dichiarato il presidente Fiorenzo Grassi – I ragazzi di Rho ci offrono questo spettacolo con grande voglia di farne parte. Sono carichi di entusiasmo ed energia. Non ci aspettano i canoni del Metropolitan, ma uno spettacolo bello e fantasioso. Qui la gioventù trova un punto di riferimento e noi desideriamo lavorare in questa direzione. Le musiche sono un’opera prima, scritta per noi da Galante: avevamo inizialmente pensato al “Piccolo spazzacamino”, ma era in scena per tre mesi alla Scala. Galante ha terminato in pochi giorni un canovaccio a cui lavorava ed è nata una favola capace davvero di far sognare”.

Grassi ha ringraziato Umberto Ambrosoli, presidente della Fondazione Banca Popolare di Milano , che ha fornito il contributo utile a produrre lo spettacolo: “Voleva un testo musicato, per i bambini. Lo abbiamo accontentato, con un attore e un mimo che narrano una storia e i piccoli protagonisti nel coro, e lui ci ha spalancato le porte. Un passo coraggioso. Noi siamo appena nati e già stiamo raccogliendo grande attenzione. La stagione teatrale che si sta concludendo, fra l’altro, ha avuto quasi tutti sold out. Questa sala è nata pensando alla musica, ci prendiamo il rischio di far parlare di attualità attraverso le note”.

Il tema è attualissimo – ha detto Umberto Ambrosoli – Occorre uscire dalle insidie dell’isolamento, un disagio oggi diffuso, come percepiamo dalle richieste di sostegno a strutture di supporto psicologico e ai minori in generale. I ragazzi devono trovare un contesto in cui maturare e scoprire che questo contesto è la vita. E’ la prima volta che sosteniamo un’opera e farlo qui ci piace parecchio: l’arte è una esperienza di libertà, recitare accelera la capacità espressiva e l’opera rappresenta una esperienza corale. Ciascuno ha un ruolo e non deve prevaricare gli altri: un esercizio pedagogico perfetto”.

L’Amministrazione comunale ha ringraziato Fondazione BPM e sottolineato gli obiettivi del Teatro Civico, ovvero radicarsi nel territorio e andare oltre i suoi confini, considerando l’area della Città Metropolitana. Apprezzati la collaborazione con diverse realtà storiche locali e l’avere scelto di avere i ragazzi come protagonisti: sarebbe stato più semplice scegliere un format già pronto,  con “Il sogno liberato” un pezzo di città si sta mettendo in gioco.  L’auspicio è che questo esperimento di produzione sia il primo di una lunga serie.

Il regista Stefano Monti garantisce che “lo spettacolo sarà qualcosa di speciale, di unico e irripetibile” e che “ci sono  i presupposti per formare il pubblico di domani”: “L’impianto scenico è essenziale, permette dinamismo. La storia narra di una regina spietata e dell’evasione che il sogno permette. Ci parla di attualità, dei fatti che quotidianamente avvengono nel mondo, e suscita desideri di pace”.

Il maestro Marco Pisoni, delegato di produzione, ha permesso il coinvolgimento degli studenti di musica e ha garantito un collegamento con Carlo Galante, dal Conservatorio. Al telefono, Galante ha spiegato: “La fiaba parla delle parti di un corpo, del rapporto tra corpo e mente, di emozioni e sogno. Ho cercato di fare quanto Magritte faceva con la figurazione: introdurre al mistero. Cerco di dare nuova veste alle forme tradizionali operistiche, in chiave magica e misteriosa. Si tratta di una fiaba per bambini e per tutti. Sono coinvolti ragazzi dai 6 ai 14 anni, sempre concentrati e al tempo stesso giocosi. Sarebbe bello se tutti potessimo avere, come loro, questa leggerezza: la levità è la magia della vita”.

In scena ci saranno Riccardo Buffonini  e il Piccolo Coro “Giulio Rusconi”. Cantanti protagonisti Olga Angelillo, Guido Dazzini, Dyana Bovolo, Gionata Soncini. Araldi sono i ragazzi di Rho e a cantare sarà anche il pubblico, impegnato in due arie con ritornelli

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