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martedì, Agosto 16, 2022

La seconda edizione del Festival del Reportage ad Ascoli Piceno

Ascoli Piceno ospiterà dal 28 al 31 luglio prossimo la seconda edizione del Festival del Reportage. Ideato dall’associazione FaRe e diretto dal fotografo ascolano Ignacio Maria Coccia, membro dell’agenzia Contrasto, la manifestazione nasce con l’intento di attenzionare su questo genere fotografico parlando in modo diretto a un largo pubblico

Milano, 14 luglio, 2022 – La seconda edizione del Festival del Reportage è in arrivo.
Dal 28 luglio e per quattro giorni, il reportage sarà spiegato, riscoperto, ridefinito in quanto forma più diretta del racconto fotogiornalistico, sempre più “divorato” dai ritmi rapidi dell’informazione odierna.

Nel Chiostro del Museo dell’Arte Ceramica di Ascoli Piceno si potranno incontrare fotografi, videomaker e autori di radiodoc invitati a raccontare la loro idea di fotografia di reportage. Oltre agli incontri con gli autori, saranno proposti workshop, laboratori e letture portfolio.

Il programma completo è consultabile su www.festivaldelreportage.it

Tra gli ospiti Nikos Economopoulus, uno dei grandi fotografi Magnum, che ripercorrerà i suoi lavori più famosi e premiati, ambientati soprattutto nei Balcani, in Grecia e in Turchia. Luigi Baldelli, per decenni compagno di viaggi di Ettore Mo, storica firma del Corriere della Sera, presenterà un video documentario sul riciclo della plastica in Etiopia.

Nella sezione radiodoc, Matteo Tacconi porterà al festival tre lavori prodotti nell’Europa centro-orientale, spazio che ha indagato per 15 anni. E poi, di nuovo per la fotografia, ci saranno Francesca Leonardi con un progetto al femminile, di taglio sociale, sviluppato a Castel Volturno, e Francesco Anselmi, che con la sua macchina fotografica ha documentato nel lungo periodo la situazione lungo la frontiera tra Messico e Stati Uniti.

Un incontro a due voci focalizzerà il tema del reportage in guerra: il fotografo Massimo Berruti, vincitore del World Press Photo, VISA d’Or Arthus Bertrand, W. Eugene Smith Grant, Carmignac Grant of Photojournalism, e l’autore di radiodoc Cristiano Tinazzi parleranno delle loro esperienza sul campo in Ucraina.

Inoltre, Massimo Berruti presenterà “The silence left behind”, una selezione di scatti in mostra con i quali narra dell’invasione della capitale ucraina Kiev da parte dell’esercito russo. Il suo racconto si focalizza su ciò che l’esercito russo si è lasciato alle spalle, ritirandosi, dalla capitale e dalle aree circostanti. Di forte impatto, in bianco e nero, è stata prodotta appositamente per l’esposizione al Festival. La mostra sarà ospitata presso la Galleria d’Arte Contemporanea “O. Licini” di Ascoli.

La stampa è frutto della collaborazione tra il Festival del Reportage, FUJIFILM Italia e l’impegno del laboratorio IMPRINTHINK.

Realizzate con esposizione digitale e procedimento a sviluppo chimico TIPO RA4, le immagini in mostra sono state stampate su carta fotografica all’alogenuro d’argento Maxima, una carta fotografica all’avanguardia, con caratteristiche appositamente studiate per l’arte e l’esposizione museale, perché rende l’immagine stampata più longeva.

Fujicolor Crystal Archive Professional Paper – Maxima si distingue per la saturazione dei colori che consente di ottenere una densità massima ineguagliabile, un’incredibile definizione dei dettagli nelle ombre e un’impareggiabile conservazione di purezza nelle alte luci.

La carta fotografica Maxima di FUJIFILM anche in questa occasione, ossia per stampe in bianco e nero, si è rivelata il supporto ideale per ottenere un risultato estremamente originale, grazie anche all’elegante finitura dall’effetto matte che esalta la matericità delle immagini.

La carta tipo Maxima è disponibile nelle finiture Glossy, Matte, Lustre.

 

THE SILENCE LEFT BEHIND

di Massimo Berruti

Il 24 marzo 2022 ha avuto inizio l’invasione russa dell’Ucraina. Nei primi giorni di guerra, lo sforzo di Mosca si è concentrato sulle aree intorno a Kiev, la capitale dell’ex repubblica sovietica. Molte delle cittadine situate alle sue porte sono state occupate dalle truppe russe, transitate dalla Bielorussia, alleata del Cremlino.

Con questa manovra, l’esercito invasore ha cercato di arrivare a Kiev per decapitare le leadership ucraina, provocare un cambio di regime e risolvere la guerra in modo rapido, con costi contenuti.

Il tentativo è fallito. La controffensiva ucraina e le difficoltà logistiche hanno spinto l’esercito russo alla ritirata, ponendo fine alle occupazioni di centri quali Bucha, Hostomel e Irpin. Il fotografo Massimo Berruti, già vincitore di due World Press Photo, le ha visitate subito dopo la liberazione, recandosi anche in una Kiev ferita e sconvolta dall’artiglieria russa.

Un’eredità fatta di morte e distruzione, quella lasciata dall’invasore dopo la ritirata. La regione di Kiev si è trasformata in una zona fantasma, dove l’eco della paura e della violenza risuonano nel silenzio assordante lasciato dalla guerra. Un silenzio innaturale, interrotto, solo dagli allarmi aerei: anche a Leopoli, grande città dell’ovest dove Berruti ha completato il suo reportage. Uno sguardo profondo e non cronachistico, il suo, che offre uno spaccato su questo scenario sconvolgente e sulle vite frammentate degli ucraini.

 ©Massimo Berruti The silence left behind

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