Si conclude con un incontro presso il Consiglio della Regione Lombardia. Il progetto pilota che dona i capelli alle pazienti in chemioterapia. Il Consiglio si impegna per fare proseguire l’iniziativa
Maria Concetta, Marilena, Maddalena, Alfonsina, Anna Maria, Elena, Dalila, Michela, Eva, Andrea, Roberta, Amelia, Valentina, Verediana, Carmela, Rachele, Silvia, Ethel, Giuditta Anna, Selena, Pushine, Maria Cristina, Zhulieta, Francesca, Giulia.
Sono le venticinque protagoniste di Onco Hair, il progetto che dona i capelli alle donne che stanno affrontando la chemioterapia per carcinoma alla mammella, promosso da Associazione per il Policlinico Onlus, Fondazione Cariplo e CRLAB.
A un anno esatto del lancio dell’iniziativa, inaugurata nel giorno della Festa della Donna 2021, ospiti della regione Lombardia, sono proprio le donne che vi hanno aderito a raccontarla, spiegando quanto indossare la protesi tricologica CNC (Capelli Naturali a Contatto) sia di supporto nella battaglia contro la malattia.
Il dispositivo CRLAB è una protesi del capillizio altamente personalizzata, un unicum mondiale realizzato all’interno dei laboratori CRLAB di Zola Predosa (Bologna) e da qui esportato in tutto il globo.
Viene creato utilizzando capelli umani, non trattati, inseriti uno alla volta in una sottile membrana polimerica biocompatibile coperta da brevetto. Il processo produttivo, completamente realizzato a mano, comprende 39 fasi ed è interamente certificato secondo lo standard ISO 9001:2008 (qualità ); 14001:2015 (impatto ambientale); 45001:2018 (sicurezza e salute dei lavoratori).
Uno studio pilota realizzato da Salute Donna Onlus e condotto presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano ha misurato in 10 punti (ovvero circa il 33%) di miglioramento sulla scala BIS (scala dell’immagine corporea, che va da 0 a 30) l’impatto positivo per le pazienti con recidiva di carcinoma mammario e alopecia recidivante che utilizzano questo dispositivo invece che la parrucca. La protesi CNC permette a chi la indossa una vita assolutamente normale, diventa parte integrante del corpo, non va tolta la notte e consente di nuotare, legarsi i capelli e persino farseli tirare.
L’alopecia indotta da chemioterapia è forse lo stigma sociale più riconoscibile del tumore, secondo recenti studi clinici eÌ€ considerata dal 47% delle donne l’aspetto più̀ traumatico dell’intero percorso di cure, tanto che l’8% di esse vorrebbe rifiutarle proprio per evitare questa perdita.
https://crlab.com/it_it/campagna/onco-hair/
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