Intervista a Lory Muratti

Lory Muratti
Lory Muratti

Anticipato dal singolo “GIORNI DESERTI”, è disponibile “LETTERE DA ALTROVE” (Riff Records / the house of love) il nuovo e originale spoken album del producer, scrittore e regista LORY MURATTI disponibile in formato vinile (in edizione limitata, 180 grammi trasparente blu), sulle piattaforme streaming e in digital download (http://smarturl.it/letteredaaltrove).

Esprimi molti concetti nel testo di “Lettere d’altrove”. Sembra che il lockdown sia stata la ciliegina su diverse situazioni che avevi già notato, osservato. È così?

“Credo di poter dire che “Lettere da Altrove” è, tra i miei lavori, quello nato in modo più istintivo e “di pancia”. Seppur all’ascolto possa risultare piuttosto elaborato, resta comunque un progetto nato in poche settimane che, nella sua immediatezza, attinge in modo non mediato a un bagaglio di emozioni e suggestioni già sedimentate dentro me. È quindi molto probabile che anche il testo della title track risenta in modo imprescindibile di questo meccanismo che è stato, in una certa misura, il motore inconsapevole di tutta la produzione.

Il brano a cui fai riferimento è per altro costruito “dalla finestra” ovvero con uno sguardo che è diventato purtroppo consuetudine in questi mesi: lo sguardo della distanza. Una distanza che può essere però anche di natura reverenziale, proprio come quella che sentivo crescere in me mentre, già da tempo, osservavo il teatro delle ombre che tutti noi sembriamo a tratti diventare. Proiezioni di noi stessi, sagome spersonificate che, a colpo d’occhio spaventano, ma dentro le quali è ancora possibile rinvenire riserve di luce. Ombre verso le quali riverso perciò enorme speranza. Fiducia nella nostra capacità di pensare e trovare nuove strade. Un sentimento che diventa evidente quando la guerra si fa tregua nel finale della canzone e che si traduce in un luminoso tramonto sulla chiusura del videoclip che accompagna il brano”.

Musica, teatro, libri e marketing. In che ordine di importanza li mettiamo nella tua vita?

“Non vi è mai stato un vero e proprio “ordine di importanza” a regolare la presenza di questi mondi nella mia vita, piuttosto un incessante dialogo che mi porta a spostare di continuo i confini per fonderli in nuovi territori dove il mio desiderio di esplorare possa esprimersi attraverso linguaggi trasversali.

Persino l’universo del marketing, che potrebbe sembrare un ambito da praticare in “conseguenza” alla produzione artistica è stato più volte nella mia vita il terreno dentro il quale la creazione ha invece preso vita. Da un’occasione legata al dialogo attorno a un marchio si veniva così a creare uno spazio di natura puramente artistica e inaspettatamente libera.

Mi è capitato negli anni di incontrare brand che, perseguendo un approccio quasi mecenatesco, mi hanno lasciato libero di creare a mia immagine e somiglianza fornendomi come unica richiesta quella di esercitare la mia creatività all’interno delle coordinate in cui prendeva vita il loro mondo. Una proposta a cui ho sempre risposto con grande entusiasmo dicendo a me stesso: non è forse quello che facciamo quando andiamo a raccogliere ispirazione in un paese straniero con l’intento di scrivere un libro, un film o una canzone?

Creare è un viaggio continuo tra le forme a nostra disposizione e nessuna ci dovrebbe mai essere preclusa a priori perché con ognuna di loro possiamo fare la differenza”.

Cosa hanno in comune tutte le tue collaborazioni artistiche? È troppo semplice dire l’arte?

“Nel percorso di un artista ci sono sempre collaborazioni desiderate e costruite nel tempo e altre che nascono invece dal caso, da incontri inaspettati o da eventi piovuti dal cielo. L’unica cosa che può realmente accomunare tutte queste esperienze credo sia quindi il grado di curiosità e l’amore con cui vengono affrontate.

Se è vero che l’arte è la via più alta per far dialogare le nostre anime allora nel collaborare con un altro artista, che sia per il tempo di una notte o per un’intera produzione, possiamo sempre rinvenire l’emozione da cui scaturisce un tipo di magia difficilmente replicabile altrimenti. Da che ho iniziato a cercare questo minimo comune denominatore all’interno delle mie collaborazioni quella magia si è sempre verificata e serbo infatti di ognuno di quei momenti degli splendidi ricordi”.