Paolo apostolo e i viaggi missionari

di Cinzia Randazzo

L’intento di questo contributo è di dare una panoramica sulle origini del cristianesimo, partendo dalle nozioni geografiche, ambientali e storiche proprie della Palestina.

Nozioni geografiche, ambientali e storiche

La Palestina

La Palestina è la terra in cui, salvo brevi sconfinamenti episodici, si colloca la vita di Gesù. Si tratta di quella fascia mediterranea dai confini in parte naturali e in parte convenzionali. A Nord sta la catena del Libano con l’Hermon, a sud l’Idumea e le regioni desertiche fino a Bersabea e il mar Morto. Questri confini, non molto precisi, sono ricordati nell’A.T. con frequenza: da Dan fino a Bersabea, per identificare la parte palestinese abitata dagli ebrei.

La regione è divisa in due parti dal fiume Giordano, che scorre parallelo al Mediterraneo in un profondo avvallamento sotto il livello del mare. Il fiume nasce dall’Hermon e forma, da nord a sud, due laghi, quello di El-Hule e quello di Tiberiade, per poi sboccare nel mar Morto. Le due parti sono la Cisgiordania, terra tra il Mediterraneo e il Giordano, e la Transgiordania, terra tra il fiume e il deserto siriaco-arabo.

La Cisgiordania è, a sua volta, divisa dalla vallata di Esdron che dal monte Carmelo, con andamento sud-est, raggiunge quella del Giordano presso Genin. La Transgiordania, mai interamente occupata da ebrei era, al tempo di Gesù, una terra di colonizzazione ellenista in cui prevaleva l’elemento greco rappresentato dalla Decapoli: una specie di confederazione di città elleniste unite tra loro, e ciascuna con proprio terreno di dominio autonomo. Una confederazione tuttavia, stante la prevalente presenza ebraica, soggetta alla monarchia giudaica. Tra queste città, per la loro importanza storica, si ricordano: Damasco, Hippos sul lago di Tiberiade, Gadara, Gerasa, Pella e Filadelfia.

Per quanto riguarda la Cisgiordania, si ricordano i porti sul Mediterraneo, quali, percorrendo la costa da nord a sud, il porto di Tiro e gli altri di Akka, di Haifa, di Cesarea marittima e di Giaffa.

Il porto di Cesarea marittima fu, all’epoca di Gesù e nei primi secoli successivi, quello di maggiore importanza. Fatto costruire da Erode il Grande, fu sede del procuratore romano della Giudea.

Cesarea marittima è, oggi, ridotta a ruderi di indubbio interesse storico e archeologico. Altre notizie ci appaiono interessanti e necessarie. Nella Galilea scarso è il rilievo storico ebraico, non così per quanto riguarda la Samaria e la Giudea. Senza entrare a monte delle ragioni del dissidio, è da dire che tra samaritani e giudei non correvano buoni e pacifici rapporti. Ciascuna delle due comunità etniche vantava la discendenza dagli antichi patriarchi, e aveva perciò un proprio tempio per il culto a Jheova. I samaritani sul monte Garizim, e i Giudei a Gerusalemme che era anche la capitale teo-politica della Giudea. E’ da tenere presente inoltre che la Samaria costituiva, con le sue strade, transito obbligato per quanti dalla Galilea volevano recarsi nella Giudea e viceversa.

La Palestina era allora una terra fertilissima, come testimoniano l’antico e il nuovo Testamento; tanto fertilissima da destare ammirazione per lo storico Giuseppe Flavio (Guerre giudaiche 3,516-521). Di tanta ubertosità se ne trovano traccie tutt’oggi specialmente a Cafarnao, a Tiberiade e lungo la costa del lago omonimo.