Paolo cenni introduttivi

Paolo Apostolo

di Cinzia RANDAZZO

Chi è Paolo? Tante volte ci siamo posti questa domanda. Cerchiamo di dare in questo contributo una spiegazione.

Come si sa le fonti relative alla vita di Paolo si limitano al Nuovo Testamento, e cioè agli Atti degli Apostoli e alle lettere allo stesso attribuite, e così in serie distribuite: Romani, 1e2 Corinzi, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, 1 e 2 Tessalonicesi, 1 e 2 Timoteo, Tito e Filemone. Per quanto riguarda la lettera agli Ebrei, questa, oggi, pur riconoscendone l’ortodossia in dottrina, la critica moderna è orientata ad altre attribuzioni che non a Paolo, come per lungo tempo affermato e sostenuto.

È da tener presente che la suddetta serie non corrisponde all’ordine cronologico entro il quale, da Paolo, furono scritte. Fuori di queste fonti altro non esiste che possa riferirsi alla vita dell’apostolo, ove non si voglia dar peso a qualche documento antico e apocrifo, tra i pochi che si conoscono.

Si tratta di un’ampia fioritura di particolari leggendari e miracolosi, a volte anche calunniosi e denigratori delle stesso Paolo, scarsamente se non del tutto attendibili, e, poiché tali, per definire la personalità di Paolo non ne terremo conto. Come non terremo conto di tutta quella critica letteraria, storica, filologica, ecc. che, non ammettendo il Dio trascendente e la possibilità del soprannaturale, respinge come assurda la figura di Paolo così delineata dalle fonti, ed altresì di quella critica che, pur ritenendo possibile il Paolo delle fonti, mette sotto critica le fonti stesse, allo scopo di rilevare in che misura ne garantiscono la figura sia sul piano umano, che su quello soprannaturale.

Nel primo caso si è di fronte a un “dogma laico” che non ammette discussioni; nel secondo si tratta di una possibilità filosofica che attende di essere dimostrata sul terreno storico.

Fare una storia della critica moderna sulle fonti riguardanti la vita e la personalità di Paolo, oltre a richiamare l’obbligo di un’ampia trattazione dato il variegato complesso degli studi a proposito- dette fonti non hanno subito attacchi particolari fino al secolo XIX inoltrato- non ci sembra che possa portare elementi congruenti con le finalità del presente lavoro.

Ci sembra invece opportuno ricordare quei momenti particolari che le stesse fonti offrono per la costruzione della personalità dell’apostolo, quella personalità medesima per la quale, Egli, Paolo, ha potuto disegnare, nella storia del cristianesimo nascente e primitivo, il grande arco positivo della sua azione missionaria. Crediamo che una qualsiasi personalità umana, colta nel momento esistenziale del soggetto, e quindi anche di Paolo, sia sempre la sintesi concreta di esperienze complesse e individuali vissute, e di valori etici coscienziosamente acquisiti a priori nel tempo.

Tarso, città natale di Paolo e antica capitale della Cilicia, era, all’epoca di Paolo, un centro cosmopolita di notevole importanza commerciale e culturale, sotto il dominio romano che guardava alla città con particolare favore rispetto ad altri centri del mediterraneo orientale. All’epoca di Paolo, nonostante il crescente processo di ellenizzazione per l’infiltrante inculturazione greca, Tarso non abdicò mai al suo carattere orientale primitivo, le cui costumanze predominavano sulle altre non autoctone.

Paolo quando ammonisce le donne di Corinto di intervenire all’adunanza religiosa col velo in testa (1Cor 11,5) doveva avere in mente il ricordo di tale costumanza vigente in Tarso, attestato anche da Diogene Crisostomo, che ricorda le donne tarsensi incedenti con vereconda compostezza e ricoperte da ampi veli. Così anche per la religione, nonostante l’invadenza delle divinità dell’Olimpo greco, Tarso restò fedele alle primitive divinità dell’Anatolia.