OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – CIMBERIO VARESE

EA7 - Varese

Assago 02-12-12 di Stefano Daprile

Quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito. Chiunque un po’ vicino alle disavventure Olimpia di questa prima parte di stagione stava osservando nelle tetre notti milanesi l’astro Scariolo come fonte principale dei problemi e dei pessimi risultati delle Scarpette Rosse; solo la società ha guardato da un’altra parte preferendo cacciare il dito “Frates” considerato improvvisamente un allenatore in seconda troppo ingombrante per il resto della stagione.

All’insolita scelta purtroppo ne sono seguite altre altrettanto scellerate. Omar Cook, il play voluto fortemente da Scariolo, scelto come primo tassello per iniziare il progetto di un ciclo finalmente vincente,  è stato cacciato via in fretta,  per essere sostituito, udite udite, da JR Bremer, l’uomo che già la passata stagione ha risollevato le sorti di Milano, e che questa estate è stato assurdamente accantonato perché preferito a un Rok Stipcevic senza carne ne pesce.

L’altra testa saltata è quella di Richard Hendrix, anch’egli voluto fortemente da Scariolo, ma sbarcato al Forum di Assago esattamente come un astronauta su un pianeta sconosciuto: disorientato. Per sostituire il centro ex Maccabi, che ha fatto bene ovunque tranne a Milano, la società si sta muovendo per completare il ritorno al passato con Leo Radosevic, attualmente in prestito per fare esperienza, e improvvisamente ritenuto maturo per correggere il tiro.

Dato per scontato che Dantoni, Mcadoo, e Joe Barry Carroll sono ritenuti validi ma appartenenti a un passato da cui non si può più attingere nulla, il momento EA7 appare quantomeno confuso e  preoccupante.

Affrontare la Cimberio Varese, splendida primatista in campionato,  senza Play di ruolo e  con un roster più corto,  è come andare all’assalto di un Galeone in barca a remi.

Milano ci prova, apre per l’occasione il secondo anello del Forum, e per spaventare la capolista lo addobba con i simboli delle vittorie Olimpia del passato appesi sopra il campo come delle apparizioni mariane. Bella idea, bel colpo d’occhio, peccato solo che l’ultimo stendardo indichi come data la stagione 1995-96…

 

Il traballante Scariolo ci prova comunque col nuovo quintetto formato dal nuovo arrivato Bremer, Langford, il nuovo capitano Hairston, il discusso Fotsis , e il controverso Bourousis. Coach Vitucci, dall’alto delle 10 vittorie in campionato risponde con Green, Banks, Ere, Polonara e Dunston.

Brutto l’inizio per entrambe le squadre. Fotsis conferma di aver smarrito la via del canestro con l’impressione di aver contagiato Hairston. Il nuovo capitano si riscatta subito e con 2 triple permettendo all’Olimpia di tenere il naso avanti. L’Alley-oop della ditta Green & Polonara dice tutto sulla bontà offensiva di Varese e accende gli spalti del Forum finalmente pieno. Gli animi si scaldano ancor di più quando l’ex Stipcevic mette piede sul parquet. Il play, con le valigie quasi pronte, si dimostra freddo con la tripla del 20 a 18 Ea7. Intorno tante belle giocate, di Bourousis positivo anche a rimbalzo, e soprattutto di Banks e Green, che sulla sirena di fine frazione trova il jumper del 24 pari.

 

Green ricomincia da dove aveva finito e inaugura la frazione con la terza tripla della sua partita in altrettanti tentativi.  La Cimberio cresce in qualità e intensità e prova ad allungare col buon apporto della panchina che la fa salire 26 a 32. A rompere l’inerzia sono i primi 3 punti di Bremer, che subito dopo si ripete innescando l’appoggio di Bourousis. E’ la tripla di Fotsis a rimettere Milano avanti sul 34 a 32 con 6 minuti da giocare. Sono minuti di confusione, prodotti dai quintetti titolari, dove le uniche cose positive di vedono da Banks e da Bremer che firmano l’ennesima parità a quota 40. E’ l’energia di Varese a produrre i rimbalzi offensivi che le permettono di andare all’intervallo lungo sopra 40 a 43.

 

Alla ripresa Bourousis livella il Match anche nel punteggio con la tripla del 43 pari. Varese riprova ad andar via a suon di penetrazioni di Banks, ma Langford esce dagli spogliatoi trasformato e piazza i 7 punti del controsorpasso sul 50 a 49.   Il bottino della guardia texana aumenta con i 4 liberi per il tecnico fischiato alla panchina di Varese. Valgono il 56 a 53 EA7 ma incendiano la Cimberio che con un contro parziale di 8 a 0 torna a comandare sul 56 a 61. Un libero di Chiotti interrompe il parziale ma non l’ira della capolista che sale fino al +7 sul 57 a 64 prima che Bremer sulla sirena piazzi la bomba della speranza per il 60 a 64 di fine terzo quarto.

 

Ere riscrive il +7, Bremer si dimentica De Nicolao ed è +9 Varese. Fotsis con l’ennesimo sprazzo si ricorda di essere un tiratore e accorcia, ma Varese è troppo squadra per farsi surclassare dalle fiammate dei singoli di Milano. Emblematica a metà frazione l’arrabbiatura di Stipcevic nei confronti di Bourousis reo di non aver piazzato il blocco per lo schema, o presunto tale, chiamato. Il centrone greco si riscatta dalla lunetta,  ma l’MVP del match Adrian Banks riscrive il +6 con poco più di 2 minuti da giocare. Milano gioca le ultime cartucce ma spreca giocando al “Ciapanò”. Bourousis dice meno 4 con 1 minuto da giocare, ma sempre Banks  spegne sogni di rimonte impossibili. La ciliegina è il cost to cost di Polonara, preludio del 77 a 83 finale.

E’ Natale, Coach Scariolo grazie al suo cognome mangerà il panettone, ma all’orizzonte c’è già la befana carica di carbone.

 

Pagelle: Giacchetti s.v. – Stipcevic 5,5 – Hairston 5,5 –   Fotsis 5 –  Bremer 6  –  Chiotti 5 –  Bourousis 6 –  Melli 5  –  Langford 6  – Gentile 4,5 – Basile 5

 

In Conferenza Coach Scariolo: Le solite banalità dette solo con più rassegnazione.