OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – REYER UMANA VENEZIA

REYER UMANA VENEZIA

Assago 11-11-12 di Stefano Daprile

Vincere e convincere. L’Olimpia di questo periodo non può permettersi di rinunciare a nessuno degli obiettivi. Vincere per risollevare una mediocre classifica assolutamente inaspettata, vincere per evitare di perdere  ulteriore terreno da una bellissima realtà chiamata Varese, vincere per evitare accoppiamenti insidiosi in ottica Coppa Italia, ma soprattutto c’è bisogno di convincere. Occorre farlo per riportare entusiasmo e partecipazione al pubblico di un pericolosamente desolato Forum, e per dare convinzione e continuità ai ragazzi di Scariolo, apparsi in questo inizio di stagione troppo spesso delle pecorelle smarrite senza guida.

 

Sul cammino di Milano c’è l’Umana Venezia per la replica del quarto di finale Play Off della passata stagione.

Al solito quintetto scelto da Coach Scariolo, formato da Cook, Langford, Hairston, Fotsis e Bourousis, risponde Coach Mazzon con Clark, Young, Diawara, Fantoni e Williams.

Grande attenzione di Venezia in avvio che non spreca nessun possesso. Milano fa l’esatto opposto e a metà frazione i lagunari sono sopra 6 a 14.  Entrano in partita Bourousis e Hairston, Clark con iniziative personali tiene sopra l’Umana prima di un festival di triple e di uno scempio sulla sirena di Stipcevic che regala 3 liberi all’ex Bulleri per il 23 a 32 del primo intervallo.

 

Tutta la panchina EA7 in campo nella seconda frazione. Milano va in guerra a lanciare bombe. Colpiscono il bersaglio Stipcevic, Basile e Melli ma non bastano per l’aggancio. Bulleri e Young sono imprendibili e Venezia allunga ancora fino al più 11. Come spesso è accaduto in stagione la risposta Olimpia non si basa su un gioco corale, ma bensì sulle fiammate dei singoli. Gentile inventa due entrate spettacolo approfittando di una difesa lagunare troppo morbida ma fa peggio quella di Milano, lo dicono le percentuali mostruose di entrambe le squadre  e lo dice il punteggio stile NBA, che accompagna le squadre negli spogliatoi con un ampio e insolito 53 a 59.

 

La ripresa si apre con il contributo (negativo) di coach Scariolo che si prende il tecnico che ricaccia indietro Milano di 9 lunghezze. Sale in cattedra Langford che, testa bassa, penetra colpisce o scarica per il meno 4 Ea7. E’ l’ennesima illusione di aggancio. Clark con un gioco da 4 punti ristabilisce la doppia cifra di vantaggio per i lagunari, mentre il successivo contropiede in solitaria di Diawara dice un +12 Umana che fa suonare sinistri allarmi al Forum. Hairston, Langford e Stipcevic si inventano 3 triple che trasformano le sirene in suoni di battaglia. L’attacco Reyer si inceppa e Stipcevic sulla sirena si inventa l’entrata che da a Milano i liberi della prima parità a quota 80.

 

Un jumper di Melli fa mettere per la prima volta il naso avanti all’Olimpia. E’ il turno di Diawara che in momento di trance agonistica infila 8 punti consecutivi che danno un nuovo vantaggio Reyer sul 82 a 88. Il parziale diventa 10 a 0 con la schiacciata di Szewczyk che spegne gli spalti. Coach Scariolo si rifugia in un logico timeout. Alla ripresa la tripla di Cook interrompe il parziale e sembra dire che c’è ancora vita. La difesa EA7 lasciando Magro completamente libero sotto le plance fa diminuire quelle speranze. I cannonieri Olimpia riprendono a sputare fuoco con Langford e Hairston che riportano le scarpette rosse in scia sull’ 89 a 92 con 4 minuti da giocare. Langford spreca 2 volte la palla del pareggio, regalando a Clark il ruolo del sicario ammazza partita. Il play dell’Alabama è spietato è spara  a segno i  7 punti decisivi che tramutano (anche) Venezia corsara al forum.  100 a 105 il risultato finale tra i fischi del Forum. Spenti i fischi cala nell’impianto un silenzio gelido con un solo rumore sinistro nell’aria… si una panchina scricchiolare.

 

Pagelle: Giacchetti s.v. – Stipcevic 6 – Hairston 5 –   Fotsis 5 –  Cook 5  –  Chiotti s.v. –  Bourousis 5 –  Melli 5  –  Langford 5  – Gentile 5 – Hendirx  4,5 – Basile 4,5

 

In Conferenza Coach Scariolo: Mi spiace essere ripetitivo ma siamo incappati negli stessi errori di settimana scorsa. Purtroppo abbiamo fatto una partita difensiva ignobile. Qualsiasi altro discorso è aria fritta. Non stiamo crescendo. Siamo giustamente preoccupati, ma il tempo c’è per entrare in una linea di continuità di rendimento. Le correzioni in corsa bisogna farle con molto acume, non è facile trovare il giocatore giusto capace di accendere (i compagni) e mostrare un atteggiamento costantemente positivo. Non mi sento sotto pressione, ma deluso. Sono il primo responsabile del rendimento difensivo disastroso di questa squadra.