“L’oeil gourmand. Un percorso nella natura morta dal Cinquecento al

Evaristo Baschenis - Piatto di mele stelo di rosa e una mela su uno stipo

EVENTO ESPOSITIVO

3 novembre – 16 dicembre 2012

Romano di Lombardia – Museo d’Arte e Cultura Sacra

“L’oeil gourmand. Un percorso nella natura morta dal Cinquecento al

Novecento”.  La tavola imbandita da Fede Galizia a Evaristo Baschenis, da Giacomo Ceruti a Ennio Morlotti.

 

 

Dopo il grande successo conseguito presso il Palazzo Storico del Credito

Bergamasco nell’ambito delle iniziative di “Invito a Palazzo 2012” (oltre 16.000

visitatori), la Fondazione Credito Bergamasco presenta a Romano di Lombardia – in collaborazione con il locale Museo d’Arte e Cultura Sacra –

 

 

 

“L’oeil gourmand. Un percorso nella natura morta dal Cinquecento al Novecento”,mostra raffinata e spettacolare: quaranta dipinti provenienti da una collezione privata che hanno per soggetto il tema della tavola imbandita.tavole con il mangiar sopra. L’ordinamento delle opere tiene conto il più possibile della suddivisione per scuole e aree geografiche (dalla Lombardia alla Spagna, da Roma ai Paesi Bassi), semplificando alcuni snodi apparentemente frammentati (come nel caso del percorso del Novecento) tramite la sola scansione diacronica.

La rassegna darà la possibilità di osservare come il genere della tavola imbandita si renda indipendente e autonomo proprio a partire dalla fine del Cinquecento, seguendo uno sviluppo articolato che lo porterà fino alle sperimentazioni novecentesche.  Il tema della tavola imbandita è un sottogenere della categoria della natura morta.

L’argomento allude al rituale del pasto, alla sua preparazione o al suo avvenuto consumo. Solo in alcuni casi il soggetto confina con il tema simbolico della Vanitas.

Negli antichi inventari opere di questo genere erano citate con il titolo più semplice che si possa immaginare, come ad esempio:

Sono molte le opere rare e importanti eccezionalmente presenti, alcune mai prima d’ora esposte in pubblico. Oltre ai nomi celebri di Fede Galizia, Evaristo Baschenis,

Giacomo Ceruti e Ennio Morlotti, la mostra ospita un nucleo rilevante di dipinti eseguiti nella Roma caravaggesca, direttamente ispirati al magistero del grande lombardo; la testimonianza del Novecento è affidata ad alcuni dei principali protagonisti del tempo: da Piero Marussig a Fortunato Depero, da Arturo Tosi a Gino Severini, da Achille Funi a Giovanni Testori.