Sister – L’enfant d’en haut

28 settembre 2012, di Elisa Zini – Seconda opera cinematografica per la giovane regista Ursula Meier che conquista il pubblico e vince l’Orso d’Argento all’ultimo Festival di Berlino.

Un set semplice racconta una storia drammatica: una stazione sciistica in Svizzera, nel cantone Vallese, frequentata da gente ricca e benestante e un fondo valle intriso di povertà e case popolari che ogni giorno si scontrano, confrontano, comunicano, collegati soltanto da una funivia. Un divario tra ricchezza e povertà e una cruda riflessione sul consumismo e il valore del denaro.

Simon (Kacey Mottet Klein) è un ragazzino dodicenne, orfano, che vive con la sorella in una casa popolare e per sopravvivere ruba sci. Rivendendo la mercanzia guadagna qualche soldo per il mantenimento suo e della sorella maggiore Louise, costantemente senza lavoro. Un rapporto non semplice lega indissolubilmente Simone e Louise per l’intero film con un colpo di scena finale, capace di rendere ancora più amaro il racconto. La giovane regista utilizza una macchina da presa molto mobile che insegue i suoi personaggi, li pedina, li annusa, non li abbandona mai, quasi a cercarne il respiro. Poche le parole: sono le immagini e le situazioni a raccontare.

Un divario tra l’alto e il basso, sia dal punto di vista economico che sociale, permea tutto il film e ci fa riflettere sul tipo di società di cui facciamo parte e che spesso non vogliamo guardare.