ERA TUTTA UN’ALTRA COSA

“È possibile che un bel giorno sia prelevato (con buone maniere spero) dagli infermieri del manicomio e rinchiuso nel reparto ‘anni Sessanta’, assieme a quelli che, come me, rifiutano, per larga parte, il mondo attuale e vivono di ricordi.”

Marcello D’Orta

Un amalgama affascinante e straordinariamente espressivo tra riflessioni sul presente e ricordi privati, ritratti generazionali e scorci di un’epoca, gli anni Sessanta.

Come una serie di suggestive istantanee, ci passano davanti agli occhi gli anni dell’infanzia nella Napoli dei vicoli, i preparativi per la festa di San Gennaro, le spensierate fughe al mare di Posillipo. Ma questo è molto più di un romanzo autobiografico, è un viaggio attraverso i personaggi e gli accadimenti che hanno reso quegli anni il punto di partenza per molte cose. Il grande successo della radio, che entrava nelle case degli italiani col suo Gran Varietà con Dorelli-Vianello o Il gambero con Enzo Tortora, i primi Festival di Sanremo e le canzoni entrate nella tradizione. E poi l’arrivo della televisione: L’isola del tesoro con Foà, Il Musichiere con Mario Riva, il leggendario Carosello. E ancora, le Vespe e le Lambrette, fino i primi esemplari della mitica 500, simbolo di un Paese che stava rinascendo.

Era tutta un’altra cosa proietta in un mondo ormai perduto ma non dimenticato. Un libro intimo, privato (in alcune pagine sembra quasi che D’Orta racconti sfogliando l’album dei suoi ricordi) ma allo stesso tempo talmente potente da far credere che l’autore stia raccontando la vita di tutti noi.

Una narrazione che ha il passo della favola corredata di quello stile personale e ironico che ha fatto amare D’Orta al grande pubblico.