Il fuciliere di Little Belt 1a parte

Dedicato a Dudley Nichols, nato a Wapakoheta nel 1895 e morto nel 1960. Sfondò ad Hollywood nel 1929. Durante la sua carriera scrisse ben 13 sceneggiature John Ford, tra cui quella del leggendario film “Ombre Rosse”  (Stagecoach – 1939)

Estate 1882, “Der Ranch”, little Belt, Montana.

Dudley Evans stava seduto sulla veranda della sua casa, la pipa nella mano destra e una gamba sopra l’altra lasciavano pensare che il vecchio allevatore fosse deciso a concedersi, dopo tanti anni, qualche ora di meritato riposo. Era stata una giornata calda e assolata; ora lo sguardo rivolto verso ovest, stava godendosi il tramonto seguendo il disco infuocato del suo viaggio dietro la – Little Bel Range -.

Anni passati lungo le piste, notti nei saloon e negli alberghi delle turbolente “Cow-Towns” l’avevano segnato non poco nel fisico e nel carattere.

Era piccolo e grosso, un pò calvo e sulla sessantina, ma serbava ancora un certo vigore. Nella regione era conosciuto da tutti come un tiratore infallibile. Ben pochi erano stati i colpi del suo Winchester ’76 andati a vuoto.

Aveva due figli un maschio ed una femmina, Anna, l’unica donna di casa stava lavando i piatti quando usci asciugandosi le mani sul grembiule.

-Non sei stanco papà di fissare l’orizzonte? Vuoi che vado al pascolo a chiamare Lance che ti porti giù ad Harlowton? –

– No, no cara, rispose il vecchio facendo un cenno negativo con la testa e battendole una mano sul braccio. Lascia stare, per questa sera me ne starò qui buono buono a fissare le “Little Belt”.  Ann e Lance erano tutto ciò che gli restava al mondo, pochi anni prima sua moglie Martha era morta e Dudley aveva sofferto molto per questo. Da quel giorno aveva passato le consegne al figlio Lance. Adesso era lui che curava gli affari di famiglia e che trasferiva le mandrie verso il sud.

Lance Evans era un ragazzo di venti anni, alto, magro, con i capelli scuri e gli occhi marroni, alternava il lavoro allo studio. Il suo sogno era di diventare avvocato ed aprire un piccolo ufficio ad Harlowton.

Il Cattleman era dell’opinione che i figli dovevano realizzarsi nella vita come meglio credevano, per questo non aveva mai interferito  nelle loro scelte. Ann, di due anni più giovane, era in età da marito; aveva avuto dei pretendenti, ma a suo giudizio erano risultati poco affidabili, così se ne stava quasi sempre al Ranch tutta sola, presa non poco dai tanti lavori di casa.

Era una bella ragazza, alta ssnella e con il viso pallido e gli occhi celesti. Dudley diceva spesso che era tale e quale a Martha. Andava giù in paese solo quando c’era da comperare le provviste ed anche in quella occasione era sempre accompagnata da Lance o dal padre.

Gle Evans erano giunti nella ragione nel 1862. Veninvano dalla Pennsylvania, il terreno sterile e la guerra civile li avevano costretti a migrare verso Ovest.

Un lungo lungo viaggio attraverso territori disabitati e ostili, terre di indiani e fuorilegge: Ohio, Indiana, Illinois, Lowa, Dakota e finalmente il Bacino ai piedi delle Little Belt nel Montana.

Il rancher aveva dovuto lottare non poco contro le forze ostili della natura e dei continui attacchi dei Pellerossa, ma alla fine vi era riuscito, l’aveva spuntata ed aveva creato un modesto allevamento.

Il suo ranchm il “Der” come l’aveva chiamato sorgeva a poche miglia dal Musselshell River. Lavorando sodo giorno e notte era risucita a tirare su i due figli dando loro e all’amata Martha un tenore di vita accettabile.

Ma Dudley oltre al lavoro aveva coltivato nel corso degli anni una grande passione per il tiro a segno.

Negli ultimi tempi quando poteva si esercitava spesso con il suo facile e si sentiva spesso l’eco degli spari attraversare le Little Belt da nord a sud e da est a ovest.

Si era riservato nel suo ranch uno spazio dove collocava i bersagli e passava interi pomeriggi a scaricare armi su quelle povere bottiglie o pezzi di legno. Anche ad Harlowton la ricorrenza del 4 luglio veniva festeggiata e in quell’occasione c0erano diverse prove di abilità: dal tiro alla fune alle corse di cavalli, dalle premiazioni per i migliori dolci fatti dalle donne alle gare di ballo; ma una sola di queste prove aveva catturato l’attenzione di Dudley Evans: il tiro a segno.