Al Teatro Agora’ di Roma approda ” Il viaggio dei mestieri”

nella foto l’ attrice Chiara Pavoni

Al Teatro Agorà’, sala B, in Roma, via della Penitenza, 33
Telefono: 066874167

La Compagnia “Il tempo dell’ arte” rappresenta lo spettacolo teatrale dal titolo:

“Il viaggio dei mestieri”

sottotitolo: “L’ artimano”

Lo spettacolo si terrà da martedì 6 a Domenica 11 marzo 2012 alle ore 21,00

Domenica alle ore 18,00
Prezzo del biglietto: € 10,00

Autrice: Heloisa Rojas Gomez
da un’idea di Angelo Larocca
Regia: Carlo Cianfarini
Scenografia: Angelo Larocca
Contenuti per la comunicazione: Caterina Astorino
Ufficio Stampa: Mariaelisa Davoli
Pubbliche Relazioni: Luigia Pelliccioni

Interpreti:

Fabrizio Rendina
Biagio Tomassi
Chiara Pavoni
Elena Larocca
Chiara Carmosino
Andrea Donnini
Marco Tarantino
Andrea Costantino
Valeria Barsi
Alessandro Feudale
Costumista: Marina Tardani
Truccatrice: Silvia Bastet
Collaborazione Artistica: Letizia Grossi -Alba Tortorici
Musiche: Biagio Tomassi
Organizzazione: Angelo Larocca

Per tutta la durata delle rappresentazioni il foyer del teatro ospiterà  una bottega del fotografo e la mostra ” Mestieri Oggi” di Angelo Larocca presentata da Il Fotogramma diretto da Giovanni Semerano.

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nella foto l’attrice Chiara Pavoni

Il Tempo dell’Arte rappresenta lo spettacolo “Il viaggio dei mestieri” per riaffermare l’importanza dell’Uomo Artigiano, che persegue il buon lavoro fatto ad arte, con passione, intelligenza e sapienza manuale e che, proprio per questo, diventerà un cittadino giusto.
Nel mondo di oggi, che ha smarrito il piacere della ricerca, soffocato dalla filosofia dell’avere, a dispetto dell’essere, dove la corsa al consumismo ha distolto l’attenzione dai valori insostituibili, torna con forza il desiderio dell’uomo artigiano, un produttore di autenticità.
Questo spettacolo nasce quindi dall’idea di lanciare un solido messaggio alle nuove generazioni immerse oggi nella virtualità, affinché si riaffaccino alla scoperta delle persone reali, della partecipazione affettiva, dell’attività manuale e dell’importanza di scelte libere e consapevoli, non dettate da bisogni fittizi.

Trama:
Fortunato, un fantasioso artigiano, riesce finalmente a mettere in funzione la sua “macchina del tempo”. Finisce per caso in una strana cittadina, animata da luci, tv e centri commerciali cosmici. Viene accolto da una famigliola costituita da padre (Italo), madre (Ada) e figlia (Vera). Loro tutti sono convinti che Fortunato sia il tanto atteso nonno, venuto per conoscere la nipote. Fortunato tenta di spiegare che si sbagliano, in quanto egli giunge dal “passato”. I due coniugi faranno finta di credergli solo per accontentarlo. Nonostante Fortunato lo intuisca, l’idea di rimanere in quella città tecnologica e scoprirne tutte le novità lo alletta talmente tanto, che decide di fare la parte del nonno, accettando l’ospitalità.
Parallelamente alla sua euforia, si svolge la piccola/profonda tragedia della famiglia, con una figlia apatica perché non realizzata, un padre sempre preso dai titoli di borsa e una madre, completamente isterica, dedita ai tranquillanti e immersa nei suoi frivoli interessi. Fortunato si rende rapidamente conto che quel mondo tecnologico non era poi così “migliore” come lo aveva immaginato e affronterà l’argomento con la nipote mostrandole cosa sia un mestiere il cui scopo non deve essere esclusivamente il lucro ma anche il piacere che si prova nel farlo, la passione che si nutre verso di esso. Vera capirà che Il lavoro ben fatto è uno degli elementi fondamentali che arricchiscono le nuove generazioni e fanno funzionare armoniosamente la società. Fortunato e la macchina del tempo hanno così il ruolo simbolico di chiave risolutiva, mentre spetterà alla politica riscoprire la forza del suo ruolo mettendo in atto tutto quello che è possibile, perché doveroso, per rilanciare le botteghe artigiane.

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“…colui che persegue il buon lavoro fatto ad arte, con passione, dedizione e sapienza manuale diventerà un cittadino giusto.”

E’ forse questo il “sugo della storia”, di questa storia che, nella sua dirompente semplicità, in realtà tocca temi profondi e inneggia a valori che sembrano
scomparsi: è la vicenda di Fortunato Pagliaro, uomo animato da un’innata curiositas che vede concretizzarsi il sogno di tutta una vita, ossia viaggiare nel tempo, verso il futuro, dopo aver realizzato con le sue mani, compagne fedeli di tante “imprese, una personale “ macchina del tempo”.
Il suo viaggio, s’intreccia con quello ben più problematico di Vera, la giovane “nipote” costretta da una ottusa famiglia, che ha fatto della tecnologia la propria filosofia di vita, a compiere scelte importanti senza tenere in alcun conto il suo sentire. Il cuore del “viaggio nel tempo” in cui la catapulterà sono proprio i Mestieri, quelli scomparsi, quelli di un passato “mitico” quanto ricco di valori, in cui il fare aveva e dava significato al vivere.
E’ dunque un viaggio di fantasia ma, di fatto, con ricadute profonde nella realtà odierna perché, in un mondo in cui l’attualità pressante sottolinea i fallimenti di un intero modello economico-sociale, i successi effimeri della new economy segnano il passo e poco spazio è riservato ai giovani e al loro futuro, parlare di Mestieri non è anacronistico come potrebbe sembrare. Il Mestiere è Arte e l’Arte non muore mai: i mestieri viaggiano nel tempo, non saranno mai annientati perché sarebbe come annientare l’uomo stesso. Essi sono la risposta saggia al consumismo sfrenato che ammorba il mondo contemporaneo mentre l’artigiano assurge a figura rappresentativa di una condizione umana ideale, scevra da ogni aridità sentimentale e che, al contrario, richiede il coinvolgimento emotivo nelle cose che produce: c’è bisogno di Poesia anche nel lavoro.

Caterina Astorino

“Il tempo dell’ arte ” è una Associazione Culturale di Promozione Sociale che si propone di elaborare, promuovere e realizzare progetti di solidarietà sociale attraverso l’attuazione di iniziative culturali nel campo teatrale, fotografico, musicale, della poesia e letteratura, del cinema e della pittura. I contenuti sociali delle iniziative artistiche, come spettacoli di teatro mostre di fotografia, rassegne di poesia ecc…, si rivolgono a tutti, ma principalmente ai giovani, in particolare quelli meno fortunati, e vogliono essere uno stimolo affinché essi stessi acquistino coraggio e consapevolezza nelle proprie azioni.

Sito Internet:  www.iltempodellarte.it