2984

AL TEATRO SPERIMENTALE DI ANCONA

DAL 15 Al 19 FEBBRAIO

CLIMA CLAUSTROFOBICO PER LO SPETTACOLO 2984

fedele al libro di Orwell 1984

ne mette in evidenza gli aspetti più attuali

la regia di Emanuele Conte

restituisce la coinvolgente potenza delle pagine del libro

e il senso di smarrimento provati dai lettori di tutto il mondo

 

Prosegue la Stagione Teatrale di Ancona curata dal Teatro Stabile delle Marche.

 

In scena dal 15 al 19 febbraio al Teatro Sperimentale la Compagnia del Teatro della Tosse di Genova che propone tratto da 1984 di George Orwell
 lo spettacolo dal titolo 2984 adattamento di Enrico Remmert e Luca Ragagnin con la regia di Emanuele Conte. Sul palcoscenico vedremo: Enrico Campanati, Aldo Ottobrino, Marina Remi, Yuri D’Agostino, Pietro Fabbri, Luca Ferri, Gianni Masella, Sara Nomellini,  le luci di Cristian Zucaro, video art Gregorio Giannotta, regia video Luca Riccio, musiche di Einsturzende Neubauten a cura di Tiziano Scali.
 Lo spettacolo vanta anche una video-partecipazione di Enrico Ghezzi.

 

Un numero, una data, un tempo. 2984. In un futuro già avvenuto e che urla nel presente, la società degli umani prova a vivere un’esistenza di minima dignità etica e sentimentale, dentro un tempo senza tempo e in uno Stato che è tutti i luoghi, là dove il respiro è eversione e la verità collettiva un mare color piombo in cui ogni onda si disfa e si riforma senza tregua, inghiottendo le memorie. E gli annegati sorridono, felici e riconoscenti.Enrico Remmert & Luca Ragagnin

 

2984 è una coproduzione tra il Teatro della Tosse e il Festival della Scienza, che a Genova da diversi anni collaborano insieme con crescente successo. 
Il testo di 2984 è di Enrico Remmert scrittore e sceneggiatore e Luca Ragagnin poeta, scrittore e autore di testi musicali.

Lo spettacolo celebra il 60° anniversario della pubblicazione del libro dello scrittore inglese, che concludeva la sua ideale trilogia sulla dittatura comunista iniziato con Omaggio alla Catalogna e proseguito con La Fattoria degli animali.
 Come Orwell scrive il suo libro nel 1948 e inverte le ultime cifre della data per raccontare un futuro prossimo pericoloso e inquietante, così nello spettacolo il numero 1 del titolo diventa un 2.


 

 

Protagonista della storia è Winston Smith, interpretato da Aldo Ottobrino, che vive in un mondo dominato dai ministeri dell’Amore, dell’Abbondanza, della Verità e della Pace. Per le strade di questa Londra da incubo risuonano gli slogan La Guerra è Pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza.

Nella messa in scena tutto ricorda sinistramente il nostro tempo, il continuo ricorso alla Paura e alla Propaganda per limitare sempre più la libertà di scelta, è estremamente reale e attuale. 
Il testo di Remmert e Ragagnin è fedele al libro di Orwell e ne mette in evidenza gli aspetti più  attuali. La regia di Emanuele Conte restituisce la stessa coinvolgente potenza delle pagine del libro, mantenendo il clima claustrofobico e di smarrimento provati dai lettori di tutto il mondo.

2984 tiene conto dei molteplici piani di lettura del romanzo ancora attualissimo e aggiunge nuovi spunti derivati dall’analisi della realtà circostante, come l’uso delle tecnologie moderne per una propaganda politica aggressiva o per il controllo personale sempre più invasivo, oppure l’analisi del linguaggio, la sua trasformazione e manipolazione per costringere la parola ad aderire al pensiero di massa precostituito. 
Alla denuncia di tutti i totalitarismi, messaggio costante dell’opera orwelliana si aggiunge qui un’analisi del mondo occidentale moderno; infatti il linguaggio, la tecnologia, la propaganda e il continuo ricorso alla Paura del nostro tempo ricordano gli slogan che dominano la vita di Winston Smith, protagonista e simbolo di un’umanità privata delle proprie differenze e del libero arbitrio

L’impianto scenico di Luigi Ferrando trasforma il palco in un luogo/non luogo del futuro prossimo, con richiami continui e  inquietanti al nostro quotidiano. Lo spazio è occupato da telecamere, monitor, video. In più alcuni animali imbalsamati osservano il pubblico con angosciante e sofferente immobilità. Le immagini e i suoni si inseguono senza soluzione di continuità creando un effetto disorientante e spiazzante per il pubblico, anche grazie alle forti musiche degli 
Einsturzende Neubauten rielaborate da Tiziano Scali. 



Lo spettacolo va in scena alle ore 20.45 mercoledì 15, giovedì 16, venerdì 17, sabato 18 febbraio / le pomeridiane sono sabato 18 e domenica 19 febbraio alle ore 16.30.

Biglietteria 071 52525 bigliettiera@teatrodellemuse.org. E un’ora prima delle recite al Teatro Sperimentale. Per gruppi e scuole 071 5021630. www.stabilemarche.it