Gus Gus

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483,377 Km/h: il Gus Gus conquista il record  di categoria a Bonneville

L’automobile italiana più veloce di tutti i tempi

Nessuna vettura di fabbricazione nazionale e nessun pilota italiano avevano mai sfiorato i 500 Km orari. Quello del Gus Gus è anche il primo record di un’auto italiana nel celebre deserto salato dello Utah negli USA.

Protagonista dell’impresa, nello scorso agosto, una equipe lombarda capitanata dal pilota Fabio Montani

IL RECORD

Con la conquista del record  di velocità di categoria, il Gus Gus Streamliner è diventata l’automobile italiana più veloce di tutti  i tempi.

Nessuna vettura  di fabbricazione nazionale, di alcun tipo e categoria, si era infatti mai spinta fino al limite dei 483,377 Km/h (mph 300,357) che costituisce il primato per “Automobili  E/FS con trazione sulle ruote, carrozzeria integrale streamliner e motore convenzionale aspirato fino a 4.200 cc”.

Ma se per ragioni regolamentari il record è stato omologato secondo i valori derivanti dalla velocità media di due passaggi successivi, in realtà la top speed  raggiunta dal Gus Gus ha addirittura sfiorato i 500 orari: 498,856 Km/h (mph 309,975), per l’esattezza.

Il prestigioso traguardo è stato raggiunto da una equipe italiana lo scorso 18 agosto sulla pista naturale del deserto di Bonneville nello Utah (USA) e ha migliorato il precedente record che resisteva dal 2003.

IL PILOTA E IL SUO TEAM

Protagonista di questa avventura sportiva, tecnica e umana sviluppatasi nel corso degli ultimi 4 anni, è stato il team capitanato dal milanese Fabio Montani, responsabile del progetto e pilota del mezzo con alle spalle un ricco curriculum di partecipazioni in gare Endurance internazionali tra cui la 24 Ore di Daytona e la vittoria nella 1000 KM di Monza. Egli ha coinvolto in questa avventura l’ingegnere veronese Luca Piancastelli, progettista del telaio e artefice dell’aerodinamica; il costruttore Mario Villa che ha realizzato questo esemplare unico nella sua officina di Birone di Giussano (MB); Francesco Fuser, responsabile dell’elettronica, e poi i compagni della spedizione oltreoceano che hanno collaborato nei vari settori dell’organizzazione e della logistica: Oscar Berselli, Tiziano Bristot, Jacopo Gospel Quaggia, Matteo Squeri, Dario Tellarini, Nino e Roberto Verga.

IL MITO DI BONNEVILLE

Oltre ad essere l’auto italiana più veloce della storia – primato condiviso con il suo pilota – il Gus Gus è stata anche la prima vettura a portare  in Italia un record di velocità stabilito sul leggendario rettilineo di quasi 13 Km (8 miglia) che solca la vasta superficie salata, levigatissima e senza ostacoli, del deserto di Bonneville: una location ideale per le sfide velocistiche estreme che vi si svolgono fin dal 1948, durante la “Speed Week” di agosto, e che oggi  sono animate delle performance di almeno 600 veicoli dei tipi più disparati  a caccia di un record.

GUS GUS: LA TECNICA

Spinto da un motore Chevrolet V8 aspirato da 3,5 litri, capace di 750 cavalli a 11.500 giri e alimentato ad alcool, il Gus Gus dispone di un tradizionale telaio tubolare in acciaio al cui interno è inserita una monoscocca di sicurezza in carbonio che ospita il pilota. E’ lungo poco più di 8 metri, largo 1,145 mt., alto (al tetto ) 0,960 mt. Il peso a secco è di 1.300 chili. Gli pneumatici da 16 pollici e i relativi cerchi sono stati progettati e costruiti appositamente per sostenere una velocità di massima di 720 Km/h. La sua efficientissima aerodinamica è stata studiata e simulata al computer  in quanto non esistono gallerie del vento capaci di riprodurre le elevate velocità espresse dal mezzo. I materiali utilizzati per la carrozzeria sono compositi in fibra di vetro, nomex e kevlar, con il fondo in acciaio inox.

L’AVVENTURA

La spedizione del team italiano nel deserto di Bonneville  è durata 7 giorni – dal 13 al 19 agosto 2011 – durante i  quali si sono succeduti i vari step regolamentari che portano all’effettivo test  per il record: dall’”esame” preliminare in cui il pilota deve dimostrare di saper controllare il mezzo lungo un tratto cronometrato a velocità  crescente (da 150 a 300 miglia orarie), fino all’ottenimento della licenza per velocità illimitata (oltre le 300 miglia orarie).

Finalmente il quarto giorno si svolge la prima di due prove cronometrate ufficiali (sulla distanza di un miglio) alla fine della quale il Gus Gus fà  segnare la media di 299,564 Mph (Km/h 482,101) con velocità di uscita a 301,5 Mph (Km/h 485,21). Ancora meglio la seconda prova, il giorno seguente: 301,151 Mph (Km/h 484,655) di media con uscita a 309,7 Mph (Km/h 498,41).

Il risultato delle due prove decreta la conquista del record e grazie a ciò Fabio Montani entra di diritto nell’esclusivo club del “Cappello blu 300” di cui fanno parte solo 90 piloti di tutti i tempi che hanno superato le 300 miglia orarie.

Il settimo giorno si decide di migliorare la performance, ma subito dopo il via il pilota deve desistere a causa di un forte vento laterale che avrebbe pregiudicato la prestazione e messo a rischio la sicurezza.  

IL FUTURO

Il record ottenuto dal Gus Gus e dal suo team non è che il primo risultato concreto di un progetto proiettato nel futuro, la prima tappa di un programma che prevede nuove e ancor più impegnative sfide volte alla conquista di altri importanti primati nei prossimi anni.

GUS GUS: IL NOME

Infine una simpatica notazione sull’origine del nome con cui è stato battezzato il prototipo da record: Gus Gus altro non è che il soprannome con cui la figlia di Fabio Montani, oggi adolescente, chiamava suo papà appena imparò a parlare.