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Updated on 25 July 2021 17:56

EA7 – Anadolu Efes Istanbul

EA7 – Anadolu Efes Istanbul

di Stefano Daprile, Assago 03-11-11

Prepartita in grande stile per il secondo impegno casalingo dell’EA7 Emporio Armani Milano. Jordi Bertomeu, presidente dell’Eurolega, è ospite di Livio Proli in una conferenza stampa indetta per discutere la situazione della pallacanestro europea e italiana. Tanti i temi esposti,  formula di Eurolega, Final Four, allargamento del campionato italiano, situazione dei nostri palazzetti, argomenti tutti trattati con molta cortesia e disponibilità, ma con poca sostanza sul piatto, donando all’evento un leggerp sapore amaro per chi si aspettava qualcosa di più dolce per Milano e la pallacanestro italiana.

Tornando a parlare di basket giocato, l’Olimpia si prepara per la terza giornata di Eurolega affrontando  l’ennesima corazzata del suo girone, l’Anadolu Efes Instambul, squadra molto ostica, impreziosita dall’ex Lakers Vujacic, e costruita con l’obiettivo dichiarato di raggiungere le Final Four della massima competizione continentale.

 

Alla palla a 2 Coach Scariolo si affida ancora a Melli, finalmente positivo contro Sassari, e a Cook, Nicholas, Mancinelli e Bourousis; risponde l’Efes con Tunceri, Vujacic, Kinsey, Ilyasova e Barac.

I turchi partono concentrati, tiri facili e 6 a 0 di parziale iniziale. Milano è distratta, lo dicono i 3 liberi sbagliati da Bourousis e Mancinelli e le 2 incredibili palle perse di Nicholas che lanciano altrettanti contropiedi a campo aperto dell’Efes. Il parziale si dilata fino al 4 a 12 e Coach Scariolo è costretto a cambiare e a chiamare timeout a metà frazione per affidarsi subito ai suoi terminali di attacco più pericolosi: Gallinari e Hairston. Il risultato è che il già sterile attacco biancorosso si inceppa definitivamente dietro assurde forzature, del Gallo in particolare, facendo scivolare via un inguardabile frazione di Milano con i tabelloni che scrivono 9 a 22.

 

L’inizio del secondo quarto è la fotocopia del primo. Milano continua a perdere palloni incredibili, a concedere doppi tiri ai turchi, e a lasciare quella sensazione generale che nessuno dei suoi sia in ritmo partita. Una schiacciata del Gallo prova a svegliare l’Olimpia da questo torpore, ma i minuti che seguono alimentano solo la sofferenza, con l’unica fortuna che anche i turchi si rilassano e non trucidano una Milano agonizzante. Si va negli spogliatoi con tanti musi lunghi e un 21 a 33 che nasconde delle scarpette rosse molto più brutte di quello che dice il punteggio.

 

Nella ripresa l’Olimpia ci prova, o meglio ci prova il pubblico a scuotere la squadra, ma le percentuali realizzative milanesi rimangono misere, a una cifra dalla distanza, e da dilettanti dalla lunetta. In un tal buio è difficile veder delle luci, ma ne spunta una, improvvisa come un lampo con le sembianze di un antisportivo fischiato su Gallinari, che sposta la gara su insperato e forse casuale meno 4 sul 32 a 36. Il successivo tap-in del meno 2, sempre del Gallo, sembra aver definitivamente svegliato l’addormentata, non ancora bella ma comunque viva, ma il tecnico fischiato a Mancinelli contribuisce a ricacciare l’Olimpia a un altrettanto improvviso e inaspettato meno 11, e soprattutto fuori dalla favola con il 36 a 47 dell’ultimo intervallo.

 

Ultima frazione, ultime energie, ultime speranze e ultime cartucce da sparare. Bourousis, Gallinari, Nicholas e Fotsis  colpiscono il bersaglio. Meno tre e 8 a 0 di parziale per il 44 a 47 con 6 minuti e 47 da giocare. Il timeout turco rompe l’incanto. L’Efes riallunga sul 44 a 51, complice anche un clamoroso errore di Cook che sbaglia un facile appoggio al tabellone in perfetta solitudine. Il successivo canestro sulla sirena dei 24 secondi della stella Vujacic ha per i turchi il sapore della vittoria.  L’Efes sul +9 controlla la gara, questa volta senza troppi patemi, anche perché Milano continua a tirare a canestro con la mira tipica di un cacciatore ubriaco. C’è spazio anche per un altro tecnico (con espulsione) fischiato a Gallinari che rende tutto più amaro e sembra essere il degno finale per una pessima Olimpia. Il 54 a 62 finale non ha le dimensioni di una catastrofe, ma la prestazione dell’Olimpia lancia allarmi su più fronti. Il tempo è dalla parte della squadra, ma le incertezze, o meglio le certezze negative, alias lacune, di questa squadra stanno venendo fuori in maniera sempre più evidente.  A Coach Scariolo (e alla società) il compito di farle sparire.

 

 

Pagelle – Giacchetti 4,5 – Mancinelli 5 – Hairston 5 – Gallinari 6 – Fotsis 5,5 –  Cook 5,5 –  Nicholas 4 –  Rocca 5,5 –  Filloy s.v. –  Bourousis 6 –  Melli 5,5 –  Radosevic 5,5 – Viggiano s.v.

Coach Scariolo in conferenza: Partita divisa in 2. Primo quarto negativo poi il resto della partita siamo andati meglio. L’ansia ha influito in maniera determinante sui nostri tiri. Questa sconfitta ci aiuta a stare al nostro posto, a capire chi siamo, cosa faremo e dove andremo.

 

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