Gianni Sibilla

Gianni Sibilla

Gianni Sibilla è il direttore didattico del Master in Comunicazione Musicale per la Discografia e i Media. Docente presso la facoltà di Scienzie Linguistiche dell’Università Cattolica, si occupa del rapporto tra musica, media e industria culturale, sia dal punto di vista scientifico che come professionista.

E’ autore di diverse monografie (“I linguaggi della musica pop”, 2003; “L’industria della musica”, 2006; “Musica e media digitali”, 2008); lavora come giornalista per il sito d’informazione musicale Rockol.it e come autore per i media musicali (TV, Radio, Web).

INTERVISTA

Il Master è rivolto solo a giovani laureati o anche a persone sopra i 30 anni che vogliono rimettersi in gioco ?

“E’ un master di primo livello, quindi tendenzialmente rivolto a neo-laureati che cercano un percorso formativo per il primo inserimento nel mondo del lavoro. Però non facciamo una questione di età e neanche di laurea: la musica è una passione trasversale. Per questo, per esempio, il master è aperto a laureati provenienti da ogni facoltà e dal conservatorio. Il nostro studente-tipo è un neolaureato proveniente da una facoltà umanistica – soprattutto comunicazione. Però negli anni abbiamo avuto molte persone provenienti da percorsi diversi, anche persone da percorsi professionali già avviati in altri settori che si sono rimesse in gioco. Ci basta che si sia consci della scommessa.”

Come si è sviluppato il master in questi 11 anni ?

“Beh, è cambiato parecchio, così come è cambiato il mondo della musica, che raccontiamo spieghiamo e analizziamo in presa diretta. Cerchiamo sempre di dare una prospettiva storica, per fornire agli studenti e futuri operativi degli strumenti per capire l’evoluzione del sistema. E aggiorniamo i contenuti dei corsi – e ovviamente i contatti con il mondo del lavoro – in base a quello che succede nel settore, se possibile cercando anche di ragionare sui sui futuri sviluppi”.

Perché scegliere di fare questo master ?

Per trasformare una passione, quella per la musica, in un lavoro. Per mantenere l’incanto di fronte alla musica e sviluppare quel disincanto necessario al trasformarsi in operatori del settore. Per capire se si è fatti per lavorare in questo mondo e per capire qual’e la professione della comunicazione musicale per cui si è più adatti.

Un consiglio per le persone che vogliono provare le selezioni ?

nessun consiglio: le selezioni non sono un esame, non bisogna studiare. Valutiamo il cv, ovviamente: cosa si è studiato, perché, con quali voti. Ma facciamo soprattutto un colloquio motivizionale in cui cerchiamo di capire le aspettative della persona, e se questo master è il posto giusto per soddisfarle. Insomma, serve solo la passione per la musica e mostrare un po’ di lucidità sul proprio percorso. Al resto pensiamo noi.

 Intervista a cura di Davide Falco