Eros Ramazzotti: “Eros Duets” l’album che celebra i più importanti duetti della sua carriera

Eros Duets_Copertina Album_b
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Il 17 novembre esce in Italia, in formato cd e vinile, “EROS DUETS” (Sony Music Italy), l’album che celebra i più importanti duetti della carriera di EROS RAMAZZOTTI.
Il disco sarà disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming.
Sempre il 17 novembre uscirà in tutto il mondo la versione internazionale.

“EROS DUETS” contiene 15 tra i brani più famosi di Eros Ramazzotti eseguiti con alcuni dei più importanti artisti internazionali e non: Tina Turner, Nicole Scherzinger, Giorgia, Anastacia, Ricky Martin, Cher, Andrea Bocelli, Carlos Santana, Patsy Kensit, Take 6, Ornella Vanoni, Antonella Bucci, Raf, Luciano Pavarotti e The Chieftains.
Il tutto è arricchito da un booklet di 36 pagine.

Questa la tracklist della versione italiana dell’album: “Cose della vita (Can’t stop thinking of you)”, Eros Ramazzotti & Tina Turner; “Fino all’estasi”, Eros Ramazzotti & Nicole Scherzinger; “Inevitabile”, Eros Ramazzotti & Giorgia; “I belong to you (il ritmo della passione”), Eros Ramazzotti & Anastacia; “Non siamo soli”, Eros Ramazzotti & Ricky Martin; “Più che puoi”, Eros Ramazzotti & Cher; “Musica è”, Eros Ramazzotti & Andrea Bocelli; “Fuoco nel fuoco”, Eros Ramazzotti & Carlos Santana; “La luce buona delle stelle”, Eros Ramazzotti & Patsy Kensit; “Un attimo di pace”, Eros Ramazzotti & Take6; “Solo un volo”, Eros Ramazzotti & Ornella Vanoni; “Amarti è l’immenso per me”, Eros Ramazzotti & Antonella Bucci; “Anche tu”, Eros Ramazzotti & Raf; “Se bastasse una canzone”, Eros Ramazzotti & Luciano Pavarotti; “Un’emozione per sempre”, Eros Ramazzotti & The Chieftains.

Mantova Jazz Festival: “Cento anni di Jazz Italiano”

marcello abate solo,danilo Rea Solo,Milano Hot Jazz Orchestra
marcello abate solo,danilo Rea Solo,Milano Hot Jazz Orchestra

La 36^ edizione del Mantova Jazz Festival, dopo i concerti del 6, 12 e 14 ottobre che hanno visto protagonisti alcuni giovani talenti come Valter Ricci, Fabio Giachino trio e Camilla Battaglia, prosegue dando spazio al primo grande appuntamento teatrale della rassegna dal titolo “Cento Anni di Jazz Italiano” con

Venerdì 20 ottobre si comincerà già dalle ore 16 con la masterclass del pianista Danilo Rea presso l’Auditorium Monteverdi, per trasferirsi in serata al Teatro Bibiena (ore 21.00).

Per festeggiare al meglio i cento anni di jazz italiano infatti, il Chiozzini ha pensato ad un evento speciale, un viaggio nel tempo “a ritroso” che conduce dal futuro del nostro jazz, qui rappresentato dal giovane e talentuoso chitarrista Marcello Abate, al suo grande presente, incarnato dal pianista romano Danilo Rea, un maestro che Mantova Jazz ha il piacere di ospitare per la prima volta. A conclusione di questa festa del centenario, il contagioso ma rigorosissimo jazz tradizionale della Milano Hot Jazz Orchestra.

Con un pensiero dedicato a tutti i musicisti italo-americani, italiani e, perché no, mantovani (da Gorni Kramer a Gianni Bedori, fino ai protagonisti dello splendido momento attuale), che hanno contribuito a far grande la più imprevedibile delle avventure musicali del Novecento.
Il concerto inizierà alle ore 21.00 al Teatro Bibiena (apertura teatro 20.30) – prezzi dei biglietti da 15 a 25 euro.

Il festival proseguirà sabato 21 ottobre all’Arci Virgilio con un concerto inserito nell’ambito della Sezione Young sostenuta da SIAE Sillumina Bando 1 – Periferie Urbane “Mantova Jazz sezione YOUNG” : sul palco il progetto della compositrice romana Federica Michisanti dal titolo “Trioness” che si caratterizza per gli spiccati accenti melodici e le composizioni a firma della giovane contrabbassista. Con lei suoneranno Gianluca Vigliar al sax tenore e Simone Maggio al pianoforte – ore 21.30 ingresso gratuito con tessera Arci.

“Liriche”, prima registrazione delle liriche da camera di Niccolò Van Westerhout

liriche
liriche

Affinità e contrasti, parallelismi imprevisti e sorprendenti esplorazioni sonore, sono questi i peculiari tratti che caratterizzano il progetto “Scelsi Bach”, in uscita per l’etichetta pugliese Digressione Music, e firmato dalla sassofonista Isabella Fabbri e dal clarinettista Rocco Parisi, i quali hanno unito le forze per dar vita ad un album che mette in relazione le opere per strumento solo composte da Johann Sebastian Bach e Giacinto Scelsi, due figure emblematiche della storia della musica, che sebbene vissuti in epoche differenti sono legati da numerosi tratti comuni.

Una scrittura oscillante tra il monodico ed il polifonico che elabora stesse cellule motiviche in un linguaggio coerente, fluido ed essenziale dalla semplicità apparente. L’improvvisazione come punto di partenza del processo compositivo e come forza istintiva generatrice di strutture, celata da una scrittura finemente costruita e curata in ogni dettaglio. L’interesse quasi ossessivo per le figure geometriche ed i numeri, presenti in tutta la loro opera.

Lo spirituale come ispirazione prima della musica, la musica come riflesso del trascendente. Il suono alla base di tutto. Da questo punto di vista nasce “Scelsi Bach”, dove la musica di Bach e quella di Scelsi dialogano a distanza nel presente attraverso la voce di due strumenti a fiato, anch’essi simili tra loro.La volontà dei due interpreti è poi quella di far incontrare infine i due autori, in composizioni estemporanee dove i due linguaggi si fondono per creare qualcosa di inaspettatamente nuovo.

Curiosa l’idea di accostare due musicisti – Johann Sebastian Bach e Giacinto Scelsi –tanto lontani nel tempo, nello spazio, nella concezione del suono. Eppure, a ben guardare, siano essi per affinità o per contrasto, i parallelismi emergono plurimi. Per affinità, certamente, per quella propensione a toccare lo strumento, ad esplorarne le possibili e più recondite sonorità.

E ancora, per quella propensione all’improvvisazione che, seppur concepita in modo assai diverso, caratterizza entrambi. Non mancano i contrasti, primo fra tutti quel sistema temperato assiduamente frequentato da Bach e rifuggito da Scelsi interessato invece, un paio di secoli dopo, ad esplorare proprio quegli spazi intervallari racchiusi fra i tasti bianchi e neri del klavier bachiano.

Artisti di grande intelligenza artistica e sensibilità interpretativa – quali Isabella Fabbri e Rocco Parisi – hanno saputo cogliere tali e tante intersezioni per accompagnaci in un viaggio sonoro del tutto peculiare.

“Il Contrario dell’Amore” – L’Aura

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L’Aura ph Cosimo Buccolieri

Partirà venerdì 20 ottobre dalla Latteria Molloy di BRESCIA (ore 22.00 – Via Marziale Ducos, 2b) il tour di L’AURA, in cui l’artista presenterà dal vivo il suo nuovo disco di inediti “IL CONTRARIO DELL’AMORE” (Time Records).

Queste tutte le date live, organizzate da BMU Music Intersuoni:
20 ottobre – Latteria Molloy di BRESCIA
5 dicembre – Bravo Café di BOLOGNA
7 dicembre – Festival “Su la testa” di ALBENGA (SV)
21 dicembre – Sala Studio @ Auditorium Parco Della Musica di ROMA
26 gennaio – Modo Club di SALERNO

Il 29 ottobre, inoltre, L’Aura presenterà il suo disco e incontrerà il pubblico al Centro Commerciale Il Faro di Giacciano con Baruchella (RO).

Dopo sei anni di assenza, l’artista bresciana dall’inconfondibile voce sognante è pronta a pubblicare “Il contrario dell’amore”, un concept album ispirato alla musica degli anni ’60, ’70 e ’90, un vero e proprio viaggio attraverso le epoche più significative per la musica pop-rock.

«”Il Contrario dell’Amore” è un melodramma pop contemporaneo in tre atti – racconta L’AURA – un racconto fatto di tredici canzoni e tre racconti brevi che narrano le vite di tre personaggi: Mary Jane (come l’omonima canzone di Alanis Morissette, manifesto dell’Alt Rock al femminile anni ’90), Lucy (come la canzone-simbolo degli Anni ’60 “Lucy in The Sky With Diamonds” dei Beatles) e Lisa (da quello splendido ritratto Anni ’70 che è “Sad Lisa” di Cat Stevens).

Il contrario dell’amore cos’è? È “puro amore dietro una canzone d’odio”. Il concetto attorno al quale ruotano tutti i brani è proprio questo. Quel lato oscuro dell’amore di cui sono impregnati molti dei nostri rapporti umani. Quel “brutto” interiore che solo chi amiamo veramente è in grado di tirare fuori da noi.

È questo che mi ha affascinata tanto da elaborare un intero album. In molti tendono a vedere il lato luminoso delle cose. A me fa gola il lato ombra, quello che nessuno vuole vedere. Scrivere di ciò che si pensa, ma non si ha il coraggio di dire».

Questa la tracklist de “Il contrario dell’amore”: “Another bad rainy day”, “La Meccanica del cuore”, “I’m an alcoholic”, “Cose così”, “Il Pane e il vino”, “Unfair”, “L’Amore resta se c’è una fine”, “Quest’estate finirà”, “What makes you a man”, “Portami via” feat Gnu Quartet, “The Fear”, “The Bad side”, “Apologize”.

“Stranger at Home” nuovo album di Gaspare Bernardi

Gaspare Bernardi
Gaspare Bernardi

“Stranger at Home”, il nuovo album del musicista e scrittore modenese, in uscita il 13 ottobre e pubblicato da Egea Music, è un lavoro strumentale sospeso tra jazz, elettronica e world music, quarto disco di Bernardi e secondo in questo genere. Lo strumento protagonista è ancora una volta il Corno Francese, strumento con il quale l’autore iniziò a farsi conoscere, più di 30 anni fa, negli ambiti modenesi tra jazz e pop, con musicisti che iniziarono a stimarlo e a collaborare anche alle sue canzoni.

In questo lavoro sono ben presenti le influenze classiche del progressive degli anni ’70. Tornano le atmosfere di inusitati paesaggi sonori che abitano spazi interiori oltre che naturali, presenti anche nel precedente Cor’n Connexion (2012). Gaspare Bernardi suona il corno, che utilizza in forma naturale, digitale e con sordina. Come sempre le parti delle tastiere e del piano, gli arrangiamenti e le eventuali liriche sono eseguite e realizzate da lui stesso. Nelle 9 tracce dell’album, più una bonus track estratta dal brano che dà il titolo al lavoro, sono con lui vecchi e nuovi compagni di viaggio. Troviamo così Giamba Giorgi al basso, Ugo Moroni alla chitarra, Giuseppe Tortorelli alla batteria, Lele Leucci alle chitarre synth, Sarita e la giovane Giò Cozza, effetti e voce.

Ospiti eccezionali, a suggellare serietà e valore dell’opera (sorta di “concept album”) sono Markus Stockhausen alla tromba (artista di spessore internazionale figlio del grande genio del ‘900) e l’amico di sempre Achille Succi, prodigioso jazzista e improvvisatore al clarinetto basso. “Questo secondo album strumentale – sottolinea Bernardi – è parte di una ideale trilogia che vede questo strumento un poco inusuale come protagonista, e segna per me una sorta di ripartenza con l’intento di realizzare attorno a questo un nuovo progetto e nucleo musicale, con cui lavorare riprendendo un discorso là dove si era interrotto”.

Benché esclusivamente strumentale, “Stranger at Home”, come il precedente lavoro Cor’n Connexion, racchiude una vera e propria canzone che dà il titolo all’album, cantata assieme all’amica Sarita. Il brano rappresenta un passaggio cruciale del percorso di Bernardi: da un lato radici e legami profondissimi, dall’altro solchi e fratture poco conciliabili e una comunicazione da sempre difficile che, racchiusi sinteticamente nel titolo, trovano anche nei diversi brani spazi, profondità e orizzonti visti appunto da chi ora sta seduto come su alture lontane.
Di questa song Gaspare ha realizzato lui stesso il video, che uscirà con l’album e che lo vede girovagare tra le sue amate montagne.

Sicuramente in continuità con Cor’n Connexion, i motivi melodici in questo lavoro però si rendono più evidenti e riconoscibili, come il tessuto armonico sottostante, ma dove frammenti, brevi inserti, echi, dettagli che compongono sottili giochi d’incastri tra le melodie principali sono ancora presenti con intenzionale rilievo. Le dieci tracce si rifanno in parte a brani sperimentati nelle ultime sedute con il gruppo, ora sciolto, e per metà a nuove originali composizioni, come a segnare il termine di un’esperienza e l’inizio di una nuova fase. Interessanti, come nell’Arco Terrestre, le note scritte all’interno della confezione che approfondiscono i temi ispiratori.