Waterevolution Award On Tour

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Al via dal 20 gennaio il Waterevolution Award Tour, il tour dei film vincitori del Waterevolution Award, il primo premio dedicato al cinema che sa raccontare la sostenibilità.
I quattro film vincitori saranno protagonisti tra gennaio e marzo di un tour che li condurrà nei cinema, teatri e auditorium di alcuni comuni della Città Metropolitana di Milano, per una riflessione sulla sostenibilità nelle sue diverse declinazioni, tra cui il rispetto per l’ambiente, la parità e l’assenza di discriminazioni, la trasparenza e la sicurezza.

La prima tappa sarà Legnano, cui seguiranno, tra gennaio e marzo, Rozzano, Cinisello e Magenta.

La Waterevolution di Gruppo CAP ,gestore del servizio idrico integrato della Città Metropolitana di Milano, ha l’obiettivo di rivoluzionare la gestione dell’acqua per farne un driver di innovazione in grado di riscrivere la fisionomia dei territori e di orientare consumi e dinamiche ambientali sostenibili; un percorso che incrocia sostenibilità, innovazione, vicinanza ai cittadini e al territorio e attenzione per il lavoro e i lavoratori.

Da questa rivoluzione nasce il Waterevolution Award, premio creato insieme a due compagni di viaggio, uno storico come Milano Film Festival e uno più “giovane” come Lifegate: tra i film proiettati al Milano Film Festival lo scorso anno, sono state premiate quattro opere cinematografiche che più delle altre hanno saputo interpretare e rappresentare i temi della sostenibilità ambientale, i concetti di economia circolare e di green economy.

I due lungometraggi vincitori conducono dietro le quinte delle grandi produzioni industriali: “Machines” di Rahul Jain ci immerge nella brutalità di una delle industrie tessili più prolifiche al mondo, dove la disumanizzazione e l’assenza di dignità sul posto di lavoro è una realtà il cui silenzio si fa assordante; “To the Ends of the World” di David Lavallee, con la voce di Emma Thompson, si focalizza sul Canada e sul fracking e il drilling, due delle pratiche dell’industria dei combustibili fossili e delle risorse energetiche non rinnovabili. Il film chiama a testimoniare scienziati, autori e attivisti che spiegano le loro lotte per un mondo di cooperazione, giustizia sociale ed ecologia.

La giungla è invece scenario principe dei due cortometraggi vincitori, “Plantae” di Guilherme Gehr e “Swamp” di Juan Sebastiàn Mesa. Il primo, ambientato in un’Amazzonia duramente colpita dalla deforestazione, è una riflessione poetica sulla necessità dell’uomo di fermarsi davanti alle inderogabili regole imposte dalla terra; il secondo, presentato alla 77ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, racconta tra animismo e antiche credenze “emberà”, il dolore che l’uomo infligge alla terra.

Le date del Waterevolution Award ON TOUR:
20 GENNAIO – Legnano
24 GENNAIO – Rozzano
31 GENNAIO – Rozzano
9 FEBBRAIO – Cinisello Balsamo
10 FEBBRAIO – Cinisello Balsamo
21 FEBBRAIO – Rozzano

Pacifico al Festival di Sanremo, in gara in trio con Ornella Vanoni e Bungaro

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Gino De Crescenzo, in arte PACIFICO, sarà uno dei protagonisti della prossima edizione del Festival di Sanremo sia in veste di autore, firma tre dei brani in gara, sia sul palco dell’Ariston con l’inedito trio Vanoni-Bungaro-Pacifico, nato da un’idea di Mario Lavezzi.

In qualità di autore, Pacifico ha scritto per il duo Roby Facchinetti e Riccardo Fogli il testo del brano “Il segreto del tempo”, per Enzo Avitabile e Peppe Servillo è co-autore del testo de “Il coraggio di ogni giorno”, per il trio Vanoni-Bungaro-Pacifico, oltre a essere presente sul palco, è co-autore del testo “Imparare ad amarsi”.

«Ornella e Tony mi hanno chiesto di scrivere il testo di questa bella canzone – racconta Pacifico – Ho cercato parole d’amore e perseveranza, giuste per la musica e per quelle voci così emozionanti. Per Facchinetti Fogli ho scritto un dialogo tra due vecchi amici, che ancora dopo anni riescono a disperarsi e ad incoraggiarsi, a vivere in maniera appassionata.
Ho scritto insieme ad Enzo Avitabile il testo del brano, ed è venuta fuori una canzone sofferta e potente,
con dentro un’energia più forte di qualsiasi amarezza».

“La Merda” – Tour teatrale

credit Alex Waterhouse-Hayward
credit Alex Waterhouse-Hayward

L’opera tratta della condizione della donna tramite una bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio, di aprirsi un varco nella società delle Cosce e delle Libertà.

L’interprete, nuda, sotto una luce stretta e fredda, sta su un piedistallo, tiene il microfono tra le mani, mugugna l’inno nazionale e poi dà sfogo al proprio flusso interiore. Insegue il suo obiettivo con seriosa ferocia da belva e lucida determinazione assassina. Spesso emergono dalla partitura letteraria delle maschere vocali o personaggi che prendono possesso della sua voce.

Si tratta dell’opera di Cristian Ceresoli con Silvia Gallerano che ha scioccato e meravigliato il pubblico e la critica al Fringe Festival di Edimburgo nel 2012 e che torna a grande richiesta in tour. Giunta al suo sesto anno di tour, La Merda ha sconvolto e conquistato il pubblico e la critica vincendo, tra gli altri, il Fringe First Award for Writing Excellence per la scrittura assegnato a Cristian Ceresoli (primo autore italiano a ricevere questo premio), il The Stage Award for Acting Excellence per l’interpretazione a Silvia Gallerano (prima attrice italiana a ottenere questo riconoscimento) e l’Arches Brick Award for Emerging Art.

La protagonista Silvia Gallerano (definita «una assoluta scoperta per il cinema» secondo Marco Giusti a Stracult) è Betta in “Riccardo va all’inferno” di Roberta Torre, mentre lavora in altri film in uscita nelle sale: Ride di Valerio Mastandrea e Nome di donna di Marco Tullio Giordana. In passato ha lavorato con Silvio Soldini, Marina Spada e Laura Morante.

TOUR:
27 > 28 Gennaio 2018 – BRUXELLES, BELGIUM / KVS – LA MERDA IN ENGLISH
1 > 2 Febbraio 2018 – MILAN, ITALY / Teatro Leonardo – LA MERDA
13 Marzo 2018 – GORIZIA, ITALY / Teatro Verdi – LA MERDA
22 > 23 Marzo – ROMA, ITALY / Auditorium Parco della Musica – LA MERDA
4 > 5 Maggio – FIRENZE, ITALY / Teatro di Rifredi – LA MERDA

Lo show elettro-acustico di Daniele Tenca allo Spazio Teatro89

daniele tenca
daniele tenca

Sarà un “electro-acoustic solo show” il concerto di Daniele Tenca in programma sabato 3 febbraio (ore 21.30; ingresso 10-13 euro) allo Spazio Teatro 89 di Milano. L’appuntamento rientra nel calendario della collaudata rassegna “Milano Blues 89”, organizzata da diversi anni dall’auditorium polifunzionale di via Fratelli Zoia 89.

Sulla scena dal 2010, il milanese Daniele Tenca è uno dei più interessanti esponenti del panorama italiano e la sua musica è un giusto crossover tra il blues, il rock e la canzone d’autore. Il suo modo di cantare percorre la via dell’America rurale, del blues, dei blue-collar e dei suoi folksingers.

Fino a oggi Daniele ha pubblicato quattro cd (l’ultimo, “Love is the Only Law”, con Guy Davis, in nomination ai Grammy Awards 2017 per il miglior album di blues tradizionale), con i quali ha raccolto gli apprezzamenti della critica e si è guadagnato l’affetto di un pubblico che ne apprezza il calore dei live e la sincerità nell’affrontare, senza retorica, tematiche sociali (come la precarietà, il lavoro nero, le morti bianche e le discriminazioni) in cui chiunque può identificarsi.

Così il bluesman milanese presenta il concerto del 3 febbraio allo Spazio Teatro 89: «Questa volta è come se vi invitassi a casa mia, sul mio divano, ad ascoltare le canzoni “da vicino”. Non avendo un divano così grande, lo faccio a teatro. Niente band, sul palco ci sarò soltanto io con le mie chitarre, acustiche ed elettriche, tamburello, stompbox, perché un po’ di baldoria va comunque fatta, armonica e voce.

E le mie canzoni, arrangiate per farle ascoltare nella maniera più sincera e coinvolgente possibile. Sarà un concerto intimo e solo in qualche brano mi verranno in soccorso il violino di Chiara Giacobbe e la tromba di Max Paganin».
Nei tour a supporto dei dischi pubblicati, Daniele Tenca e il suo gruppo (Blues for the Working Class Band) hanno suonato in alcuni tra i migliori festival blues insieme ad artisti di fama mondiale quali Jesse Malin, Kyla Brox, Roland Tchakountè, Treves Blues Band, Guy Davis, Otis Taylor, Roy Rogers, Johnny Winter, Ana Popovic e Robben Ford.

Daniele Tenca si è, inoltre, esibito più volte negli Stati Uniti, da Memphis a New York. Ad Asbury Park è salito sul palco con Bruce Springsteen ed altri musicisti di levatura internazionale (tra cui Willie Nile, James Maddock, Garland Jeffreys, Guy Davis e Joe Grushecky).

“Fratelli traditi”

fratelli traditi - libro
fratelli traditi – libro

Dal 2011 a oggi l’Europa e l’Occidente hanno assistito inerti e indifferenti al dramma dei cristiani di Siria, perseguitati dall’Isis e dalle altre formazioni jihadiste. Il tradimento inizia con la miope illusione della Primavera Araba, descritta e raccontata come un insieme di rivolte democratiche e liberali.

Dietro quelle sollevazioni si nasconde l’ascesa dei Fratelli Musulmani e delle altre forze islamiste a capo dell’insurrezione contro il regime di Bashar al-Assad. Così quell’insurrezione – appoggiata dall’America di Barack Obama e da gran parte delle nazioni europee, Italia compresa, – si trasforma ben presto nel tentativo di consegnare il Paese al fondamentalismo.

I cristiani di Siria, come testimonia questo libro, sono i primi a denunciarlo, i primi a raccontare le nefandezze e i massacri compiuti da queste formazioni. Ma non vengono né ascoltati, né creduti. Nella narrazione – condivisa da gran parte dei governi occidentali e rilanciata dai media generalisti – i nostri “fratelli nella fede” diventano semplicemente i complici e i sostenitori del regime del dittatore Assad.

Prigioniero di questa grande mistificazione, l’Occidente assiste senza muovere un dito alla persecuzione dei cristiani da Homs ad Aleppo, da Raqqa alla periferia di Damasco, dove ininterrottamente da tremila anni si parla anche l’aramaico, la lingua di Gesù. Intrecciando l’analisi degli eventi con le voci raccolte nei numerosi reportage realizzati dal 2012 a oggi, Gian Micalessin ci racconta il conflitto siriano dal punto di vista dei cristiani.

Ma ci spiega anche come il sostegno e gli appoggi garantiti ai gruppi jihadisti nella speranza di spazzare via il regime di Bashar al-Assad abbiano permesso la nascita dell’Isis e facilitato gli attentati che hanno colpito il cuore dell’Europa. Perché tradendo i cristiani di Siria abbiamo, alla fine, tradito noi stessi.

«Dobbiamo dirlo con chiarezza, e vergognarci di noi stessi, perché noi europei non abbiamo mai pensato ai milioni di cristiani della Siria, dell’Iraq, dell’Egitto o dell’Etiopia come ai nostri padri, come ai nostri antenati spirituali, non abbiamo mai visto in loro le radici storiche e culturali della civiltà cristiana, un mondo prezioso di cui essere orgogliosi e da difendere.»
Dall’Introduzione di Francesco Alberoni

L’AUTORE
Gian Micalessin, giornalista, inviato di guerra, autore di reportage e documentari, docente al Master di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano, scrive per Il Giornale e collabora con numerose testate televisive in Italia e all’estero. Ha seguito più di trenta conflitti dall’Africa al Sudest Asiatico, dal Medio Oriente alla ex Jugoslavia e dal 2012 è stato numerose volte in Siria. È anche autore di Afghanistan solo andata. Storie dei soldati italiani caduti nel Paese degli aquiloni (Cairo, 2012).