Milano – News Atm: Bus privato contro tram

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Secondo le prime ricostruzioni e testimonianze sull’incidente di questo pomeriggio all’incrocio di via Farini con viale Stelvio, un bus privato ha attraversato con semaforo rosso l’incrocio e, dopo aver superato con manovra vietata dal codice stradale alcuni mezzi pubblici e privati, ha speronato un tram della linea 4 diretto a Parco Nord, facendolo inevitabilmente deragliare dai binari. Alcuni feriti a bordo,  già soccorsi dal 118.

Attività produttive a Milano

Milano
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ATTIVITÀ PRODUTTIVE. MILANO PRIMA IN ITALIA A PRESENTARE LE AZIONI PER LO SVILUPPO DELLA MANIFATTURA DIGITALE IN CITTÀ

Milano, 13 aprile 2017 – A Milano il digitale incontra la produzione manifatturiera per generare lavoro e sviluppare nuove economie urbane in periferia. Questa mattina sono state infatti presentate le linee di indirizzo dell’Amministrazione comunale per lo sviluppo della manifattura 4.0, con cui Milano ha messo in atto, prima in Italia, le linee programmatiche presentate dal Governo a settembre per lo sviluppo del Paese.

Il provvedimento si pone l’obiettivo di rendere Milano un ‘laboratorio delle traiettorie di sviluppo del Paese’, volto a creare sul territorio un ecosistema favorevole all’insediamento, alla crescita e allo sviluppo di imprese e start-up attive nel campo della manifattura digitale e del nuovo artigianato 4.0. Una quarta rivoluzione industriale caratterizzata da una progettazione e consumo di vicinato con un basso impatto ambientale e una produzione sempre più custom-made, grazie all’impiego di nuove tecnologie quali stampanti 3D, realtà aumentata, internet delle cose, che si uniscono e così amplificano la competenza e maestria artigianale.

Le linee guida

Sei le aree di intervento previste per far crescere la nuova manifattura digitale a Milano:

– studio e ricerca, con attività di monitoraggio dei fenomeni in corso sul territorio cittadino, per valutare le possibilità di insediamento e sviluppo nelle aree periferiche;

– azioni di comunicazione volte a sensibilizzare gli attori economici e sociali verso le opportunità e i contenuti offerti dalla nuova manifattura 4.0, anche attraverso la creazione di un brand distintivo del programma, di una piattaforma on line dedicata, di eventi e iniziative per favorire l’incontro tra ‘nuovi’ artigiani e organizzazioni;

– sviluppare laboratori e servizi territoriali dedicati alla nuova manifattura, come fablab, makerspace, hub di comunità, luoghi di promozione, esposizione e diffusione culturale, servizi di incubazione e accelerazione dedicati alle piccole e medie imprese e alle start-up innovative;

– recuperare spazi della città, pubblici e privati in aree specifiche (periferie) e attualmente non utilizzati, da adibire all’insediamento della manifattura digitale;

– investimenti e sostegno economico da parte dell’Amministrazione per gli spazi dismessi, per i quali sono già stati iscritti a bilancio 10 milioni di euro, per mobilitare e incentivare investimenti privati;

– formazione attraverso la creazione di percorsi ad hoc in grado di generare nuove competenze informatiche, tecniche e scientifiche richieste ai nuovi artigiani, grazie alla collaborazione di istituti come Afol, Miur e Mi Generation Lab del Comune di Milano.

Il metodo

Per attuare le sei linee di intervento l’Amministrazione seguirà tre indicazioni di metodo:

– un approccio sartoriale per creare un modello Milano di sostegno alla diffusione della manifattura digitale in città, favorendo il dialogo con altre realtà internazionali come Londra, Parigi, Barcellona e New York, ma mantenendo una profonda identità milanese;

– una pianificazione agile attraverso sperimentazioni ‘leggere’ che, partendo dalla definizione di obiettivi e indicatori e dalla realizzazione di azioni test, consentano la raccolta tempestiva di elementi di valutazione per una progressiva calibrazione, adattando strumenti e modalità di intervento;

– una gestione aperta e partecipata del fenomeno della manifattura digitale in città, attraverso il coinvolgimento di attori sia pubblici che privati e di tutta la filiera istituzionale (Municipi, Città metropolitane, Governo) che porterà alla costituzione di un advisory board composto dai rappresentanti degli attori economici e sociali più rilevanti.

La definizione di queste linee di indirizzo è il frutto di un percorso di coinvolgimento e ascolto dei principali stakeholders metropolitani che operano a diverso titolo sul tema della nuova manifattura. Il percorso ha visto la partecipazione di oltre 50 tra operatori, esperti, responsabili di università ed enti formativi e rappresentanti delle parti sociali.

Castello Sforzesco: Riapre al pubblico il Museo d’Arte di decorativa

Arti decorative
Arti decorative

A pochi giorni dalla chiusura della Design Week, riapre a Milano, dopo tre anni di studi e ricerche e un anno di lavori, grazie al generoso contributo della Fondazione Cariplo, il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco, completamente rinnovato nell’allestimento e nella scelta delle opere esposte.

Il Museo delle Arti Decorative, unico in Italia per quantità e varietà delle collezioni e tra i più importanti in Europa nel suo genere, espone oltre 1.300 oggetti di “design ante litteram”, ossia oggetti d’arte in avorio, metallo, vetro, ceramica, tessuto, dall’Alto Medioevo all’Età Contemporanea, che raccontano la creatività applicata all’utensile nella vita quotidiana delle classi agiate, dando ragione delle scelte estetiche dei più importanti centri artistici italiani, europei e mondiali.

Il nuovo allestimento sottolinea non soltanto le qualità artistiche delle opere in mostra, valorizzate una ad una, ma anche la loro destinazione d’uso, attraverso un racconto della storia sociale e del costume. Si sono mantenute le vetrine esistenti, disegnate dallo studio BBPR nel 1963, ed è stato applicato un restyling illuminotecnico con luci a led. Il percorso, dall’essere suddiviso per tipologia di oggetti (avori, ceramiche, ecc.), diventa ora un percorso culturale che documenta uno spaccato della nostra storia.

PERCORSO ESPOSITIVO
Sala 28 – Ceramiche d’uso
La sala raccoglie alcune opere emerse dagli scavi della città di Milano nell’Ottocento. La seconda metà del XIX secolo, quella in cui avviene anche la fondazione del museo, è segnata dall’interesse per la storia milanese. Gli sventramenti di interi quartieri, determinati dal rinnovo edilizio, portano alla luce le vestigia del passato e i collezionisti recuperano da scavi e sterri materiali d’uso del passato, in particolare frammenti di ceramica. Questi vengono poi riadattati dai collezionisti, che li tagliano per evidenziare le parti decorative più interessanti, collegati anche alla storia dinastica della città.

Sala 29 – Oggetti d’uso
Questa sezione raccoglie una serie di oggetti il cui valore d’uso è prevalente, si tratta di oggetti storici realizzati con materiali non particolarmente ricchi ma di uso comune e ancora oggi attuali. Trovano qui posto una serie di materiali per misurare, per giocare, per scrivere. Spiccano la raccolta di vetri muranesi e boemi, tra XVI e XVIII secolo, e il rarissimo compasso di Galileo, fatto realizzare a corredo del trattato da lui composto a Padova su questo strumento (ne esistono ad oggi solo 3/4 esemplari in tutto il mondo).

Sala 30 – Maioliche e porcellane
Nel lungo corridoio della sala trovano posto i capolavori: la collezione Sambonet, acquisita dalla Regione Lombardia e depositata al Castello dal 2003, che presenta modelli di posate realizzate nelle fogge e nei materiali più diversi, dal Medioevo al design novecentesco; gli smalti e le maioliche del Cinquecento; le maioliche da parata del Seicento; le maioliche del Settecento lombardo provenienti dalle botteghe di Clerici e Rubati (Milano) e da Lodi; le porcellane, collezionate maniacalmente durante tutto il Settecento dopo la “scoperta” di questo nuovo materiale a Meissen, in Germania, nel 1707.

Sala 30 bis – Il Mediterraneo
In questo spazio, insieme ai conservatori del Mudec, è stato progettato un allestimento che mette in mostra opere prodotte sulle sponde del Mediterraneo tra IV e XVI secolo, in una situazione di scambio continuo tra Oriente e Occidente: trovano qui posto gli avori alessandrini, i tessuti copti e bizantini, le ceramiche mediorientali, ispaniche e siciliane. Vengono esposti per la prima volta alcuni dei tessuti medievali della collezione, e i tessuti siciliani prodotti per la corte normanna nel XII secolo.

Sala 31 – Il Novecento
Gli acquisti effettuati dal Comune presso le Biennali e le Triennali delle arti negli anni Venti e Trenta permettono al museo di avere una ricca collezione di ceramiche, vetri e oreficerie di quell’epoca. Tra i vari nuclei, si segnala quello di porcellane e maioliche di Gio Ponti e le oreficerie di Alfredo Ravasco; spicca il fantasioso granchio di Mengaroni; non mancano opere di Arturo Martini e dei più celebri artisti muranesi.

Sala 32 – Il gabinetto del collezionista
Questa sezione presenta una vasta serie di oggetti di piccole dimensioni, considerati opere d’arte rare e preziose e per questo collezionati, realizzati non con uno scopo funzionale, ma per riprodurre, o solo riecheggiare, la statuaria monumentale.

Sala Castellana
Trova qui posto la collezione di vetri Bellini Pezzoli, 50 opere in vetro realizzate da artisti provenienti da tutto il mondo e databili tra il 1950 e il 2015, raccolte dal collezionista Sandro Pezzoli e concesse in deposito al museo. La collezione permette un significativo aggiornamento del museo sulla contemporaneità, offrendo la più vasta rassegna del vetro contemporaneo attualmente visibile in Italia, con opere, tra gli altri, di Enrico Baj, Mario Bellini, Fulvio Bianconi, Dale Chihuly, Gianfranco Frattini, Joan Crous, Silvia Levenson, Roberto Sambonet, Lino Tagliapietra, Toni Zuccheri.

ORARIO: da martedì a domenica – ore 9_17.30 (chiuso il lunedì)
BIGLIETTO: Ingresso con biglietto del museo (€ 5 intero, € 3 ridotto)

INFORMAZIONI AL PUBBLICO
InfoPoint Castello Sforzesco 02.88463700
Segreteria Raccolte artistiche 02.88463731

Thomas Hampson

Baritono
Baritono

Giovedì 13 aprile 2017 ~ ore 20

Baritono

THOMAS HAMPSON

Pianoforte

WOLFRAM RIEGER

Robert Schumann

20 Lieder und Gesänge op. 29

(prima stesura di Dichterliebe op. 48)

Gustav Mahler

Lieder eines fahrenden Gesellen

Rückert-Lieder

Prezzi: da 5,50 a 35 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

COMUNICATO STAMPA

È il baritono americano Thomas Hampson il protagonista del prossimo recital di canto al Teatro

alla Scala, giovedì 13 aprile. Accompagnato dal pianista tedesco Wolfram Rieger, proporrà nella

prima parte del concerto il ciclo 20 Lieder und Gesänge op. 29 (prima stesura di Dichterliebe op.

48) di Robert Schumann su versi di Heinrich Heine e nella seconda parte i Lieder eines fahrenden

Gesellen e i Rückert-Lieder di Gustav Mahler.

Da quasi trent’anni Thomas Hampson è regolarmente presente nelle stagioni concertistiche della

Scala: dal primo recital dell’aprile 1989 al concerto con la Filarmonica diretta da Christoph von

Dohnányi nell’aprile 2015 con i Kindertotenlieder di Mahler.

C’è grande attesa per il debutto operistico di Thomas Hampson alla Scala: dal 6 maggio al 6 giugno

sarà protagonista del Don Giovanni di Mozart, con la direzione di Paavo Järvi e la regia di Robert

Carsen. Si tratta di uno dei cavalli di battaglia di questo artista versatile, il cui repertorio

comprende, oltre a diversi titoli mozartiani e verdiani, opere di Monteverdi, Rossini, Schubert,

Donizetti, Bellini, Wagner, Gounod, Johann Strauss, Leoncavallo, Puccini, Richard Strauss,

Bernstein.

Oltre che stimato interprete, Thomas Hampson è un musicista tra i più innovativi del nostro tempo.

Ha ricevuto molti riconoscimenti per la sua arte e per il suo impegno culturale. Membro della

American Academy of Arts and Sciences e della Royal Academy of Music di Londra, è stato

nominato dalla Library of Congress consulente speciale per lo studio e l’esecuzione della musica in

America e nel 2013 è stato incluso nella “Gramophone Hall of Fame”. Ha vinto numerosi premi, tra

cui quattro Echo Klassik, l’Erwin Piscator Award di New York, il premio internazionale

Mendelssohn di Lipsia e il Premio del Concertgebouw di Amsterdam.

È professore onorario presso la facoltà di Filosofia dell’Università di Heidelberg e detiene diversi

dottorati onorari, conferitigli, tra l’altro, dalla Manhattan School of Music, dal New England

Conservatory e dal San Francisco Conservatory. È Kammersänger della Staatsoper di Vienna e

Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica francese; inoltre è stato insignito

dell’Ordine al Merito della Città di Salisburgo e della Croce d’onore per le Scienze e per le Arti

della Repubblica austriaca. Ha al suo attivo una vasta discografia che comprende oltre 170 CD, che

gli sono valsi tra l’altro un Grammy Award, cinque Edison Awards e un Grand Prix du Disque.

In aggiunta alla sua straordinaria carriera di interprete e ‘ambasciatore del canto’, Hampson

persegue attivamente interessi di ampio respiro nei campi della ricerca, della didattica, della

diffusione della musica e della tecnologia. I suoi programmi e le sue incisioni, studiati e strutturati

con attenta cura e grande creatività, esplorano il ricco repertorio del canto attraverso diversi stili,

lingue e periodi. Nel 2003 ha fondato la Hampsong Foundation, per promuovere il dialogo e la

comprensione interculturali grazie all’arte del canto.

PROSSIMI RECITAL DI CANTO 2016~2017

5 giugno 2017

René Pape, basso

Camillo Radicke, pianoforte

Musiche di Schubert, Schumann e Wolf

1 ottobre 2017

Daniela Barcellona, mezzosoprano

Alessandro Vitiello, pianoforte

Musiche di Schumann, Brahms, Gounod e Rossini