Comin’ Jazz, festival

Yo-Yo Ma e I musicisti della Via della Seta
Yo-Yo Ma e I musicisti della Via della Seta

Un’eccezionale settimana di musica travolge Como con il Comin’ Jazz, festival della musica jazz. La manifestazione alla sua prima edizione coinvolge l’intera città da giovedì 9 a mercoledì 15 marzo con un ricco programma di eventi, concerti,marching band,rivolto ad appassionati del genere e a neofiti, oltre a iniziative dedicate alle scuole.

“L’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, in collaborazione con Teatro Sociale, Nerolidio Music Factory, Nota su Nota, Music For Green e Jazz Club di Como, ha ideato Comin’ Jazz con lo scopo di rilanciare la vocazione musicale della città, valorizzare i talenti locali e portare a Como musicisti di fama internazionale, all’interno di un contesto dinamico e creativo come quello di un Festival” dichiara l’Assessore Luigi Cavadini.

Gli eventi in calendario offrono un’entusiasmante varietà di approcci e di interpretazioni di questa forma musicale.

La rassegna apre giovedì 9 marzo al Teatro Sociale con i Gavino Murgia Megalitico Quartetin un concerto che mescola e sintetizza con originalità il jazz di tradizione, la musica etnica e i ritmi del Mediterraneo.

Nei giorni seguenti animano il festival numerosi eventi: i ritmi coinvolgenti e dinamicidello Tsunami Trio travolgono con uno swing d’eccezione; la All Stars Dixieland Marching Band composta in gran parte dai musicisti del festival attraversale vie della città con sonorità vivaci; l’originale progetto Disney Jazz song con i Blue Vibepresentato da Alceste Ayroldi offre un repertorio personalizzato delle colonne sonore dei cartoni animati di Walt Disney con rimandi ai capolavori della musica afroamericana.

L’evento Il Canto del Ritmo affascina per la versatilità e creatività dei musicisti coinvolti, mentre La rivoluzione di un incontro propone una reinterpretazione improvvisata e libera di pezzi del trombettista Miles Davis e del pianista Bill Evans il cui incontro storico risale agli anni ‘50/’60.

Incluso nella rassegna I lunedì del cinema viene proiettato il film “Yo-Yo Ma e i musicisti della via della seta” che mostra attraverso le vicende vissute dai 50 componenti del gruppo internazionale Silk Road Ensemble – strumentisti e cantanti, compositori e arrangiatori – come la musica abbia la capacità di oltrepassare i confini geografici e di unire diversi continenti e culture.

Sono presenti inoltre esibizioni di percussionisti d’eccezione, come quella dei Percussion Staffche con i suoni di pelli, legni, metalli e strumenti consueti e inconsueti crea uno spettacolo che si avvicina all’happening in cui anche i corpi in movimento diventano un elemento imprescindibile.

Di particolare interesse è la presentazione del nuovo album “Pixel”, caratterizzato da influenze rock, jazz e fusion, dei Marco Bianchi Lemon Quartettin cui il vibrafonista Marco Bianchi per la prima volta si presenta come compositore, arrangiatore e produttore.

Importante è la proposta didattica dal titolo “La storia del jazz” che ripercorre le tappe salienti del jazz, dalle lotte dei neri d’America per l’emancipazione agli anni indimenticabili legati alle città di New Orleans, Chicago, New York, fino al free jazz, al jazz rock e alla fusion.

L’odierna prima edizione del Festival, coincide con il centenario della pubblicazione del primo disco jazz, LiveryStable Blues dell’Original Dixieland Jass Band, di Nick La Rocca, figlio di un immigrato italiano in Louisiana. Questa data simboleggia la nascita del jazz, genere musicale che già si poteva sentire qualche anno prima nei quartieri neri di New Orleans.

Comin’ Jazz nasce con la partnership del Festival di Cultura e Musica Jazz di Chiasso che si svolgerà dal 16 al 18 marzo 2017 e che quest’anno festeggia i suoi vent’anni.

In occasione del Festival il Comune di Como ha organizzato e promosso Aperitivi in Jazz, eventi collaterali nei locali della città.

Simona Molinari Loving Ella

Loving Ella simona_molinari
Loving Ella simona_molinari

“Loving Ella” è uno progetto che Simona Molinari ha voluto regalare a se stessa, prima ancora che al pubblico.

La regina del jazz è sicuramente l’artista che ha più influenzato gli studi e la formazione di questa cantautrice, capace di spaziare con disinvoltura tra i generi, ma da sempre legata, a doppio filo, al mondo del jazz.

Lo spettacolo che Simona Molinari porta lunedì 20 febbraio al Teatro Puccini di Firenze  non è il “solito” tributo. Piuttosto un viaggio narrativo in cui le canzoni che hanno caratterizzato la carriera di Ella Fitzgerald si intrecciano ad aneddoti e storie della sua vita: gli inizi, gli amori, le passioni, la malattia.

Un live alla scoperta del mondo interiore ed esteriore di quella che veniva definita la “First Lady of Song”. All’interno del concerto Simona inserisce anche alcuni dei suoi brani più significativi, rivelando quanto la musica di Ella abbia contribuito al suo odierno amore per lo swing e per il jazz.

Con “Loving Ella Fitzgerald” Simona Molinari si conferma astro del jazz, della bossa nova e della musica leggera al femminile, una grande voce capace di interpretare un mondo musicale vasto e colto, affrontato però in modo fresco e leggero.

“Ho inzuppato le mani in tutti i vinili più belli di Ella, mi sono imbattuta in Duke Ellington, Ghershwin, Jobim, Cole Porter e ho scelto le cose che mi hanno colpito di più e quelle che mi hanno toccato il cuore”.

Info spettacolo
Teatro Puccini – via delle Cascine, 41 – Firenze
Info tel. 055.362067 – 055.667566 – 055.240397
www.teatropuccini.it – www.bitconcerti.it – www.eventimusicpool.it – #molinarifi17
Organizzazione: Prg Firenze www.prgfirenze.it e Music Pool www.eventimusicpool.it

Biglietti (esclusi diritti di prevendita)
Primo settore 25 euro
Secondo settore 20 euro

Prevendite
Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it (tel 055 210804)
Boxol www.boxol.it (tel. 055 210804)
Ticket One www.ticketone.it (tel. 892 101)

Sconti e riduzioni
I bambini sotto i 4 anni entrano gratuitamente accompagnati da un adulto, in numero di un bambino/a per ogni adulto, ma non hanno diritto a occupare un posto a sedere.

Portatori di handicap
Possono acquistare un biglietto specifico al prezzo più basso previsto per l’evento ed entrare con un accompagnatore (a cui viene concesso un ingresso gratuito). I biglietti sono reperibili esclusivamente attraverso i punti vendita del Circuito Box Office Toscana o telefonicamente allo 055210804 (pagando con carta di credito). Per accedere a una sistemazione consona, si sconsiglia l’acquisto di un biglietto generico.

Jazz al Piccolo: Borderline

borderline
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Lunedì 30 gennaio, ore 21, presso il Piccolo Teatro Studio Melato, torna protagonista Jazz al Piccolo – Orchestra Senza Confini, organizzato dall’Associazione Culturale Musica Oggi  in collaborazione con il Piccolo Teatro – Teatro d’Europa.

Borderline indica una linea di confine, un territorio che sta tra due mondi diversi che si incontrano nel segno del jazz, in questo caso quello dello J.W. Orchestra di Marco Gotti, che Orchestra Senza Confini ospita al posto della band di casa, la Civica Jazz band di Enrico Intra. Attiva sin dagli anni novanta, l’orchestra diretta dal compositore, arrangiatore e polistrumentista Marco Gotti ha realizzato progetti dedicati all’arrangiamento jazzistico di classici della musica euro colta, di Morricone, dei Beatles e altri progetti particolari eseguiti da una band che, oltre al leader, ha come solisti principali figure di rilievo della scena nazionale quali Sergio Orlandi, Giancarlo Porro, Stefano Bertoli, Francesco Chebat.

Il programma della serata è, nella sua ricchezza e varietà, davvero unico nel suo genere. Presenta, in primo luogo, pagine di Mahler e Mussorgsky di straordinaria pregnanza, oggetto di produzioni degli ultimi anni basate su arrangiamenti di Marco Gotti (come del resto tutti i brani in repertorio).

Poi, c’è una rilettura di due brani di Ennio Morricone tratti da celeberrimi film, quindi l’esecuzione di quello che è stato il primo jazzista Borderline italiano: Giorgio Gaslini, con un pezzo dedicato al grande compositore jazz di New Orleans Jelly Roll Morton, di cui verrà eseguito anche lo pseudo ragtime Freakish.

Del clarinettista, compositore e direttore d’orchestra classico Giuseppe Garbarino viene eseguita la prima parte di un concerto scritto appositamente per la J.W. Orchestra e ispirato dallo stile di scrittura delle orchestre anni cinquanta, in particolare quella di Stan Kenton.

Infine, ci sono due arrangiamenti di improvvisazioni pianistiche di Enrico Intra contenute nel volume Audiotattile del pianista e compositore milanese, altro jazzista autenticamente Borderline sin dalla fine degli anni cinquanta.

Un concerto per un pubblico curioso, che non ama il risaputo, ma segue con interesse la dimensione contemporanea del jazz.

Ingresso: 16 euro

Concerto Gospel al Teatro di Cagli

D_WHITLEY_MOSAIC_SOUND-
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Al Teatro di Cagli il primo concerto della XIX edizione della Rassegna Gospel curata da Fano Jazz Network.
Venerdì 16 dicembre 2016, ore 21.00 in scena uno dei gruppi statunitensi più apprezzati: Danton Whitley and Mosaic Sound da Aberdeen in Maryland.

Danton Derelle Whitley è nato ad Aberdeen in Maryland, ed è spesso considerato un pioniere della sua arte. Fin da piccoloDantonsi è distinto per il talento musicale. Nel 2010 si diploma in Canto alla Morgan State University e in breve diventa direttore del coro presso la Church Of God In Christ (COGIC) con uno stile fuori dal comune einterpretando con passione i messaggi di Dio.

Oggi Whitleyè Ministro della musica presso il RefugeTemple COGIC di Aberdeen. É anche direttore del Coro Nazionale per la prima giurisdizione del COGIC nel Maryland e direttore del coro nellaChiesa Battista Meridionale della contea di Harford.

É un cantante eccellente, scrittore, compositore, musicista, predicatore e maestro gospel. Doti che combinandosi con lo stile vocale e le abilità del gruppo Mosaic Sound, hanno dato vita a un coro dalla forza straordinaria.

L’incontro tra Danton Whitleye iMosaic Sound avviene nel 2006, e il gruppo si presenta  nel mondo della musica gospel come una ventata di freschezza, con un messaggio di libertà e speranza. Prendono ispirazione e nome dall’arte del mosaico e dalle sacre scritture, il loro obiettivo è condividere la parola di Gesù con la musica e il canto.

Il loro sound è ispirato dall’opera, dal jazz, dal gospel contemporaneo,dalla musica classica e cristiana.Grazie al loro talento e al loro sound accattivante hanno ottenuto il premio “Dee DeeShowellLegacy” come miglior gruppo.

Nel gennaio del 2012 hanno pubblicato il loro primo singolo”It’sSettled”, un’anticipazione dell’acclamato CD uscito nella primavera del 2013. L’album è stato prodotto da TyraeBrown di “Brownsville Music” e tutte le canzoni sono state scritte e prodotte da Whitley.

Dopo il concerto di Cagli, DantonWhitley&Mosaic Sound saranno il 23 dicembre al Teatro della Fortuna di Fano.

DantonWhitley&Mosaic Sound

DantonWhitley: direttore – Taylor Milton: soprano – CandacePotts: soprano – AleahParris: contralto – Lauren Higgins: contralto – Charles Johnson: tenore – Stephen Rogers: tastiera.

Platea e Palchi: intero 15,00 € – ridotto 12,00 – Loggione: intero 10,00 € – ridotto 8,00

[riduzione per possessori Marche Jazz Card e under 25. Gli over 65 e i ragazzi fino a 8 anni non pagano]

Biglietti online su www.liveticket.it

Massimo Ranieri: “Il Jazz mi ha ammaliato”

Massimo Ranieri
Massimo Ranieri

Innamorarsi del jazz a 65 anni è possibile. Una “malìa” lenta e, probabilmente, inattesa quella tra Massimo Ranieri e la musica afro-americana.

Nello sguardo luminoso del cantante napoletano, ospite giorno 5 dicembre del Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce,  è palese la gioia per aver intrapreso una nuova avventura che condivide con un quintetto d’eccezione, una formazione stellare che riunisce il gotha della musica jazz del nostro paese: Enrico Rava alla tromba, Stefano Di Battista ai sassofoni, Rita Marcotulli al pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria.

Appena un anno fa, tra lo scetticismo di molti, hai pubblicato “Malìa”, del quale oggi esce il secondo “capitolo”. Come hai affrontato questo progetto?

«Senz’altro con grande entusiasmo. Ero molto eccitato dall’idea di un lavoro nuovo e diverso da tutto ciò che avevo fatto fino ad allora. Ero consapevole che con esso si sarebbe aperta una nuova strada, che mi avrebbe portato nella Napoli degli anni Cinquanta. Un periodo in cui nella mia città l’influenza degli americani, giunti alla fine della guerra ebbe un peso notevole nella cultura musicale della mia città».

Qual è stata la sensazione vissuta con l’approccio di un genere musicale a te sconosciuto?

«E’ stato come scoprire un mondo nuovo, a me completamente sconosciuto. Non posso nascondere che nei miei ascolti giovanili ci sono stati grandi artisti jazz come Miles Davis e John Coltrane, ma non riuscivo a “entrare”. Oggi, però, li ho riscoperti e ho compreso con maggiore convinzione la loro arte».

 Hai accennato alle canzoni di una Napoli diversa e lontana alla quale restituisci una attualità impensata.

«Quelle scelte nei due album non sono semplici canzoni ma autentiche perle. Il desiderio comune mio e di Mauro Pagani è stato quello di dare loro un’impronta diversa, che fosse qualcosa di nuovo rispetto al mio modo di cantare. Posso dirti che mi sono messo al servizio di quelle canzoni».

 Quanto è stato importante Mauro Pagani in questa tua “integrazione”?

«Molto. Io non sono un cantante jazz e devo ringraziarlo perché è stato la mia guida. Lavorare con Mauro è stata una esperienza straordinaria che si è ripetuta durante le registrazioni della seconda parte di Malìa. Già diversi anni fa avevamo intrapreso un viaggio di ricerca sulla musica napoletana. I due lavori attuali, però, corrispondono perfettamente a ciò che entrambi volevamo realizzare. Sono veramente soddisfatto del risultato ottenuto».

Nei tuoi concerti il pubblico riesce a cogliere maggiormente l’anima seducente della Napoli “caprese” di quegli anni.

«E’ la magia della musica di una Napoli che incantava e ancora oggi riesce ad ammaliare con brani che si avvalgono del linguaggio jazz di musicisti che il mondo ci invidia. E’ anche merito loro se tutto è perfetto anche in concerto».

 Enrico Rava, Stefano Di Battista, Rita Marcotulli, Stefano Bagnoli e Riccardo Fioravanti non hanno bisogno di presentazioni. Ascoltandoli sia in concerto che in studio si percepisce quanto siano stati importanti per te.

«Come potrei dire il contrario. Sono grandissimi musicisti e, al tempo stesso, persone meravigliose. Con loro ogni sera sul palcoscenico si crea un’atmosfera sempre nuova e fantastica. Io sono affascinato dagli artisti jazz e dal loro modo di concepire la musica: sembrano andare per conto loro anche se poi realizzi che in fondo non è così. Averli al mio fianco è stato importante per la riuscita di “Malìa”. Mi hanno consentito di entrare con dolcezza nel loro mondo, facendomi divertire».

 Nei tuoi concerti rendi omaggio a Pino Daniele.

«Non potrebbe essere diversamente. Pino è stato un precursore nel suo genere inserendo per primo il blues nella musica napoletana. Un artista immenso che ha lasciato a tutti noi un patrimonio inestimabile. Lo porto sempre nel mio cuore».

 A Catanzaro ti sei esibito più volte con il tuo repertorio classico, lunedì al Festival d’Autunno ti presenterai in questa nuova veste. Eseguirai anche le canzoni di “Malìa, parte seconda”, in uscita oggi?

«A Catanzaro ho sempre ricevuto grandi accoglienze. Per la prima volta presenterò “Malìa” e sarò felice di farmi apprezzare in questo mio nuovo percorso musicale. Mi mancherà la presenza di Mario Foglietti, scomparso da poco, per me un amico ed un fratello al tempo stesso che ricorderò sempre con grande affetto. Le canzoni del nuovo disco? Ancora non abbiamo deciso nulla, vedremo».

 I biglietti per assistere al concerto di Massimo Ranieri sono in vendita nelle  rivendite Ticket Service Calabria e Ticket one, oltre che su: www.festivaldautunno.com.