Inaugurato un murale in ricordo di Dario Fo

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Milano festeggia il compleanno di Dario Fo con una festa d’arte urbana e di teatro per ricordare il Maestro, premio Nobel per la letteratura nel 1997, che oggi avrebbe compiuto 91 anni.

Sulle mura esterne della foresteria della Civica Scuola di Teatro milanese, parte del Parco Ravizza, è stato inaugurato questo pomeriggio il nuovo murale di Orticanoodles, elemento scenografico per le esibizioni teatrali dei diplomati delle Scuole Civiche, che per l’occasione hanno messo in scena tre giullarate tratte da “Il teatro di Dario Fo per le nuove generazioni”: un progetto nato nel 2011 da un’idea di Massimo Navone e Michele Bottini, sotto l’egida di Dario Fo e Franca Rame stessi, che sostennero le prime fasi di studio e le successive tappe di realizzazione spettacolare, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni di artisti la conoscenza e la pratica del proprio ricchissimo repertorio.

“L’arte, la passione da condividere e trasmettere ai giovani, la gioia di recitare e la voglia di vivere insieme lo spazio pubblico: sono gli ingredienti di questa festa di compleanno che sono certa Dario Fo avrebbe apprezzato moltissimo. Gli stessi ingredienti che hanno reso eccezionale la sua produzione teatrale e letteraria e la sua vita da cittadino e da milanese”, ha affermato la vicesindaco e assessore all’Educazione e Politiche giovanili, Anna Scavuzzo, intervenuta alla cerimonia d’inaugurazione del murale.

Un’opera d’arte vissuta e partecipata, nata dalla creatività del collettivo artistico Orticanoodles – già famoso a Milano per il muro di Mandela sulla Fabbrica del Vapore, per la Ciminiera Branca e i Volti della cultura di Piazza Cardinal Ferrari – e dei B.livers, ragazzi in cura per patologie oncologiche nei vari ospedali milanesi, per l’occasione assistenti en plen air, e prodotto da Fondazione Arrigo e Pia Pini con il supporto di Wit Design.

“Nella valorizzazione dei beni comuni della città, la cultura e l’arte interpretano un ruolo di fondamentale importanza – ha detto Paola Bocci, Presidente della Commissione consiliare Cultura del Comune di Milano –. Subito dopo la scomparsa di Dario Fo, ad ottobre, mi sono fatta interprete del desiderio espresso da molti cittadini di ricordarlo con segni visibili nella città dove ha lavorato e dove è stato maestro per tante generazioni di artisti. Il luogo scelto per quest’opera acquista un significato ancora più grande pensando al legame forte che Dario ha sempre avuto con le nuove generazioni, e in particolare con la Civica Paolo Grassi e con i ragazzi di questa scuola”.

“Un murale non si distingue solo per la visibilità ma anche per il valore, spesso simbolico, della superficie dipinta e per il sentimento che anima l’esperienza del lavoro pittorico – ha spiegato la presidente della Fondazione, Veronica Pini –. Ecco perché abbiamo scelto di celebrare questo tributo artistico e partecipato insieme ad adolescenti che sono una testimonianza di vita e di energia”.

“Una festa d’arte e di teatro che ha raccontato alla città la presenza disponibile e affettuosa del Maestro alla Scuola Paolo Grassi, che in questi ultimi anni è stata costante – ha concluso Marilena Adamo, presidente di Fondazione Milano Scuole Civiche –. Un percorso che ha preso il via dalle giullarate, presentate con grande successo al Festival di Avignone per due anni, proseguendo con la messa in scena in prima assoluta dello spettacolo Storia di Qu, che ha debuttato al Piccolo Teatro di Milano. Un importante passaggio di testimone tra le generazioni, perché continui a rinnovarsi la tradizione di quel teatro popolare e politico che è alla radice della nostra cultura”.

Museo della Figurina di Modena: “Parimpampùm. Le bambine magiche nelle figurine “

L'incantevole Creamy
L’incantevole Creamy

L’incantevole Creamy, Magica magica Emy, Sandy dai mille colori, Lulù l’angelo dei fiori, Ransie la strega, Magica Doremi, Sailor Moon e altre ancora. Non potevano mancare le bambine magiche dei cartoni animati giapponesi (e non solo) con una loro sezione specifica, nella fortunata mostra 80-90. Televisione, musica e sport in figurina a cura di Francesca Fontana e Thelma Gramolelli, visitabile al Museo della Figurina di Modena, realizzata in collaborazione con Fondazione Cassa di risparmio di Modena.

A Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103), dall’11 marzo al 16 luglio 2017, Parimpampùm. Le bambine magiche nelle figurine approfondisce infatti uno tra i più importanti temi narrativi che hanno caratterizzato il boom dell’invasione degli anime in Italia, attraverso l’esposizione di una serie di album e figurine risalenti a quegli anni. Presenti in mostra anche alcuni gadget, messi a disposizione da Cosmic Group.

È a partire principalmente dall’inizio degli anni ’80 che i cartoni animati provenienti dal paese del Sol Levante, cominciano a popolarsi di mahō shōjo, ragazze magiche che, grazie all’aiuto di folletti e oggetti magici assumono sembianze diverse per affrontare piccoli e grandi problemi quotidiani.

In un periodo in cui in Giappone le donne stavano iniziando ad emanciparsi e il mondo si preparava all’avvento del girl power degli anni ‘90, tra tematiche sentimentali e componenti fantasy, queste eroine coraggiose percorrono quasi sempre un percorso iniziatico che alla fine le porta a raggiungere una nuova consapevolezza di sé e delle proprie capacità.

Anche l’America negli anni ‘80 produce cartoni animati ispirati alle majōkko giapponesi, ma l’operazione commerciale procede in modo inverso rispetto all’Oriente: se qui il merchandising faceva seguito al grande successo ottenuto dagli anime, gli americani realizzano il cartone animato ispirandosi a linee di bambole con lo scopo preciso, si direbbe, di favorirne la diffusione: è il caso di Jem e di Lady Lovely, prodotte rispettivamente da Hasbro e Mattel.

La mostra Parimpampùm. Le bambine magiche nelle figurine intende guardare al genere mahō shōjo non solo come un prodotto di svago dedicato alle più piccole, ma anche come un racconto permeato da archetipi di favole, miti e leggende, che propone modelli universali, riconoscibilissimi da chiunque in ogni epoca e ad ogni latitudine.

Accompagna la mostra un catalogo con testi delle curatrici Francesca Fontana e Thelma Gramolelli.
Come sezione complementare alla mostra, il Museo della Figurina espone un nucleo di giornalini femminili che vanno da inizio Novecento agli anni Cinquanta, provenienti dall’ampia collezione Tagliavini-Roccatagliati, donata al Museo della Figurina nel 1999.

L’11 marzo alle ore 16.00, in occasione dell’apertura di Parimpampùm. Le bambine magiche nelle figurine, il pubblico potrà prendere parte a un viaggio condotto da Francesca Fontana e Thelma Gramolelli, curatrici della mostra 80-90. Televisione, musica e sport in figurina.

A partire da due digital storytelling realizzati dalle curatrici, si entrerà subito nel vivo delle atmosfere degli anni 80 e 90, per proseguire con aneddoti e curiosità riguardanti i cartoni animati e i programmi televisivi più in voga in quegli anni.

Dall’analisi dell’immaginario archetipico della favola fino al concetto di girl power si illustrerà anche la nuova sezione della mostra. La visita sarà intervallata inoltre dall’ascolto delle sigle dei cartoni animati e delle pubblicità che sono entrati nella nostra storia.

Parimpampùm
Le bambine magiche nelle figurine
a cura di Francesca Fontana e Thelma Gramolelli

in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
11 marzo – 16 luglio 2017
sabato 11 marzo ore 16.00 visita guidata con sorprese

Museo della figurina, Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande n. 103 – Modena

Orari
mercoledì-venerdì: 10:30-13; 16-19.30
sabato, domenica e festivi: 10.30-19.30
chiuso lunedì e martedì

Ingresso gratuito

Info
www.museodellafigurina.it – tel. 059 2032919

Incontri con l’autore dell’Ariston Urban Center di Lainate: Andrea Vitali

Andrea Vitali
Andrea Vitali

Un ospite davvero speciale per gli incontri con l’autore dell’Ariston Urban Center di Lainate.
Venerdì 17 marzo, alle 21, nell’auditorium del polo della cultura lainatese il medico e prolifico scrittore da oltre tre milioni e mezzo di copie vendute in Italia, Andrea Vitali, sarà pronto a presentare il suo ultimo romanzo fresco di stampa: ‘A cantare fu il cane’, (ed. Garzanti).

“A ogni suo libro, come ci confermano in Biblioteca, – commenta l’assessore alla Cultura Ivo Merli – anche a Lainate sono centinaia le prenotazioni in coda per accaparrarsi un’esilarante nuova esperienza di evasione e divertimento. E così come potevamo resistere alla tentazione di averlo qui tra noi per raccontarci in diretta le sue ispirazioni, immagini vivide e taglienti, per farci svelare come nascono i suoi personaggi?”.

In questo nuovo romanzo, l’amatissimo autore di ‘Olive comprese’, ‘Un amore di zitella’, ‘La signorina Tecla manzi’ e tantissimi altri romanzi che sarebbe impossibile citare qui, ancora una volta ci prepara a vivere un’indagine in cui le tresche di paese si intrecciano gli sforzi dei carabinieri, e il pettegolezzo si propaga come le onde del lago, alimentandosi di bocca in bocca.

L’ambientazione? Di quelle che più appassionano lui e tutti i lettori: la sua Bellano (sul lago di Como) che, a poco più di un’ora dalla nostra città, riesce a essere ogni volta teatro di appassionanti e intricate avventure. Qui, nella notte tra 16 e il 17 luglio 1937il grido della signora Emerita Diachini in Panicarli spezza il silenzio con un uro: “Al ladro! Al ladro!”.

Un losco personaggio avvistato dalla signora e acciuffato dalla guardia è Serafino Caiazzi, noto alle cronache del paese per altri piccoli reati finiti in niente soprattutto per le sue incapacità criminali. Chiaro che il ladro è lui, chi altri? Ma al maresciallo Maccadò servono prove… di qui le indagini, interrogatori e…

Sarà proprio Vitali a svelarci o a tenerci in sospeso durante la serata organizzata dalla Biblioteca di Lainate presso l’Ariston Urban Center. Sarà lui a rispondere alle domande del pubblico, a firmare autografi e a farsi immortalare in un selfie.

Manzoni Cultura: Gabriele Lavia

Gabriele Lavia
Gabriele Lavia

Ritornano i lunedì di Manzoni Cultura, ormai alla sua terza edizione, con le interviste curate da Edoardo Sylos Labini a noti personaggi del mondo della Cultura e dello Spettacolo.
Da questa edizione, insieme a Sylos Labini ed al Djset Alice Viglioglia, ci saranno le domande OFF fatte dai lettori de ilgiornaleOFF.it media partner della rassegna.
Gli incontri saranno sempre accompagnati dalla proiezione di immagini di repertorio, spesso inedite, che raccontano la vita del personaggio intervistato.
Elior insieme a UNIC LineaPelle sono partner ufficiali della rassegna.

Lunedì 13 marzo appuntamento dedicato al Teatro, protagonista Gabriele Lavia.
Gabriele Lavia è considerato uno degli ultimi Maestri della scena italiana. Attore e regista teatrale si diploma nel 1963 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma. Lavora con i più grandi nomi del teatro italiano dagli anni ‘60 ad oggi.

BIGLIETTO: posto unico € 10,00

Teatro delle Arti – appuntamento doppio, danza e teatro

groppi d'amore
groppi d’amore

Danza e teatro si intrecciano venerdì 17 febbraio al Teatro delle Arti di Lastra a Signa (Firenze – ore 21 – biglietti 15/13/10 euro). Un doppio appuntamento che parte con “Edith Piaf: vita di un’artista”, presentato in prima nazionale da Angela Degennaro.

In scena il percorso artistico e umano di Edith Piaf, tormentato Passerotto della canzone francese, raccontato in prima persona dalla danzatrice Angela Degennaro, che ha ideato lo spettacolo, regia di Gianna Deidda.

Dalla danza nascono la voce, la parola, il canto: un progetto multidisciplinare che scorre sulle note del pianoforte di Edoardo Vilella, eseguite dal vivo.

Il personaggio Edith è incarnato in un corpo che non le somiglia, una giovane donna bionda con gli occhi azzurri, che, danzando, conquista i suoi gesti e indossa il suo abito, le sue parole, le sue canzoni.

Il racconto di questa vita donata fino allo spasimo al pubblico e all’arte, acquista, in un corpo così diverso, nuovi significati: la povertà, la fatica, il lavoro, le sconfitte e le rivincite, l’amore e il dolore, la parabola bruciante di Edith dal primo capitombolo sul marciapiede al seguito del padre saltimbanco, al salto mortale dell’ultimo respiro, sono il racconto del lavoro di ogni artista davanti alla materia del suo fare, di ogni uomo davanti alla fatica e alla felicità di diventare semplicemente e quotidianamente se stesso di fronte agli altri.

Liberamente ispirato al libro biografico ”Au bal de la chance. La mia vita” – da cui è tratto anche il film “La vie en rose” – “Edith Piaf: vita di un’artista” è uno spettacolo di Angela Degennaro, co-produzione Compagnia Simona Bucci e Teatro Popolare d’arte, con il sostegno di Mibact e Regione Toscana.

A seguire, sempre venerdì 17 febbraio, Teatro delle Arti presenta “Groppi d’amore nella scuraglia”, monologo tratto dall’omonimo testo di Tiziano Scarpa, interpretato da Emanuele Arrigazzi e ambientato in un immaginario e sperduto paesino del Sud Italia, dove si dipana una storia d’amore e di… rifiuti. La saga comica e poetica di un impetuoso Scatorchio/Arrigazzi, che nei larghi pantaloni della sua maschilità fa spalancare le risate degli spettatori e li conficca nelle profondità della commozione.

“Emanuele riesce a rendere tutto così naturale! – chiosa Tiziano Scarpa – come se la cialtroneria e la sgangheratezza di Scatorchio venissero fuori spontaneamente. In realtà è l’artista-attore che le ottiene con la sua raffinatezza, e attingendo a quella parte selvaggia dell’animo maschile che abbiamo tutti, ma che ci dicono sia meglio non tirare fuori.

La maestria da grande attore si vede anche in questo: Emanuele spesso lascia che sia Scatorchio a recitare, cede a lui il compito di imitare tutti gli altri personaggi: e così il nonno, la vedova Capecchia, il sindaco, il prete, l’amata Sirocchia, il rivale Cicerchio e tutti gli altri, sono impersonati dal protagonista più che dall’attore; hai l’impressione che sia direttamente Scatorchio a presentarteli. In questo modo l’immersione nel racconto è ancora più intensa, il coinvolgimento è potente, e questa storia arriva al pubblico con una forza moltiplicata”.

Musiche originali di Andrea Negruzzo, produzione La Casa degli Alfieri.