Lilt Milano: Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica

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Dal 18 al 26 marzo prossimi la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano promuoverà la sedicesima edizione della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica.

Istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce. Arrivare “prima” di fronte ad una malattia è fondamentale per aumentare la sopravvivenza.

Lo scopo principale è la sensibilizzazione della popolazione sull’importanza di adottare uno stile di vita sano e corretto per prevenire alcune patologie tumorali. Protagonista indiscusso è l’olio extravergine d’oliva, noto per le sue qualità benefiche.

Tra le iniziative in favore della popolazione, per tutta la Settimana, l’Unità Mobile LILT offrirà a Milano e Provincia la possibilità di sottoporsi gratuitamente a visite di diagnosi precoce oncologica. Un modo per portare la prevenzione sotto casa dei cittadini. Diverse le prestazioni offerte sull’Unità Mobile e negli Spazi Prevenzione LILT Milano: visite dermatologiche, senologiche, al cavo orale, alla prostata e consulenze alimentari, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Chi deciderà di prendersi cura del proprio corpo, grazie ad uno screening preventivo, potrà richiedere la shopper della salute, con olio extravergine d’oliva, pomodori pelati e pasta, alimenti simbolo della tradizionale dieta mediterranea, preziosa alleata contro i tumori.

Anche quest’anno, inoltre, per ricordare l’importanza di una regolare attività fisica, LILT Milano ha deciso di istituire una partnership con “Ciclobby”, Associazione ciclo-ambientalista aderente alla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB onlus). Inoltre, ha aderito, in qualità di charity partner, alla storica corsa ciclistica Milano-Sanremo.

Lo scopo di queste iniziative è sottolineare, ancora una volta, l’importanza del movimento per restare in forma; l’ideale sarebbero 10mila passi quotidiani, l’equivalente di una breve passeggiata la mattina e la sera. Recenti studi condotti in Europa e Stati Uniti, infatti, hanno dimostrato che chi fa esercizio fisico ha il 7% di probabilità in meno di ammalarsi, ma in un quarto delle neoplasie il rischio crollerebbe di oltre il 20% fino, ad esempio, al meno 42% nell’adenocarcinoma all’esofago.

Attacchi di panico: 10 consigli dello psicoterapeuta

ansia
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“Sono attimi che sembrano millenni e si vive nella paura che ritornino. Ma c’è speranza, è una delle patologie da cui si guarisce più facilmente in pochi mesi, serve impegno e, spesso, un aiuto esterno. Una persona su tre li sperimenta almeno una volta nella vita”, spiega Giovanni Porta, psicologo e psicoterapeuta. Cosa fare subito per avere un poco di sollievo?

La paura arriva all’improvviso, quando il panico entra nella nostra vita non siamo mai pronti. È normale che sia così. Entra nelle nostre giornate stravolgendole e cambiandole per sempre, o così crediamo, perché, in realtà, con l’aiuto di un esperto si può guarire in pochi mesi.

La forza di cui abbiamo bisogno è dentro di noi. “Di solito, gli attacchi di panico iniziano con qualche sintomo fisico – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta – Il cuore si mette a battere forte, si ha la sensazione di non riuscire a respirare a sufficienza, di stare per soffocare; ci si sente strani, quasi non se stessi, gli arti possono essere intorpiditi e si può sentire dolore al petto. Più i sintomi fisici si intensificano più l’angoscia e la paura crescono, diventando autentico terrore: si teme di morire, di impazzire o di non tornare mai più alla normalità. Sono attimi che durano millenni, e che lasciano profondi segni anche una volta passati. Infatti, chi soffre di attacchi di panico spesso comincia a vivere nel terrore che ritornino, alimentando un circolo vizioso di “paura della paura” che fa rintanare sempre più la persona in situazione protette, note, conosciute, sicure (almeno in teoria)”.

Ne soffre il 3,5% nella popolazione mondiale. Nel corso della propria vita un individuo su tre ha sperimentato almeno un episodio di panico o ansia sotto forma di attacco senza che vi sia stata, successivamente, un cronicizzazione.

E’ una patologia molto diffusa, secondo i sondaggi più recenti quasi10 milioni di italiani ne soffrono in maniera sistematica. Le donne sono maggiormente a rischio, ma anche gli uomini non ne sono esenti e, purtroppo anche gli adolescenti si ritrovano sempre più spesso a fare i conti con questo male.

In un 30-40% delle persone sparisce spontaneamente. In un altro 30% si ha la remissione con la terapia specifica, ma ci possono essere ricadute. Per un altro 30% circa occorre una terapia più prolungata.

Perché il mondo di chi soffre di attacchi di panico diventa sempre più piccolo?
Chi ne soffre inizialmente mette di atto delle strategie di autodifesa per non incorrere più nella paura. Si inizia ad evitare i luoghi dove si sono verificati, complicandosi la vita all’inverosimile.

I comportamenti di evitamento sono uno dei sintomi più comuni: per esempio se l’attacco è arrivato quando stavamo mangiando una certa cosa la eviteremo, oppure, non si andrà più in metropolitana se il primo episodio è accaduto lì, a casa di un amico, se non siamo stati beni in quell’occasione, o al cinema, a teatro, o…. fino a quando la paura entra in casa e a questo punto non si sa più cosa fare.

Capita a molti che al mattino si facciano la lista immaginaria di ciò che è meglio evitare, non fare; qualche evento al quale non partecipare, amici da non vedere e bugie da inventare per proteggere questo grande segreto.Ci si sente sempre più soli.

Costruiamo dei muri tutto attorno a noi per difenderci, fino a soffocarci, e diamo per scontato che sia giusto così, che quei muri siano necessari per preservare il nostro equilibrio. Abbiamo paura che gli attacchi di panico ritornino. L’attesa diventa un inferno. La paura ci fa tornare bambini: ci sentiamo fragili, indifesi.

Cosa fare per guarire?
Non si guarisce con uno schiocco di dita, ovviamente. Non si raggiunge la felicità senza fare nulla: stare a letto non serve, né girare intorno ai propri problemi, occorre affrontarli. creando, mattone dopo mattone, il proprio percorso personale. “Sia nella pratica clinica, che nella mia esperienza personale,ho notato un profondo legame tra lo sviluppo degli attacchi di panico e la difficoltà delle persone che ne soffrono ad esprimere la propria aggressività. – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta – È come se tutta la rabbia non espressa sovraccaricasse la persona, ed esplodesse a volte in maniera incontrollata generando gli attacchi di panico (e spesso, proprio restando negli ambienti che si considerano sicuri, con le persone di sempre, si creano le condizioni che ne facilitano il ripetersi). Esprimersi, farsi valere, dichiarare apertamente ciò che si sente e che si pensa è vissuto come troppo pericoloso, e perciò evitato in ogni modo. Molte persone smettono addirittura di ascoltare ciò che sentono (in particolare la rabbia per le ingiustizie subite, il dolore per i desideri irrealizzati) e da fuori appaiono in una pacifica quiete. Purtroppo, è solo un’apparenza, e appena si va a scavare emergono con forza le emozioni che cercano in ogni modo di provare: rabbia, odio, disperazione, frustrazione, colpa, dolore. Gli attacchi di panico di solito migliorano quando si smette di dirigere la propria aggressività verso se stessi invece che verso il mondo esterno per ottenere ciò che si desidera, quando si decide di convivere con la paura del fallimento invece di evitare di vivere pur di non provarla”. In questo senso l’aiuto di un esperto per qualche mese è essenziale, ma cosa fare da subito?

10 consigli da mettere in pratica subito per chi soffre di attacchi di panico:
1. Imparare a conoscerli, divenire consapevoli delle varie fasi (insorgenza, apice, decrescita) e del fatto che non sono mortali né infiniti. Imparare ad osservarli come si osserva un temporale fastidioso, sapendo che finirà e, grazie a questa convinzione, provare a conviverci. Per migliorare la capacità di osservare le proprie sensazioni con un po’ di distacco, può risultare utile apprendere le basi della meditazione. Ci sono persone che ne hanno anche molti al giorno. E’ essenziale in questi casi imparare a riconoscerli e a lasciarli passare.

2. Comprendere che gli attacchi di panico sono solo un sintomo, e dunque non costituiscono il vero problema. Il vero problema è ciò che li causa, cioè la propria insoddisfazione esistenziale. Agire su di essa costruendo degli obiettivi raggiungibili. Chiedere, se serve l’aiuto di un professionista.

3. Quando si percepisce che stanno per insorgere degli attacchi di panico, invece di subire passivamente le sensazioni fisiche spiacevoli che si stanno provando, fare qualcosa di concreto: muoversi, camminare, oppure raccontare a un amico ciò che si sta vivendo,mettere in atto delle tecniche di rilassamento e non farsi troppe paranoie mentali.

4. Dedicarsi ad attività artistico-espressive: teatro, canto, pittura, movimento, scrittura. Qualsiasi cosa permetta di dare voce ai propri vissuti interiori. Molto utili in questo senso le principali artiterapie, in particolare – a mio avviso -la teatroterapia, perché permette di sperimentare in un gruppo protetto nuovi modi di comportarsi.

5. Trovare il coraggio mandare a quel paese chi lo merita.

6. Definire amici solo le persone di cui ci si può realmente fidare.

7. Condividere con gli amici le proprie problematiche, e chiedere loro aiuto in caso di bisogno.

8. Imparare a convivere con la propria paura e a fare figuracce, se sono funzionali al raggiungimento di qualcosa che davvero si desidera

9. Parlare con persone che hanno avuto attacchi di panico e che li hanno risolti

10. Diventare consapevoli che gli attacchi di panico guariscono.

Marina Giulia Cavalli testimonial dell’International Reiki Festival

marina-giulia-cavalli
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Si arricchisce il parterre di ospiti del primo International Reiki Festival siciliano che si terrà a Ferla, a pochi chilometri da Siracusa, dal 9 al 12 marzo 2017. Testimonial d’eccezione, l’attrice Marina Giulia Cavalli, protagonista della Soap di Raitre “Un posto al sole” dove interpreta la Dottoressa Ornella Bruni.

La Cavalli, innamorata della Sicilia e da poco avvicinatasi alla disciplina Reiki grazie al Maestro Gaetano Vivo, parteciperà agli appuntamenti del Festival e sarà la madrina nel corso della cerimonia di chiusura della kermesse.

Il programma dell’International Reiki Festival prevede quattro giorni di attività, meditazioni, workshop, lezioni, degustazioni, incontri, dibattiti ed eventi per vivere esperienze di benessere uniche.

L’International Reiki Festival è ideato da Gaetano Vivo, Reiki Master Teacher Internazionale con un lungo percorso di ricerca e di studio nel settore del benessere fisico, emotivo e spirituale.

Unico nel suo genere, il Festival è viaggio per esplorare il mondo del Reiki e le attività che ruotano nell’universo del benessere psicofisico. Teatro naturale della manifestazione sarà la cittadina di Ferla, uno dei Borghi più belli d’Italia.

Ferla si affaccia sulle Necropoli rupestri di Pantalica, patrimonio dell’umanità Unesco e luogo di rara bellezza, vigorosa energia e grande spiritualità. Nell’ambito Festival – dopo Londra, Boulder e Milano – sarà inaugurata la Reiki Vivo International School. La prima scuola di Reiki in Sicilia avrà sede a Ferla e proporrà incontri settimanali con insegnanti qualificati e con il Maestro Vivo.

Ansia, crisi di panico e depressione

Attacchi di panico
Attacchi di panico

Quando ricorrere al parere di uno specialista e a chi rivolgersi? E’ questa la domanda che si pongono le persone che soffrono di disturbi di ansia, panico, agorafobia e depressione. Mentre i primi casi sono abbastanza evidenti e riconoscibili, la depressione, spesso non viene subito riconosciuta e, peggiorando, può portare a diverse problematiche, ed è pericolosa per se stessi e per gli altri. Se abitate in provincia di Milano e siete alla ricerca di un medico psicoterapeuta o uno psicologo Sesto San Giovanni piuttosto che a Cologno Monzese è sempre meglio dialogare con specialisti esperti e fissare un incontro conoscitivo. Oggi ne parliamo con la dott.ssa Patrizia Pinello, professionista che lavora a Sesto San Giovanni e Cologno Monzese, laureata in medicina dunque  un medico psicoterapeuta.  “Lavoro con persone di due tipologie, più problematiche e meno problematiche. Ci sono persone che desiderano conoscere meglio se stessi , per scopi relazionali  esistenziali  o preventivi, mentre altri vogliono in poco tempo una soluzione e spesso non considerano che il lavoro principale lo devono fare loro, insieme alla mia guida”, spiega la dott.ssa Pinello.  Nel caso in cui le persone siano fuori  Milano, oppure nel caso di agorafobia, in cui i pazienti non riescano a raggiungere lo studio della professionista, lei propone degli incontri utilizzando la tecnologia, attraverso Skype. Anche qui il dialogo è garantito dal monitor che mette in contatto visivo e vocale in pochi minuti.  La psicologa e psicoterapeuta ha un approccio particolare, vivace e profondo allo stesso tempo, dato da un’esperienza sia professionale che di vita  molto ricca e varia, con molti interessi. La psicoterapia bisogna ricordare che non è sempre individuale ma può essere anche di coppia, per risolvere situazioni che nascono e si sviluppano nell’ambito del rapporto tra due persone. Nel caso di ansia , crisi di panico o depressione, è sempre meglio rivolgersi subito ad uno specialista che può valutare se ci siano delle predisposizioni particolari, comportamenti errati a cui sia possibile fornire un’altra prospettiva ed una via di uscita, prima che le situazioni possano complicarsi e ci voglia poi più tempo per uscirne.

Alla base di molti disturbi esistono, poi, problemi di insicurezza e bassa autostima che affondano le loro radici in situazioni antiche rimaste  in sospeso, ma ancora capaci di far sentire la loro urgenza tramite sintomi spesso eclatanti, o anche tramite scelte di vita (partner, amicizie, lavoro ecc.)inappropriate o francamente dannose. Con l’aiuto della psicoterapia si  modificano le  credenze erronee su di se’ , si assumono nuovi punti di vista e si conquista la consapevolezza del proprio vero valore che guiderà in modo naturale verso la realizzazione di una vita piena e più soddisfacente.

 

Patologie del piede: il dito a martello e il neuroma di Morton

Dott. Ignazio Bagnoli
Dott. Ignazio Bagnoli

Cari lettori,oggi affronteremo un argomento molto interessante,relativo al nostro corpo e in particolare al piede. Inizieremo a parlare di una delle patologie del piede, il dito a martello.

Cosa significa esattamente? Si può prevenire? Come curare il dito a martello?
Sono domande che tutte le persone coinvolte si sono poste ed ora, grazie alla consulenza del dott. Ignazio  Bagnoli chirurgo del piede e della caviglia,che opera a Milano e Torino affronteremo. Innanzitutto cos’è il dito a martello?E’una deformità del piede che può interessare una o più dita del piede, più spesso il secondo, ma anche il terzo, il quarto e il quinto dito che  consiste nella deformità a martello a livello della articolazione tra la prima e la seconda falange. Il rimedio, quando la sintomatologia ,specie da conflitto con la calzatura, è fastidiosa, è quello del intervento correttivo che consiste, nella fusione delle 2 falangi allo scopo di riallineare il dito eliminandone la deformità. Spesso purtroppo una vera prevenzione non esiste.

Un altro noto problema del piede è quello dell’alluce valgo. L’alluce valgo è una deformazione del piede caratterizzata dall’ allontanamento della testa del primo metatarso dalle altre. Questi argomenti sono la quotidianità del dott. Bagnoli, che segue il paziente della prima visita specialistica, fino all’operazione che lui stesso effettua,sia in convenzione con il sistema sanitario nazionale che privatamente. Avere quindi un unico professionista che visita,effettua direttamente l’operazione, e segue il paziente nel percorso post-operatorio è un grande vantaggio.

Una importante novità in materia di patologia del piede riguarda la cura del neuroma di Morton.’’Su questo tema negli ultimi tempi abbiamo sviluppato una tecnica terapeutica alternativa al classico intervento chirurgico; la alcolizzazione del neuroma sotto guida ecografica’’, spiega il dott. Bagnoli.

In pratica vengono effettuati tre infiltrazioni,e tramite l’iniezione di una soluzione alcolica con anestetico locale, si assiste molto spesso ad un importante miglioramento della sintomatologia dolorosa.