Durex: “Parliamo di sesso”

Durex
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“Parliamo di sesso”: Durex sostiene la prevenzione attraverso una

serie di videopillole.

Durex, ambasciatore del sesso sicuro, supporta Mirella Parachini nel difficile compito di

allontanare i luoghi comuni e fare chiarezza sull’uso del preservativo

Aprile 2017 – Durex, leader nel mercato della contraccezione, conferma il suo impegno nella

promozione di una cultura preventiva contro il rischio di contrarre malattie sessualmente

trasmissibili o iniziare gravidanze indesiderate.

Una buona educazione sessuale è fondamentale, perché non solo può ridurre il rischio di

contrarre malattie a trasmissione sessuale e di gravidanze non programmate, ma può anche

diminuire le violenze sessuali. Mentre in molti paesi Europei l’educazione sessuale è stata

resa obbligatoria nelle scuole, in Italia rimane ancora facoltativa. La dottoressa Mirella

Parachini, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Filippo Neri di

Roma, supportata da Durex, cercherà di colmare questo gap di informazione attraverso una

serie di Videopillole pubblicate sul profilo youtube del brand.

Questo progetto si inserisce in una più ampia campagna promossa da Durex a partire dal

2016, dedicata al supporto della prevenzione attraverso la promozione dell’utilizzo del

preservativo. L’obiettivo è quello di ridurre il rischio di contrarre malattie a trasmissione

sessuale o di iniziare gravidanze non programmate.

Mirella Parachini è la protagonista della serie “Parliamo di sesso”, videopillole dedicate ai

più scottanti temi della sessualità:

 La sicurezza: il sesso è un piacere da condividere in sicurezza e solo una buona

educazione sessuale aiuta a prevenire violenze, infezioni, malattie e gravidanze

indesiderati. Il 52% dei ragazzi tra i 16 e i 25 anni considera già un atteggiamento

maturo e responsabile la richiesta del preservativo da parte delle ragazze 1 , ma è

utile fare informazione per innalzare il più possibile questa percentuale e far

comprendere che il sesso è più bello quando è anche sicuro.

 La complicità di coppia: Il fatto di avere una relazione non implica necessariamente

essere meno a rischio: possono essere presenti malattie contratte in precedenza,

con altri partner. Occorre effettuare controlli medici periodici. Inoltre, sfatiamo il

mito per cui il preservativo sia un ostacolo al raggiungimento del piacere. E’

certamente uno strumento prezioso per evitare le malattie sessualmente

trasmissibili e gravidanze indesiderate, ma rappresenta – soprattutto se si sceglie un

1 Fonte: Dati Rapporto Durex su mille giovani europei

modello più sottile o ritardante o stimolante – anche un valido alleato per il piacere

sia dell’uomo sia della donna.

 Le malattie sessualmente trasmissibili: Ogni anno in Italia si accertano circa 3500

nuovi casi di HIV. Non solo: molte altre malattie sessualmente trasmissibili come

Papilloma virus, herpes o Clamidia sono poco temute, eppure possono portare anche

a conseguenze gravi come la sterilità. La prevenzione è indispensabile e il

preservativo, se usato correttamente, è il metodo più efficace. Portare con sé un

preservativo è un gesto semplice, che rivela rispetto per sé e per il partner.

 I luoghi comuni: sono tanti e tutti da sfatare. A cominciare da quelli riguardanti i

metodi erroneamente ritenuti efficaci per evitare una gravidanza indesiderata. Lo

dimostrano i dati: in Italia si registrano circa 90.000 interruzioni volontarie di

gravidanza ogni anno 2 . Molte persone sono ancora convinte che il coito interrotto

sia un buon metodo: niente di più rischioso, perché vi può essere un rilascio di

spermatozoi anche prima di raggiungere l’orgasmo. Anche la giovane età o il

momento del ciclo non rappresentano una garanzia per non avere figli, per non

parlare di rimedi come un bagno caldo subito dopo il rapporto, che a torto vengono

ritenuti utili. Gli spermatozoi sono velocissimi (percorrono in proporzione 55 km

all’ora) e solo il preservativo può proteggere dalle malattie o da una gravidanza non

programmata.

Per scoprire le videopillole “Parliamo di sesso” e saperne di più sulle novità del mondo

Durex, clic su https://www.youtube.com/user/DurexItaliaOfficial/videos

Durex è leader mondiale nel mercato del benessere sessuale. L’azienda produce preservativi di alta qualità, gel

lubrificanti e per massaggi, sex toys. Con oltre 80 anni di esperienza, Durex si dedica al benessere delle coppie e

si impegna nel promuovere l’uso del preservativo per una sessualità consapevole e sicura. Durex è

costantemente impegnata nella ricerca e sviluppo per offrire prodotti innovativi, di qualità e che rispondano

alle esigenze delle coppie.

Alla ricerca del vaccino contro la malaria

Vaccino
Vaccino

SIMIT – Vaccino contro malaria in Africa: “efficacia parziale, lotta ancora lunga”
” La lotta per la eliminazione della malaria è ancora lunga, ma già rilevanti successi sono stati ottenuti negli ultimi 10 anni con l’impiego di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche”, dichiara il Prof. Francesco Castelli,membro SIMIT

Il primo vaccino contro la malaria sarà utilizzato a partire dal prossimo anno in Ghana, Kenya e Malawi. Il commento del Prof. Francesco Castelli, Clinica di Malattie infettive e tropicali Università degli Studi – Spedali Civili di Brescia e membro SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali:

Alla vigilia della Giornata Mondiale per la Malaria, la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha finalmente comunicato l’atteso annuncio della prossima realizzazione dello studio pilota su larga scala ed in condizioni di vita reale del vaccino anti-malarico RTS,S, attivo nei confronti della specie più letale, il Plasmodium falciparum.

Si tratta di un avvenimento storico in quanto, dopo una lunga strada durata oltre 40 anni, il primo vaccino ad azione antimalarica sarà reso disponibile ai bambini di 5-17 mesi in tre Paesi dell’Africa sub-sahariana (Ghana, Kenya e Malawi) nell’ambito del normale programma di vaccinazione della età infantile, in 4 dosi separate. Questo studio pilota, richiesto proprio dalla OMS per validare i risultati ottenuti nei precedenti studi clinici di fase III condotti da GSK con il supporto della PATH Initiative e della Fondazione Bill & Melinda Gatese e che avevano portato alla approvazione del vaccino Mosquirix (R) da parte della Agenzia Europea del Farmaco (EMA) nel luglio del 2015.

Certamente il vaccino ha dimostrato solo una efficacia parziale – di poco superiore al 32% dopo 4 anni nel prevenire la malaria grave – ma dopo la approvazione della EMA, si ritiene che possa comunque dare un significativo contributo alla diminuzione del numero dei decessi per malaria che ancora oggi ammontano a 429.000 all’anno, prevalentemente nei bambini africani, in attesa che possano essere identificati vaccini dotati di maggior potenza e durabilità.

La lotta per la eliminazione della malaria è ancora lunga, ma già rilevanti successi sono stati ottenuti negli ultimi 10 anni con l’impiego di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche (i farmaci derivati della artemisinina che hanno portato il Premio Nobel alla scienziata cinese Youyou Tu nel 2015) e con l’uso delle zanzariere impregnate e degli insettici ad azione residua, che ha portato alla riduzione del 625 del numero delle morti. L’aggiunta dell’attuale vaccino costituisce un passo importante e segna l’inizio di una nuova era nella strategia di lotta alla infezione malarica.

ALLARME DEPRESSIONE, ANSIA E DIPENDENZE TECNOLOGICHE

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ALLARME DEPRESSIONE, ANSIA E DIPENDENZE TECNOLOGICHE: PER GLI

ESPERTI SARANNO LE MALATTIE MENTALI PIÙ DIFFUSE DEL PROSSIMO

DECENNIO

È quanto è emerso dagli Stati Generali di psichiatria dinamica che ha coinvolto 160

professionisti del settore provenienti da tutto il mondo. In Italia, secondo 1 esperto su 2, si

assiste ad una diminuzione di casi di disturbo ossessivo compulsivo ma le patologie

mentali sono aumentate del 10% negli ultimi anni, oltre ai disturbi alimentari e la

depressione come conseguenza dello stress.

Ansia, depressione e disturbi neuropsicologici come legati al sonno e all’attenzione,

dipendenze a tecnologie e disturbi neurocognitivi: sono questi i problemi mentali con cui la

popolazione italiana e quella mondiale avrà a che fare nell’immediato futuro. Patologie che

rappresentano allarmi per gli studiosi della mente del 21° secolo, e costituiscono le sfide di

psicologi e psichiatri di tutto il mondo. Il report viene stilato dagli esperti arrivati da tutto il mondo

tra Italia, Europa, Asia, Australia, Nord e Sud America in occasione della XVIII edizione del

Congresso Mondiale di Psichiatria dinamica, organizzato da un Comitato Scientifico

internazionale composto da scienziati di fama internazionale, coordinato in Italia da International

Foundation Erich Fromm, che ha richiamato 160 speaker internazionali, tra psichiatri e

psicologi, e più di 500 partecipanti, per discutere di processi creativi nella psichiatria e

psicoterapia.

Ad emergere sono anche altri numeri che danno l’idea dello scenario attuale delle malattie mentali

sia in Italia sia nel panorama internazionale. A livello mondiale, secondo gli esperti, sono

depressione (59%), ansia (18%) e disturbi di personalità (23%) le malattie più diffuse degli

ultimi 15 anni, di cui le prime due con una enfasi maggiore nel corso degli ultimi tre anni.

Cambia leggermente il contesto italiano dove emerge la prevalenza di casi di depressione

reattiva (circa il 60%) che si caratterizza da un umore cupo e crisi di panico frequenti, seguita da

disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e binge-eating (abbuffate

periodiche).

Quali saranno le malattie mentali del prossimi futuro a livello mondiale? Per 6 esperti su 10,

l’allarme maggiore viene dalle nuove dipendenze di carattere tecnologico soprattutto (come

internet e smartphone), seguito da disturbi neurocognitivi, come la demenza e l'amnesia. E

in Italia? Disturbi neuropsicologici (49%), tra i quali soprattutto quelli legati al sonno e al

calo di attenzione, seguiti da depressione (28%) e ansia (23%). D’altro canto, 1 esperto su 2

ha annunciato una rilevante diminuzione di casi di disturbo ossessivo compulsivo anche se questo

non significa che la salute mentale degli italiani risulta essere buona: secondo i luminari coinvolti al

Congresso, in Italia l’aumento dei problemi psicologici è aumentata del 10% negli ultimi. Il

disturbo sarebbe "sostituito" dal ricorso alla compulsione come dipendenza.

“Il congresso ha permesso di fare una riflessione della salute a livello mondiale grazie al

coinvolgimento di importanti esperti ed accademici che hanno risposto ad un questionario. Ad

emergere con forza – afferma Ezio Benelli, Presidente del Congresso – è che la situazione

italiana delle malattie mentali vede un netto aumento di problematiche soprattutto legate alla

nutrizione e di depressione reattiva. Questo soprattutto nelle regioni più industrializzate, dove si

produce più ricchezza e dove, paradossalmente, la qualità della vita è peggiore perché si

guadagna di più e si perde in autenticità, generando con maggiore frequenza l’insorgenza di

problemi mentali.”.

“Quello che dicono gli esperti è molto interessante perché permette di capire meglio quali sono i

comportamenti in corso a livello sociale – afferma Vera Slepoj – e soprattutto ci permettono di

fermarci a fare delle riflessioni: se l’ansia rappresenta una delle malattie del futuro, è bene

pensare ad un superamento della farmacoterapia, con un migliore stile di vita. Analizzando

le patologie del futuro a livello globale, emerge che la società attuale è caratterizzata da una forma

di industrializzazione postmoderna che va a discapito della qualità della vita, tanto da generare

implicazioni patologiche. Questo, insieme a come vincere le nuove dipendenze, sono le sfide de

futuro. Dobbiamo interrogarci tutti su come affrontare il futuro e come migliorare la collettività della

popolazione mondiale”.

Nelle scuole della Lombardia, un progetto di educazione alla salute della vista

materiali didattici
materiali didattici

Guarda che bello: arriva nelle scuole della Lombardia il progetto di educazione alla salute della vista promosso dal Consorzio Ottico Italiano – Gruppo GreenVision
L’iniziativa è portata avanti con il patrocinio di AIMO (Associazione Italiana Medici Oculisti) e sostiene il progetto benefico Ridare la luce, a favore dei Paesi africani dove più gravi sono i problemi visivi

In alcune scuole selezionate si svolgerà il Vision day, una giornata di laboratori didattici tenuti da educatori specializzati, con la partecipazione di ottici e oculisti del territorio che offriranno uno screening gratuito della vista

Non è facile far comprendere ai bambini l’importanza della cura dei propri occhi e convincerli a tenere in ogni occasione comportamenti corretti. Oltre al fastidio di indossare gli occhiali alcuni bambini possono considerarli un accessorio che li fa sentire diversi.

Ma tenere sotto controllo la vista fin dai primissimi anni di età è importante per diagnosticare i più comuni difetti, dalla miopia al cosiddetto occhio pigro, che se affrontati per tempo sono trattabili senza conseguenze.

Genitori e insegnanti della Lombardia oggi hanno un’arma in più per sensibilizzare i bambini alla salute della vista e far acquisire a piccoli e piccolissimi spontanee abitudini che non la compromettano.

Il progetto Guarda che bello, promosso dal Consorzio Ottico Italiano – Gruppo GreenVision – consorzio senza fini di lucro di centri ottici con il patrocinio di AIMO (Associazione Italiana Medici Oculisti), arriva in 340 scuole lombarde mettendo gratuitamente a disposizione di insegnanti e famiglie attività giocose e strumenti didattici per portare l’attenzione dei bambini sul mondo di luce e colori che si apre ai loro occhi e sensibilizzarli sui corretti comportamenti visivi.

Attraverso una Guida per gli insegnanti, con spunti per attività didattiche da svolgere in classe, un libro per le famiglie scritto da Annalisa Strada e illustrato da Studio Bozzetto e 4 divertenti brevi cartoon sempre di studio Bozzetto, disponibili da gennaio anche su http://guardachebello.greenvision.it, il progetto fa comprendere in modo giocoso l’importanza dei comportamenti per la salvaguardia della vista.

Inoltre in alcune scuole selezionate della provincia si terrà il Vision Day, un evento che grazie alla proficua sinergia di ottici e oculisti del territorio farà familiarizzare i piccoli studenti con le tematiche del progetto sensibilizzandoli all’importanza della prevenzione.

Durante i Vision Day infatti i bambini parteciperanno allo screening gratuito della vista che mette in evidenza alcuni parametri essenziali per l’individuazione di eventuali problematiche oculistiche. La lezione sarà supportata da un cartone animato interattivo, un racconto intervallato da giochi didattici, domande e quiz.

Tutte le classi che aderiscono al progetto Guarda che bello sono invitate a partecipare a un divertente concorso ludico-educativo e creativo che mette in palio per le scuole materiali per la didattica e la psicomotricità. Partecipando al concorso le classi avranno modo di contribuire al progetto benefico Ridare la luce a favore dei Paesi africani dove più gravi sono i problemi visivi.

Allarme Nomofobia, la dipendenza da smartphone è una malattia

nomofobia2016
nomofobia2016

Si tratta del timore ossessivo di non essere raggiungibili al telefono cellulare. È molto simile a tutte le dipendenze, in quanto causa delle interferenze nella produzione della dopamina, neurotrasmettitore che regola il circuito celebrale della ricompensa. Secondo gli esperti la maggior parte delle persone colpite sarebbero giovani adulti con bassa autostima e problemi nelle relazioni sociali.

Ansiosi per la batteria del cellulare scarica, nervosi per l’esaurimento del credito telefonico o agitati per la mancanza della rete. L’ossessione per lo smartphone, definita dagli esperti “Nomofobia”, oggi colpisce milioni di persone in tutto il mondo compresi molti italiani, notoriamente sempre attaccati al telefono.

Secondo i dati diramati dell’Università di Granada, la fascia di età più colpita sarebbe quella tra i 18 e i 25 anni,giovani adulti con bassa autostima e problemi nelle relazioni sociali, che sentirebbero il bisogno di essere costantemente connessi e in contatto con gli altri attraverso il telefono cellulare.

Nonostante i sintomi siano molto simili a quelli dell’ansia, uno studio condotto da ricercatori dell’Università Federale di Rio de Janeiro sembra indicare che la Nomofobia sia da considerare una dipendenza patologica piuttosto che un disturbo d’ansia.

E nonostante ci siano all’attivo ancora un numero ridotto di ricerche sul tema, già nel 2014 gli italiani Nicola Luigi Bragazzie Giovanni Del Puente, studiosi dell’Università di Genova, avevano proposto di inserire la Nomofobia nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Ma come si cura questa patologia?

Secondo gli esperti lo psicodramma è la terapia ideale per guarire da questa sindrome. Un approccio ‘creativo’ che si manifesta con la messa in scena di una situazione attraverso verbalizzazione ed azione. Una terapia di gruppo che, attraverso il Teatro della Spontaneità – lo psicodramma ideato da Moreno –su realizza un lavoro di gruppo che sfrutta la messa in scena del proprio vissuto per una rielaborazione.

Libera emozioni che sono legate al vissuto quindi aiuta la presa di coscienza di contenuti latenti.