Gli incontri “Respiriamo” a Milano

FEDERASMAEALLERGIE-
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Educazione, conoscenza delle patologie, aderenza al piano terapeutico: questi gli argomenti portanti dell’evento “Respiriamo” promosso da FederASMA e Allergie Onlus con la sponsorizzazione di Novartis che si terrà a Milano il prossimo 21 ottobre presso l’Hotel The Square – Via Alberico Albricci, 2/4.

Gli eventi sono gratuiti e sono rivolti ai pazienti, e ai loro familiari, con patologie respiratorie quali riniti, asma e BPCO, fortemente invalidanti soprattutto se non gestite in modo corretto.

(per prenotarsi – tel.: 02.58299801 da lunedì al venerdì ore 9.00-13.00, 14.30 – 18.00;

“Fare prevenzione, conoscere i sintomi, fare una diagnosi precoce e aderire correttamente alle cure per chi soffre di BPCO, così come per l’asma allergica e le allergie, significa gestire in modo efficace sulla malattia.” afferma Carlo Filippo Tesi, presidente di FederAsma e Allergie Onlus.

“La nostra Federazione da sempre è impegnata per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sulla necessità di mettere a disposizione dei pazienti, e dei loro familiari, tutti gli strumenti informativi utili a gestire al meglio la loro quotidianità spesso compromessa dalla malattia. Questi incontri si prefiggono il raggiungimento di questo obiettivo, siamo pertanto molto felici di poter continuare un cammino iniziato lo scorso anno”.

Il confronto, durante l’incontro, con specialisti pneumologi e allergologi, offrirà l’opportunità: di dibattere su come convivere con la cronicità e quali indicazioni seguire affinché la qualità di vita venga preservata.

L’epidemiologia dell’Asma e della BPCO ha dei numeri molto importanti sebbene siano entrambe patologie sotto diagnosticate. L’Asma è un problema mondiale: secondo l’OMS nel mondo ne soffrono tra i 250 e i 300 milioni di persone1. La Global Initiative for Asthma (GINA) stima che in Europa ci siano oltre 30 milioni di asmatici, in Italia sono 50.000 gli asmatici con forme allergiche gravi. Di uguale rilevanza sono i numeri della BPCO che colpisce il 5% della popolazione nel mondo (329 milioni di persone) e sempre l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) stima che possa essere nel 2030 la terza causa di morte.

“L’Asma Allergico soprattutto nella sua forma più grave colpisce bambini e adulti; è una patologia complessa caratterizzata da una produzione eccessiva di immunoglobuline E (IgE) da parte dell’organismo, in risposta agli allergeni ambientali quali acari della polvere, pollini e muffe. Afferma Giorgio Walter Canonica, Professore di Pneumologia presso l’Humanitas University di Milano e Presidente SIAAIC.

La grande maggioranza dei pazienti con AAG è poli-sensibilizzata questo significa che si è sensibili a più allergeni, anche a più pollini contemporaneamente, per questo motivo è importante intervenire in modo adeguato a livello terapeutico. Il trattamento dell’Asma Allergico Grave con un farmaco biologico monoclonale anti IgE agisce in modo diretto su un bersaglio mirato (IgE), a monte della cascata infiammatoria”.

La BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) è l’altro capitolo importante dell’incontro “Respiriamo”. La BPCO è una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione delle vie aeree, spesso associata a sintomi respiratori persistenti, dovuta a uno stato infiammatorio delle vie aeree di solito causate da una significativa esposizione a sostanze nocive.

Il fumo di tabacco è la causa più comune della condizione insieme ad altri fattori, quali l’inquinamento dell’aria e raramente associata a forme genetiche.

“Tosse, catarro e difficoltà nel respiro sono i campanelli d’allarme della BPCO, che se non curata può portare all’insufficienza respiratoria e all’ossigenoterapia. Afferma il dr. Paolo Banfi, pneumologo responsabile clinico delle Riabilitazione Pneumologica della Fondazione Don Gnocchi Onlus di Milano.

La progressiva diminuzione della funzione polmonare si manifesta clinicamente con il sintomo principale la dispnea (senso di fatica nel respirare) riducendo inevitabilmente la qualità di vita e diventando una condizione progressivamente invalidante che condiziona lo svolgimento di abituali attività fisiche quotidiane (camminare, salire le scale e persino nel vestirsi o lavarsi).

Per i pazienti fondamentale diventano la giusta terapia, che permetta un’efficace gestione dei sintomi insieme alla promozione di uno stile di vita attivo”.

Il pubblico che prenderà parte all’evento Respiriamo avrà l’opportunità di portare la propria testimonianza e confrontarsi sui temi sopra descritti.

“Giornata Mondiale della Vista 2017″

giornata mondiale della vista
giornata mondiale della vista

In occasione della Giornata Mondiale della Vista 2017, che si celebra domani 12 ottobre, Neovision cliniche oculistiche aderisce all’iniziativa “Luxottica e OneSight per la Giornata mondiale della vista” promossa, in collaborazione con l’Assessorato Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano, da Luxottica e OneSight – organizzazione senza scopo di lucro che offre alle comunità meno sviluppate del mondo cure oculistiche di qualità e occhiali – con il patrocinio di Comune di Milano, Regione Lombardia, Società Oftalmologica Italiana (SOI), Fondazione Insieme per la Vista Onlus e dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB).

La Campagna prevede, dal 16 al 27 ottobre, una serie di test visivi gratuiti, offerti a oltre 700 ospiti di tre Associazioni no profit di Milano: gli Istituti Milanesi Martinitt e Stelline, la Casa dell’Accoglienza “Enzo Jannacci” e la Fondazione Progetto Arca onlus. Lo scopo è sensibilizzare quella parte di popolazione che si trova in particolari condizioni di difficoltà socio-economiche, ad una corretta cultura della prevenzione delle patologie più comuni che possono colpire gli occhi e di conseguenza la vista.

In dettaglio, a Milano un gruppo di quattro medici oculisti insieme ad altrettanti colleghi ortottisti, messi a disposizione da Neovision, si recherà presso appositi spazi, indicati dalle Onlus, per offrire visite oculistiche della durata media di trenta minuti ciascuna. Gli incontri, rivolti a un numero prefissato di persone, selezionate dal personale delle diverse Associazioni, saranno anche l’occasione per fornire informazioni e pareri clinici circa i trattamenti e le cure più indicate per ognuno.

«Siamo felici di prendere parte a questa pregevole iniziativa che si pone l’obiettivo di aiutare le persone più bisognose della nostra Comunità a prendersi cura dei propri occhi – afferma Stefano Rizza, Amministratore Delegato di Neovision Holding srl -. È prioritario, infatti, che si diffonda una corretta cultura della prevenzione e della cura della vista, forse il più importante dei cinque sensi di cui disponiamo, e che ognuno sia messo nelle condizioni di salvaguardare i propri occhi; due organi dati spesso per scontati ma imprescindibili per la nostra vita».

Una Campagna che si “sposa” pienamente con la mission di Neovision, un progetto di cliniche oculistiche nato a Milano per aiutare le persone a godere e custodire il grande dono della vista. Questo, in modo sicuro e con tranquillità, in ambienti organizzati, tecnologicamente avanzati e composti da team di medici preparati e attenti alle esigenze di ogni paziente.

Di seguito, il dettaglio degli incontri che si terranno in ogni Associazione:

Istituto Milanese Martinitt e Stelline: 16 ottobre, dalle 09.00 alle 19.00.

Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci: dal 17 al 20 ottobre, dalle 09.00 alle 19.00.

Fondazione Progetto Arca Onlus: dal 23 al 27 ottobre, dalle 09.00 alle 19.00.

Neovision Cliniche Oculistiche

Neovision è il primo network di cliniche oculistiche in Italia. Il network Neovision è caratterizzato dalla presenza capillare di centri oculistici dotati di tecnologie d’avanguardia e metodologie eccellenti di assistenza al paziente, oggi indispensabili per fornire il massimo servizio in termini di qualità.

Dalla diagnostica infantile alla maculopatia senile, dalla cataratta alla chirurgia ‘clear lens’, Neovision si prende cura della salute visiva delle persone offrendo il meglio della conoscenza scientifica, della qualità del servizio al paziente e della tecnologia oggi disponibili. Insieme ad équipe mediche preparate e sensibili alle esigenze individuali del paziente, Neovision crede nella formazione continua e nella collaborazione con tutti gli specialisti e i professionisti nel campo della visione, a beneficio ultimo dei pazienti. www.neovision.eu.

Quando un semplice “ciao” non basta per conoscere qualcuno

Durex Phrase Generator
Durex Phrase Generator

Durex, in linea con la sua mission di aiutare i single di tutto il mondo a incontrarsi, annuncia i risultati di una ricerca globale che mostra i più comuni fallimenti e passi falsi commessi sulle app di appuntamento.
Ispirata da questa ricerca, Durex lancia oggi in Italia un’iniziativa per fornire consulenza e assistenza agli utenti delle dating app proprio nel momento in cui ne hanno maggior bisogno: l’inizio della chat.

Quello che si dice e il modo in cui lo si dice è essenziale per riuscire ad avere un appuntamento da qualcuno, sia che si cerchi un approccio tramite delle app sia durante una serata fuori.
L’obiettivo è di aiutare a migliorare le loro capacità di flirtare nei DM (messaggi diretti o privati) e trasformare più facilmente un match (cioè una reciproca volontà di conoscersi) in un incontro..e forse anche in qualcosa di più.

La ricerca di Durex sulle abitudini e le esperienze dei single in tutto il mondo rivela che le app di appuntamento sono ormai la normalità: lampante il dato italiano, il 100% degli intervistati (il 70% sono uomini e donne compresi tra i 25 e i 35 anni) ha dichiarato di aver utilizzato almeno una volta nella vita una app o un sito per cercare partner.

Tuttavia, quando si tratta di passare la conoscenza ad un livello superiore, scrivere messaggi privati diventa un problema serio. Quasi il 90% degli italiani intervistati ha ammesso di aver perso la speranza di trovare l’amore a causa dei pessimi messaggi ricevuti proprio nei DM, e quasi la metà (46%) ammette di avere serie difficoltà nel pensare a cosa scrivere per cominciare un nuovo match con qualcuno.

La ricerca ha messo in evidenza le 5 abitudini che più probabilmente dissuadono le persone dal concedere un appuntamento: i messaggi privati troppo espliciti sono probabilmente la causa maggiore di non risposta, seguiti dai messaggi di cattivo gusto, scontati e noiosi. D’altra parte l’umorismo è stato definito la chiave

Trombosi: conoscerla per evitarla

world thrombosis day
world thrombosis day

La trombosi è un coagulo di sangue che si forma in un’arteria o in una vena e causa infarto del miocardio o ictus cerebrale, embolia polmonare o trombosi delle arterie o delle vene che conosciamo con il nome di flebite.

“Ce ne siamo accorti in Italia quando 30 anni fa abbiamo fondato ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus – dichiara la dottoressa Lidia Rota Vender – presidente di ALT – e se ne sono accorti anche gli americani.

Solo un americano su 7 sa che cosa vuol dire trombosi. È un paradosso, perché una persona su quattro nel mondo perderà la vita proprio per colpa di un trombo o rimarrà pesantemente invalida per non averne mai sentito parlare prima o per non aver ascoltato. Eppure la Trombosi è il nemico che dovremmo temere più di ogni altro: soprattutto perché possiamo batterla – sostiene la dottoressa Lidia Rota Vender.

Le malattie da Trombosi sono l’incontro più probabile per tutti coloro che hanno 50 anni o più, ma possono essere evitate almeno in un caso su tre, perché la prevenzione delle malattie da Trombosi funziona davvero e dipende molto da ciascuno di noi”.

Il dato americano conferma il risultato della ricerca condotta da ALT che ha evidenziato come solo un italiano su 3 conosce il significato della parola “trombosi” e più della metà non sa che le malattie da trombosi si possono evitare, soprattutto i cittadini del centro-sud. Drammatico il ritratto della povertà delle conoscenze in questo campo: solo 33% di italiani conoscono le malattie da trombosi e le loro cause, la maggioranza ignora la loro reale incidenza.

Alla domanda che chiedeva loro se il tumore alla mammella nella donna colpisce di più o meno della trombosi, quasi la maggioranza del campione non ha saputo rispondere e solo 10% degli intervistati ha dato la risposta corretta, riconoscendo la maggiore incidenza della trombosi tra la popolazione femminile rispetto al cancro.

La sola trombosi venosa da sola causa ogni anno più morti del cancro e degli incidenti stradali: ma potrebbe essere evitata, se la conoscessimo. Ecco perché anche ALT, insieme a tante altre associazioni dedicate alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, sotto l’egida diISTH, International Society for Thrombosis and Haemostasis, società scientifica che riunisce gli esperti di trombosi di tutto il mondo, partecipa alla giornata mondiale della trombosi World Thrombosis Day di venerdì 13 ottobre, con l’obiettivo di diffondere conoscenza e consapevolezza su un nemico che è possibile non solo battere ma anche evitare.
“Un’importante occasione di educazione della popolazione: perché la Trombosi … se la conosci, la eviti” sottolinea la dottoressa Rota Vender.

LA TROMBOSI: CHE COS’È
 Il trombo è un coagulo che se si forma in una’arteria o in una vena: se la chiude causa infarto e morte delle cellule dell’organo colpito, se si frammenta libera emboli causando embolia di un organo lontano da quello nel quale si è formato.
 Se si forma nelle vene delle gambe causa trombosi venosa profonda o superficiale (flebite).
 Gli emboli che si liberano da un trombo formatosi in una vena raggiungono il polmone provocano embolia polmonare.
 Embolia polmonare e trombosi venosa sono pericolose e purtroppo spesso mortali.
 Se il trombo si forma in un’arteria coronaria provoca infarto.
 Se il trombo si forma in una arteria carotide libera emboli che provocano ictus cerebrale.
 Se il trombo si forma nel cuore che fibrilla libera emboli che provocano ictus cerebrale.

La trombosi provoca danni diversi: dipende dal punto in cui si forma, se una vena o una arteria e dall’organo in cui quel vaso si trova: organi nobili come il cervello o il cuore pagano un tributo importante in termini di infarto e ictus cerebrale, ma anche organi considerati meno nobili come l’intestino o il rene possono essere colpiti da un infarto e riportare danni gravi a tutto l’organismo.

I trombi che si formano nelle vene sembrano meno aggressivi, ma questo è un errore di sottovalutazione: se si forma di una piccola vena alla caviglia, il trombo può dissolversi, ma può anche estendersi verso il cuore occupando spazi sempre più grandi e importanti e soprattutto liberando emboli che causano embolia polmonare fino ad arresto del cuore. L’embolia polmonare ancora oggi è la causa più frequente di morte nella donna nei 6o giorni dopo il parto. Non è giusto che questo venga ignorato.

I SEGNI E I SINTOMI DELLA TROMBOSI
Dolore o gonfiore di una gamba, della caviglia o della coscia, rossore e calore della parte colpita.
Se il trombo libera emboli che dalla vena arrivano al polmone compaiono sintomi legati al respiro che diventa corto, con dolore al dorso o al torace, simile a una pugnalata, a volte con febbre, respiro accelerato, ritmo del cuore più rapido del normale, sensazione di stordimento, a volte perdita di coscienza.

CHI RISCHIA DI PIÙ?
Chi è ricoverato in ospedale, ha subito un intervento chirurgico, ha un tumore, è rimasto immobilizzato a lungo, porta una ingessatura, è in gravidanza o nel periodo dopo il parto, o prende farmaci a base di ormoni, o chemioterapia. Chi soffre di una malattia infiammatoria acuta o cronica.
Su 100 casi di trombosi venosa, 60 si verificano in pazienti ricoverati o appena dimessi dall’ospedale: è importante collaborare con il proprio medico quando si viene ricoverati in ospedale, sarà lui a valutare il profilo di rischio per proteggere il paziente in modo adeguato.

“La trombosi è un problema rilevante, è incredibile che così poche siano le persone che la conoscono” – ha dichiarato il Dr. Gary Raskob, presidente del comitato della Giornata mondiale per la trombosi. “Comprendere quali sono i fattori di rischio che aumentano la probabilità di andare incontro a un evento da trombosi e correggerli significa salvare la propria vita e quella dei propri cari”.

“Conoscere la trombosi può salvarvi la vita – ha dichiarato un famoso attore americano che soffre di fibrillazione atriale – se il cuore fibrilla, nel cuore si formano trombi, che possono frammentarsi e liberare emboli che arrivano al cervello e provocano ictus cerebrale, un evento grave e devastante: per questo ho deciso di dedicare una delle mie rappresentazioni a diffondere la conoscenza della fibrillazione e della trombosi, per salvare molti dall’ictus cerebrale che ha colpito anche me”.

Al via il progetto “Menopausa Niente Paura”

menopausa
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Prende il via l’iniziativa, a livello nazionale, “Menopausa Niente Paura”

Tante le iniziative: un sito web certificato, www.menopausa.com, materiale informativo presso le farmacie, e a partire dal 2018 aperti punti di accoglienza dedicati alle donne presso i centri SIGO che partecipano al progetto.

Per aiutare le donne a confrontarsi meglio con i sintomi che si manifestano e che riguardano sessualità, vampate di calore, variazioni dell’umore, la stessa percezione del corpo e che caratterizzano questa fase della vita, e trovare risposte a dubbi e interrogativi, che la preoccupano, imparare e essere aiutata a seguire una corretta alimentazione, a praticare una corretta attività fisica, Ymea con il patrocinio della SIGO realizza il progetto ”Menopausa niente paura”dedicato alle donne italiane.