Mostra di Rossocinabro : “The Originals “

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The Originals
13 – 31 dicembre 2017

La G. Art Agency Llc. in collaborazione con Rossocinabro, presenta a Roma, dopo l’esposizione di New York ‘The Originals’, una selezione di opere provenienti da Europa, Stati Uniti, Canada, Norvegia, Israele, Turchia, Giappone e Australia dal 13 al 31 dicembre 2017.

Tutti i lavori sono pezzi unici. L’evento dà una grande opportunità per investire in arte internazionale, ed è una vetrina per gli artisti ben consolidati e per i giovani talenti. I visitatori possono aspettarsi una varietà di dipinti, arte fotografica, arte urbana e sculture in diversi stili. La mostra è curata da Cristina Madini e Joe Hansen

“Revolution. Musica e Ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock”,

revolution. Musica e ribelli....
revolution. Musica e ribelli….

Dal Victoria and Albert Museum di Londra arriva a Milano “Revolution. Musica e Ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock”, una mostra sulle storie, i protagonisti, i luoghi di quel breve e densissimo periodo, gli anni tra il 1966 e il 1970, che cambiò per sempre le vite di una generazione intera e, a cascata, quelle di tutti noi. Sono gli anni che hanno scardinato le basi della società postbellica, plasmando in maniera innegabile il nostro stile di vita attuale. Quei 1826 giorni vengono raccontati in mostra attraverso oltre 500 oggetti-testimonianze di momenti, vite eccezionali, canzoni che hanno segnato la storia, abiti che hanno fatto tendenza (e scandalo), film indimenticabili, attimi che potremo rivivere.

La mostra, promossa e coprodotta da Comune di Milano e Avatar – Gruppo MondoMostreSkira, in collaborazione con il museo londinese, sarà ospitata dal 2 dicembre fino al 4 aprile 2018 nella Cattedrale di Fabbrica del Vapore, in via Procaccini 4. “Si tratta di un’esposizione eccezionale – afferma la vicesindaco e assessore all’Educazione, Anna Scavuzzo – sia per l’alto livello artistico e culturale, sia per il significato profondo che permea le opere in mostra e gli spazi della Fabbrica del Vapore che li ospitano: la convinzione che la creatività giovanile sia in grado di cambiare il mondo.

Un’esposizione che merita di essere vista senza intenti nostalgici, ma con la passione e la curiosità intellettuale di scoprire come sono nati molti dei cambiamenti che ancora oggi stiamo vivendo”.

Curata da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Victoria and Albert Museum, insieme a Fran Tomasi, maggior promoter italiano che per primo portò in Italia i Pink Floyd, Clara Tosi Pamphili, giornalista e storica della moda, e Alberto Tonti, noto critico musicale. Un percorso esperienziale fatto per avvolgere i visitatori di atmosfere, oggetti, memorabilia, design, arte, grafica e soprattutto dalla musica di quegli anni anche grazie al sofisticato sistema audioguide Sennheiser, partner dell’esposizione.

Un viaggio che ripercorre gli ambiti in cui le rivoluzioni di quegli anni ebbero luogo: la moda, la musica, le droghe, i locali e la controcultura; i diritti umani e le proteste di strada; il consumismo; i festival; le comunità alternative. Da Carnaby Street a Londra agli hippy di Haight-Ashbury, dall’innovazione tecnologica della Bay Area alle proteste del maggio francese, dalle comuni sparse in tutta l’America ai festival di Woodstock e dell’Isola di Wight, questi anni furono caratterizzati da un idealismo ottimista che spingeva le persone a far fronte comune per sovvertire le strutture di potere in ogni sfera della società.

Una riflessione infine su quante di esse hanno prodotto un cambiamento reale e duraturo e quante invece sono andate perdute nei decenni successivi.
La travolgente onda della cosiddetta “Revolution” arriva dall’Inghilterra e porta con sé cambiamenti radicali che vanno dalla crescente attenzione per i diritti umani, al multiculturalismo e a nuove politiche neoliberali, passando per il boom scientifico e ovviamente la musica, la moda e l’arte in generale. “Improvvisamente Carnaby Street a Londra diventa l’ombelico del mondo, la fucina dalla quale vengono espulse valanghe di idee, il luogo delle sette meraviglie, la way of life della nuova generazione” scrive Alberto Tonti.

In Gran Bretagna, in quei cinque anni rivoluzionari, nascono grandi nomi di band come i Beatles, i Rolling Stones e gli Who tra tanti altri, e alcune delle personalità più eccentriche e rivoluzionarie di quei tempi come le top model Twiggy (detta “grissino”) e Jean Shrimpton (detta “gamberetto”), Mary Quant, inventrice della minigonna, John Cowan, il fotografo che presta il suo studio ad Antonioni per girare “Blow Up”, mentre le città si animano sempre più di una variopinta umanità che insegue le tendenze del momento.

Dunque non una mostra su un periodo storico, una moda, una città, uno stile o un genere musicale. Questa è una mostra su una delle cose più fragili ed allo stesso tempo più resilienti e durature che esistano sulla faccia di questo pianeta: un’idea. L’idea di Rivoluzione. Rolling Stone, VH1 e Virgin Radio sono a fianco del progetto come Media Partner. L’allestimento è progettato da Corrado Anselmi e il progetto grafico è a cura dello Studio Dinamo Milano.

Mostra fotografica “Il Giovane Strehler”

banner mostra IL GIOVANE STREHLER
banner mostra IL GIOVANE STREHLER

Martedì 19 dicembre alle ore 18.00 verrà inaugurata l’esposizione fotografica “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano”, ideata da Clarissa Egle Mambrini, organizzata e promossa dall’Associazione RI-NASCITA e dal FAI Giovani di Novara con la collaborazione del Comune di Novara e del Circolo dei Lettori. Proprio al Circolo dei Lettori comincerà l’inaugurazione stessa che poi proseguirà nella Sale dell’Accademia del Broletto, dove la mostra è allestita e sarà visitabile fino al 30 dicembre ad ingresso gratuito.

Insieme alla curatrice, agli organizzatori e alle autorità interverranno: Raul Capra, storico e critico d’arte, Stella Casiraghi, saggista, organizzatrice e promotrice culturale, Umberto Ceriani, attore del Piccolo Teatro di Milano, Lucilla Giagnoni, attrice, autrice, direttrice artistica della Fondazione Nuovo Teatro Faraggiana di Novara, Mariano Settembri, consulente editoriale.

La mostra propone un percorso fotografico con riproduzioni di immagini e documenti d’epoca gentilmente concessi da varie istituzioni. Prendendo le mosse dal libro omonimo pubblicato da Mambrini nel 2013 per Lampi di stampa, un saggio lodato da esperti del settore e semplici appassionati di teatro per la ricca documentazione e per lo stile scorrevole e accattivante, l’esposizione vuole rendere omaggio a Giorgio Strehler, ricordandolo nel ventennale della sua scomparsa (25 dicembre 1997) e nel settantacinquesimo anniversario del suo debutto alla regia (24 gennaio 1943), avvenuto proprio a Novara in una sala ormai abbandonata pochi anni prima della fondazione del Piccolo Teatro di Milano, che gli avrebbe dato fama mondiale e che nei mesi scorsi ha spento 70 candeline.

Si potranno leggere alcuni memorabili articoli scritti dall’artista triestino per il periodico novarese «Posizione», che, oltre a Strehler e a Paolo Grassi, ospitò nomi altrettanto destinati ad un radioso futuro, vedere rare foto giovanili del regista e di personaggi che fecero parte delle sue esperienze di quegli anni nonché della storia teatrale di allora, rivivere insomma un periodo culturalmente molto fervido per Novara, che tra anni Trenta e Quaranta vantava una vivacità intellettuale diffusa in diversi ambiti e soprattutto fra i giovani, e per la vicina Milano.

INFORMAZIONI
Inaugurazione martedì 19 dicembre ore 18.00 presso il Circolo dei Lettori.
Mostra alle Sale dell’Accademia del Broletto con apertura al pubblico da mercoledì 20 dicembre a sabato 30 dicembre 2017 secondo il seguente orario:
– da martedì a domenica dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 19.00
– lunedì chiuso.
INGRESSO LIBERO.

Alessandro Sanna: “Essere o non essere Shakespeare” allo Spazio Arte Duina

Alessandro Sanna_essere_non_essere_Shakespeare
Alessandro Sanna_essere_non_essere_Shakespeare

Essere o non essere Shakespeare

Inaugurazione: venerdì 15 dicembre dalle ore 18.30

a cura di Melania Gazzotti e Mariella Segala

Spazio Arte Duina

Lo Spazio Arte Duina apre la sua nuova sede a Brescia con una mostra dedicata ad uno degli illustratori più apprezzati nel panorama nazionale: Alessandro Sanna.  Verrà proposta  una selezione di circa trenta lavori incentrati attorno al ritratto del drammaturgo e poeta William Shakespeare.

La mostra nasce da una selezione delle opere contenute nel libro edito dalla storica casa editrice mantovana Corraini nella primavera del 2017 in occasione del quattrocentesimo anno dalla morte del grande letterato inglese.
Essere o non essere Shakespeare è l’omaggio che ha voluto rendergli Alessandro Sanna, grande protagonista dell’illustrazione italiana e non solo.

Nell’instancabile tentativo di afferrarne lo spirito, Sanna ne evoca innumerevoli volte l’immagine servendosi delle tecniche pittoriche più disparate e ritornando una volta e un’altra sul volto del Bardo, in una serie quasi infinita di strabilianti esercizi di ginnastica visiva.
In mostra molte variazioni sul ritratto “istituzionale” di Shakespeare dell’incisore Martin Droeshout del 1623, che per altro fu realizzato dopo la morte del drammaturgo.

Shakespeare nelle diverse stagioni della vita fino alla morte e al teschio, strizzando l’occhio all’ironia, con l’evoluzione da bambino impertinente a giovane dallo sguardo sagace, a uomo forte e appassionato, ma anche riflessivo e saggio.
Shakespeare è visto come un brand. «Mi sono reso conto – ci dice Sanna – che il nome Shakespeare potrebbe stare su uno scaffale accanto a Nike, Adidas o Coca Cola e tutti nel mondo saprebbero cosa vuol dire. Quanto meno per Giulietta e Romeo. A quel punto mi balenavano tutti gli Shakespeare possibili, ho fatto anche il suo ritratto con il fil di ferro alla Calder e su un piatto, con la tempera all’uovo come una miniatura e poi con i pennarelli di mia figlia».

«A un certo punto ho creato per accumulo e Shakespeare è comparso anche nelle farfalle e nelle monete, come una sorta di metalinguaggio». In mostra vi è anche taccuino Moleskine disegnato interamente dall’artista pensando a Shakespeare in tutti i modi e le tecniche possibili.

In occasione della mostra è stata realizzata una serigrafia a tiratura limitata ispirata alla sua tragedia più celebre: “Giulietta e Romeo”. Inoltre nei giorni del 3 e 4 febbraio, l’illustratore terrà un workshop sempre presso lo Spazio Arte Duina. Partendo dalla storia del ritratto e dell’autoritratto, l’autore e illustratore di Essere o non essere Shakespeare accompagnerà i partecipanti in una sessione intensa di esercizi di ginnastica visiva, attraverso l’utilizzo di linee continue, segni intrecciati, infiniti puntini, penne e pennarelli , acquarelli e matite.

Oltre alla mostra negli spazi cittadini, Alessandro Sanna sarà protagonista di un prossimo evento nel bresciano, dal 28 gennaio al 15 aprile, in occasione della manifestazione lumezzanese LA TORRE DELLE FAVOLE 2018.

Le opere grafiche di Joan Mirò alla Galleria Alter Ego di Ponte Tresa

Joan Mirò - Sole rosso 1972
Joan Mirò – Sole rosso 1972

Domenica 3 dicembre, alle 18.00, la Galleria Alter Ego di Ponte Tresa-Svizzera inaugurerà “Istinto e poesia”, una mostra interamente dedicata alle opere grafiche del maestro spagnolo Joan Mirò. Le litografie, attentamente selezionate dal gallerista Andrea Scacciotti, appartengono a diverse raccolte degli anni Settanta realizzate ad arte da celebri tipografie del tempo.

Tutte in ottime condizioni, racchiudono quella vivacità coloristica, quella forza segnica e quel lirismo solare e intenso che hanno trovato la massima espressione nell’opera del maestro proprio negli anni della maturità, rendendo la sua espressività unica e inimitabile e collocandolo tra i più celebri (e più amati) pittori del Novecento.

Una serie del 1972 (stampata da Ediciones Poligrafa di Barcellona per la Galleria Maeght di Parigi) raffigura gli elementi celesti tanto cari all’artista catalano: il sole rosso, la stella blu e la luna verde sono rispettivamente i soggetti principali di un trittico raffinato che riesce a trasportarci in una dimensione poetica di rara delicatezza.

Di maggiore forza espressiva sono invece le dodici opere tratte dal catalogo spagnolo “Litografo” (pubblicato nel 1972 e ripubblicato tre anni più tardi) in cui il segno e il colore si fronteggiano in un acceso contrasto che imprime alla composizione un dinamismo impetuoso e appassionato.

Molto diverse nella scelta stilistica ma altrettanto suggestive, le litografie realizzate da Graphis Arte Livorno per la Galleria Toninelli di Milano nel 1975: i “classici” personaggi stilizzati, vagamente antropomorfi, originati da pochi elementi essenziali estremamente caratterizzanti, che Mirò ha indagato e riproposto a più riprese, rendendoli protagonisti di una sua personalissima narrazione dal sapore mitologico.

La sperimentazione grafica ha rappresentato per Mirò un campo d’indagine non meno importante della pittura e della scultura; la sua vocazione per la sperimentazione, la sua inesauribile curiosità per le possibilità tecniche della pratica artistica e soprattutto il suo impegno etico nel rendere l’Arte il più possibile democratica, accessibile ad un grande pubblico, l’hanno spinto ad indagare con passione la litografia e l’acquaforte ponendo attenzione alle peculiarità artigianali dei mezzi impiegati senza per questo rinunciare all’originalità e alla libertà espressiva delle sue opere principali, presenti in tutti i principali musei del mondo, capaci di elevare il nostro spirito ad una dimensione tanto poetica quanto vitale ed istintiva.