Ornella Muti si confessa: “Ho sbagliato a sacrificarmi per gli uomini”

OrnellaMuti
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In edicola domani su F, il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei, l’intervista esclusiva a Ornella Muti. L’attrice e sex symbol, alla vigilia del suo ritorno in tv con la fiction Sirene, racconta per la prima volta e da single la sua delusione verso l’altro sesso e l’amore.

«Noi donne facciamo il grande errore di riversare sugli altri l’amore che abbiamo e che è immenso» Gli uomini meno? «Se avessimo la forza di guardarli per quello che sono, prendere quello che possiamo e cominciare a capire che amarci – amare noi stesse – è l’unica soluzione per uscire dall’inferno, allora staremmo benissimo».

Nello specifico parla dell’ex marito Federico Fachinetti, padre dei suoi due figli, Andrea e Carolina: «Come ho potuto farci due figli e amarlo tanto? Come è possibile che il giorno dopo in cui lui è uscito di casa, scoppi la guerra dei Roses? “Oggi sull’altare domani nella polvere”, mi capita di pensare. Alcune donne sono sempre sugli altari. Io non sono quel tipo di donna: noi ci proponiamo subito come delle geishe e finiamo per farci trattare come delle schiave, trascinate a terra per i capelli».

A proposito dei figli, ammette di essere stata una madre ingombrante: «Ho due figlie femmine e il paragone con me è inevitabile. La maggiore, Naike, per tutta la vita mi ha chiesto ogni giorno perché non avessi fatto il miracolo di farle gli occhi chiari. Ci vedono al ristorante, ci fotografano, le fanno i complimenti: “Sei bella come la mamma – dicono – peccato però gli occhi!”».

Come convive con una figlia così diversa da lei come Naike, estroversa, che posta foto un pochino private? «Mia figlia ha una mente molto brillante e intelligente, credo che faccia delle cose forti, però la sua è una forma di espressione moderna e io la rispetto. Alla fine quello che mette in rete va bene, io sono sua madre e lei è una regina dei social. La gente vuole spiare. Lei che mi ama tanto non fa vedere certo una mamma zoppa, ma una mamma che fa la spaccata, e pazienza se si vede un pezzettino di sedere!»

Ester Campese

Donna con Rose
Donna con Rose

La nota pittrice Ester Campese è tra gli artisti che espongo alla mostra I C O N S il cui vernissage si terrà il prossimo 12 ottobre al PARINI COWORKING in VIA VISCONTI BERNABO’ 13 a Milano.

La pittrice Ester Campese partecipa a questa mostra con l’opera “Donna con Rose”, già esposto a Londra, e rientrante in quella ricerca ed ispezione del mondo femminile da lei perseguito e dipinto in più sfaccettature, portando anche il suo punto di vista sulla contemporaneità, il tempo presente, che per sua stessa natura è icona di se stessa, in quanto simbolo e scenario dell’epoca che viviamo.

La pittrice continua a dialogare con i suoi interlocutori e mantenere connessa la sfera interiore e spirituale di ogni spettatore a cui suggerisce sommessamente con un’espressione femminile come comprendere il confine tra l’arte ed il mercato ma, soprattutto, l’indottrinamento che la società ci impone. Campey prova così, con grazia, a riportarci un mondo iconicamente più etereo, quello femminile.

Monumentale – Umberto Veronesi riposerà al Famedio

Monumentale Milano
Monumentale Milano

La Giunta comunale ha approvato la tumulazione delle ceneri del professor Umberto Veronesi nel Famedio del Cimitero Monumentale, a pochi giorni dal parere positivo del Consiglio Comunale espresso lo scorso 25 settembre.
Il celebre oncologo Umberto Veronesi, scomparso a Milano l’8 novembre 2016, riposerà quindi nella Cripta, accanto a personalità illustri come Franca Rame, Dario Fo, Enzo Jannacci, Alda Merini e Giorgio Gaber.

F è in edicola

F
F

In edicola domani, 20 settembre, su F, il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei, Lilli Gruber, giornalista e conduttrice di Otto e Mezzo, spiega perché nel suo programma la maggioranza degli ospiti sono ancora uomini.

«Otto e Mezzo è il programma dove parlano le prime linee dei partiti politici, delle aziende e delle istituzioni – dichiara la Gruber – e spesso per fare annunci importanti, il risultato è che gli ospiti sono in netta maggioranza uomini perché in Italia nella stanza dei bottoni ci sono ancora loro, non le donne».

Il motivo? «La nostra società è ancora molto patriarcale e tradizionalista. E, poi, dispiace dirlo, ma una parte di responsabilità ce l’abbiamo anche noi donne». In che senso? «Dobbiamo imparare a chiedere e a pretendere di più, ad alzare la voce. Invece tendiamo ad accontentarci. Dovremmo essere più consapevoli del nostro valore, credere più nel merito».
Lei ci ha sempre creduto? «Quando ero giovane pensavo che per emergere bastasse studiare, lavorare, essere brava, insomma. Ho passato più di 20 anni in Rai dando il massimo e nelle posizioni apicali non sono mai arrivata. Lì era evidente che a contare fossero altre cose: l’appartenenza politica, le fazioni. Ma non bisogna mai perdere la speranza. Impegnandosi e faticando i risultati prima o poi arrivano».
Lei infatti ci è arrivata. E la sua è una posizione di vertice. «È successo solo quando sono entrata in un’azienda privata, che ha come faro quello del merito. Nel momento in cui sono stata valutata per le mie capacità, sono andata avanti come un treno».
Una donna che piace al pubblico femminile perché «non ho mai usato la seduzione per affermarmi» e che per il suo essere determinata e tranchant non ha mai subito “avances fuori luogo”. «Non è un caso che mi sia sposata tardi. E con un francese (il giornalista Jacques Charmelot, ndr)». Che cosa vuole dire? «Che non pensavo proprio di sposarmi. In Italia non c’erano molti uomini disposti e pronti a un rapporto paritario, in Francia già di più».

Non ha avuto figli. Una scelta? «Direi di sì, ho sempre detto: niente matrimonio e niente figli. Il mondo del lavoro assorbiva tutte le mie energie e volevo essere autonoma, libera; per le donne della mia generazione la famiglia rappresentava ancora un vincolo troppo forte. L’unica volta che mi è venuta una fantasia seria sulla maternità è stata quando ho conosciuto mio marito, ma non ero più tanto giovane. Avrei comunque potuto provarci, ma non l’ho fatto».

Il settimanale F è disponibile anche in versione iPad e iPhone, nell’edicola di iTunes Store.

Festa della creatività italiana

Milano fashion week
Milano fashion week

MODA. DA DOMANI AL VIA ‘MILANO XL – LA FESTA DELLA CREATIVITÀ ITALIANA’ CHE ANIMERÀ LA CITTÀ FINO AL 26 SETTEMBRE

Domani, sabato 16 settembre, si accenderanno le luci di “MILANO XL – La festa della creatività italiana”, il progetto innovativo e coinvolgente che animerà le vie e le piazze di Milano fino al 26 settembre in concomitanza con la settimana della moda milanese.

Un appuntamento con la creatività del Made in Italy nato grazie a un accordo di sistema tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Comune di Milano, Confindustria e Fondazione Altagamma che hanno accettato di divenire, con la preziosa collaborazione e il supporto di Agenzia ICE, i soggetti attuatori di un progetto che renderà la città di Milano il palcoscenico dei racconti delle filiere produttive di eccellenza e delle storie che rendono unico il Made in Italy nel mondo.

Sette grandi installazioni scenografiche, fortemente evocative e dislocate in diversi punti della città, Fondazione Altagamma e Confindustria insieme a organizzazioni leader nei diversi settori – Anfao con Mido (occhialeria), Cosmetica Italia con Cosmoprof, Federorafi, Milano Unica (tessuti) con il suo partner storico SMI, Unic con Lineapelle (concia) e Fiera Milano con Sì Sposaitalia Collezioni (bridal fashion) – faranno conoscere al grande pubblico la creatività e il saper fare della manifattura italiana, che realizza prodotti di alta gamma riconosciuti a livello internazionale.

Sotto la direzione artistica di Davide Rampello e con l’ideazione scenografica di Margherita Palli, “Milano XL – La festa della creatività italiana” farà vivere ai milanesi e ai loro ospiti la Creatività come momento di piacere in nome dell’eccellenza artigiana italiana nel mondo.