“All you can eat” rischiosi

Le Iene
Le Iene

“LE IENE SHOW”

“ALL YOU CAN EAT” E SICUREZZA ALIMENTARE
SERVIZIO DI NADIA TOFFA

Domani, mercoledì 10 maggio in prima serata su Italia 1, nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Conducono Ilary Blasi e Teo Mammucari.

Da qualche anno in tutte le grandi città italiane aprono sempre più ristoranti che offrono la cosiddetta formula “all you can eat”, dove, sia a pranzo che a cena, è possibile mangiare senza limiti spendendo un esiguo prezzo fisso. La maggior parte di questi esercizi serve cibo giapponese, tra cui il sushi. È possibile consumare pesce crudo fresco e spendere solo poche decine di euro? Qualche settimana fa la Iena Nadia Toffa, in un’inchiesta sulla sicurezza alimentare, si era recata con un esperto “sushi man” in alcuni di questi ristoranti a Milano per valutare, tramite un primo impatto visivo, olfattivo, gustativo e tattile, la qualità del cibo offerto.
Successivamente, l’inviata aveva fatto analizzare alcuni campioni di pesce prelevati all’interno di otto “all you can eat” per testare il loro stato igienico-sanitario. Tre di questi riportavano risultati discretamente soddisfacenti, mentre negli altri cinque casi veniva riscontrata all’interno del pesce un’elevata presenza di batteri, da escherichia coli a stafilococco.
Inoltre, nonostante il valore di riferimento debba arrivare al massimo a 10.000, secondo questo esame, nei campioni dei cinque “all you can eat” in cui era stata rilevata l’esistenza di batteri i parametri arrivavano fino a 860.000. Al contrario, in porzioni di sushi prelevati da prestigiosi e rinomati ristoranti giapponesi il valore di riferimento dei batteri non superava 100.

In seguito alla messa in onda del servizio, che ha scatenato numerose polemiche, un “all you can eat” del capoluogo milanese ha deciso di distribuire dei volantini con lo slogan “Non temiamo le Iene, il sushi lo facciamo bene”.
Nadia Toffa, quindi, sopraggiunge nel suddetto esercizio per verificare che tutto sia effettivamente a norma.
Il titolare, sicuro della qualità del proprio cibo e delle buone condizioni igienico-sanitarie del ristorante, accompagna la Iena per il locale in modo che possa eseguire un’attenta ispezione, a partire, principalmente, dalla cucina.
L’inviata, infine, preleva alcuni campioni di pesce crudo da far analizzare in laboratorio e propone al ristoratore di recarsi in studio durante la diretta del programma per aprire insieme la busta sigillata contenente i risultati dei test effettuati. L’uomo accetta la “sfida”.

Sushi “All You Can Eat”: Cosa mangiamo?

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Domani, domenica 5 marzo in prima serata su Italia 1, nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Conducono Nadia Toffa, Andrea Agresti, Paolo Calabresi, Giulio Golia e Matteo Viviani.

Tra i servizi della puntata di domani:
– Da qualche anno in tutte le grandi città italiane aprono sempre più ristoranti che offrono la cosiddetta formula “all you can eat”, dove, sia a pranzo che a cena, è possibile mangiare senza limiti spendendo un esiguo prezzo fisso. La maggior parte di questi esercizi serve cibo giapponese, tra cui il sushi.

È possibile consumare pesce crudo fresco e spendere solo poche decine di euro? Nuova inchiesta di Nadia Toffa sulla sicurezza alimentare che, con l’aiuto di un esperto “sushi man”, si reca in alcuni di questi ristoranti a Milano per valutare, tramite un primo impatto visivo, olfattivo, gustativo e tattile, la qualità del cibo offerto.

Successivamente, l’inviata decide di far analizzare alcuni campioni di pesce prelevati all’interno di otto “all you can eat” milanesi per testare il loro stato igienico-sanitario. Tre di questi riportano risultati discretamente soddisfacenti, mentre negli altri cinque casi viene riscontrata un’elevata presenza di batteri all’interno del pesce, da escherichia coli a stafilococco.

Secondo questo esame, se nel sushi di prestigiosi e rinomati ristoranti giapponesi il valore di riferimento dei batteri si colloca a 100, nei campioni dei cinque “all you can eat” risultati negativi, i parametri arrivano fino a 860.000. In due casi è stata anche rilevata la presenza di istamina, una sostanza che può provocare addirittura il soffocamento in individui particolarmente allergici.

Infine, la Iena incontra il famoso chef di origine nipponiche e brasiliane Ricardo Takamitsu che fornisce un vademecum per riconoscere il sushi fresco.

 

Dj Fabo: intervista a Marco Cappato

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Mercoledì 1 marzo in prima serata su Italia 1 nuovo appuntamento con “Le Iene Show” condotto da Ilary Blasi e Teo Mammucari.

Tra i servizi della puntata di domani:
La scorsa settimana le Iene hanno raccontato la storia di Dj Fabo, al secolo Fabiano Antoniani, 39enne che, in seguito a un incidente stradale avvenuto nel 2014, divenne cieco e tetraplegico. Lo scorso gennaio, quest’ultimo aveva rivolto un appello al Presidente della Repubblica affinché in Italia venisse legalizzata l’eutanasia. Al momento, però, le proposte di legge al riguardo sono ferme in Parlamento.

La mattina dello scorso 27 febbraio DJ Fabo è deceduto presso la struttura di un’associazione in Svizzera, dove la legge autorizza il suicidio assistito, una procedura che dà la possibilità a un malato terminale di decidere di morire senza l’intervento diretto di un medico.

Ad accompagnarlo, Marco Cappato, esponente di Radicali italiani e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, che potrebbe rischiare fino a 12 anni di carcere per tale gesto. Giulio Golia intervista Marco Cappato che racconta l’ultimo viaggio di Dj Fabo. La Iena, inoltre, accompagna il politico nella Caserma dei Carabinieri a Milano dove lui ha deciso di recarsi per «autodenunciarsi per “l’aiuto al suicidio” di Dj Fabo».

 

Le Iene: intervista a Rizzoli

Iene e Rizzoli
Iene e Rizzoli

POLEMICHE JUVENTUS-INTER,
INTERVISTA ALL’ARBITRO NICOLA RIZZOLI:

“LA PALLA NON È MAI STATA FERMA QUINDI
NON SI È MAI RIPRESO IL GIOCO CORRETTAMENTE”

“SUDDITANZA NEI CONFRONTI DELLA JUVENTUS?
ASSOLUTAMENTE NO E MI SEMBRA DI AVERLO DIMOSTRATO.
SI E’ PARLATO A INIZIO CAMPIONATO DI UN MIO ERRORE CONTRO LA JUVE…”

“LE DICHIARAZIONI DI JOHN ELKANN? NON CREDO SIA UNA QUESTIONE DI SAPER VINCERE O PERDERE. CREDO CHE L’INTER STIA CERCANDO DI FAR DI TUTTO PER SCONTARE DELLE GIORNATE DI SQUALIFICA AI SUOI GIOCATORI”

A una settimana da Juventus-Inter le polemiche non sembrano finire. I nerazzurri hanno reclamato un possibile rigore su Mauro Icardi e uno su Danilo D’Ambrosio. L’Inter, inoltre, contesta i turni di squalifica a Ivan Perišić e a Icardi.
Ha fatto molto discutere anche il video pubblicato da Inter Channel a 48 ore dal match che raffigura una decisione dubbia del direttore di gara, Nicola Rizzoli, non visibile in tv durante la diretta. A metà del secondo tempo, con gioco fermo per fuorigioco di Perišić , Giorgio Chiellini passa la palla a Buffon, Icardi è lesto ad intercettare il passaggio ma viene fermato dall’arbitro. Perché?
La Iena Nicolò De Devitiis, nell’appuntamento con “Le Iene Show” di domani, domenica 12 febbraio in prima serata su Italia 1, intervista in merito l’arbitro Nicola Rizzoli, chiedendogli di fare l’’ “automoviola” della tanto discussa azione riguardando insieme il filmato.

Iena: Come stai vivendo questa settimana? Perché è una settimana di polemiche. Nel calcio non si parla d’altro…
Rizzoli: Nel calcio si parla tanto, forse delle volte si parla un po’ troppo. Cosa possiamo fare noi?
Iena: La polemica è nata 48 ore dopo la partita su un presunto video che è uscito…
Rizzoli: Cosa devo dire io?
Iena: Noi siamo qua per fare l’automoviola, cioè la moviola di se stesso. Le va?
Rizzoli: Sì, non posso, però cercherò di fare il possibile.
Iena: Siamo al 24’ e viene fischiato un fuorigioco, che ci stava…( ndr, guardano insieme il filmato diffuso da Inter Channel).
Rizzoli: Pare di sì.
Iena: Viene portata la palla sulla fascia per essere battuta. Si avvicina Chiellini, a cui viene data palla e batte.
Rizzoli: La palla viene data a Chiellini, la mette a posto con il piede e la passa al portiere per farla battere, ma, a parte che la palla non è mai stata ferma quindi non si è mai ripreso il gioco correttamente, credo che in questo caso Rizzoli abbia ritenuto la palla non battuta in maniera corretta e quindi ha fatto riprendere da posizione idonea. La palla deve essere ferma quando devi riprendere quindi credo che in quel caso Rizzoli abbia notato che la palla non era ferma.
Ma mi sembra che abbia fischiato due volte. Se va avanti, la ribatte ancora e la riferma di nuovo, gliela fa ribattere nuovamente quando la palla è finalmente ferma. Vede che anche qua ancora la palla non era ferma, Rizzoli ha fischiato di nuovo un’altra volta, gliela fa di nuovo mettere nella posizione. La palla è ferma e la batte. Ma di cosa stiamo parlando? Io non valuterei Rizzoli in base a un episodio del genere.
Iena: Però Icardi era lanciato a rete…
Rizzoli: Per essere lanciato a rete bisogna che l’azione sia in gioco. Parliamo di niente, credo, poi se volete valutare Rizzoli da questa immagine, fatelo. Questo fa parte delle cose normali del calcio italiano.
Iena: Sembra quasi che Rizzoli fischi quando Chiellini reclama il fallo.
Rizzoli: Non credo proprio. Non credo proprio che un arbitro possa fare una cosa del genere. Non è mai successo che un giocatore reclami un fallo e l’arbitro fischi. Te lo garantisco.
Iena: Da moviolista, condanna Rizzoli o lo assolve?
Rizzoli: Devo essere proprio cattivo?
Iena: Deve essere str***zo.
Rizzoli: Io lo assolverei…anche da str***o.

Iena: John Elkann ha fatto una dichiarazione in cui dice che l’Inter non sa perdere e che sta esagerando. Lei è d’accordo?
Rizzoli: No, non credo che sia una questione di saper vincere o saper perdere. Credo che l’Inter stia cercando di far di tutto per scontare delle giornate di squalifica ai suoi giocatori ed è comprensibile l’atteggiamento, poi dopo i modi sono criticabili come è criticabile l’operato di un arbitro.
Iena: Ma non è che c’è un po’ paura di rendere la vita difficile alla Juventus?
Rizzoli: No.
Iena: Non c’è sudditanza?
Rizzoli: Assolutamente no. Mi sembra di averlo dimostrato. Si è parlato a inizio campionato di un errore contro la Juventus che avrei fatto io quando giocava contro il Milan, quindi…In Italia tutti siamo allenatori, tutti siamo calciatori, tutti siamo arbitri. Il problema è che quando uno prende una decisione, in Italia la decisione è criticabile.

Le Iene Show

Le Iene
Le Iene

Torna “Le Iene Show” con due puntate settimanali in prima serata su Italia 1. Da domani 12 febbraio, alla conduzione dell’appuntamento domenicale ci saranno Nadia Toffa, Andrea Agresti, Giulio Golia, Matteo Viviani e Paolo Calabresi.
Dal 15 febbraio, tutti i mercoledì, torna al timone la ormai collaudata coppia formata da Ilary Blasi e Teo Mammucari.

Tra i servizi della puntata di domani:

Marco Maisano si occupa degli ultimi sviluppi relativi al caso di Emma, una bambina che sei anni fa, quando aveva appena 21 mesi, fu rapita dal padre Mohamed Kharat. La piccola fu allontanata dalla madre Alice e portata dall’Italia in Siria. Nel novembre 2013, le Iene si erano recate, una prima volta, al confine tra Turchia e Siria per parlare con il padre, ma, nonostante le promesse dell’uomo che si era inizialmente detto disponibile ad un incontro con la ex compagna, la madre aveva continuato a non avere notizie né della bambina né del marito. Gli inviati avevano allora cercato di rintracciarlo una seconda volta e, grazie all’aiuto di un mediatore, erano riusciti a far incontrare l’uomo con Alice, ma, anche in questa caso, Mohamed aveva poi fatto perdere le sue tracce.

Lo scorso novembre, Marco Maisano si è recato nuovamente in Turchia dove, tramite uno stratagemma, aveva incontrato Mohamed. L’inviato aveva tentato invano di convincerlo a rivelare dove si trovasse la bambina e, successivamente, aveva chiamato la polizia turca e avvisato l’Interpol poiché sull’uomo pendeva una condanna emessa dal Tribunale di Monza a dieci anni per sequestro di persona e sottrazione di minore. Dopo essere stato arrestato, Kharat ha trascorso gli ultimi mesi in detenzione prima in Turchia e poi in Grecia. Pochi giorni fa, Kharat è stato estradato in Italia, dove si trova attualmente. La Iena ripercorre la vicenda e segue passo dopo passo, insieme alle forze dell’ordine, il trasferimento dell’uomo dall’aeroporto di Atene fino a Fiumicino e, infine, al carcere.

Viareggio. 29 giugno 2009, ore 23:48. Il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, con un convoglio di quattordici carri cisterna contenenti gpl, entra nella stazione di Viareggio e, presumibilmente a causa del cedimento del carrello del primo carro, deraglia. In seguito all’urto, la cisterna ancora in corsa si perfora e, facendo uscire il gas, esplode. Nel giro di pochi secondi, l’incendio ingloba case e strade intorno alla stazione. Quella notte persero la vita 32 persone. Dopo 8 anni e 140 udienze, lo scorso 31 gennaio, il tribunale di Lucca ha stabilito le prime condanne per la strage di Viareggio. Giulio Golia ripercorre i luoghi della tragedia e intervista i famigliari delle vittime di quel drammatico incidente.

Muslim ban e muro al confine tra Stati Uniti e Messico: la politica anti-immigrazione di Donald Trump ha suscitato moltissime polemiche. In Europa, però, di barriere di separazione tra Stati ne esistono già. Nell’estate 2015, in risposta all’ondata migratoria, ad esempio, per ordine del governo ungherese di Viktor Orban è stato eretto un muro di rete metallica e filo spinato che separa Ungheria e Serbia. Il reportage di Gaetano Pecoraro racconta dell’operato dei cosiddetti “cacciatori di migranti”, una squadra privata paramilitare creata da László Toroczkai, sindaco di estrema destra di Ásotthalom, centro abitato del sud dell’Ungheria. Il compito di questo gruppo armato è quello di appoggiare l’esercito ungherese nel presidiare il confine, respingendo i profughi per lo più provenienti da Afghanistan, Pakistan e Siria. La Iena raccoglie le testimonianze dei migranti che da mesi vivono nelle prossimità del muro tra fame, gelo e precarie condizioni igieniche e sanitarie. Secondo alcune associazioni per i diritti umani e i racconti degli stessi migranti, inoltre, alcuni di loro subirebbero maltrattamenti nei loro disperati tentativi di oltrepassare la frontiera ungherese. L’inviato intervista quindi László Toroczkai, tra i primi a lanciare l’idea del muro, e uno dei suoi paramilitari.