Prima marcia ecologia al Parco della Vettabbia

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Si terrà nella mattinata di sabato 6 maggio la tappa milanese della GP EcoRun: una corsa/camminata in defaticamento che permette di scoprire il nuovo bellissimo parco della Vettabbia che sta davanti al Monastero di Chiaravalle.

Organizzata da Edizioni Green Planner in collaborazione con il Parlamento Europeo e con il patrocinio di Ministero dell’Ambiente, Enea, Patto dei Sindaci e Municipio 4 e 5 oltre ad associazioni ambientaliste e sociali del territorio, la tappa milanese è inserita all’interno della manifestazione La Valle dei Monaci per Food City (una due giorni di iniziative legate a cibo, ambiente e socialità ideata dal Social Lab Valle dei Monaci, una rete di realtà da anni attive nella promozione di questo territorio).

Sono vivamente invitate a partecipare le scuole (iscrizione gratuita per i ragazzi fino ai 18 anni) cui viene riconosciuto un attestato di partecipazione.

Inoltre, la delegazione più numerosa verrà premiata. Alla GP EcoRun partecipano i runner ma anche le famiglie e i bambini. La manifestazione è pet friendly: sono ben accetti anche i cani che possono partecipare se tenuti al guinzaglio.

Anche quest’anno la GP EcoRun ospita e dà visibilità ad associazioni impegnate nel sociale: in particolare sarà con noi Aicra (www.aicra.it), una onlus impegnata nel diffondere la conoscenza su un tema come quello della craniostenosi (bimbi che nascono senza fontanella) e che colpisce 1 caso su 2.200 nati vivi.

Costi iscrizione: 5 euro (è possibile effettuare la preiscrizione anche online (www.gpecorun.it) o presso Open More than book (viale Montenero 6, Milano). Ricco pacco gara per i primi 300 iscritti. E premi per tutti

Certificazione FSC per il bosco di Asiago

Bosco di Asiago
Bosco di Asiago

Il bosco di Asiago ottiene la certificazione FSC®: il messaggio di sostenibilità di Mario Rigoni Stern ed Ermanno Olmi, “i grandi saggi dell’Altopiano”, diventa concretezza

Con i suoi 6 mila ettari di superficie, è la seconda foresta veneta certificata dal Forest Stewardship Council®, ONG che ha dato vita ad un sistema di certificazione forestale riconosciuto a livello internazionale che si traduce nell’assunzione e nel rispetto di regole per una gestione forestale rispettosa dal punto di vista ambientale, benefica a livello sociale ed economicamente efficace.

La certificazione del bosco di Asiago si inserisce in un solco importante, tracciato da due suoi illustri frequentatori, che hanno divulgato l’uno con la penna e l’altro attraverso la cinepresa l’importanza di tutelare e preservare il patrimonio ambientale.

Padova, 13/04/2017 – Situato in provincia di Vicenza, al confine con il Trentino Alto Adige, il bosco di Asiago ottiene la certificazione FSC – Forest Stewardship Council, che dal 1993 riconosce i prodotti che impiegano legno proveniente da foreste e piantagioni gestite in maniera corretta e responsabile.
La certificazione si inserisce idealmente in un solco tracciato dai “due grandi saggi dell’Altopiano”, uno nativo di Asiago, Mario Rigoni Stern, e l’altro, Ermanno Olmi, per il quale Asiago è tutt’ora il buen retiro, entrambi sostenitori di un rapporto più intimo, c onfidenziale ed armonico con la Terra, i suoi ritmi e i suoi fragili equilibri, che possa instaurarsi attraverso scelte sostenibili.

Il bosco di Asiago è il secondo bosco veneto certificato FSC, e la certificazione di Gestione Forestale Responsabile giunge a soli due mesi di distanza da quella rilasciata ai 320 ettari di boschi dell’Associazione Forestale di Pianura, che interessa le pinete di Eraclea Mare e Porto Santa Margherita e il più grande bosco planiziale del Veneto – 120 ettari dei boschi Prasaccon e Bandiziol di San Stino di Livenza.

IL BOSCO. La proprietà del Comune di Asiago, ora certificata, occupa la porzione centrale e nord-orientale dell’Altopiano, con un’estensione di circa 6 mila ettari. Grazie alla tradizionale gestione locale – prima sotto la Reggenza dei Sette Comuni e della Serenissima Repubblica di Venezia, e poi dello Stato Italiano –, ad un’attenta pianificazione e all’applicazione di criteri di sostenibilità risulta oggi una delle estensioni forestali più importanti del Veneto.
La foresta originaria, come per la maggioranza dei boschi italiani, non trova riscontro nel territorio odierno: uno degli aspetti che ha condizionato maggiormente l’area è stata la prima guerra mondiale, a causa della quale circa il 60% del patrimonio forestale è stato distrutto. Tuttavia, alla fine del conflitto (1921) è iniziata una massiccia opera di ripopolamento, che ha portato nel tempo i boschi all’attuale struttura e composizione: le strutture forestali oggi variano dal bosco misto di faggio e di abete rosso e bianco, a quello puro di abete rosso, con tutto il corredo tipico delle piante del sottobosco. Alle quote più alte predomina invece il lariceto e il mugheto.

La gestione responsabile di questa risorsa preserva da secoli un immenso contenitore di biodiversità, che fornisce legname da lavoro e per uso domestico, cibo e riparo per la vasta gamma di specie animali che la popolano durante tutte le stagioni dell’anno: i ‘Cives’, la popolazione che vive nell’area del Comune di Asiago e che ha il diritto ad usare gli scarti delle utilizzazioni come legna da ardere, sono stati fondamentali in questo, ed hanno mantenuto vivo l’interesse verso le risorse presenti sul territorio fino ai giorni nostri.

LA CERTIFICAZIONE FSC. La certificazione di Gestione Forestale FSC, che garantisce la gestione responsabile delle aree boschive secondo alti standard ambientali, sociali ed economici, è stata ottenuta a marzo di quest’anno come parte integrante del piano di gestione di forestale chiamato ‘Piano di Riassetto’, con validità 2011 – 2021 (che ha tra gli obiettivi l’integrazione gestionale tra le aree a vocazione produttiva e le aree di conservazione, il coinvolgimento delle popolazioni locali, il mantenimento degli stock di carbonio, la produzione di legname di alta qualità e e la valorizzazione di prodotti forestali non legnosi), e in continuità con la t radizione di uso attivo e responsabile della risorsa boschiva: FSC si propone infatti come punto di riferimento nella legalità e sostenibilità della filiera legno – carta, in accordo con i più attuali e rigorosi standard di gestione responsabile della risorsa forestale.
Sono state quindi individuate le aree ad Alto Valore di Conservazione, identificate attraverso l’usuale consultazione con esperti locali e questionari proposti alla popolazione, che ha avuto così il modo di esprimere il proprio parere durante tutte le fasi del processo di certificazione. Le altre zone sono invece destinate a scopi produttivi: il principale prodotto è il legno di alta qualità di abete rosso, abete bianco e larice, usato prevalentemente come legname da opera; come prodotto secondario o di scarto si ricava invece legna da ardere di faggio.

“Un primo passo per il Veneto, – ha concluso Diego Florian, Direttore di FSC Italia – un enorme contributo alla cultura di gestione responsabile delle foreste nel nostro Paese: grazie alla certificazione secondo gli standard FSC dei boschi del Comune di Asiago, da oggi un territorio già ricco di storia potrà contribuire attivamente alla salvaguardia del proprio patrimonio boschivo, attraverso una gestione rispettosa dell’ambiente, socialmente utile ed economicamente sostenibile. Attiva, perché condotta secondo un piano di ampio respiro; responsabile, perché punta a valorizzare la risorsa forestale oggi, con uno sguardo alle generazioni future: la certificazione di gestione forestale responsabile dei boschi del Comune di Asiago corona un rapporto tra uomo e bosco che esiste da secoli: un legame che traspare dalle pagine di molti racconti di Mario Rigoni Stern ed è tutt’oggi visibile”.

“La certificazione FSC è il risultato di un percorso condiviso, che interessa tutti gli asiaghesi; questo progetto parte da un concetto storico che ha un unico filo conduttore, ovvero che la comunità è custode del proprio patrimonio. Da qui la valorizzazione del bosco come risorsa primaria e come elemento della comunità – ha dichiarato il sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern – Un risultato straordinario che ci rende orgogliosi, e che ben si lega alla tutela delle nostre eccellenze. Auspico che questo sia il primo passo per estendere a tutto il territorio questo tipo di certificazione di gestione forestale sostenibile”.

“Un riconoscimento non solo per Asiago, ma per l’intero territorio provinciale: il marchio FSC è infatti garanzia di gestione sostenibile e di rispetto dell’ambiente, con ricadute che si possono e si potranno misurare in termini ambientali, sociali e, non da ultimo, economici – ha aggiunto il Consigliere Provinciale con delega all’Ambiente, Matteo Macilotti – Per questo l’augurio è che Asiago sia solo il primo di tanti altri Comuni vicentini che vorranno certificare il proprio patrimonio forestale: la Provincia è disponibile sin d’ora a fare da coordinatrice di una rete virtuosa, nella consapevolezza che il marchio tecnico sottindenda una cultura sempre più attenta e sensibile ai valori ambientali”.

BOSCHI CERTIFICATI NAZIONALI ED ECONOMIA. L’Italia mantiene il quinto posto al mondo e il terzo in Europa per numero di certificazioni Catena di Custodia, strumento che garantisce la rintracciabilità dei materiali provenienti da foreste certificate FSC, indispensabile alle aziende per poter applicare le etichette FSC sui prodotti e venderli come certificati.

La superficie forestale certificata FSC in Italia si attesta sul valore complessivo di circa 52.245 ettari e su scala internazionale raggiunge circa 187 milioni di ettari in 80 Paesi. Il ruolo trainante nella Catena di Custodia spetta ai settori carta (produzione e commercio) e stampa-editoria. Nell’insieme i due settori determinano oltre il 60% delle certificazioni Catena di Custodia in Italia. La terza piazza è occupata dal settore degli arredi (per interni ed esterni) e dei componenti per mobili (14% del totale con 190 aziende complessivamente). Tra il 2009 e il 2013, le imprese certificate, in senso generale, hanno visto i loro fatturati aumentare mediamente del 3,5%, quelle non certificate del 2%: le certificazioni portano in dote, cioè, uno ‘spread’ positivo di 1,5 punti percentuali. Ancora meglio nell’occupazione, dove lo spread arriva a 3,8 punti percentuali: le aziende certificate hanno visto crescere gli addetti del 4%, le altre dello 0,2.

Utilizzare legno proveniente da foreste e boschi certificati vuol dire anche poter misurare precisi vantaggi economici per le aziende che vi ricorrono, con effetti positivi sulla competitività nei mercati. Tuttavia la certificazione non è solo strumento di mercato: la gestione responsabile di boschi e foreste riduce il rischio di fenomeni come gli incendi soprattutto estivi, salvaguardando gli equilibri biologici (essendo uno strumento utile contro la deforestazione soprattutto all’estero).

Periferie: Partite le “Pulizie di Primavera”

Amsa
Amsa

Sedici interventi domenicali di pulizie mirate nei quartieri periferici e semiperiferici di Milano programmati da Amsa e Comune di Milano. Il ciclo primaverile di pulizie straordinarie è partito domenica 3 aprile e terminerà il 15 luglio.

Domani 9 aprile le squadre Amsa saranno al lavoro nei quartieri Bicocca, Dergano, Giambellino e Stadera.
L’attività di pulizia domenicale nelle periferie è stata confermata, in accordo con l’Amministrazione Comunale, essendosi dimostrata efficace per il mantenimento del decoro nei quartieri di Milano che necessitano maggiore attenzione e presidio.

Nel 2016 Amsa ha erogato 25 giornate di lavoro extra, pari a 6.500 ore, dedicate alla pulizia di fino di strade e aree verdi, rimozione degli scarichi abusivi, manutenzione dei pozzetti stradali, diserbo dei marciapiedi e lavaggio scale e sottopassi.

Il programma degli interventi prevede 3.500 ore di lavoro aggiuntive rispetto ai regolari servizi di pulizia e spazzamento effettuati da Amsa in città, con 40 operatori coinvolti in ogni domenica di lavoro.

Gli interventi di pulizia straordinaria non si esauriranno nel mese di luglio. Amsa ha già previsto un ciclo autunnale di domeniche al lavoro ed è sempre disponibile a supportare le iniziative locali organizzate dai comitati di quartiere e associazioni di cittadini, provvedendo a fornire materiali per la pulizia o personale per supportare specifiche attività nelle zone.

Nel mese di aprile Amsa interverrà nei quartieri Città Studi, San Cristoforo, Ghisolfa e nell’area Lodi – Corvetto (16 aprile), Barona, Bruzzano, Greco, Gratosoglio – Ticinello (23 aprile), Adriano, Affori, Baggio e viale Tibaldi (30 aprile). Il calendario degli interventi sarà pubblicato mensilmente sul sito web di Amsa.

C40: Milano sostiene la “Air’Evolution”

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Milano si unisce alle grandi città del mondo nello sforzo di garantire una migliore qualità dell’aria ai suoi cittadini. Il capoluogo lombardo sostiene, infatti, Air’evolution, l’azione promossa dal network C40 per diffondere dati e informazioni corrette relative all’effettiva produzione di inquinanti delle automobili in circolazione in città.
L’impegno di C40 è stato annunciato, oggi, a Parigi, dove si è svolto un incontro cui hanno partecipato i leader di alcune delle città internazionali impegnate sul fronte della lotta al cambiamento climatico e i rappresentanti di alcune case automobilistiche.

Al termine della riunione, il sindaco della capitale francese e presidente di C40 Anne Hidalgo e il sindaco di Londra Sadiq Khan hanno comunicato l’intenzione di lavorare all’elaborazione di schemi per catalogare le nuove auto in base alle emissioni reali e al loro impatto sulla qualità dell’aria. Obiettivo: consentire ai cittadini di fare scelte più consapevoli e attente all’ambiente.

L’Amministrazione Comunale di Milano ha accolto con soddisfazione la
Air’evolution prende le mosse da una considerazione: le attuali categorizzazioni dei veicoli rendono conto soltanto di alcuni inquinanti e valutano le emissioni prodotte dalle auto solo in condizioni di laboratorio. Secondo alcuni studi, però, le emissioni effettive, su strada, sono 15 volte superiori rispetto agli standard.

Per questo motivo, i sindaci C40 hanno deciso di promuovere nuovi sistemi di categorizzazione sulla base degli inquinanti atmosferici emessi in situazioni stradali reali. Tali informazioni saranno messe a disposizione dei cittadini attraverso siti web dedicati.

A tale scopo, con il supporto di Bloomberg Philanthropies, FIA Foundation e “the Joshua and Anita Bekenstein Charitable Fund”, C40 collaborerà con l’International Council on Clean Transportation (ICCT) e Emissions Analytics, già attivi nella misurazione e nel monitoraggio delle emissioni.

Diverse città del network, tra cui Milano, Seul, Madrid, Città del Messico, Mosca, Oslo e Tokyo, si impegneranno con Parigi e Londra a lavorare allo sviluppo di un sistema globale di catalogazione autorevole e accessibile a tutti i cittadini, e studieranno come fornire loro dati accurati e trasparenti.

Milano è, infatti, interessata a dare il proprio contributo affinché tutti i cittadini possano ricevere informazioni corrette e puntuali sull’inquinamento realmente prodotto dalle auto.

Street Food: A Milano cibo di strada su mezzi green

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A Milano i sapori dello street food trovano casa. Approvata oggi dal Consiglio Comunale, con 36 voti favorevoli e un astenuto, la modifica del regolamento per la somministrazione di cibi e bevande in area pubblica, che rende definitiva la possibilità, per milanesi e turisti, di assaporare le più autentiche e gustose ricette da strada della tradizione gastronomica regionale italiana.

Una modifica che giunge al termine di una lunga sperimentazione, durata oltre un anno, iniziata con Expo.
“Terminata con successo la sperimentazione, vogliamo stabilizzare modalità di vendita e numero di operatori che possono offrire questa apprezzata esperienza di gusto a milanesi e turisti – dichiara l’assessore al Commercio e Attività produttive Cristina Tajani -. Oggi lo street food rappresenta una modalità di commercio ampiamente diffusa nelle capitali europee e mondiali che a Milano vogliamo si caratterizzi per offerta di qualità con mezzi ecologici. Come Amministrazione vogliamo incentivare quella che non è solo una scoperta dei gusti e dei sapori della nostra tradizione ma anche, e soprattutto, una occasione di lavoro per molti giovani che nello street food hanno trovato la propria opportunità commerciale e occupazionale”.

La modifica del regolamento permette di mettere bando 50 autorizzazioni della durata di cinque anni per l’esercizio dell’attività di street food all’interno del Municipio 1, che si è espresso in maniera favorevole all’iniziativa. Tutti i mezzi utilizzati (tricicli o quadricicli) dovranno presentare un’univoca veste grafica riconducibile all’assegnatario e avere una dimensione massima di 3,60 m di lunghezza per 1,70 m di larghezza, oltre ad essere eco-friendly, a trazione a pedali o assistita e a motore elettrico.

I mezzi potranno operare in tutta la città salvo che in alcune strade e piazze dove, per il contesto urbano/monumentale, rimangono comunque escluse: l’asse commerciale Piazza San Babila/Castello (Via Beltrami, Largo Cairoli, Via Dante Alighieri, Piazza Cordusio, Via Mercanti, Piazza del Duomo, Corso Vittorio Emanuele II e Piazza San Carlo). L’attività potrà svolgersi in concomitanza di tempo e luogo con fiere o mercati esistenti ma a una distanza minima di 500 metri dai medesimi.

Gli operatori dello street food potranno proporre prodotti e peculiarità alimentari provenienti da tutto il mondo ma anche i prodotti DOP, IGP, STG e PAT della tradizione e delle culture italiana e lombarda e prodotti freschi.
Le 50 autorizzazioni verranno assegnate attraverso bando pubblico nei prossimi mesi. Per i 28 operatori che hanno partecipato alla fase di sperimentazione le attuali autorizzazioni saranno prorogate fino all’approvazione delle nuove graduatorie.
Il provvedimento approvato è immediatamente eseguibile.