di Stefany Sanzone – Dopo dodici mesi dall’elezione di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano, la Giunta spegne la sua prima candelina. “Abbiamo vinto e cambieremo Milano” diceva l’avvocato Giuliano Pisapia lo scorso anno.
Milano oggi: la rivoluzione arancione è diventata un libro che ieri, il Sindaco, ha presentato alla Feltrinelli di piazza Piemonte, La rivoluzione gentile, dedicato alla campagna elettorale della primavera 2011. Rivoluzione che è appena cominciata perché, ha detto il sindaco, “è passato uno solo dei cinque anni in cui saremo chiamati a governare, ce ne vorranno altri per mantenere tutte le promesse. Un conto è fare campagna
elettorale, un altro trasformare in atti concreti gli impegni presi”. Ma dopo dodici mesi, per il sindaco arancione “il bilancio è positivo”.
Dodici mesi difficili, quelli di Pisapia, che con la sua giunta e il suo assessore al Bilancio Bruno Tabacci ha preso in mano una città con i conti disastrati e ha cominciato a farla camminare. “Non nascondo le difficoltà, le divergenze, anche le delusioni rispetto a tante aspettative”, ma nonostante ciò i successi: l’Area C è stata attivata, l’operazione derivati chiusa con 455 milioni a favore del comune, il Pgt (Piano del Governo e del Territorio) ha abbattuto l’indice di edificabilità del 50% garantendo più verde e meno cemento.
“Milano è l’unica città italiana – afferma il sindaco – che in un periodo di crisi ha diminuito del 20% gli affitti nelle case popolari per inquilini sotto un certo reddito. Milano rimane la città che ha la più bassa addizionale Irpef, è una delle pochissime città che non aumentano la percentuale sull’IMU prima casa (…)L’Italia e la Lombardia ci guardano”.




