“Orlando, furiosamente solo rotolando” – Spazio Teatro 89 di Milano

Orlando,furiosamente solo rotolando
Orlando,furiosamente solo rotolando

Entra nel vivo la rassegna di prosa “Monologhi per cinque sere” organizzata dallo Spazio Teatro 89 di Milano, che anche quest’anno propone spettacoli, per lo più di drammaturgia contemporanea, inconsueti e stimolanti.

Nel segno dell’affabulazione e della narrazione, senza disdegnare tuttavia anche registri più leggeri. Dopo il debutto di Federica Sassaroli con il divertente “Lei non sa chi sono io – Storie m’alate alla ricerca di sé”, martedì 13 febbraio (ore 21; ingresso 10-13 euro) l’auditorium di via Fratelli Zoia 89 ospiterà “Orlando, furiosamente solo rotolando”, di e con Enrico Messina (produzione Armamaxa Teatro, Bari), liberamente ispirato all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e, in alcuni passaggi, anche all’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo.

Camicia bianca, una tromba e uno sgabello: è tutto quel che serve per raccontare le vicende dei paladini di Carlo Magno e dei terribili saraceni. All’essenzialità della scena si contrappongono la ricchezza e i colori delle immagini evocate: accampamenti, cavalieri, dame, duelli, incantagioni, palazzi, armature, destrieri… Un vortice di battaglie e inseguimenti il cui motore è sempre la passione, vera o presunta, per una donna, un cavaliere, un ideale.

Reale trasporto o illusorio incantesimo? Sono solo storie. Storie senza tempo di uomini d’ogni tempo, in cui tutto è paradosso, iperbole, esasperazione.

Riscoprire il piacere della fabulazione e della fascinazione della parola, il senso di ascoltare delle storie e di ascoltarle assieme ad altri. Arte un tempo assai familiare alla nostra cultura, ormai trascurata se non del tutto dimenticata. Ecco perché l’Orlando Furioso di Ariosto, che proprio dall’arte dei cantastorie prese linfa per diventare alta letteratura; ed ecco perché il travolgente racconto che ne ha fatto Italo Calvino insieme a stralci di immagini “rubate” ad altri suoi libri come “Il Cavaliere Inesistente”.

Così le parole dei canti e delle ottave di Ariosto prendono nuova vita, un po’ tradite un po’ risuonate, e la narrazione avanza tra guizzi di folgorante umorismo e momenti di grande intensità, mescolando origini, tradizioni e dialetti. Nell’appassionante lavoro di scrittura alcuni episodi sono stati ripresi, altri rielaborati, altri completamente inventati com’è nell’essenza stessa dell’arte di raccontare.

Le capacità attoriali di Enrico Messina sono note: grazie a gag efficaci, al linguaggio onomatopeico dei cartoni animati, alle diversità linguistiche rese con sapiente simulazione dialettale, ai sottili e arguti riferimenti alla realtà odierna, alle brevi e intriganti considerazioni interpretative e a una gestualità coinvolgente, con il suo monologo l’attore pugliese riesce, come pochi altri, a catturare l’attenzione del pubblico, senza mai annoiarlo.