Lombardia: Convegno “Ambiente e legalità”

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“Oggi, insieme al Prefetto Attilio Visconti e agli altri rappresentanti del territorio, siamo qui per parlare di due argomenti importanti, etica e tutela dell’ambiente: sono temi sempre piu’ di attualita’ nella nostra Regione e in una provincia come questa Pavese. Regione Lombardia si e’ spesa molto nel corso di questa legislatura e lo fara’ senza dubbio anche nella prossima, per fare in modo di creare un contesto normativo all’interno del quale le attività illegali, di pochi, non mettano a rischio l’attivita’ positiva e legale di tanti altri”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, Claudia Terzi, intervenendo al convegno “Ambiente e legalita'”, che si e’ tenuto questo pomeriggio a Corteolona (PV).

LAVORARE INSIEME – La titolare lombarda all’Ambiente ha, quindi, rimarcato l’importanza di “fare sistema con tutte le componenti delle forze dell’ordine e le istituzioni deputate ai controlli e al presidio territoriale” e ha ricordato le sinergie gia’ attivate da Regione, quali “il Protocollo esistente con i Noe di Brescia e Milano finalizzato a migliorare l’efficacia e l’efficienza complessiva delle attivita’ di vigilanza, controllo e prevenzione in materia di tutela dell’ambiente e in particolare in relazione ai temi rifiuti, bonifiche e fanghi e la convenzione tra Regione Lombardia e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per l’impiego delle Unita’ Carabinieri Forestali nell’ambito delle materie di competenza regionale relative ad attivita’ di presidio territoriale, ambientale e idraulico che andra’ in Giunta domani mattina”.

AUTONOMIA NORMATIVA – “Nondimeno – ha rilevato Terzi – sarebbe auspicabile disporre di maggior autonomia normativa per intervenire su competenze esclusive statali in ambito di regole e pianificazione connessi al ciclo integrato dei rifiuti. Nel processo di negoziazione in atto per l’attuazione dell’art.116, comma 3 della Costituzione, Regione Lombardia ha chiesto, in virtu’ della efficienza dimostrata nel tempo e del raggiungimento di condizioni di sovradimensionamento di alcune categorie di impianti, di poter intervenire disciplinando in materia di decommissioning, eliminazione ricorso alle discariche favorendo il recupero e limitazioni agli ingressi di rifiuti extraregionali connessi a servizi pubblici locali come i fanghi”.

“Tale autonomia – ha concluso Terzi – servirebbe a indirizzare il ciclo dei rifiuti, spingere sempre piu’ verso il recupero e la circular economy, affrontare problemi di mercato emergenti e ridimensionare le fasi di trattamento dei rifiuti, riducendo anche il numero dei passaggi con solo stoccaggio nella filiera, a tutto vantaggio dell’ambiente e dei cittadini”.