Teatro Out Off : “L’angelo dell’informazione”

3 H L'angelo dell'informazione di A Moravia regia L Loris da sx A Gargiulo S Valsesia D Gaggianesi
3 H L’angelo dell’informazione di A Moravia regia L Loris da sx A Gargiulo S Valsesia D Gaggianesi

“L’angelo dell’informazione”, scritto da Alberto Moravia, fa parte di una raccolta di testi che il grande autore ha pensato appositamente per il teatro.
Da qualche anno, Lorenzo Loris sta seguendo un percorso che tende a mettere a confronto con la scena teatrale i grandi autori italiani che hanno contribuito ad innovare, nel tempo, l’uso della lingua italiana, da Testori, a Gadda a Calvino. Il suo percorso esplorativo continua quindi con Moravia.

Il testo, con tre personaggi (una coppia sposata e l’amante di lei), è ambientato a Roma e in esso vi sono continui riferimenti alla realtà italiana degli anni ‘80.

La commedia , scritta con un linguaggio immediato e diretto, tratta il tema della “verità” dell’informazione, argomento di grande attualità ai tempi di internet e fake news, ma di cui Moravia aveva intuito l’importanza fondamentale nell’epoca della comunicazione di massa.

Nel testo il suo interesse si rivolge sia in ambito privato, all’interno di un menage a tre, sia nel rapporto fra stampa e opinione pubblica.
Moravia mette in evidenza la differenza che sussiste tra informazione e conoscenza, sostenendo che il maggior numero di informazioni fornite non conduce necessariamente alla verità. Il protagonista maschile è infatti un politologo che lavora per un giornale nazionale e si occupa di Affari Esteri.

Moravia sostiene che ci sono due maniere di nascondere la verità: non dare alcuna informazione, che è la maniera, diciamo così, tradizionale, oppure darne troppe (con tutti mass-media di cui disponiamo) che è la maniera veramente moderna.

Questo accade di riflesso anche alla coppia dei protagonisti che vivono la crisi del loro matrimonio perché tra loro non c’è verità. Nonostante un’intimità erotica rivelata attraverso una dettagliata descrizione dell’ oggetto del consumo sessuale, continua a rimanere tra loro una distanza. Ritroviamo la deliberata assunzione del sesso come strumento di liberazione per fondare una vita più schietta e autentica.

Il rigorismo morale di Moravia è attenuato, cedendo il passo a una concezione sana della condizione sessuale in cui la tematica dell’autore è applicata alla maggiore istituzione etica borghese, il matrimonio.
Ciò che interessa Moravia e lo attrae non è tanto il problema della descrizione oggettiva degli atti e delle performance sessuali, ma quello più agitato e complesso dei rapporti tra i sessi, dove l’autore dispiega con chiarezza i suoi modi; che non sono solo i modi di far teatro, ma sono i modi di scrivere, di comunicare i suoi processi logici, le volute del suo desiderio pedagogico.

La strenua voglia, che Moravia sempre dichiara, è di voler far conoscere agli altri il risultato delle sue riflessioni, con lo scopo di farsi capire, dopo aver capito. “L’angelo dell’informazione” nasce da questo sforzo leggermente ironico di spiegare l’evidenza, dal rifiutare la dubbia logica del paradosso, per stare ai fatti. Moravia costruisce un apologo dove nessuno riesce a vincere nella lotta dei sessi, perché ognuno adopera il corpo dell’altro per quel che vale.