I Concerti della liuteria toscana: ultimo appuntamento

Quartetto futurista violino
Quartetto futurista violino

Innanzitutto le forme, particolarissime. Del resto stiamo parlando del “quartetto futurista” che il liutaio toscano Igino Sderci realizzò nel 1947 su disegno del pittore Ziffer.

Sagome originali, timbri eccellenti, gli stessi che vedremo e ascolteremo sabato 16 dicembre nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi (ore 17 – via Cavour, 3 – Firenze – ingresso libero) per l’ultimo appuntamento dei Concerti dei Quartetti della liuteria toscana, promossi dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dall’Orchestra da Camera Fiorentina in collaborazione l’Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte.

Sul palco il Quartetto d’Archi di Toscana Classica composto da Daria Nechaeva e Emanuele Brilli ai violini, Marco Alessandro Morelli alla viola e Leonardo Ascione al violoncello.

In programma il “Quartetto n. 76 in re minore” che il padre dei quartetti per archi, Franz Joseph Haydn, compose nel 1797 con la tecnica dell’intervallo di quinta (da cui il nomignolo “delle quinte”).

E proprio a Haydn Wolfgang Amadeus Mozart dedicò il “Quartetto per archi n. 19 K 465” – detto “delle dissonanze” per le arditissime battute introduttive – il brano che chiude l’appuntamento e tutta la rassegna dei Concerti dei Quartetti della liuteria toscana.

Il concerto sarà introdotto da un breve video dedicato al lavoro dei liutai toscani, ideato da Gaia Giannangeli e realizzato da Juri Ciani per l’Osservatorio dei Mestieri d’Arte.

Negli undici appuntamenti che si sono succeduti da ottobre a dicembre sono stati utilizzati strumenti realizzati da maestri quali Ettore e Luigi Cavallini, Guido Maraviglia, Paolo Vettori, Paolo Sorgentone e Michele Mecatti, Dario e Carlo Vettori, Ovidio Giarelli, Igino Sderci.

Sono state coinvolte le più importanti istituzioni musicali del territorio quali il Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra da Camera Fiorentina, l’Orchestra di Toscana Classica, l’Associazione Giovanile Musicale A.Gi.Mus. di Firenze, la Scuola di Musica di Fiesole, il Conservatorio Luigi Cherubini, il Liceo musicale Dante di Firenze e il Crazy Quartet che si esibiranno in scenari ricchi di storia come il Palagio dell’Arte della Lana, il Museo di Orsanmichele, il Cenacolo della Basilica di Santa Croce, Palazzo Medici Riccardi, Palazzo Vecchio, Villa Bardini e in altri spazi della città.

La realizzazione di un “quartetto d’archi”, cioè di strumenti destinati a suonare insieme che abbiano una coerenza sia sotto il profilo estetico sia in quello acustico, rappresenta il punto più alto nella produzione di ogni liutaio. Sfida ambiziosa a cui si arriva di solito in età matura, dopo aver messo da parte del legno considerato particolarmente adatto.

Il primo passo per un “quartetto” è infatti il materiale. E poi la sfida più ambiziosa: riuscire a dare una omogeneità timbrica, una “voce” sola ai quattro strumenti: che poi è l’obbiettivo di ogni gruppo di musica da camera.

Con il patrocinio di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze.