Teatro Maciachini: Dracula – RockShadowOpera

DRACULA10_FotoLuigiDePalma_r
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Dopo lo straordinario successo raccolto al suo debutto a Torino, lo spettacolo viene rappresentato nel nuovissimo TEATRO MACIACHINI in occasione della MILANO MUSIC WEEK, un’iniziativa interamente dedicata alla musica.
Dracula – RockShadowOpera, nuova produzione della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, è uno spettacolo horror-pop, intenso e immaginifico, che racconta un Dracula contemporaneo e disincantato, sradicato dai suoi contesti abituali e catapultato nel Terzo Millennio, in un’esistenza comoda e routinaria – forse anche piacevole – che ne fa però un principe decaduto, che ha ormai tradito se stesso.

Un personaggio inquietante e complesso, che riprendendo l’estetica e l’immaginario perturbante del Nosferatu del 1922, caro ad André Breton e ai surrealisti, acquista una inedita ironia, impastando in un tutt’uno il testo di Rosa Mogliasso, le ombre di Controluce e la colonna sonora dei Perturbazione, che alle atmosfere “della carne, della morte e del diavolo” hanno dedicato 10 canzoni inedite, quasi un concept album ispirato al signore dei vampiri.

Sul palcoscenico, mentre i Perturbazione suonano dal vivo, Tommaso Cerasuolo – voce del gruppo – interpreta un esangue Conte Dracula, impegnato a resistere alle sollecitazioni di una giovanissima Lucy, interpretata dalla cantante e attrice Celeste Gugliandolo, che vorrebbe riportarlo a vestire i panni del “Principe delle Tenebre”.

I due protagonisti si muovono fra le ombre realizzate da Controluce, evocanti incubi oscuri, ossessioni, castelli gotici in rovina, stormi di pipistrelli e impalamenti, in un continuo oscillare tra presente e passato, realtà e mondo interiore, archetipi e nuove icone dell’immaginario collettivo.

Mille sono i richiami letterari ai classici della letteratura gotica (Walpole, Radcliffe, Lewis), alternati alle tante letture che il cinema ha dato del “mito”: dal Nosferatu di Murnau, capolavoro del cinema muto, all’intenso Dracula neovittoriano di Coppola, dai cult prodotti negli anni ’50 e ’60 dalla Hammer, alle atmosfere dark contemporanee del cinema di Tim Burton.

Un nuovo Dracula, calato nel mondo contemporaneo. Tommaso Cerasuolo, che è anche l’autore dei testi delle canzoni, è persuaso che tra la figura mitica del vampiro e la sua rappresentazione ci sia “uno spazio che racconta il presente. Lo stesso romanzo di Bram Stoker è un concentrato dei costumi e delle ossessioni dell’epoca vittoriana.

Allo stesso modo, ciascuno con la sua sensibilità, Murnau, Herzog, Coppola e molti altri registi hanno ritratto il principe delle tenebre sotto l’influenza del proprio tempo, creando opere e vampiri diversissimi. In effetti, Dracula è materiale estremamente plastico e malleabile, perché proprio di manipolazione si nutre il vampiro, che prima di aggredire le sue vittime, le isola, le aggira, le seduce. Ma se oggi fosse proprio lui, il Conte Dracula, la prima vittima dei suoi inganni?”

La scena è quasi ossessivamente dominata dal colore rosso, che pulsa, avvampa, si incendia intorno alla vicenda dei personaggi, attraverso un uso delle luci che propone un’atmosfera da concerto rock più che da spettacolo teatrale.