SALVATORE SCIARRINO L’ECO DELLE VOCI

Salvatore Sciarrino
Salvatore Sciarrino

26° Festival di Milano Musica – SALVATORE SCIARRINO L’ECO DELLE VOCI –
Percorsi di Musica d’oggi 2017

VENERDÌ 3 NOVEMBRE 2017, ore 20.30

Auditorium San Fedele

Quatuor Diotima
Yun-Peng Zhao, violino
Constance Ronzatti, violino
Franck Chevalier, viola
Pierre Morlet, violoncello

IRCAM Computer-Music Design: Vincent Isnard (**), Manuel Poletti (*)
gmem-CNCM-marseille Computer-Music Design: Charles Bascou (**)
IRCAM Sound Engineer: Jérémie Bourgogne

Salvatore Sciarrino (1947)
Quartetto n. 8 (2008, 10’)

Alberto Posadas (1967)
da Liturgia Fractal (2003/08)
4. Arborescencias (11’)
1. Ondulado tiempo sonoro… (8’)

Ashley Fure (1982)
Anima (2017, 27’) per quartetto d’archi ed elettronica **
Co-commissione gmem-CNCM-marseille, Théâtre d’Orléans, IRCAM-Centre Pompidou, ProQuartet
Con il sostegno di ULYSSES Network sostenuto dalla Commissione europea (Europa Creativa)
Prima esecuzione italiana

Mauro Lanza (1975)
The 1987 Max Headroom Broadcast Incident (2017, 11’) * per quartetto d’archi aumentato
Co-commissione IRCAM-Centre Pompidou, ProQuartet, Warsaw Autumn e Milano Musica
Prima esecuzione italiana

Il concerto è preceduto, alle ore 18.30, da un incontro con Mauro Lanza
In collaborazione con RAI-Radio3 (Trasmissione in differita)
Spazi inversi

Quando il Quartetto è “aumentato”

Dopo il Quartetto Arditti, l’appuntamento n.7 del Festival di Milano Musica dà spazio a un altro gruppo da camera prestigioso e votato ai repertori moderni e contemporanei, il Quatuor Diotima, che venerdì 3 novembre, all’Auditorium San Fedele (ore 20.30), esegue quattro brani per la classica formazione d’archi “ripensata”, tutti successivi al Duemila.

Il primo in ordine di apparizione è il Quartetto n.8 di Salvatore Sciarrino, scritto nel 2008, nove anni dopo il precedente (n.7) in cui era apparso l’innesto, nel corpo della musica strumentale, dello stile vocale affinato negli anni. «Nel Quartetto n. 8 – scrive Gianluigi Mattietti nelle note di sala – Sciarrino porta avanti quest’idea, con una scrittura strumentale di forte liricità … Questa dimensione “cantabile” è enfatizzata anche dall’estrema rarefazione del contesto strumentale complessivo … Ne emerge un’espressività molto particolare, data anche dai glissati discendenti, dagli armonici superacuti … dall’uso dei suoni multipli che compaiono a metà del pezzo in forma di “ombra”, poi si moltiplicano e creano, dopo un lungo assolo del violoncello, una vera barriera di suono, aspra, stridula, dall’effetto quasi elettronico, che tende a sommergere il canto».

Il secondo autore del programma è Alberto Posadas (1967), del quale il Quatuor Diotima esegue due estratti da Liturgia Fractal (2003-2008): Arborescencias e Ondulado tiempo sonoro… «Posadas è sempre stato interessato a lavorare con modelli astratti legati a fenomeni naturali. In Aborescencias, tutti i materiali e il sistema delle altezze sono regolati dal sistema di Lindenmayer, un modello che descrive il comportamento nella crescita dei vegetali, e che permette a Posadas di creare una struttura arborescente applicata al fattore temporale … Ondulado tiempo sonoro… usa invece come modello frattale il moto browniano (riferito al movimento disordinato delle particelle nei fluidi), che regola la macrostruttura, con un diverso grado di imprecisione per ogni strumento … il risultato è una musica fatta di figure fluide e mobilissime, che si stratificano in maniera sfasata come delle onde longitudinali, alternate a suoni che tendono a estinguersi» (Mattietti).

Il terzo pezzo, Anima di Ashley Fure (1982) innesta sul quartetto d’archi l’elettronica, che la giovane compositrice americana usa in forma “molto legata agli strumenti e “umanizzata”. «Il suono inizia dal tocco – precisa Ashley Fure -: aria muove l’aria, i crini sfregano le corde, le dita premono e tirano e pizzicano. Il lavoro che faccio è volto ad accrescere questa fonte tattile del suono». Ne risulta una musica insieme virtuosistica e cruda, fatta di timbri complessi, ottenuti con tecniche strumentali estese, e di suoni ricavati da materiali come il metallo e il cartone (Mattietti).

Il quarto pezzo, di Mario Lanza (1975), conferma ed esalta la dimensione elettronica, e non solo quella. The 1987 Max Headroom Broadcast Incident (2017) per quartetto d’archi aumentato, «nasce come omaggio alle vecchie tecnologie e all’oscura visione fantascientifica e “cyberpunk” degli anni Ottanta. All’origine della composizione ci sono due suggestioni cinematografiche: la testimonianza visionaria di David Cronenberg sul suo film Videodrome, e un vecchio video pirata, trovato su internet. Si tratta del più celebre episodio di pirateria televisiva che si verificò a Chicago la sera del 22 novembre 1987: i pirati riuscirono a introdursi nei canali della emittente locale WTTW durante un episodio della serie di fantascienza Doctor Who, facendo apparire un individuo mascherato da Max Headroom (molto popolare in quegli anni) che, con un audio distorto, iniziò a gemere, urlare e ridere, declamando slogan pubblicitari, cantando un frammento della canzone dei Temptations I’m Losing You e il tema del cartone animato Clutch Cargo» (Mattietti).

Il concerto, che si avvale del contributo di tre specialisti francesi di Computer Music-Design formatisi all’IRCAM di Parigi, sarà preceduto alle 18.30 da un incontro con Mario Lanza.

Nell’ambito de La Francia in scena, stagione artistica dell’Institut français Italia, realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut français e del Ministère de la Culture et de la Communication, della Fondazione Nuovi Mecenati, della Sacem Copie Privée, della Commissione europea (Europa Creativa) e del Ministero dell’Istruzione italiano dell’Università e della Ricerca – Afam (MIUR – Afam).

Concerto in abbonamento
Biglietti € 10