Isis e l’Africa

Africa
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Milano, 13 novembre 2017

E’ di stasera la notizia di una ragazza egiziana che voleva farsi esplodere a Milano.  Per la 22enne è scattata l’espulsione dall’Italia. Da diversi mesi aveva manifestato la sua approvazione per l’Isis e voleva dare il suo contributo alla jihad.

Ancora una volta è l’Europa a tremare per la paura di un altro attentato. Ma l’Isis dove cresce maggiormente? Una risposta arriva sicuramente dall’Africa, la parte nord in particolare, è un continente a dimensione di Isis, per il suo sviluppo e per via della religione mussulmana.

Parliamo della Nigeria, della Mauritania, dell’Algeria, Libia, Egitto,  Chad, Sudan e Somalia. meno per quanto riguarda la parte sud africana. I motivi principali sono la povertà diffusa, poca democrazia, minima scolarizzazione e disoccupazione. L’afflusso di terroristi che arrivano dalla Siria e dall’Iraq verso la Libia è la dimostrazione che, qualora le vicende siro-irachene volgessero al peggio, l’ISIS andrà alla ricerca di nuove aree di crisi dove insediarsi ed estendersi.

La Libia, un po’ come la Tunisia e le nazioni arabe della costa mediterranea, rispondono ancora ai requisiti tipici dei paesi mediorientali. Ma il timore maggiore è che questo fenomeno dilaghi nella fascia sub-sahariana. I recenti attacchi terroristici a Bamako, Ouagadougou e Grand Bassam dimostrano quanto sia reale la minaccia.

Davide Falco