Caos salute

Matteo Piovella
Matteo Piovella

Non c’è fine al peggio. La nave affonda e ognuno si arrangia come può. Da anni le regole su cui è stato correttamente fondato il SSN sono un lontano ricordo mandato alla deriva da una politica che non ha saputo trovare strumenti straordinari e idonei a perpetrare il vero reale miracolo italiano.

Le Professioni Sanitarie, che da decenni pretendono il giusto riconoscimento economico per una attività lodevole impegnativa ed indispensabile – e sottopagata – e, indotti da una politica esclusivamente orientata al mero risparmio (anche a discapito della tutela della salute dei pazienti) hanno finito per superare gli argini che li opprimevano e si sono autocertificati a auto abilitati a effettuare diagnosi e cura anche se non hanno i necessari requisiti di legge obbligatoriamente richiesti in tutto il mondo civile. Certo, conosco delle Suore Eccezionali che lavorano in alcune parti dell’Africa, in cui non esiste nulla tranne che la guerra e la morte per fame: queste suore ogni anno salvano migliaia di bambini interpretando al loro meglio il ruolo di medico, di ostetrica e di tutto quello che è possibile immaginare pur di salvare delle vite. Certo: in Africa. Un miracolo. Una cosa straordinaria. Ma quante vite si sarebbero potute salvare se al posto loro ci fosse stata la miglior équipe di un reparto di ostetricia italiano? Non si confondano le situazioni eccezionali con ciò che deve essere inteso come giusto ed ordinario in uno stato civile e democratico. In oculistica centinaia di migliaia di pazienti si confrontano con figure non sanitarie quali ottici e sedicenti così detti optometristi operanti in un esercizio puramente commerciale e affidano inconsapevoli la salute dei propri occhi a persone non qualificate e che nulla hanno da condividere con la medicina, grazie all’illegittima disinformazione subdolamente sostenuta. SOI da oltre un anno interloquisce con il Ministero della Salute perché attivi il necessario controllo per il rispetto di una corretta informazione a vantaggio dei cittadini che si rivolgono ai negozi di ottica o negli “ambulatori” dei sedicenti Optometristi. SOI in questo ambito ha presentato denunce presso 32 procure della repubblica nel 2016. E’ indispensabile informare i cittadini che quando un infermiere porta sul cartellino di riconoscimento la scritta dottore/dottoressa e si fa chiamare di conseguenza, si rende responsabile, assieme all’amministrazione ospedaliera e ai dirigenti medici responsabili di un grave reato che impedisce ai pazienti di esercitare il loro diritto di controllo dell’iter di cura a loro prestato e delle eventuali azioni legali collegate.

Massimo rispetto per tutte le professioni ma ognuno faccia il proprio mestiere: quello per cui ha studiato ed è preparato a svolgere. Nulla di più.

Matteo Piovella – SOI – in qualità di Presidente di “Fondazione Insieme per la Vista” Onlus denuncia alla Magistratura le figure professionali sanitarie non mediche per abuso di esercizio di   professione medica: una politica poco attenta a tutelare i Pazienti, induce, per meri motivi elettorali, il personale infermieristico a commettere questo reato negli ospedali e, soprattutto, nei Dipartimenti di Emergenza dei Pronti Soccorsi. Questo comportamento è possibile   perché i Pazienti   non sono messi a conoscenza degli obblighi di legge che disciplinano l’acquisizione e il rilascio dei consensi informati privandoli illegittimamente della consapevolezza di conoscere i titoli e la capacità di chi gli sta di fronte.