Alba proclamata “Città Creativa per la Gastronomia”

Alba premiata città della gastronomia
Alba  città  creativa per la gastronomia

Alba è stata proclamata ufficialmente dall’UNESCO, “Città Creativa per la Gastronomia”. Un riconoscimento che rafforza la vocazione internazionale della città. Grazie a questa nomina Alba potrà incrementare la visibilità e la reputazione internazionale, ampliare potenzialità e target del suo patrimonio culturale enogastronomico e pianificare azioni di potenziamento e sviluppo delle attività di Cooperazione Internazionale, insieme ad altri territori dall’identità culturale affine.

La città ha basato la sua candidatura a Creative Cities sulla consapevolezza dell’importanza strategica che il reparto enogastronomico della città di Alba, ma anche del territorio circostante di Langhe e Roero, riveste sia in campo economico, sia in campo culturale.

Una vocazione non solo millenaria, ma innovativa e pulsante, che coinvolge il settore agroalimentare, meccanico, industriale, dell’artigianato, della ristorazione e – oggi più che mai – del turismo enogastronomico, che ha eletto le Langhe e il Roero a meta prestigiosa del buon cibo e del buon vino.

Cosa vuol dire fare parte del network? Significa entrare in un circuito d’eccellenza, “certificato” UNESCO, di città e soggetti pubblici e privati che individuano in questa impostazione condivisa un’occasione di scambio, sviluppo e soprattutto di internazionalizzazione, con impatto diretto su: turismo e visibilità, imprese e categorie di settore, formazione/educazione. Le città del circuito infatti si impegnano a condividere best practices, sviluppare partneship e progetti comuni.

“Sono davvero orgogliosa di questo riconoscimento – commenta l’assessore alla Cultura ed al Turismo della Regione Piemonte Antonella Parigi – dimostra quanto l’enogastronomia abbia, in particolare nel nostro territorio, un profondo valore culturale, capace di dare identità ai luoghi. Un principio particolarmente forte ad Alba che, con questo riconoscimento UNESCO, ha confermato di saper fare del valore aggiunto culturale un tratto sempre più distintivo e allo stesso tempo capace di portare sviluppo economico e sociale sul territorio”.