Al Teatro Giuditta Pasta: Il Mercante di Venezia

ilmercantedivenezia
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Sabato 2 dicembre | ore 21.00 e Domenica 3 dicembre | ore 15.30

ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE presenta

IL MERCANTE DI VENEZIA

di William Shakespeare
adattamento e regia Filippo Renda

Scontro etico, sociale e culturale. Conflitto fra amicizia e amore. Lealtà e giustizia. Questi i temi portanti de Il Mercante di Venezia. Ancora una volta Shakespeare riesce a scavalcare il limite temporale e a fornirci materia per riflettere su di noi e sul nostro presente. Complice la magia di Venezia, l’allestimento del Mercante shakespeariano è spesso stato lo spunto per ricreare lussuosi allestimenti.

In questa lettura, Venezia è una città annodata nell’intrico delle calli, prigioniera di un’acqua stagnante che la invade compromettendo le condizioni igieniche e la salute psichica dei protagonisti. Venezia è l’epicentro di un terremoto morale, al cui nucleo è collocata la presunzione umana di credersi infallibili, l’inevitabile cortocircuito tra giustizia e giustizialismo, tra ordine e vendetta.

Il punto di partenza è una condizione umana di stagnazione; ma il punto di arrivo è lo scontro religioso e morale. In una Venezia malata di ristagno, il celebre personaggio di Shylock è uno di quegli archetipi shakespeariani ai quali sono attribuiti in modo quasi aprioristico tratti di immoralità e colpa. Le letture tradizionali del testo assumono questo pregiudizio acriticamente, senza mai metterlo in discussione e relegando la richiesta di penale del contratto (la famosa libbra di carne) a un mero coup de théâtre.

Eppure, il riscatto è un indizio: Shylock non chiede denaro, ma carne; non vuole ricchezza, ma vita. L’usuraio ebreo è in scena sempre vestito di nero non perché le sue vesti riflettano la sua scura condizione morale, bensì per un fatto oggettivo: è da poco rimasto vedovo. Shylock vive lo stesso drammatico impasse di Antonio. Nella città stagnante, l’ebreo è uguale agli altri.