Reach per tutelare l’ambiente e la salute

Pietro Paris
Pietro Paris

Del REACH, acronimo del Regolamento per la Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche se n’è parlato al Convegno di Labozeta Spa al Cnr Insean di Roma lo scorso 12 ottobre. Un argomento tanto importante quanto complesso che, attraverso le sue prescrizioni, vuole portare ordine nel settore della chimica a tutela della salute e dell’ambiente. D’altra parte le sostanze chimiche oggigiorno sono praticamente ovunque. Dai vestiti alla cosmetica, dagli oggetti di uso comune, come i giocattoli per bambini ai prodotti per la pulizia della casa, sono innumerevoli le sostanze presenti sul mercato.

Abbiamo chiesto delucidazioni all’Ing. Pietro Paris che coordina l’unità dell’Ispra che svolge i compiti nazionali del Regolamento ed è membro del Comitato per la valutazione del rischio dell’ECHA, European Chemicals Agency di Helsinky, che è il riferimento scientifico e normativo del nuovo quadro regolamentare delle sostanze chimiche.

“Il REACH è entrato in vigore nel 2007, – afferma Paris – prevedendo una fase transitoria che terminerà il 31 maggio 2018. Entro quella data tutte le sostanze presenti sul mercato dovranno essere registrate da produttori e importatori. Sulla base del principio “no-data no-market”, infatti, le sostanze non registrate a quella data non potranno più essere prodotte o importate in Europa.
La scadenza del prossimo anno – prosegue il rappresentante Ispra – è particolarmente importante perché a differenza di quelle passate riguarda la soglia più bassa di produzione e importazione delle sostanze (1-100 tonnellate/anno) e avrà un impatto soprattutto sulle piccole medie imprese, che specialmente in Italia rappresentano gran parte della struttura produttiva.
C’è il rischio concreto che alcune imprese, non procedendo alla registrazione, non potranno più utilizzare le sostanze necessarie al loro ciclo produttivo. Per questo da anni è stata avviata una campagna capillare di sensibilizzazione, sia da parte dell’ECHA, sia a livello nazionale”.

“E’ stato istituito – conclude Paris – un sistema di vigilanza che fa capo alle autorità nazionali dei singoli stati dell’UE. In Italia l’Autorità Competente è il Ministero della Salute. Il sistema dei controlli è attuato attraverso un’autorità ispettiva centrale, delle Regioni e delle Province autonome, così come attraverso strutture quali gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF), i Nuclei antisofisticazioni e sanità dell’Arma dei Carabinieri (NAS) e l’Agenzia delle dogane, da sempre impegnata nei controlli sulle merci ai confini”.