Allo Spazio Teatro 89 di Milano, il pianista Jeffrey Swann

foto Jeffrey Swann
foto Jeffrey Swann

All’inizio del XX secolo, i ritmi sincopati e le sonorità ruvide del ragtime conquistano il cuore e l’orecchio di tanti musicisti: il programma del concerto di domenica 12 novembre allo Spazio Teatro 89 di via Fratelli Zoia 89 (ore 17; ingresso 5-7 euro), proposto dal pianista americano Jeffrey Swann, parte da un omaggio a Scott Joplin (con i due deliziosi ragtimes “Peacherine” e “Fig-leaf”), di cui ricorre il 150° anniversario, per esplorare poi gli influssi della musica afroamericana su Gershwin (con gli chopiniani “3 Preludi”), Debussy (con l’ironia di “Minstrels”, “General Lavine” e “Golliwog’s Cakewalk”), Stravinsky (con lo straniante “Ragtime”, talmente cubista da meritarsi un disegno di Picasso sulla copertina dell’edizione a stampa), Barber (con le rare “4 Excursions”) e Gottschalk (che fu soprannominato “lo Chopin creolo”, con la sua virtuosistica “Bamboula”).

L’evento, terzo appuntamento della rassegna “In Cooperativa per Amare la Musica-Concerti Fior Fiore Coop”, è realizzato in collaborazione con Serate Musicali.
Com’è sua consuetudine, sarà lo stesso Jeffrey Swann a introdurre il programma: da sempre, i concerti del pianista statunitense, che nel corso della sua carriera si è aggiudicato importanti riconoscimenti internazionali tra cui il primo premio al concorso “Dino Ciani” al Teatro alla Scala di Milano, sono momenti di grande coinvolgimento per il pubblico, sia per il calore delle sue interpretazioni, sia per la sua capacità di conversare con gli spettatori in modo brioso ed efficace, guidandoli all’ascolto tra riflessioni stimolanti e aneddoti brillanti.